ComidaDeMama

August 4th, 2004 by Elena

The Cat in the Hat

“Come non conosci The Cat in the Hat?”
Cathal, il nostro amico irlandese, è sinceramente stupito. Siamo nella biblioteca pubblica di Prinsengracht 587, al quinto, immenso piano dedicato ai ragazzi e alle loro letture.
Inizia a spiegarmi. The Cat in the Hat è il primo di una serie di quarantaquattro libri scritti e illustrati dal Dr Seuss, illustratore, e autore di libri per ragazzi americano.
Negli anni Cinquanta, dopo anni spesi nel campo pubblicitario e nel cinema di animazione, decide di dedicarsi alla letteratura per bambini.
E fa una cosa interessante.
Prende 220 parole, parole semplici, quelle che i bambini possono capire bene. E compone un poema buffo in rima.
Sembrerebbe un mero esercizio di stile, ma c’è di più.
L’idea di fondo presente in ogni sua pubblicazione è che le rime, il ritmo e la ripetizione in un testo aiutino i bambini a prendere confidenza con la lettura.
Trovo su Amazon le prime cinque pagine del libro, potete quindi vederlo e leggere i primi versi. Io lo trovo divertente e buffo. Nelle librerie degli amici anglofoni di Marta si trovano sia copie nuove di zecca e copie consunte e sbrindellate di proprietà dei genitori. Dal 1957 generazioni di anglofoni hanno familiarizzato con la lettura con questi testi.
Quest’anno ricorre il centenario della nascita del Dr Seuss e ci sono state moltissime celebrazioni. Qui ad Amsterdam, all’American Book Center, si sono svolte gare di limerick* per ragazzi per celebrare questo funambolico autore.
Consiglio caldamente tutti i libri di questo autore, in lingua originale.
Ricordo il mio primo libro in lingua straniera che mi è stato regalato.
Era un libro di Dick Bruna, un autore molto famoso in Nord Europa.
Un libro con frasi semplici, in tedesco, regalo della mia pro-zia, tante Frieda.
Meine mutze ist grün e cos

Comments

17 Responses to “The Cat in the Hat”
  1. Mannaggia… A saperlo prima… Ho chiuso ieri un ordine su IBS, ce lo aggiungevo !!! Mi sembra davvero troppo carino !

  2. Vado a leggere. Con il mio inglese, forse, è veramente una delle poche letture che posso affrontare ;). E’ Letizia è quasi meglio di me!

  3. Iaia, vabbè la prossima volta
    silvio, anche marta mi batte in olandese!

  4. Sorpresina: l’ho trovato addirittura in Yiddish http://mysite.verizon.net/~vze25w7k/

  5. che mito Silvio, non conosco lo Yiddish anche se certe parole le capisco per via del poco di tedesco che mi è rimasto attaccato alle sinapsi :OD

  6. OT: comida, non mi ricordo in che post e in quale blog, ma mi pare di ricordare che una volta tu parlasti della lettura di wu ming 2 guerra agli umani. non ricordo bene se lo avevi letto o lo volevi ancora leggere. mi ricordo che se ne discuteva e basta. insomma, oggi ho trovato che si può scaricare interamente (http://www.wumingfoundation.com/italiano/downloads.shtml). forse tu hai una memoria migliore della mia e ti ricordi a chi questa informazione può tornare utile.

  7. vittorio says

    se non sbaglio,Mike Myers (Austin Powers per capirci) nel 2003 ne ha tratto un film
    ciao
    vittorio

  8. Io lo comprerei in inglese. Per esempio le petit prince me lo feci regalare in francese, poi in un secondo momento l’ho letto in italiano. Sono dell’idea che in francese rende di più.

  9. Limerick è anche una località irlandese.. la rima è stata inventata l

  10. JC grazie, interessa a me! grazie per averci pensato, sei gentile :O)))
    vittorio: hai ragione, ne discutevo con un mio amico, mi sembra insensato tradurre in film un esercizio di stile, però il gatto, the cat in effetti è anche diventato un personaggio. Non so. POi, non ho visto il film. Ma è uscito in Italia?
    monzia :OD
    diego: secondo alcune fonti enciclopediche forse si anche se non è certo. E’ un fatto che gli inglesi usassero il limerick, quindi queste composizioni buffe per prendere in giro gli irlandesi (sempre simpatici eh, gli inglesi…)
    quindi potrebbe anche essere. Io credevo che The Cat in the hat fosse in limerick, ma poi ho controllato bene la definizione in metrica ed è non esattamente la stessa cosa, perchè il limerick ha una sua struttura

  11. OT ( e prima di leggere ): comida, mi precipito a darti quel link che non avevi salvato
    http://www.danishsoundscapes.com/danish.html
    ciao

  12. vittorio says

    S

  13. grazie milton, mi è venuto male nel non vedere la iconcina :=)
    vittorio, mmmmmmm su internet ci sono i trailers, poi li guardo :))

  14. E’ anche un musical.
    Però sono un po’ contraria. Mi piace il recupero delle proprie radici, senza nulla togliere a quelle degli altri.
    Ne ho due palle cos

  15. @Vittorio: a me risulta uscito solo in Usa, in Italia previsto per dopo l’estate. @Spin: ok, recuperiamo le radici, ma certi capolavori sono internazionali, io sono contento che a Emma e Gioconda conoscano il lavoro di Seuss. Niente a che fare con l’ultra marketing-premasticato a cui ormai hanno ridotto Pooh. E poi che vogliamo fare con Cappuccetto Rosso (tedesca), Sirenetta (danese), Bella Addormentata (francese)…? @Comida: noi abbiamo Gatto col Cappello e Prosciutto e Uova Verdi in italiano. Quest’ultimo addirittura la sfida era di usare solo 50 parole! (e’ bellissimo, e’ quasi un poemetto hip-hop ante ante). Beh, vale? Però qualche libriccino per bimbi in inglese ce lo abbiamo. @Elena: scrivimi.

  16. per maggiori informazioni sui limerick, vedi “la grammmatica della fantasia” di Gianni Rodari. Mi piace Dr Seuss. Abbiamo il libro e anche la maglietta. Anche di Dick Bruna abbiamo libri e magliettine. Poi abbiamo un fantastico libretto in olandese che racconta di sogni e di notte…Bacioni.

  17. A casa mia non c’è niente di Dick Bruna perchè di cultura pochissimo nordica :-) Dopo aver letto il tuo post ho visitato il sito di Nijntje e ho riconosciuto quello che mi scrivesti essere uno dei preferiti di Marta ! E’ molto bello e belli i disegni. Subito tra i preferiti. Consumista efferato, sono subito finito nella boutique ed ho adocchiato diverse cose. Ho installato subito un fantastico screensaver. Se avessi dei bambini comprerei libri di Bruna sia in italiano che in inglese anche perchè vorrei che i loro ricordi avessero le faccine ed i colori dei suoi personaggini e non dei mostri giapponesi della tv. ( Mi piacciono i limericks ma ne trovo troppi di cattivi, addirittura su internet c’è un loro elaboratore automatico. Penso occorra essere liberi ma rispettare una certa musicalità che perlopiù manca).

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