ComidaDeMama

July 26th, 2004 by Elena

Vorrei tanto che alcuni miei cari amici potessero scrivere un post

…un post cos

Comments

15 Responses to “Vorrei tanto che alcuni miei cari amici potessero scrivere un post”
  1. daniela says

    Vabbè..lo sappiamo tutti che vivere nel nostro paese è già di per sè una bella botta di c**o nella vita(potevi nascere in iarq e “sciropparti”una guerra non da poco(qualunque cosa pensi quel pirellone di bush!!))…xò fossi in te,per il bene del consorte e per l’avvenire di marta cosa più importante :RESTA L

  2. cara Daniela, ehehehe ho comeprato io la pistola e il latet e cacao e aspetto il conto dell’ospedale, spero che l’assicurazione copra anche le radiografie

  3. non e’ tutta stressante l’italia, dipende da che lavoro si fa e soprattutto dove lo si fa. ho un amica che si riempie la vita all’inverosimile di cose da fare, ma che e’ riuscita a farsi una settimana in jamaica a marzo, una in irlanda a giugno e se ne fara’ 3 in abbruzzo. e io? io rosico di invidia. che mi faro’ 2 settimane striminzite prima del rush finale per consegnare un lavoro enorme il 20 settembre.

  4. cara comida, il mio ragazzo lavorava nel settore informatico della pearl (si scrive cos

  5. Sono felice che Marta sia iperattiva come al solito, ed attendo, come tutti, altre sue foto. Sul tema, come libero professionista ho poca voce in capitolo, chè in teoria potrei organizzarmi come meglio credo. Purtroppo, come boss di me stesso, continuo a lavorare anche quando non sono più/ancora alla scrivania, ed è la cosa peggiore. La mia impressione comunque -beninteso ricavata da letture e non da esperienza diretta- è che quanto si legge nel post che citi sia difficilmente generalizzabile, ed occorra fare una valutazione per singolo caso, troppe essendo le variabili in gioco.

  6. Rispetto all’orario di lavoro ho visto di tutto: insegnando lavoravo 18 ore alla settimana, in libreria lavoravo fino alle 19.30 sabato compreso, adesso ho un normale orario di ufficio. Che mi consente (come ieri) di tornare a caa ad ore decenti e mettermi a mollo nella piscinetta gonfiabile con Letizia. Anche qui ci sono gli psicopatici che fanno 14 ore al giorno, ma è gente che una vita sua non ce l’ha. E non ce l’avrebbe nemmeno se avesse tempo a disposizione. Non credo che l’Italia sia peggio o meglio di altri posti. Dipende da come uno si “difende”.

  7. quando leggo queste cose viene alimentato il mio fuoco che fa da carburante alla voglia di andar via e trasferirmi ad Amsterdam o Londra …

  8. caro milton: indubbiamnete hai ragione, è difficilmente generalizzabile. Ma è un fatto quello che vedo e che sento, sono sicura che non sia ovunque cos

  9. In media quel che dici mi sembra vero, teniamo presente che io lavoro nel settore pubblico e che anche in Olanda c’e’ Roberta che lavora fino alle 11 di sera.
    Il problema non e’ solo di rispetto dei tempi del singolo ma anche di organizzazione del lavoro (in)sensata. La mia esperienza italiana e’ che passavo il tempo a tappare buchi a destra e a manca dalle 8 del mattino alle 5 del pomeriggio, ora in cui avrei potuto cominciare a fare il mio lavoro vero.
    Se invece sei in una realta’ in cui ognuno fa il suo lavoro, e’ un altro vivere.

  10. le esperienze sono sempre molto personali. premesso questo, passo alla mia generalizzazione. io lavoro in grande azienda tlc. non troppo difficile da individuare. quel che vedo io tutti i giorni è che il criterio per essere considerati (bravi, in gamba, degni di carriera, quel che volete) è legato al numero di ore passate in ufficio. ossia, bisogna essere sempre disponibili. i capi ti cercano sempre dalle cinque del pomeriggio in poi. le riunioni e le audio conferenze sforano i tempi senza pietà. chi alla fine viene considerato è quello che si è fermato, che si è reso disponibile. tuttociò è abbastanza chiaro al dipendente, al quale è lasciato il compito di decidere cosa fare della sua vita. fare ciò che gli è richiesto. oppure rinunciare alla posta in palio (qualora ci tenga). adottare il secondo approcio non è comunque facile, quando poi si deve pure lavorare in gruppo. hai voglia di arrivare in ufficio alle 8 per uscire alle 17 se gli altri hanno fatto le 20, magari cambiando parte del lavoro da fare, arrivano con calma alle 10. io lo vivo come un incitamento alla disorganizzazione e allo spreco del tempo. nonché come cattivo sfruttamento delle “risorse” (come gli ebrei per i nazisti, siamo alle volte solo un numero).

  11. in generale anche a me pare che in italia non si rispetti per niente il tempo di vita personale, per lo meno di quelli che non sanno difendersi. e qui sta il problema: in questo come in molti altri ambiti, il rapporto tra una persona e l’azienda per la quale lavoro é troppo spesso quello di “doversi difendere”.

  12. Io pure ci sto pensando a un trasferimento anche perchè per quello che faccio(mi occuppo di fotografia) l’italia considera il mio settore di poco valore e mi mette dopo il tempo libero del lavoratore.
    Da un pò penso all’olanda.
    Ti devo scrivere anch’io Comida…

  13. Io aprirei una bella farmacia su un isoletta in polinesia e nelle ore libere andrei a pesca e leggerei a pancia all’aria sotto il sole…

  14. sandra e beppe says

    cara elena, siamo sandra e beppe, probabilmente vi fara sorridere questo nostro esordio … ma e

  15. ola sandra e beppe!!!
    che bello sapere che in peru state pensando a noi
    ci vediamo a settembre, di certo!!!!

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