ComidaDeMama

May 19th, 2004 by Elena

Sarde a beccafico

Per 6 persone:
Per Michela, che mi ha scritto ieri.
Ciao Principessa, ti abbraccio! Questa è la mia versione delle sarde, un po’ modificata rispetto a quella che la signora in spiaggia a Filicudi ci aveva raccontato –o forse tu eri già a Stromboli, quel giorno, sob, che malinconia…–se vuoi non mettere la menta e l’aglio, ma l’alloro.
600 gr di sarde
200 grammi di pan grattato
30 gr di uva passa
30 gr pinoli
2 spicchi di aglio sbucciati e tritati finissimi
1 arancia
1 limone
1/2 bicchiere d’olio d’oliva
1/2 cucchiaio di zucchero
10 foglie di menta
un dito di vino bianco
una cipolla
sale
Tostare leggermente il pangrattato in una padella, insaporirlo con la menta sminuzzata, l’aglio, il sale e i pinoli.
Idratare l’uva passa per una ventina di minuti in acqua calda, sgocciolare e unire al pangrattato.
Preparare il succo degli agrumi e grattugiare una piccola parte della buccia di un limone e di un arancio. Unire le bucce degli agrumi e le uvette al pane tostato all’ultimo momento, poco prima di farcire le sarde.
Pulire le sarde. Io ho imparato da sola a pulire le sarde, mia mamma non compra pesce che abbia la forma di pesce, solo informi filetti, molto buoni, ma poco didattici.
Artusi da una parte, aperto sulla ricetta “Sarde imbottite” e una povera sarda in mano, ho compiuto la prima volta uno scempio tentando di usare il coletllo. Da quando mi sono lasciata andare ad usare le mani non ho più avuto i problemi.
Buttata via la purea di sarda ho:
- tagliato con le forbici la testa,
- voltato il pesce con la pancia in su,
- con un dito infilato nell’attaccatura della testa ho percorso il fillo della pancia del pesce aprendola a libro,
- tolto le interiora,
- riscacquato il pesce,
- tolto delicatamente la spina senza però rimuocere la coda del pesciolino,
- lavato e asciugato con carta assorbente le sarde.
Mi ci è voluto una cena per 10 persone a bese di pasta con le sarde e sarde a beccafico per imparare per bene come si puliscono questi pesciolini.
In una capiente pirofila unta di olio fare uno strato di cipolla tagliata a rondelle grossolane.
Riempire ogni sarda con il composto profumato e formere dei rotolini che finiranno con la codina del pesce, in maniera che assomiglino a degli uccellini –i beccaficu infatti– .
Disporre i rotolini nella teglia, salare e zuccherare, irrorare di vino bianco e con la metà del succo d’agrumi.
Cuocere a 180

Comments

5 Responses to “Sarde a beccafico”
  1. Mentre ancora il caffellatte transitava per l’esofago, il nostro intrepido eroe, sprezzante del pericolo e incurante delle nausee, leggeva frasi tipo questa: “con un dito infilato nell’attaccatura della testa ho percorso il filo della pancia del pesce aprendola a libro”. Quali nuove avventure attendono il nostro eroe domani?

  2. Cara Comida, questa ricetta ha proprio l’aria di essere buona. In effetti la scocciatura del pesce sta proprio nella sua pulizia che io quasi sempre rifilo al marito! bacio

  3. ma questo è un piatto siciliano? sai, “noi” usiamo spesso pan grattato e uvetta nei piatti. comunque mi sa di buono! baci

  4. grazie elenuzzzzz
    …x essere sincera mi ricordavo una cosa + veloce!!! ma proverò a farle, le avevi preparate quando io e paola eravamo venute ad amsterdam ti ricordi?? che bontà!!
    però recluto i pese e faccio fare a loro il lavoro sporco :-) sono o non sono uomini di mare???
    grazie 1 beso
    michela

  5. @silvio: valà che il pesce non fa senso, non sanguina quasi, pensa se avessi dovuto spiegare un dosossamento di coniglio…LOL
    @iuma: voi siciliani, poi, me la spiegate come si fa, questa ricetta, voglio la versione catanese!
    @encli:è vero, è molto gustosa, io ho anche mangiato la versione piccante. Beata te che hai un marito che fa il pulitore di pesce!!!
    @michela: CREATURA!!!!! miricordo e mi manca avervi qui ad amsterdam. Certo che con i due Pese vicini non puoi non farti aiutare. Ammazzerei per venire con voi al mercato del pesce a Porta Palazzo al mattino presto e prendere del buon pesce. Saluti all’Ale, ai due Pese e a quella “dolce” anima creata che avete portato via dal canile.

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