ComidaDeMama

April 8th, 2004 by Elena

Dutch Light.

uitdam_land400x300.jpgVivo in Olanda da tre anni ormai, il fattore atmosferico è all’ordine del giorno, scherzo sempre della mania di parlar del tempo degli olandesi, ma è una cosa importante per queste persone che vivono mesi di poca luce e che devono convivere con le intemperie. Spesso mi lamento del freddo, del vento e della pioggia, ma devo dire che la luce qui ha veramente qualche cosa di seducente.
Ricordo uno dei miei primi viaggi fatti in Nord Europa con la mia famiglia, odissee automobilistiche in cui mio papà guidava l’auto di notte e di giorno ci guidava alla scoperta di città molto belle. Ho in mente, credo fossimo in Inghilterra, un contrasto di colori mai visto prima: uno squarcio di sole su un campo da calcio in cui una ventina di ragazzotti dalle pelle pallidissima tiravano calci a un pallone –barbari– su un prato.
Ricordo ancora meglio la mia prima vista di Edimburgo. Alle porte della città, la vedevo dall’alto di una collina. In basso la città era di pietra grigio scura, la stazione era nera e il tutto contrastava con un altipiano verdissimo e un cielo blu pieno di nuvole. “Io qui ci vivrei” ho detto, davanti all’ennesimo panorama di scogliere, prati verdissimi, nuvole e cieli plumbei, e io sono sicura che mio papà abbia fatto qualche battuta sull’invivibilità del tempo proprio come aveva fatto il padre di Priya in visita ad Amsterdam con la famiglia nel 1964.
Avevo capito che la luce del nord era speciale, non sapevo però nulla della luce olandese.

Esiste un antico mito per il quale la luce olandese è diversa da tutte le luci presenti al mondo. Stiamo parlando della leggendaria luce che vediamo, per esempio, nei paesaggi di Jan van Goyen e di Jacob van Ruisdael, negli interni e nature morte di Johannes Vermeer, Pieter Saenredam e Willem Claesz Heda.
Nel 17mo secolo l’osservazione del fenomeno atmosferico e, in particolare, della luce diventano il cardine di quello che viene chiamato visual culture, cultura visuale.
Secondo l’artista tedesco Joseph Beuys il 1950, data di costruzione delle dighe del Zuyder Zee e della conseguente pianificazione e costruzione di nuovi polder –campi letteralmente strappati dalle acque in grado di ospitare fattorie, coltivazioni e allevamenti– segna una data di chiusura di questa cultura visuale.
La vera luce olandese non esiste più se non nelle tele degli autori fiamminghi.
Dutch Light è un documentario sulla luce in Olanda. Diversi artisti, storici e scienziati provenienti da tutte le parti del mondo sono intervenuti offrendo il loro punto di vista.

Questo è il più bel documentario che io abbia mai visto in vita mia.
Sono sicura che la familiarità con i luoghi filmati possa rendere la visione più facile. Ad esempio capisco che un cantiere e i rumori dei martinetti per l’inserimento dei pali di fondazione –di passaggio nel film per pochi secondi– possa lasciare fredde molte persone, ma io sono passata per mesi davanti a quel cantiere per andare a lavorare nel negozio di design e per me quei suoni sono rimasti impressi perchè la terra si muove come in un terremoto a ogni colpo.
Appena disponibile comprerò il DVD di questo film, lo porterò con me come memoria degli anni passati in Olanda perchè riassume una parte delle cose che ho amato qui.
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Comments

8 Responses to “Dutch Light.”
  1. e’ proprio un bel post, elena! in fondo tu, questo paese lo ami. Bacioni illuminati dalla luce della lampada rossa (posta di fianco al pc).

  2. So che ho scherzato sulla sonnolenza di certi documentari, ma subito dopo sono corso sul sito di Dutch Light perchè comunque quando sento queste cose divento curioso. Sono affascinato dalla luce, in particoalre per la sua capacità unica di trasfigurare il quotidiano. Entrando a Notre Dame ho praticamente guardato solo la luce che faceva esplodere le vetrate di colori. E l’uso della luce è ciò che mi lascia incantato davanti a pittori come Vermeer o (più vicino a noi) a fotografi come l’amica Buba. Per me la luce è un regalo. Lo dicono anche molti poeti e scrittori, anche se cito sempre Battiato: “Perché la pace che ho sentito in certi monasteri,
    o la vibrante intesa di tutti i sensi in festa,
    sono solo l’ombra della luce”. Concludendo: 1.grazie di questo post. 2.speriamo di vederlo in Italia. 3.Auguri di buona Pasqua agli *illuminati*
    amici olandesi.

  3. @MAMMINA: amarlo, dici? Mah, diciamo che oggi, con questo agile audiovisivo, ci siamo riconciliati, hehehehehhe.
    caro Silvio: non vedo l’ora che esca in Italia perchè il metereologo non l’ho capito, parlava velocissimo.
    E’ più di un documentario, non ha il taglio– che peraltro non mi turba affatto– del National Geographic, è veramente coinvolgente. Buona Pasqua, se lo trovo lo compero e te lo presto, ma secondo me va visto al cinema con una buona acustica, e poi ci portiamo il berretto. :OP
    Buona Pasqua anche a te e buon lavoro di pittura

  4. E’ vero, io ancora mi ricordo di alcuni argini di un canale che dovevamo attraversare con una di quelle chiatte in legno dove ti devi appendere a una corda e tirare come un dannato per arrivare all’altra sponda, e l

  5. belle immagini e complimenti per il post: anche io sono molto affascinata dalla luce e soprattutto dai pittori olandesi; d’altro canto sto quasi scappando da questo nord italia che, checchè ne dica Vasari nel 500, oramai non ha più traccia di quei bellissimi cieli veneti di quell’epoca: solo smog e grigiore, e nelle stagioni piovose non vedi la luce per giorni e giorni. Ho bisogno di luce e di sole, ma quello che scalda, non quello pallido e malaticcio. Io scappo al sud: spero solo di non portarmi la nuvoletta di fantozzi. Augurissimi a tutta la famiglia olandese! ;o)

  6. @BUBI: ;OD, ti vedo…
    @iuma: grazie di cuore, spero di averti trasmesso un po’ dell’entusiasmo che ho provato vedendo questo agile audiovisivo.

  7. Io ho dei ricordi bellissimi del cielo e della luce scozzese. Più del cielo, con Giulia avevamo deciso che era molto più grande del nostro, le nuvole erano molto più belle e qualunque tentativo di imbrigliarlo in una fotografia destinato a fallire…

  8. @NDV: hai ragione

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