ComidaDeMama

April 26th, 2004 by Elena

Da Gigi

Dalle 12.00 alle 2.00 am, ieri, lezione di cucina italiana per 10 persone più altri 8 commensali. Memorabile.
Marta si è appena svegliata, alla prossima pausa racconto tutto.
>>/–pausa–/<< Il pane: focaccine alla carota grissini rubatà" rosette di pane alle noci Antipasto: composizione sul piatto di carpaccio di pesce veloce del baltico --scherzo, era un pesce bianco del mare del Nord, ma non so la traduzione in italiano, zeebar– sfilettato
cialdine di parmigiano
retina di pastella al basilico
rotolino di melanzana al forno con mozzarella e coppa di parma al forno
rotolino di melanzana al forno con mozzarella e erbe al forno
rotolino di zucchine italiane a crudo con caprino e sciroppo di acero
carpaccio di carne cruda battuta a coltello con rucola e parmigiano
Primo:
riso Venere (quello nero) all’aragosta
TRE ARAGOSTE vivissime da gestire –Gigi’s kluis–
spaghetti alla chitarra fatti a mano al sugo di carciofo
sgroppino alle fragole e aceto balsamico “insorbettati”
secondo:
due bellissimi pezzi di manzo allo spiedo con salsa di gambi di carciofi da far resuscitare un morto
dolci:
cantuccini
pasticcini di frolla con noci
frangipane alla moda bresciana
svariati vini perchè uno dei committenti era un negoziante di vini delle negen stratijes.
Tra quelli che mi ricordo, molte le varietà proposte, un Taurasi, un Alto Adige Lago di Caldaro Scelto, un vino rosso prodotto dal suocero del mio ex direttore (il mondo è piccolo, addirittura il signore del negozio di vini e io abbiamo seguito un corso di cucina indiana da Priya due anni fa) e molti altri. Il pezzo da novanta era un vino toscano che aveva nel nome qualcosa con la ghiaia, un vino molto corposo reso ancora più aromatico dalla barrique. Come diceva il signor cantiniere, lui non compera mai vini barricati perchè in Italia barricano ormai anche l’aranciata, ma questo vino gli era in ogni caso piaciuto perchè la botte di rovere non aveva coperto gli altri sapori.
Per finire moscato e Recioto della Val Pollicella.
Io ho spiegato tutta una serie di cose davanti a questo plotone di persone molto esigenti e abituate a parteciare a corsi di cucina di alto livello, il che ha reso più semplice l’esecuzione, molto spesso i gruppi sono disomogenei, c’è chi non è molto interessato alla cosa ed è venuto per la compagnia o chi si perde dietro ai vini serviti durante l’esecuzione di piatti e l

Comments

20 Responses to “Da Gigi”
  1. Mannaggia, tocchi un argomento delicato, i corsi di cucina. Io adoro il buon mangiare, e vorrei davvero saper cucinare, ma, ahimé, non sono stata dotata da qualche entità superiore di tanta arte. Cos

  2. di dove sei? Roma, vero? mmmmmm non conosco nulla a Roma, ma ci possiamo informare.
    La Cucina Italiana offre sempre una ottima selezione di corsi di cucina, prova sul loro sito internet.

  3. Iaia, vieni a trovarci e ti becchi corso della comida + Amsterdam come bonus, che non e’ poco :-)

  4. Troppo bello!

  5. vesnuccia says

    che bella serata , mi sembra molto ma molto stimolante…mi piacerebbe fare qualcosa cosi ma nn so se sarei capace a insegnare la cucina… e poi il problema proprio nn si pone visto che qui a torino nn ho nessun agancio…perche sei ad amsterdam cacchiarola!!!

  6. C’è molto orgoglio in questo commento: leggo che avete bevuto Recioto della Valpolicella (si scrive cos

  7. @my wise: ;OD
    @encli: molto faticoso, ma interessante
    @vesnuccia: in Italia non so se mai mi imbarcherei in un’impresa del genere, la gente che paga veramente è abituata a strutture professionali che non potrei mai permettermi e il “low profile” non
    consente di fare grossi ricavi. Qui, poi fanno lezioni di cucina in posti dove in Italia non sarebeb consentito per motivi igienici. Troppi soldi da investire che non ho.
    @SILVIO: il Recioto è stato molto apprezzato e centellinato. Io, appena l’ho individuato, l’ho apprezzato e NON l’ho centellinato, sono una piemontese posso resistere anche un po’ se il vino è buono. Ora ne ho un po’ a casa.
    Con cosa lo abbini tu? Con cosa si abbina il Recioto?

  8. Alla faccia della ghiaia! Era un Sassicaia? Ossia uno dei migliori vini italiani in assoluto???

  9. Andrea, spero proprio che NON fosse sassicaia, uno perche’ comida si gioca un pezzo della sua reputazione sulla competenza enologica a chiamarlo ‘una roba il cui nome sembra la ghiaia’, due perche’ dare del sassicaia all’olandese medio (sorry, Meva) e’ sensato come usarlo per fare la sangria.
    Ah gia’, ma il vino lo portavano loro.
    Comunque se hanno portato del sassicaia sono dei pazzi proprio. Pazzi ricchi, ma sempre pazzi.

  10. @NO, caro Andrea, non era un masterpiece dei vini italiani, non crdo fosse nemmeno una indicazione geografica tipica, non so

  11. @my wise
    ma nooooooooo, VEDI CHE MI SOTTOVALUTI?

  12. Il Recioto della Valpolicella è il massimo per accompagnare dolci al cioccolato, dolci a pasta secca come la ‘sbrisolona’ che fanno da noi. Con il Pandoro di Verona “è la morte sua”. Il migliore mai assaggiato da me è ‘Le Calcaròle’ detto “la marmellata” tanto è corposo al palato, “particolarmente interessante con formaggi piccanti, dessert meglio se non farciti o da meditazione a fine pasto”(!). Problemino: 24 euro una bottiglia da 0,375… Ti consiglio il loro sito http://www.robertomazzi.it (e un altro per te che ami la grafica http://www.coffele.it). Ma quando venite a trovarci e …ad assaggiare?

  13. Ma no, comida, lo sapevo che non mi cascavi sulla sassicaia :-)

  14. che bello! mi sarebbe piaciuto esserci, a centellinare vino con te e Gigi. per ora mi farò una cultura con i vini siciliani, ma quelli sono mooolto forti! ;o)

  15. comida tu lo sai che se diventi troppo brava e fai delle cose troppo buone e delle altre serate cos

  16. @silvio: grazie mille per le informazioni!
    @(C)V:ehehehehheh
    @iuma: capiterà, ne sono certa, di centellinare vini, non so se siciliani o cosa, ma capiterà di farlo insieme. gigi, BTW è di Brescia!

  17. che gioia sentirti allegra e soddisfatta!Bacioni.

  18. Mmmm…
    Domanda tecnica: ma tu il limone — nella carne al coltello — a che punto lo metti? io alla fine, grosso modo trenta secondi prima di servire — sbaglio? Altra cosa: usi il carpaccio gia’ affettato fine o parti da un pezzo di carne piu’ alto (e in questo caso, che taglio preferisci)?
    OT: Ti mandero’ un paio di foto con il Monviso — e’ un pezzo anche del *mio* skyline.

  19. @angelo: grazie per l’immagine!!
    Gigi credo abbia usato il “primo taglio”, io userei un filetto, ma mi rendo conto che per 18 persone è un salasso, qui non abbiamo la COALVI :O)
    La carne è indubbiamente in un pezzo solo e devo dire che non ho mai avuto un buon coltello per batterla a mano e lo facevo fare al signor Pagliero nella sua super-macelleria di Saluzzo, in Via Griselda, dalla piazza con il monumento a Silvio Pellico. Macelleria molto buona e persona molto gentile, se dici che sei amico di Marco ed Elena Schwarz sarà felice. Ho portato qui i miei esigenti amici giapponesi e ho comperato diversi tipi di carne da mangiar cruda –sashimi versus carne all’albese, salsiccia di bra cruda, carne alla zingara. Che dire, abbiamo pareggiato:)–
    Il limone, se devo metterlo, lo metto anche io alla fine perchè altrimenti mi rende il colore della carne rivoltante alla vista e, poi, secondo me, rovina il gusto della carne e non uccide i batteri. Gigi non l’ha messo.

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