ComidaDeMama

March 15th, 2004 by Elena

Uno dei motivi per cui il mio migliore amico mi piace

Dona mi scrive:

…ho finito di leggere “Lettera a Berlino” di McEwan…
arrivato a Porta Nuova mi mancava un capitolo che dovevo assolutamente
finire e cos

Comments

21 Responses to “Uno dei motivi per cui il mio migliore amico mi piace”
  1. Dando un’occhiata al tuo comodino, mi chiedo che effetto ti stia facendo la tua attuale lettura. Io l’ho tentata molti anni fa e non mi ha catturato per niente. Credo sia uno dei pochi libri che non mi sono sforzato di finire, (di solito cerco di superare la scarsa empatia). A te come va?

  2. @Rob: che sollievo! Anche io sto forzando me stessa nel finire questo libro. Ho incolpato: me stessa e la mia incapacità, il traduttore, l’odore terribile delle pagine dell’edizione che ho comperato, le ore tarde della notte in cui posso leggere.
    A parte le descrizioni potenti della disperaziione delle persone durante la Grande Crisi, a parte sentirsi come Charlie Brown –quando fantastica circa SUE avventure eroiche sul campo da gioco– leggendo che qualcuno dice a Miller che ha un “fuoco sacro” inespresso non trovo nulla, le parole scorrono insensate ai miei occhi.
    Mi aspetta un bel libro su una ragazza indiana che vive nei sobborghi londinesi in un postaccio dove il cane della vicina di casa si chiama Nigger, un nome un programma. Pare che sia, nella sua tristezza, un libro piuttosto acuto e brillante, vediamo, intnato faccio esercizio in inglese, evitando, ancora una volta, “cuore di teebra” di Conrad, che occhieggia minaccioso dalla libreria.

  3. Potremmo veramente lanciare un sondaggio del tipo “Le parole che non ti ho detto” e chiamarlo “I libri che non ho finito”, visto che anch’io non riesco a procedere con Cuori di Tenebra e, a questo punto, son curioso di sapere chi è riuscito nell’impresa…

  4. Se mi metto a scrivere tutti i libri che non ho finito, altro che commento-fiume.
    Saranno decinaia e decinaia.

  5. @Comida: O.T. E’ arrivato, con il solito enorme ritardo delle poste italiane (non potevo credere all’inefficenza delle poste olandesi..) il pacco è arrivato, spero tu non abbia ri-spedito ancora una volta…ora lo vado a prendere.

  6. Confesso di non aver mai finito: I promessi (che palla), i Malavoglia e Harry Potter.
    In compenso il marito ha letto tutto l’Ulisse di Joyce (e gli è pure piaciuto). Se la coppia fa media allora posso permettermi di non finirne ancora taaaaaaanti ma taaanti. (però nemmeno lui ce l’ha fatta a leggere Finnegans Wake)

  7. Chi di voi s’è mia avventurato su “No logo”? della Klein?? io mi sono arenato a metà…ok che non è un romanzo ed è un trattato…ma è un mattone!!

  8. no non mi potete fare questo
    come nn procedete con Cuori di tenebra
    è uno dei libri piu’ belli che io abbia mai letto
    :-(

  9. miller invece nn lo soporto
    è proprio una questione di stile
    ho smesso di forzarmi nel leggerlo

  10. In cima alla mia lista dei libri cominciati e mai finiti svettano ‘L’uomo senza qualita” di Musil, ‘La Cognizione del dolore di Gadda’ e ‘Godel Escher e Bach’ di Hofstadter, tutti cominciati almeno tre-quattro volte. Peraltro non ho ancora perso la speranza di leggerli, il primo ed il terzo in particolare.

  11. ‘Godel Escher e Bach’ è sul comodino , ma mi fa un po paura

  12. @silvio: bella idea!
    @marco: non dico nulla, mi inchino ai mattoni che hai incominciato. Gadda è qui ad amsterdam, vero? pure Musil.
    @vesnuccia: devo iniziarlo “Cuore di tenebra”, ma non trovo spazi tranquilli di lettura.
    @bubi: ti ho mandato un messaggio via posta elettronica, NO LOGO lo conosco solo di nome

  13. @Comida: come ti ho gia’ icquato, gettono convinto “Cuore di Tenebra”, che e’ come dice Vesna (uno dei piu’ bei libri ecc…). @Bubi e altri: NO LOGO ce lo siamo letto in vacanza in sicilia sia io che Lia, era tre anni fa, ce lo sparavamo a letto quando Emma e l’infanta Gioconda crollavano. Beh, a parte l’alone fighetto che un po’ lo circondava,, noi lo abbiamo letto speditamente, anche si mi pare che si, ci fosse un momento di stanca verso metà. Io consglio di saltare un capitoletto e ndare avanti, nel caso, E’ un saggio, non si rischia di non capire la trama :)

  14. I libri su cui mi sono piantato sono tutte letture recenti, di sicuro c’e’ di mezzo l’ora tardissima in cui mi ricovero. Jonathan Safran Foer: “Ogni cosa e’ illuminata.” …eppure e’ bello… “Guerra e Pace”… e qui un po’ mi vergogno visto che il libro mi ha chiamato a gran voce. Poi ci sono dei manuali tecnici ma quelli non contano vero? :)

  15. “La cognizione del dolore” di Gadda lo vorrei leggere anch’io, soprattutto dopo la lettura che ne hanno fatto a “Totem” (ricordi la trasmissione?).

  16. @NDV:I Malavoglia mi sembra di non aver avuto problemi a finirlo, I promessi spodi l’abbiamo letto a puntate e c’erano dei momenti che leggevo due tre capitoli per volta e altri momenti in cui non andavo avanti.
    L’ulisse lo tengo per la mia prima vacanza senza Marta e Marco.
    @R:ob e Vesnuccia: Leggerò Cuore di tenebra, è qui nella libreria.
    R:ob, no, imanuali tecnici non contano.
    Ho letto tempo fa Jonathan Safran Foer: “Ogni cosa e’ illuminata.” e per me è un libro disonesto, pieno di pugni sotto la cintura scritti per una causa sterile. Puoi anche non finirlo. Se vuoi dei titoli o autori di scrittori ebrei che trattano di tematiche ebraiche chiedi pure.
    @SILVIO: come no HO, avevo, le cassette, che ho regalato a marco –grafica stupenda– non l’ho mai visto in teatro–pensare che è venuto a savigliano lo spettacolo, ma non lo sapevo–
    Io detesto Baricco,ma devo dire che racconta molto bene e ho iniziato a leggere Carver dopo aver visto lo spettacolo.
    Gadda, come Sciascia, scrive con una limpidezza sconvolgente.

  17. Altro che vacanza senza me e Marta, per la mole dell’Ulisse ti ci va il divorzio, o un anno di prigione in isolamento.
    Mica stavi cercando di dirmi qualcosa con questa storia dell’Ulisse ;-) ?

  18. @Marco VALA’;OP
    Ti ricordi il cortometraggio di quel signore che vendeva i libri e il tempo per leggerli?

  19. una volta, il fatto di iniziare un libro senza finirlo, soprattutto se era “UN LIBRO”, mi faceva sentire quasi in colpa.
    poi pennac mi ha salvato la vita, elencando, tra i sacrosanti diritti del lettore, quello di NON finire un libro.
    cosí finalmente ho lasciato perdere il gioco delle perle di vetro di hermann hesse, e dopo quello molti altri, di cui addirittura mi permetto di non ricordare nemmeno il titolo.

  20. @sara: essendo il senso di colpa in percentuale quasi uguale alla quantità di acqua che ho in corpo (ehehehheheh, cacchio rido, poi?), ho deciso almeno di non sentirmi male nell’interrompere un libro.

  21. MAMMINA says

    io sto leggendo un Carver. Cara Elena, oggi ti vedo. Bacioni.

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