ComidaDeMama

March 19th, 2004 by Elena

Uguisu mochi

mochi03.jpg
Questo pomeriggio sono andata a casa della mia amica Sumi a fare gli uguisu mochi, dei dolcetti di riso a forma di uccellino (uguisu=uccellino, mochi=riso) tradizionali all’inizio della primavera.
La mia amica, che segue il sito con un traduttore simultaneo, ha letto che Stefy in Japan li aveva fatti e mi ha chiesto se volevo provare a farli con lei. Come resistere?
Non ho la ricetta precisa, ma espongo il tutto per amor di cronaca.
mochi01.jpgQuando sono arrivata da Sumi erano pronti in gran quantità riso stracotto, bello appiccicoso e i fagioli azuchi bolliti, pestati e insaporiti di zucchero (questa preparazione si chiama an).
A parte, tre ciotoline con semi di sesamo neri e granelli di zucchero ridotti in polvere e due tipi di kinako, polvere di semi di soia tostati e non, rispettivamente di colore beige e verde pallido.
Il riso bollito non è della stessa qualità del riso per sushi, se non ho capito male si chiama hiratamako e comunque diventa bello appiccicoso e trasparente quando lo si stracuoce, mentre, visto prima della cottura è molto bianco e per niente trasparente. Da questo si ricava la farina finissima di riso che ho usato una volta –sempre da Sumi, dovrebbe aprire una scuola di cucina giapponese, è molto brava– per fare delle palline stupende per un dolce sempre a base di an.
mochi02.jpgCon le mani bagnate d’acqua fresca si prende un po’ di riso, lo si appiattisce sul palmo, si mette in centro un po’ di an e si richiude cercando di dare una forma ovale al dolcetto. La stessa cosa si può fare con l’an al di fuori e con il riso dentro. L’unica differenza è che i dolcetti con il riso all’esterno vengono infarinati con una delle polveri che ho citato prima.
Si conservano per pochi giorni e si servono con il te verde senza zucchero.
Mi sono divertita molto, inevitabile dire che i miei primi esperimenti hanno dato luce a degli sgorbietti mica male, ma poi ho migliorato, ameno un po’.
Quello che mi piace è che, mentre si cucina, snoccioliamo a vicenda tutta una serie di pensieri legati a noi, al nostro futuro, alla nostra famiglia e mi sento sempre meglio, anche se non c’è qualcosa che non va.

Comments

6 Responses to “Uguisu mochi”
  1. E io che quando l’hai raccontato pensavo fossero dei graziosi uccellini di carta e fiori fatti tipo origami…Scusa nè ma quei pallini l

  2. @NDV:eheheh, invece , se vai in rete a vedere delle foto, vedrai che sono proprio cos

  3. POESIA “sono a letto e sento che ti muovi in cucina, ti aspetto ma non ti fai vedere, torno all’improvviso ma non riesco a sorprenderti…Questa storia deve finire…topo del cazzo!” (Flavio Oreglio) :D

  4. @Onecure: veramente bella e intonata alla nottata!

  5. auguri al babbo Marco…

  6. @MAMMIN: noi non festeggiamo, ma grazie lo stesso!

Get Adobe Flash playerPlugin by wpburn.com wordpress themes