ComidaDeMama

March 29th, 2004 by Elena

Lost in translation

Oltre a essere stati super coccolati e omaggiati dai nostri ospiti –ma non dovrebbe essere il contrario?- io e Marco abbiamo anche avuto la possibilità di andare al cinema ieri sera.
Alle 21.00 era ancora chiaro! L’estate arriverà presto!
Lost in translation.
Marco mi ha pure baciata. Poco, ma l’ha fatto! Non mi bacia mai quando andiamo al cinema, guarda sempre tutto il film.
Una mia amica inglese trova che abbiano caricaturizzato e stereotipato un po’ troppo il Giappone, non sono d’accordo.
Nel senso che è chiaro che agli occhi di un americano e di qualsiasi altro visitatore esterno il Giappone possa essere fruito e capito in maniera limitata e quindi presentato con esagerazioni e imperfezioni.
E poi si poteva trasportare la storia in Germania, in Italia, in Francia e in qualsiasi altro Stato e creare certi tipi di gags molto divertenti. Il film mi è piaciuto e mi ha fatto tornare la voglia di andare in Giappone, chissà quando capiterà. Intanto riprenderò in mano il libro di Karl Taro Greenfeld, “BABURU, I figli della grande bolla” edito dalla mia amatissima Instar Libri e rileggerò le parti che hanno reso questi scenari giapponesi meno estranei del solito.

Comments

9 Responses to “Lost in translation”
  1. io son stata in compagnia di ospiti giapponesi il we scorso, fino a mercoled

  2. I’m sorry, toilet, tornerò asap, devo metter il link giusto
    che lavoro farai????

  3. Sarei davvero curiosa di vederlo, “Lost in translation”…ovviamente x l’ambientazione e cmnq continuo a sentirne parlare bene da chi l’ha visto. Pare pero’ che qui non sia ancora uscito…uffi. Dai tuoi post mi e’ poi venuta voglia di leggere qualcosa di questi Karl Taro Greenfeld: stranamente non l’avevo mai sentito prima, nonostante di solito sia aggiornata sui libri riguardanti il Giappone. Forse la casa editrice e piccola e dalle mie parti non arrivava…Dovro’ rimediare, se non qui perlomeno quando torno in Italia. Ad ogni modo, grazie x avermelo fatto scoprire!

  4. @ste: nandaro! (se non sbaglio vuol dire: cosa può essere! Il mio vocabolario giapponese è molto ristretto) questo giovane autore, 29 anni, è un mostro, è già vice direttore di una testata giornalistica di hong kong. la Instar libri è stato un caso editoriale otto anni fa perchè è una casa editrice piccola che propone, tra le altre cose, autori affermati nel mondo anglosassone di cui diversamente non sentiremo mai parlare. La veste grafica e il materiale di ogni singolo libro meriterebbeo un monumento. L’editore era –è morto anni fa– giovanissimo e aveva lavorato nel campo dell’editoria britannica.

  5. @cominda: a Tokio andrò per firmare un agreement con una galattica multinazionale nipponica.
    E’ un po’ complicato definire il mio lavoro.. ho postato ieri per darne una pseudo-definizione… troppo lunga da spiegare.. quello che è bello è il fatto che, dopo una promozione, viaggerò abbastanza spesso per lavoro. il brutto di questo lato bello è che sarò sempre in meetings e in areoporto quindi mi godrò veramente poco del luogo. ehh vabbeh, meglio che marcire in ufficio, no?! :)

  6. ehm, scusa per il “comiNda” ma sono i postumi del chaos lavorativo di stamattina :D

  7. ohh! fimalente ieri l’ho visto sto film!!… peccato che a 3/4 nn si vedeva +!!! come finisce?!?!

  8. tu che finale ti sei immaginata?

  9. o il classico “happy ending” con loro due che fuggono abbracciati verso il tramonto… ma non credo che sia cos

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