ComidaDeMama

February 21st, 2004 by Elena

Pakora

dato che da Priya ieri non sono andata ho affogato la mia tristezza nei pakora, frittura deliziosa indiana, uno snack bengali.
per 4 persone che fanno finta di tenere alla propria salute:
1 tazza di farina di ceci
1/4 tazza di acqua tiepida
1 cucchiaino di sale
Olio per friggere, a vostra scelta. io, fossi in Italia prenderei Friol
optional, ma fa tanto indian style:
-1 cucchiaino di cumino in polvere
-pezzetti di piccoli peperoncini con o senza semi a seocnda di quanto resistete al piccante
-un punta di assafetida in polvere, difficile da trovare, ma serve per ovviare a incresciosi problemi di flautolenza causata dai ceci.
1/2 melanzana tagliata a rondelle spesse qualche millimetro
un cipolla grossa o due piccole tagliata ad anelli sottilissimi
in generale, tutto quello che vi piace friggere, anche gamberetti bolliti, peperoni a pezzetti, zucchine a lamelle, anelli di mare.
Una cosa molto indiana è friggere le bucce dei cetrioli, ho visto persone indiane commuoversi pensando alle fritture della mamma
La ricetta di Priya non è precisa, allora mi sono affidata alla proporzione letta su un’altra ricetta.
Il risultato deve essere in ogni caso una pastella viscosa.
Tuffate le verdure tagliate –in maniera che cuocciano in breve tempo nella ciotola– contenente la pastella e girate con una forchetta in maniera che si ricoprano per bene.
A parte scaldate abbondante olio in una pentola antiaderente o, meglio, in un wok. Tuffate le verdure nell’olio bollente e, non appena saranno dorate, rimuovetele con una schiumarola e ponetele in un piatto coperto da carta assorbente. Mentre ripetete l’operazione fino a esaurimento di pazienza e di ingredienti tenete le verdura già cotte in caldo. Servire con chutney, papadums e raita.
Non esitate a dare mestolate a chi cerca di fregarvi un anello di cipolla fritto prima del tempo eh ;OP
Trovo che la combinazione ceci e sale sia ottima e di gran lunga superiore alla combinata farina e uovo. la variante piccante è buona, ma andateci piano, può essere letale!

Comments

10 Responses to “Pakora”
  1. Elena, quando puoi per favore mi puoi aggiornare i link di Papino e Manu sul mio blog? Grazie.
    Nadia ha rifatto i biscottini al cocco. Ormai sono perfetti. Vuoi la ricetta?

  2. ma cerrto!
    w i biscotti al cocco di nadia! appena puoi dammi la ricetta, che la posto

  3. Come sta la piccina? Anche a Rimini, fra malini e maltempo, è tutto un rinviare feste e inviti a cena… Un bacione :) R:ob
    Ps= hai scavato in rete eh? :)))

  4. R:ob Marta è stazionaria, immaginavo un varicella più dirompente, ora inizio a dubitare che sia varicella. Oggi la faccio visitare dalla mia vicina di casa che è medico, in cambio di uno scassinamento della bici di suo figlio Omer

  5. ommioddiooooooo queste cose mi fanno venire una bavetta da oscar. mi pento di aver fatto colazione solo con un caffè. ANCH’IO VOGLIOOO :)(quando i miei fratellini sapranno stare calmi, cercherò di farla. :)

  6. Scusa, non c’entra con il post, ma quando ho letto questa ti ho pensato. “Nouvelle cuisine, tradotto, significa più o meno: Non posso credere di aver speso 96 dollari e di avere ancora fame”.
    (Mike Klain). Auguroni a Marta!

  7. @cate,: benvenuta! sono molto buoni i pakora, io ne faccio scorpacciate!
    @silvio: veramente simpatica, mio papà la pensa nella stessa maniera. Io pure.

  8. per la varicella di Marta: non so se c’è l

  9. Uh… sta cosa delle cicatrici e delle crosticine.. Mah, le mie hanno avuto la varicella tutte e tre assime, l’anno scorso (Iris era piccinissima). Forse era una forma non pesante, ma non abbiamo dovuto fare o impedire nulla. E di segni non ne sono rimasti. Tanto per fare gli auguri a Marta :)

  10. Uh… sta cosa delle cicatrici e delle crosticine.. Mah, le mie hanno avuto la varicella tutte e tre assime, l’anno scorso (Iris era piccinissima). Forse era una forma non pesante, ma non abbiamo dovuto fare o impedire nulla. E di segni non ne sono rimasti. Tanto per fare gli auguri a Marta :)

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