ComidaDeMama

February 26th, 2004 by Elena

‘O sapevate?

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Il mio sogno è di avere una biblioteca italiana qui ad Amsterdam.
I libri sono carissimi, mi piacciono molto e ne compero anche troppi, e quindi una buona biblioteca fornita mi farebbe molto bene alla salute.
Quando torno nella mia città vado almeno una volta, prendo in prestito un libro, mi dimentico puntulamente di riconsegnarlo.
Lla bibliotecaria chiama mia mamma –sa che è l’unico membro della famiglia con un po’ di buon senso–, e mia sorella entra in casa mia, fa una caccia al tesoro e poi riporta il mal tolto nella nostra bellissima biblioteca cittadina.
Quando entro c’è, prima di tutto la mia amica Barbara che lavora l

Comments

16 Responses to “‘O sapevate?”
  1. se posso dir la mia, non è del tutto sbagliata l’idea di non far perdere i diritti d’autore col prestito del libro. Certo, non facendolo pagare una cifra esagerata ma, mettetevi nei panni di uno scrittore: lavorate duramente a quello che reputate “il romanzo della vostra vita”, cercate e ricercate un editore, finalmente riuscite a farlo pubblicare e sperate di vivere coi frutti della vostra fatica. poi? poi una persona compra il vostro libro, questa persona è di bookcrossing, presta e ripresta il libro. In tanti lo avranno letto, quello è vero, ma voi, che vivete sulle vendite del vostro libro, che fine fate?

  2. Si ma la concezione del bookcrossing è differente da come la riporti qui, nache se non son un bookcrosser, io credo che si rifaccia alla concezione il libro che gira continua a girare più possibile facendo pubblicità alllo scritto che se viene apprezzato verrà poi acquistato dal lettore. Credo che il principio sia questo…correggetemi se sbaglio. Inoltre non credo si possa fare bookcrossing con i libri di una biblioteca pubblica…sono delle cose ben differenti.

  3. allora un libro di un pinco pallo (opera prima o vendite normali)”dati datemi in un corso minimum fax” vende sule 2000 copie (ameno che tu non sia il caso della stagione vedissi la minorene ninfomane o Cammileri), e da una casa editrice prendi di solito 1000 euro di anticipo e 1 euro per ogni copia venduta…cio’ vuol dire che vendendo libri non ti fa arrichire ( a meno che ti non sei la Rowling o qualche altro genio), quello che rende e tutto cio’ che circonda la letteretura e libri…
    bookcrossing non è una cosa contro l’autore o contro le case editrici, io bookcrossing lo facevo prima di saperlo come si chiamava, prestando miei libri alle persone che volevo bene (e sti benedetti libri spesso non sono mai tornati a casa e percio’ li ritengo “in the wild”) spesso e volentiri i bookcrosser conoscono un autore tramite il bc come io ho conosciuto lucarelli (con un bookring) del qualle ho comprato tutto, e molti libri ho comprato per rilasciare (tipo almost blue per il quale ho fatto anche un cd audio per quanto mi ha colpito) o durrenmatt che non leggo e rilascio solo, ma vado a vedere a teatro a marzo perche “la visita della vecchia signora” mi ha folgorato, o “la casa del sonno ” di coe che ho comprato una 10ina per regalarli a amici e parenti…percio’ non parliamo di bc come di un mostro… ricordiamoci che come studenti molti se non tutti noi abbiamo fatto fotocopie a bizzeffe perche (almeno io) non ci potevamo permetere di comprare libri nuovi…fate voi, ma a me il bc piace e lo sostengo con tutti i polmoni che ho!

  4. @toilet: credo che il problema sia completamente diverso. L’autore ha diritto a percepire una retribuzione per la fruizione dell’opera intellettuale — innegabile. Ma e’ altrettanto innegabile che e’ un diritto (e un fondamento della democrazia) che ci siano anche strumenti di accesso *libero, pubblico e gratuito* alla conoscenza — in modo che anche chi non vuole o non puo’ spendere possa fruire del sapere collettivamente accumulato. Anche perche’ quel sapere si fonda su altro sapere, che era liberamente accessibile — e cosi’ via. Soltanto questa liberta’ garantisce nello stesso tempo il diritto di tutti e la crescita collettiva della conoscenza. L’alternativa e’ un mondo in cui pochi sono padroni del sapere di tutti. E bada: quei pochi non sono gli autori, ma i detentori dei diritti, cioe’ le case editrici, le majors musicali e cinematografiche ecc. Gli autori prendono le briciole, se le prendono.
    Tra parentesi: ma se tu prestassi un libro a un amico, bookcrossing o non bookcrossing, troveresti giusto che tu o lui pagaste delle royalties?
    @comida: grazie dei complimenti, sto arrossendo…

  5. Non del tutto ma credo però che l’autore sia già tutelato a modo suo, il problema è che la spesa che c’è nel “libro” riguardo la produzione e il prezzo poi di copertina non hanno il ben che minimo rapporto andando a finire tutto nelle tesche delle case editrici lasciando cos

  6. @Bubi: un libro tu, un libro io, un libro Pinco Pallo fanno tanti libri… a volte non sembra ma anche 10 persone possono fare la differenza, piccola ma la fanno.
    @Angelo: hai ragione, il sapere è un bene di tutti ed è giusto che in biblioteca siano gratuite le letture (sempre nel rispetto delle cose d’altri e se l’autore è tutelato) ma una sorta di associazione come può essere Bookcrossing, non me ne vogliate, è molto più che “prestare un libro ad un amico” visto l’altissimo numero di gente che ne fa parte.
    @Vesnuccia: io non sono affatto CONTRO bookcrossing, per carità, solo ci dovrebbe essere un limite che separi quello che è “far conoscere l’autore” e “leggere un libro a scrocco, alla faccia dell’autore” perchè, ripeto, PURTROPPO, non sono tutti come te che sei una vera appassionata e seria lettrice, nonchè persona. di solito sono le classiche “pecore nere” che rovinano tutto quelle che, “grazie” ai loro atteggiamenti scorretti, fanno andare di mezzo le persone che non c’entrano nulla.

  7. @toilet:
    non sono d’accordo sulla tua visione bookcrossing.
    Secondo me è un buon mezzo per conoscere autori nuovi senza dover essere schiavi del marketing delle case edtrici. Per esempio La versione di Barney di Richtler è diventato famoso per via di un passaparola di lettori, non grazie alle case editrici, Tonino Benacquista è sicuramente più brillante di Pennac, ma feltrinelli ha puntato su Pennac e tutti sanno chi è. Per non parlare di faletti, avrò tra poco il libro in mano, una mia amica mi ha detto che è una roba indecente, vuole che lo legga per vedere se ho la mia stessa opinione.
    Io ho usato troppo poco il bookcrossing per fare discorsi di massima, ma solo leggendo le preferenze dell’uno e dell’altra persona bookcorsaro io ho avuto delle ottime idee di lettura che hanno ahimè intaccato le mie magre finanze. Il lettore vero i libri li compera, li consiglia, li sconsiglia, sottolinea le frasi,non lo fa per non sporcare il libro, bookcrosing o no. Il lettore non vero non arricchirà mai nessun autore, te lo garantisco.
    Ma piuttosto racconta del libro che vuoi scrivere tu, o che hai già scritto.

  8. forse è OT: leggo un libro non perchè è famoso o perchè ne ho letto la recensione…quando vado in libreria prima guardo la copertina, poi leggo il risvolto, infine leggo qualche pagina del libro (l’inizio e qualche pagina centrale) poi decido di comperarlo. Però, sempre più frequentemente, “rubo” quelli che si compera papino…io non faccio BC (che mi attira molto, lo ammetto) ma i miei libri li presto volentieri e li consiglio…Ho un quadernino dei prestiti, per ricordare a chi li ho dati…)Baci.

  9. mammina: tu sei un mito, io presto i libri e poi non so a chi li ho prestati.

  10. anchio li presto e poi nn mi ricordo a chi
    :-P

  11. Non entro nella discussione sul bookcrossing perchè cerco di non parlare di cose di cui non ho diretta conoscenza. Però ho lavorato quasi tre anni in libreria e so come funzia il mercato. Raramente un libro bello (nei contenuti) riesce a vendere come meriterebbe, visto che si promuove col passaparola. I readings aiutano ma si rischia di pagare due volte (evento e volume). Le biblioteche in tal senso sono un’isola felice, quando le librerie diventano una succursale della televisione (che senso ha comprare un libro su Zelig?). E nell’Italia analfabeta (lo dice l’Istat) le biblioteche sono una risorsa democraticamente disponibile a tutti (basta tirare via la polvere ogni tanto…). @Comida: ma quando trovi tempo per leggere? Se vuoi ti spedisco un po’ di cose che non riesco a leggere cos

  12. @vesnuccia: sapessi marco quante romanzine mi fa per la mia perdita di libri…
    @silvio: la storia del bookcrossing è un po’ OT in questa faccenda, è partita da una mia scherzosa pseudo provocazione che ha scaturito uno scambio di opinioni sull’argomento.
    Ad Amsterdam, ogni mese, nel giornale degli eventi culturali e degli spettacoli, due intere pagine fittissime sono dadicate ai readings. Alcuni sono gratis, altri costano meno di 5 euro, il più caro è stato l’incontro-intervista-noncredoreadingpuro con Jumpha Lahiri –”Interprete dei malanni” “The namesake”– in un teatro, costava 13.50 euro. Non so come sia la regolamentazione qui in Olanda, ma , sapesso l’olandese, andrei spesso ai readings.
    Pensa, io fustigherei Baricco ogni mattina tanto mi sta simpatico, ma quando ho visto Totem –spettacolo teatrale, che è un po’ più di un reading, e che poi è stato adattato alla TV– ho iniziato a leggere Raymond Carver e ho comperato quasi tutta la sua produzione, Mc Carthy magari lo prenderei in biblioteca perchè mi spaventa lo stile, ma mi incuriosisce, vado da mia suocera a pescare dickens etc.
    Il reading ben fatto, non focalizzato a vendere il libro che si vuol proporre, secondo me può dare enormi frutti. Basta fare scelte un po’ coerenti e avere un buon lettore con una buona dizione e una buona impostazione.
    Quando leggo’ Io leggevo per ore e ore prima di marta, quando il lavoro me lo consentiva.
    in un viaggio in sardegna io e marco avevamo una valigia di vestiti e una di libri.
    da quando mata è arrivata tra noi leggo di notte, dopo mezzanotte, e in tutti i micro buchi di tranquillità che ho. Ho imparato a tenere con i denti il filo del racconto, una volta per me sarebbe stato inaccettabile, non avrei letto nulla.

  13. Buongiorno a tutti! forse è un po’ OT ma… voi non siete “gelosi” dei vostri libri preferiti?
    io li consiglio e straconsiglio e li presto a persone di massima fiducia (appunto per il timore che non tornino più indietro) ma non per egoismo, solo perchè amo rileggere più e più volte lo stesso libro, magari a distanza di tempo, per vedere come cambia la mia interpretazione dello stesso col passare del tempo o in base all’umore con cui lo leggo. sono l’unica?

  14. @ toilett anchio li rileggo ma mi riempie di gioia prestarli e condividerli percio’ poco male se nn ritornano al ovile
    @ comida: i tuoi amici che gestiscono l’evento del parco di raconigi sarebbero interesati di aparire in un corto girato da tre giovini con i fondi della provincia?baci

  15. Elenita, la biblioteca italiana e’ aperta dal lunedi’ al venerdi’ in Keizersgracht 564, all’Istituto Italiano di Cultura per i Paesi Bassi. Guarda per gli orari su http://www.italcult.demon.nl
    Baci!
    Marina

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