ComidaDeMama

November 28th, 2003 by Elena

Meno uno

Ebbene si,
la casa è lavata da cima a fondo, ho lavato a più non posso compensando la mancata presenza della lavatrice per una settimana, ho ordinato le mie idee per il sito web dell’anno. Anno prossimo, comunque.
Alle 16.00 partiamo come razzi alla volta della casa di Priya e in un tramonto bellissimo attraversiamo la città in bicicletta. Un traffico che nemmeno a milano –esagero– e la città vecchia bellissima come skyline mi fa venire voglia di partire subito e nello stesso tempo mi fa venire la tentazione di non presentarmi a Schiphol domenica mattina.
In ogni caso siamo andate a vedere due installazioni di una nostra amica indiana –beh, non amica mia, dato che l’ho vista una volta sola a Diwali– nella sua accademia, la Rijksacademie Van Beeldende Kunst.
Io e Priya: due cadaveri. Priya reduce da una bronchite pesante e io sempre più disfatta dalle mie poche ore di sonno e il mio lavoro da donna delle pulizie-nutrice-cuoca- baby sitter della casa Schwarz.
Prima siamo andate da San’s, un negozio indiano tremendamente kitsch, ma con ogni ben di dio in fatto di spezie e verdure importate e abbiamo comperato regali di Natale top secret, ché c’è gente che riceverà qualche cosa da questa incursione.
Poi siamo andati alla mostra nelle vecchie scuderie napoleoniche adattate a scuola in cui una fauna di gente molto malvestita beveva vinaccio in bicchieri di plastica fumando segatura puzzolente. Ahhh, ‘sti artisti….
Moltissime persone in ogni caso visitavano gli oltre 60 atelier con esposte opere varie: dalla pittura alla scultura alla fotografia, grafica video, lighting e vai andare.
Mentre salivamo, distrutte e con in mano borse colme di regali indiani –NB io ne ho solo uno, non vorrei creare aspettative, solo una persona avrà un regalo indiano, magari due, vah-, rampe e rampe di scale, Marta commenta: “Che mostra brutta, e che puzza ‘chifo, bleah”. Che dirle? A noi piaceva molto anche se era molto facile perdere l’orientamento.
la nostra amica Sonia –che Marta continua a chiamare “Rogna”, non è bello– ha proposto una installazione statica con una poesia serigrafata quasi invisibilmente su plexiglass che veniva proiettata sul muro da due semplici faretti da incasso. Tutta la stanza era bianchissima, molto bello. la seconda installazione era in una stanza di almeno 150 mq, un sottotetto con le travi a vista, sembrava di essere nel ventre di una balena, la struttura del tetto era molto interessante, valeva da sola la visita. Come le persone anziane io e Priya ci siamo sedute sulla prima cosa che sembrasse una panchinetta sperando che non fosse una scultura –non si sa mai.
In questo spazio è stato allestito un cubo di garza grande quasi quanto casa mia, –scherzo, sarà stato 30 mq– . Su due delle pareti erano proiettate delle danze di domme indiane e una televisione a lato trasmetteva canti di una strana donna in hindi.
Per Simona e Roberta, se siete in città fino a domenica la Rijksacademy è in Sarphatistraat 470, e la mostra è dalle 10.00 alle 19.00 circa.
Siamo andate in cerca dellanostra auttrice e l’abbiamo trovata in un chioschetto allestito per l’occasione. Ci ha baciati e ha detto: “scappo un secondo, ma torno!”.
Presi da un attacco plurimo di stanchezza ci siamo cappottate su un divano che SICURAMENTE faceva parte di un’opera, ma tuttisi sedevano e abbiamo diviso una acqua gassata.
Dopo 10 minuti la nostra Vispa Teresa torna e ci dice, scusandosi, che doveva scappare. Siamo tornate a casa con le sensazione che qualcuno ci avesse bastonato sulla schiena, ma felici di aver visto un cos

Get Adobe Flash playerPlugin by wpburn.com wordpress themes