26.05.05

Finanziarie e personaggi

Riporto in toto dal blog di Beppe Grillo, www.beppegrillo.it

"Molti cosidetti personaggi dello spettacolo, ad esempio Rita Dalla Chiesa, Corrado Tedeschi o Emanuela Folliero, fanno da testimonial a subdole finanziarie prestasoldi al limite dell'usura.

Chi va a chiedere un prestito ad una società finanziaria è tutelato dalla legge 142/1992, incorporata nel decreto legge 385/1993; un'accozzaglia di norme tipo "Obbligo di Taeg (tasso annuo effettivo globale)", "spese studio pratica", ecc. totalmente inconprensibili.

Il poveraccio cha ha bisogno del finanziamento firma il modulo prestampato per 10.000 euro impegnandosi a versare 750 euro per istruttoria pratica, e non fa caso ad una "clausolina" che dà mandato alla finanziaria "di agire per conto e in nome suo presso istituti di credito o enti finanziari allo scopo di ottenere quanto richiesto alle migliori condizioni".

In pratica permette alla società di girare l'operazione di credito ad un'altra società che si farà viva dopo un po' di tempo chiedendo interessi maggiori e un'altra provvigione.

La legge non prevede restrizione o barriera a questo raggiro e non si può pretendere la restituzione della prima provvigione.

Vergognatevi!
Sarebbe molto più onesto che prestaste i vostri soldi invece che la vostra faccia.

P.S. prima di attivare qualsiasi forma di finanziamento informatevi sempre presso l'Unione Nazionale Consumatori."

Questa mi mancava... non la sapevo... agguzzini. Laidi. Schifosi.

Posted by BubiOnBoard at 17:57 | Comments (3)

25.05.05

Mi sento fortunello

Mi sento fortunello (che non posso dire altrimenti, sennò gugle mi s'inc**a).
Mi sento fortunello eprché io sono nato e cresciuto in un periodo in cui i ragazzini per sentirsi un po' adulti si facevano comprare la radio a cassette, quando eri sui 17/18 quasi ci poteva scappare anche un impianto stereo di tutto rispetto con lettore cd. I primi lettori cd.
Quelli che era un miracolo, che si sentiva "un bel po!". Son nato in un periodo in cui quelli della mia età per sentirsi più adulti si fumavano sigarette e bevevano di nascosto il tavernello comprato al Conad. E allora io mi sento fortunello, che il mio primo cellulare me lo son mezzo pagato io perché per ben due volte ero rimasto a piedi con la macchina (quindi passati i 18) causa neve. Mi sento forunello perché il mio primo walkman serio (pagato 80 mila) me lo son comprato da solo con i risparmi, e aveva pure il bass boost, l'equalizzatore ed era della kenwood. Arrivava ad un volume che ora non riuscirei più a sopportare. Forse perché ho dato troppo a quell'età? Eh? Non ho sentito, puoi ripetere??
Adesso tutti 'sti cresciutelli son con il cellu che chiamano il raga, la raga a dodici anni. Ma che schifo! E paga babbo.
Io mi beccavo 50 mila al mese e ci faccevo uscir di tutto, pranzi (4 giorni su 6 avevo il rientro a scuola) miscela per il motorino, sigarette uscite con gli amici ecc ecc... Poi aumentava il caro vita e aumentava di un po' la paghetta (o sussidio).
Adesso ci son ragazzini che girano e spendono metà del mio stipendio in poco più di un w.e. in cazzate.

Ripeto, io mi sento fortunello, voi fate un po' come vi pare.

Posted by BubiOnBoard at 10:00 | Comments (1)

13.05.05

Venerdì 17? Gli fa un baffo.

Dopo un inizio a dir poco disastroso la giornata di oggi sta prendendo una piega meno drastica dell'alba/mattinata.
Mi si sono aperti gli occhi all 6:00 per poi richiudersi mezz'ora dopo, tempo riempito a fare l'appello di tutti i santi fatti fin'ora e parte di quelli da fare ancora.
Dopodiché l'occhio non s'è aperto all'ora giusta, e quindi con evidente ritardo (anche psichico) mi sono vestito lavato pettinato. Scendendo le scale mi accorgo che un ginocchio (il destro) oggi è in sciopero per solidarietà con i ferrovieri... e vabbé.
Arrivato alla cassetta delle lettere noto che c'è qualcosa dentro, apro e scopro una delicatissima bolletta acqua/luce/gas di 250€ +o-, mi riprendo, l'altra busta dice che in questo w.e. a Parma ci saranno gli alpini. Ah! Che bello gli alpini! ah.. 400.000 alpini... chiudono tutta la città al traffico.

PArto epr arrivare in ufficio passando ancora per i maledetti lavori in corso, che mi fanno deviare per qualche km nella campagna passando per una stradina che ci sta appena una macchina, e quando ci si incrocia con un'altro in senso opposto uno dei due deve andare nel campo. Imbocco la deviazione, faccio 150/200 metri, un bilico pieno di maiali mi si para davanti....

(to be continued)

Posted by BubiOnBoard at 16:27 | Comments (1)

12.05.05

Mota!

Allora. Bubi è innamorato di due cose nella vita. Forse tre. La forse terza sono le coperte del letto.
Ricominciamo. Bubi è innamorato di un po' di cose nella vita. Funziona meglio no? Due di queste "alcune cose" sono molto differenti anche se fanno parte di un proverbio unico. (se sono sconclusionato è perché ho sonno).

La prima cosa per ordine d'importanza è la mia signorina (non la signorina che cantava Neffa...). La mia signorina è bella brava buona e un po' orba, se sta con me ci sarà un motivo no?
La seconda cosa pewr ordine d'importanza ma prima per ordine di tempo (ebbene si... sono sedici e passa anni che ci sbavo dietro) è la Moto. E il metterci la maiuscola è venuto d'istinto.

Da quando avevo più o meno dieci anni (ma anche prima, in maniera minore però) che ho la fregola di avere una mia moto, la Mota. La Mota è una concezione di vita, di stile e di movimento che nessun'altro mezzo ti può dare.

Se mi dicessero (ma quando mai???) scegli ti regalo o una Ferrari o una Ducati, io scegleirei la Ferrari per poterla rivendere e comprarmi una decina di Ducati. (peròprima un giro sulla Ferrari ce lo faccio eh?).

Da piccolo mio padre era un motociclista sfegatato, organizzatore di motoraduni, gare di motocross a livello italiano e non perdeva occasione per cacciare fuori dal garage la sua mitica Moto Guzzi California 1000. Più che una moto era un transatlantico. Aveva delle pedane che quasi ci potevo camminare tanto erano grandi loro ed io piccolino.
Babbo mi caricava sul serbatoio, con i piedi sulle testate mi portava a far giretti corti, che sennò si squagliavano le suole! Mi ricordo ancora che quando l'accendeva, il chopperone italiano faceva uscire la gente dai balconi perché era un rumore basso e potente, quelli del primo piano gli tremavano le finestre.

E adesso io voglio la mia Mota! Nera, satinata, va bene anche la 620, anche se preferisco la 900 con frizione a secco. Molto più rustica.
Chi ha da capire ha capito, e chi ha capito ha la mia stessa passione. Chi non ha capito può chiedere.

Posted by BubiOnBoard at 09:36 | Comments (4)

11.05.05

Ma la gente cos'à in faccia?

Entro in questo astioso discorso linkando questo blog qui, "the wild side".
Condivido infatti in larga parte quello che dice nel suo post di ieri. Come diavolo fa la gente a non rendersi conto che passa i 3/4 del suo tempo seduta dentro un'ufficio per guadagnare un po' di soldi da spendere nelle briciole di tempo che rimangono fra quei 3/4 e il dormire il far da mangiare il pulire e tutto il resto?

Io non sono nato per lavorare, io sono nato per vivere! E come me tutti quanti! Io non voglio vivere per lavorare ma lavorare per vivere! Ed è molto differente, perché impplica migliaia di cose divierse fra loro.
E sopratutto quelli che abitano in un luogo che non offre alcuna bellezza, e quelli che, ancora peggio, ci si sono trasferiti... ma che senso ha? Che senso ha, io mi chiedo, vivere per stare tutto il giorno chiusi dentro a una stanza a guardare 4 muri grigi e incazzarsi via telefono? Che senso ha passareci 10 ore e rotte al giorno e trovarsi poi a fine mese con una busta paga che farebbe ridere un lavapiatti di un fast food?

Posted by BubiOnBoard at 10:09 | Comments (1)

10.05.05

Il pusherone vien di notte con le scarpe tutte rotte

Secondo me qui in ufficio la gente si droga. Pensantemente. Ma non solo secondo me, anche altri miei colleghi la pensano così.
Ieri ho passato 10 ore e mezzo chiuso dentro a 'sto buco, ho avuto pure il tempo di fare uno di quei test del piffero che ti dicono se guadagni abbastanza in base alle caratteristiche dell'azienda per la quale lavori, ma non tengono un cazzo conto di quello che fai tu li dentro se non che sei impiegato operaio o donno delle pulizie. Per il restpo potresti essere un contabile come potresti essere un art, che a loro non cambia 'na pippa.

Tornando al discorso, qui qualcuno si droga. Di brutto. Tanto da non ricordarsi una cosa detta dieci minuti prima e affermare di aver detto esattamente il contrario. E non sono personaggi "anziani" a cui si può dire "si vabbé tanto c'ha l'arterio" no. Poco più che trentenni.

Io l'altro giorno a un paio di 'sti personaggi gli ho chiesto se si drogavano e se mi dicevano che cos'era che ne volevo un po' anche io, ma han detto di no. Forse perhcé io non sto ai piani alti.

Posted by BubiOnBoard at 09:53 | Comments (1)

06.05.05

Spiegazione

La favola qua sotto, un po' rivista nei dialoghi e reinterpretata da me, era quella che da piccolo il mio nonnetto "Tersìn" o anche "Terso" e "Tersilio" (in realtà Terzo è il nome), mi raccontava tenendomi sulle gambe, mentre con la "bambetta" incolta ci arrossava le guancie. E la raccontava a tutti i nipoti, in compagnia della nonnetta "la Bèlona", sua moglie la nonna Filippa.
Purtroppo lei non c'è più dalla settimana scorsa, e dopo 60 anni di matrimonio il nonno Terso ha perso la sua "caro" diminutivo di carogna, come incredibilemnte ridendo si chiamavano fra loro. Nonna mi manchi, il nonno sta bene, adess ce badàm niatre sa lò e sa l'abaiona.

Posted by BubiOnBoard at 10:59 | Comments (5)

La favola dei Tantarughini

"Una famiglia di tartarughini parte per la scampagnata primaverile.
C'è il nonno Tartatugo, la nonna Tartatuga il babbo e la mamma Tartarughi e i due piccoli Tantarughini.
S'incamminano lenti lenti verso il bosco per attraversarlo e fermarsi poi vicino al fiume dove c'è un po' d'ombra l'aria fresca e l'acqua per lavare le stoviglie.
Passa un giorno e sono sulle sponde del torrente.
Arrivati che sono, mamma Tartarughi e nonna Tartatuga iniziano a tirar fuori le vettovaglie dalle ceste per la scampagnata, tirano fuori la tovaglia a quadri della nonna Tartatuga e la stendono sul prato, mentre il nonno Tartatugo inizia a lamentarsi, lì no perché c'è troppo sole e sudo e mi vengono i reumatismi, lì no perché c'è troppa ombra che dopo prendo freddo e mi viene il reffreddore... finché trovano un posticino tranquillo tranquillo, né troppo al sole né troppo all'ombra e riparato dal vento da una grande quercia secolare.
Intanto i due piccoli Tantarughini, Michelino e la piccola Martina stanno giocando ai margini del boschetto vicino ai cespugli.
Babbo Tartarughi ha intanto messo al fresco il cocomero e "le bottiglie del vino".

Dopo mezza giornata la tavola è imbandita con ogni ben didio (tùtatàcato) e mamma Tartarughi con tutta calma chiama a se il resto della famiglia.
Babbo Tartarughi è il primo ad arrivare, lo segue nonno Tartartugo che porta con se una bottiglia del suo vino rosso, inizia ad avere una certa sete! Così dice a nonna Tartatuga

"Mariaa!" (il nonno è un po' sordo... e parla forte perché pensa che tutti siano sordi...)

"Mariaa epra el vin che c'ho sét!" ("Maria apri la bottiglia di vino che ho sete").

Mi dimenticavo di dirvi che la famiglia di tartarughe in questione è senza dubbio urbinate e parla il dialetto.

Nonna "Mario! Namadò! Sa sgaggi? Me vedi che sò maché?" ("Mario! Perdincibaccolina! Perché mai urli? Come puoi ben vedere sono qui davanti alle tue pupille!").

Così la nonna Tartatuga afferra delicatamente la "bottiglia del vin ròss" e l'appoggia in terra mentre con l'altra mano rovista dentro a un cesto per cercare "el tirabùsciòn" (cavatappi).

Nonna "Giovanna! Namadò! Do è, el tirabùsciòn?" (si capisce da solo?)
Mamma Giovanna "Maria! Diavlemàt! L'ho mess dentra na cesta... c'avria da éssa!" ("Maria! Perdincibaccolina! Poco prima di partire l'ho infilato dentro a un cestino di vimini, ci dovrebbe essere!").

E così iniziano le ricerche del tirabùsciòn, che il nonno senza il suo vino non si siede neanche a tavola! E senza nonno non si può iniziare a mangiare.
Michelino e Martina, i due fratellini Tantarughini, intanto iniziano a spazientirsi. Hanno fame anche loro, e Michelino vorrebbe tanto tornare a casa per poter giocare con i suoi amichetti a guscionascondino (una versione tartarugosa del nostro nascondino).
"El tirabùsciòn" non si trova e il nonno inizia a spazientirsi pure lui

"Mo insomma Sgvanna l'è portat o l'è lasciat ma chésa?" ("Ordunque Giovanna l'hai portato il cavatappi o l'hai dimenticato a casa?").

Fatto sta che passano due giorni e nessuno lo trova. Così tutti un po' avviliti, decidono di mandare qualcuno a prenderlo a casa. E chi è il più giovane e più veloce fra tutti? Michelino!

Mamma Tartarughi "Dai Michéle, chiappa e arvà ma chésa a chiapé el tirabùsciòn" ("Dai Michelino, prendi e torna a casa per riprendere il cavatappi").
Michelino "Màma! Sempre ma mé me mandàt a fé 'ste rob?" ("Uffa mamma sempre a me mandate a fare le cose più disgustose?").
Babbo Tartarughi "Michéle! En rompa i cojon s'no se và ma chel buschin!" (Michele! Non stare sempre a lamentarti sennò ti porto a Ca' Buschino*").

*= Ca' Buschino è un noto modo di dire urbinate e dei dintorni, significa rischiare di buscarle, di prenderle. Quasi tutte le località dei dintorni prendono il loro nome dalla casa (Ca') e da chi ci ha abitato per primo, o da fatti salienti accaduti Ca' Lauro, Cascafulla, Calsapalla, Ca' Golino, Ca' mazzasette, Ca' Gallo etc etc.

Così Michelino convinto dai rimbrotti del nonno e dalle minacce non tanto velate del babbo decide di partire, ma prima di tutto dice

"Oh! prò en inchminciàt a magné sensa de mé, eh?" ("Mi raccomando vi chiedo l'enorme piacere di non iniziare a pasteggiare prima del mio ritorno").
Nonna "Sé! Prò m'archmand té en te fermé a giuché sa chi bordéi ma chesa, che snò maché en magnam piò e morim tutti d'fam!" ("Si Michelino non ti preoccupare, ma mi raccomando non ti fermare a giocare a casa con i tuoi amichetti che sennò non inizieremo a mangiare mai più!").

Passano alcune ore da che Michelino e partito e lo sconforto attanaglia la famiglia.

Mamma "li farà?" ("Ce la farà?").
Babbo "Fà ch'en se perdessa, ch'i dagh quatre schiàfòn, ch'i fac veda io ch'ora é!" ("Speriamo non si perda altrimente le prende").

Passa un giorno.

Nonno "Ohhhhh... porét a me, en li facc piò!" ("Me tapino, non ne posso più")

Passano due giorni.

Nonna "Per me s'è fermat a gioché sa chi bordéi" (Si capisce no?)

Allo scadere di una settimana dalla partenza del piccolo Tantarughino Michelino, la piccola Tantarughina Martina piange a dirotto e il Nonno Tartarugo ha i crampi per la fame, e così ad un certo punto esclama

"Basta en li facc piò, io magn ancha sensa Michéle e sensa el vin!" ("Basta non ce la faccio più, inizio a mangiare anche senza Michelino e senza vino").

Appena il nonno fa per addentare una "Sanciccia" spunta il piccolo da dietro a una siepe urlando: "Oooh! S'fat dacsé io en part manca!" ("guardate che se fate così io non parto neanche!")

Posted by BubiOnBoard at 10:50 | Comments (3)

05.05.05

Erbavoglio

Visto che un blog è una sorta di diario però aperto al pubblico e messo in rete, allora io mi comporto un po'come ci si dovrebbe comportare con i diari. Più o meno. Ci scriverò un po' di robe che voglio tanto dalla mia vita.

Che ne ho le palle piene caro il mio diraioblog lo sai già (uhm.. parlare al diario... uhm... no dai che mi fa tanto di tredicenne con l'apparecchio ortodontico).

Vabbé il sunto è quello, ne ho le palle piene. Di un sacco di cose, eh? Tipo sono stufo di avere sempre la macchina sporca, o di respirare aria indicibilmente zozza e puzzolente, di fare un lavoro palloso e non organizzato. Di non godere delle stagioni perché tanto son sempre chiuso dentro 'sto bugigattolo di ufficio a ingrassare tasche altrui.

Mi son proprio rotto il caspio.

E basta con la menata e il posto di lavoro sicuro e le bollette da pagare, porcodinci è mai possibile che unop che a 21 anni s'è preso su è uscito di casa per andare a lavorare fuori dopo 5 anni è ancora lì che scanchera e ancora ha fatto manco un quarto di quello che vorrebbe dalla sua vita?

Porca trottola! Io VOGLIO pilotare la mia vita come dimine mi pare a me. E' chiedere troppo? Si? Frega na sega, ho deciso che sarà così e basta. Sono almeno due anni che mi arrovello il cervello per cercare di mettere le idee in fila per combianre qualcosa, e nonostante tutti gli sforzi fatti son sempre allo stesso punto. Allora basta sistemare le idee, via a fare. Si sgambetta e si fa, niente pensieri niente teorizzazioni, niente. Si prende e si parte che sennò non si arriva mai.

Voglio tornare a vivere nelle mie zone dove ancora si distinguono abbastanza bene le stagioni l'una dall'altra, e dove a poca distanza c'è una pozza che ancora chiamano mare e l'aria ogni tanto odora anche di fiori e non di tubo di scarico di un fiorino. E con me voglio quella signorina lì la mia morosa. Inoltre voglio mettere su un lavoro in proprio, ho già idea di cosa, voglio vivere in una casa non troppo isolata ma comunque in campagna, fra il verde dei prati e dei campi e non quello strimlizito dei parchi cittadini e dei campi da tennis sintetici.
Inoltre voglio diventare ricco quel tanto che basta da potermi permettere una vita agiata e mettere una buona e solida pietra (ma anche di più di una) per il futuro dei miei futuri figli.

Va bene così? Pretendo troppo? Si? M'importa 'na pippa, si parla del mio futuro di quello della mia futura moglie e dei miei probabilissimi figli. Echecacchio!

Posted by BubiOnBoard at 13:09 | Comments (5)

05/05/05

Che non lo so se ha qualcosa di cabalistico, però mi piace.
Come epr esempio mi piace anche 20/05/2005 data in cui finalmente terminerannoi lavori alla strada sotto casa mia che mi costringono a una deviazione fra i campi e le autostrade carraie dove se s'incrociano un "ciao" e un "bravo" uno dei due si deve fermaree andare nel campo per far passare l'altro, che sennò si centrano.

E poi sono in un momento della mia vita in cui ho sonno negli orari in cui dovrei stare sveglio e non ne ho quando potrei dormire. E adesso c'ho un sonno che spacca.

Posted by BubiOnBoard at 09:18 | Comments (0)

04.05.05

NouVelle_VaguE

Finalmente sono riuscito a portare in ufficio il cd in ufficio, prima me ne dimenticavo, poi prendevo il porta cd, che una volta arrivato al lavoro risultava vuoto. Oggi finalmente l'ho portato, e c'è il cd dentro.
Fammi controllare và!

...
...
...

Si. C'è.

Posted by BubiOnBoard at 09:39 | Comments (0)

02.05.05

A_fourteen_A_one

Si passa la maggior parte della nostra vita seduti, e buona parte di questa seduti in auto. Diventa quindi inscindibile dalla vita di una coppia "sana" quello che accade spesso, se non colti da stanchezza, o afonia. Parlare in auto.

Quindi pare abbastanza ovvio che passando io buona parte della mia vita da sedutoautomobilista in autostrada, ciò avvenga per l'appunto, in autostrada.

E quindi accade che sfrecciando oltre i limiti (ma non troppo) a bordo di un'auto d'oltralpe, di ritorno da luoghi campestri, due personaggi di cui uno intento a scartare molesti tir e invorniti autisti in viaggio per la doppia festività primomaggial/domenicale, si trovino ad affrontare ottimi temi di discussione.

Così si ottimizzano i tempi, si può andare a letto prima. Utile&Dilettevole.
Che poi a letto si dorma o meno...

Per chi sa: Io ho intenzione di mettere tutto ciò in pratica, e molto presto se possibile!

Posted by BubiOnBoard at 18:17 | Comments (2)