Oggi mi sono dedicato a tutto tranne che al mio lavoro attuale.
Fra le varie cose che sto facendo, cerco di risolvere un "piccolo" problema di digital divide.
Che cos'è il DD? Semplice una classificazione di persone, luoghi, stati e continenti in base all'utilizzo degli strumenti digitalia quali computer internet e via discorrendo.
Il DD è un po' dappertutto, e caso strano (ma dove?) ce n'è parecchio anche in Italia, uno dei paesi più industrializzati e bla bla bla...
Qual'è il mio problema da risolvere? La mancanza di linea adsl. Per il lavoro che spero fra poco andrò a svolgere, una linea di collegamento a internet veloce è necessaria come il pane. Senza son cavoli amari.
In pratica il luogo fisico dove andrò a lavorare, lo studio, non è raggiunto dalle linee adsl, è infatti una casa in campagna, a non molti km da Urbino, che però... non ha l'adsl e forse non l'avrà.
Ho parlato un paio di volte con la Telecom, e loro più che fare dei colelgamenti con dei paesini limitrofi (avevano in prgoramma di farlo a Luglio... l'han fatto? Boh!) non ne vogliono sapere, perché il posto è fuori dal centro abitato (per forza... è campagna!) e anche il "nodo" più vicino forse non basterebbe.
E allora che si fa? Si cercano metodi alternativi a costi abbordabili. Ce ne sono?
E' qui il dramma.
Fondamentalmente una tecnologia come il Wi-Fi e meglio ancora il Wi-max sarebbero l'ideale per posti non raggiunti dalle cablature, offrono costi d'esercizio accettabili e grande versatilità.
Ma... ma... ma...
Per prima cosa non si capisce bene com'è la situazione, per esempio scartabellando per il web, sono venuto a sapere che ci sono intere comunità montane coperte da questo servizio. Ma sapere quali è davvero difficile. Per esempio la WiFi-Company ha stipulato un accordo con ANPCI (Ass. Naz. piccoli comuni italiani) per la fornitura ai comuni dei loro servizi wi-fi, satellitari a un prezzo base di 6000 €, ma non sono ancora risucito a scoprire che comuni sono interessati, chi si sta mettendo in moto e chi già ce l'ha.
Inoltre da buon rompiscatole ho mandato e-mail al mio comune, a quelli limitrofi ad alcune associazioni e sopratutto (l'unico da cui ho avuto risposta) un giornalista di una famosa web-zine che tratta di molti argomenti tutti correlati alla new-economy a internet e via dicendo.
Beh, dalla sua e-mail di risposta ne esce una situazione piuttosto disastrosa per chi come me non può avere accesso all'adsl, perché ha scelto di vivere e lavorare in campagna.
Questo l'esordio della sua risposta "il "digital divide" esiste eccome... perdoni l'intro, ma questo problema è una certezza ancor di più nel nostro paese. E non si tratta solo di questione prettamente culturale, ma anche di un reale limite delle infrastrutture disponibili."
Nella e-mail del sig. d'Elia (che ringrazio sentitamente) ci sono stoccate anche nei confronti della compagnia telefonica italiana più importante, che a parer suo e anche mio, non aiuta di certo lo sviluppo di tecnologie che la farebbero da padrone togleindole lo "zoccolo duro" d'utenza.
Insomma la situazione è questa, stai in campagna? Hai deciso di avere una vita qualitativamente superiore agli altri? Si? Dà mò son **zzi tuoi, o 56k o isdn, oppure visto che stai in campagna e quindi ci devi avere del grano (soldi...) spendi e pretendi la linea satellitare. Tié.
Poi ci si chiede perché in Italia siamo indietro come gli attributi maschili canini?
Posted by BubiOnBoard at 15.09.05 17:13