Il fumo provoca dipendenza, e malattie di vario genere.
Il cibo* provoca dipendenza, e malattie di vario genere.
L'auto provoca dipendenza, e malattie di vario genere.
Le bevande alcooliche provocano dipendenza, e malattie di vario genere.
Internet provoca dipendenza, non mi risulta altre malattie.
Perché dico questo? Semplice.
La privazione non consensuale di ognuna di queste cose elencate qui sopra, crea dei forti disagi. Ovviamente in varia misura dipendente dalle dosi d'utilizzo e dalla persona che ne fa uso. Nel listino ho lasciato stare la droga perché tanto è illegale, talmente tanto illegale che prima o poi diventerà illegale anche parlarne.
Il mio esempio riguarda internet, o meglio ancora l'accesso alla posta elettronica. Io sono possessore di vari account, alcuni li ho da sempre (libero per esempio) e magari non li uso nemmeno più se non in rarissimi casi (libero per esempio) altri li ho da poco più di un anno, uno in particolare ed è quello che uso di più (gmail) poi ne ho un paio dell'ufficio intestati a me, e uno ce l'ho per un progetto che spero tanto (e ci sono buone possibilità... sempre migliori, in crescita) diventerà il mio futuro lavoro.
Questa mattina al mio arrivo in ufficio, come di mia abitudine ho aperto il blog, ho aperto i programmi di posta dell'ufficio (due) e ho aperto l'account di gmail.
Questo non funzionava. Mi sono un po' risentito di avere tutta la rubrica di indirizzi lì dentro, e di non averla mai trascritta e/o scaricata altrove. Mi son detto "pirla, lo sai che è una versione beta, ogni tanto potrebbe non funzionare!.
Così ad intervalli regolari, mentre trappolavo con tutto il resto delle cose da fare, controllare disfare rifare, insomma il lavoro, riaggiornavo la pagina. E ad ogni accesso negato, con tanto di scuse da parte di google per l'errore del server, io m'innervosivo un pochino di più. Sempre un po' di più.
Reload, accesso negato, salita nervoso. Reload, accesso negato, salita nervoso.
Accedendo agli altri account ho tranquillamente bypassato il problema vero e proprio di non poter comunicare con chi avrei voluto, ma in me è rimasto un senso di inadeguatezza e sfiducia, fin quando non sono andato a pranzo.
Senti mancare un colpo dal caricatore a 5 palle della tua colt. Leggermente menomato, come con una mano paralizzata.
Al ritorno dal frugale toast mezzo infreddolito da un barista "svelto come la polvere", tolto dallo stand-by il pc ho istintivamente tentato l'accesso all'account maledetto. Niente. Riprovo dopo 20 minuti circa. Niente, passa ancora una mezz'ora e... miracolo! L'account gmail è tornato nelle mie mani.
Mi sono sentito subito rigenerato, pronta a fare tutto quello che volevo fare da 'sta amttina appena entrato in ufficio, eh...
Ma che volevo fare 'sta mattina con l'account di gmail? Controllare la posta. E basta. Tutto sto nervoso, tutta 'sta frenesia per poter controllare la posta.
E trovarci dentro 2 e-mail di spam e 4 newsletter.
A modo nostro siamo schiavi anche noi.
*Inteso come esagerazione e/o junk food.
Posted by BubiOnBoard at 09.09.05 10:00