Letture e suoni per il sabato – 6 Febbraio 2011

Qualche segnalazione dal materiale online in cui mi sono imbattuto di recente:

Avercelo, lo shabbat

Sono due mesi che viaggio parecchio, quasi sempre per lavoro, e i sabati sono spesso il momento degli spostamenti. Vedo posti perlopiù interessanti e incontro cose/persone che mi piacciono, è un privilegio e di solito me ne rendo conto, ma il rischio di finire come il criceto nella ruota c’è.
Ancor più che nei periodi di vita cosiddetta normale avrei voglia di fermarmi per almeno una mezza giornata di shabbat, meglio ancora se a casa con le donne di famiglia.

Questo per dire che le letture per il sabato non sono sparite per mancanza di interessi ma per mancanza di sabati veri e propri.

Penso e spero torneranno verso la fine dell’anno.

Letture (e suoni) per il sabato – 24 Settembre 2010

Per quanto due settimane fa gli arguti commentatori abbiano sottolineato (a ragione) la carenza di kashrut del mio shabbat, continuo imperterrito nelle segnalazioni per il fine settimana:
- Big Sometimes Friendly Giant, biografia di Roald Dahl. Il libro non pare grandioso, ma la recensione è utile a render conto della vita molto difficile di una persona per niente facile.
- Separation Anxiety, altra recensione, stavolta di ‘Room’, il racconto di un’esperienza di prigionia vista con gli occhi di un cinquenne. Scrivere nei panni di un bambino è ad altissimo rischio, Emma Donoghue pare esserci riuscita molto bene.
- ‘Veltroni è libero di fare una corrente, ma‘ di un Leonardo in gran forma.
-(Video) Musica calda per l’arrivo dell’autunno: Raphael Saadiq a Tiny Desk Concert.

Letture per il sabato – 10 Settembre 2010

Lo Shabbat è una bella invenzione (un amico dice che è un vero e proprio colpo di genio) anche per chi non è credente.
Al di là dei riti specifici (e di quelle che per noi sono vere e proprie stranezze) del sabato ebraico, trovo sana l’idea che per un giorno si rinunci all’agire sul mondo e, aggiungerei, ci si dedichi a qualcosa di diverso dagli altri sei giorni della settimana.
I miei tentativi di Shabbat sono stati per ora pochi e solo parzialmente riusciti (uno degli intenti sarebbe anche non toccare computer e telefono), ma continuo a provarci.

Nello Shabbat ebraico non mancano la lettura e lo studio; per quanto mi riguarda, il rischio di cadere in more of the same rispetto al resto della settimana è alto, tuttavia anche qui vorrei provarci e condivido tre letture (in realtà uno è un ascolto) che intendo fare.
E’ materiale nuovo anche per me, per cui non garantisco sui contenuti, comunque mi sono segnato queste cose:
- ‘Coltrane, Jimi Hendrix, Beethoven and God’ di Brad Mehldau, pianista jazz che ho scoperto cimentarsi anche con la scrittura.
- ‘His Glory and His Curse’, recensione della New York Review of Books dell’ultimo libro di Franzen, di cui si parla molto (per quanto non è che sia un gran fan).
You look unfamiliar, intervista (audio) dello New Yorker a Oliver Sacks sulla ‘face blindness’, l’incapacità di riconoscere le persone a partire dal loro viso, di cui lo stesso Sacks soffre.

Buon fine settimana.