This American Life

(Due post in una settimana. Manco fossimo nel 2003).

L’idea dell’economia del dono e delle sue declinazioni nell’epoca di Internet non l’ho approfondita; ho in compenso un approccio molto banale per cui la maggior parte delle cose ha bisogno di soldini per stare in piedi e di riffa o di raffa questi soldini qualcuno deve tirarli fuori.
D’altra parte, fruisco via Internet di una mole di contenuti che non corrisponde al mio esborso (prossimo a zero) e provo una certa antipatia per i paywall. C’è una via di uscita?

Per quanto mi riguarda, cerco di non girarmi dall’altra parte quando programmi e siti che seguo regolarmente mi dicono ‘Sai che c’è? Forniamo e continueremo a fornire gratis i nostri contenuti, però ci sono bollette e stipendi da pagare. Vedi un po’ tú.
Oggi due soldini sono finiti a ‘This american life’, trasmissione settimanale prodotta da Chicago public radio che consiglio di provare nel caso non la conosceste.
A ‘This american life’ si dicono convinti della possibilità di fare radio di qualità (i.e. radio che costa) distribuendo i contenuti gratuitamente e confidando nelle donazioni degli ascoltatori. Hanno un’audience notevole, per cui anche se il 93% non molla una lira le donazioni del rimanente 7% hanno finora permesso alla trasmissione di rimanere a galla.
Quest’estate dovevano chiudere l’anno fiscale, hanno dichiarato il disavanzo che intendevano coprire nel giro di qualche settimana (intorno ai 200k dollari, se non sbaglio), apparentemente riuscendo nell’impresa.
Almeno per il 2010, il bilancio sarà a posto.