29.06.09

The Ancestor's Tale - Richard Dawkins

Non ho una grande passione per i 'Best of' o per le liste che ti suggeriscono le 10/100/1000 cose da (non) fare prima di laurearsi/sposarsi/figliare/morire.
Se però un giorno il senso del ridicolo mi abbandonasse e mi mettessi ad elencare i libri che dovrebbero far parte di una biblioteca ben fornita, penso includerei 'The Ancestor's Tale'.

Perché?
Perché' l'evoluzione tramite selezione naturale è uno dei capisaldi della comprensione del mondo da parte degli essere umani e questo libro è un racconto a ritroso nel tempo, dai giorni nostri alle origini della vita sulla Terra, che permette di ricostruire il lavorio dell'evoluzione apprezzandone meccanismi, effetti e scale di tempo. Dawkins è un ottimo didatta ed il suo (lungo) racconto è molto leggibile, grazie all'alternanza di pagine dedicate alla presentazione di principi generali con altre che esemplificano gli effetti dell'evoluzione in alcuni animali piuttosto che in funzionalita' specifiche (la vista, l'udito, la riproduzione, etc.).
La scelta di percorrere un cammino a ritroso nel tempo elimina alla radice la tentazione di interpretare l’evoluzione come un processo finalistico culminato nell’apparire della specie umana. Dawkins struttura la narrazione a tappe, andando ogni volta ad incontrare l'antenato comune più recente ('common ancestor', per il quale conia il neologismo di 'concestor') tra le specie di cui ha parlato fino a quel momento ed un altro ramo del regno animale o vegetale: dopo una breve introduzione, si parte quindi da Concestor 1, antenato comune piu' recente tra esseri umani, bonobo e scimpanzè, si prosegue a ritroso verso Concestor 2, antenato comune piu' recente tra Concestor 1 ed il ramo che porterà agli attuali gorilla, e così via, fino ad arrivare a Concestor 39, l'unione tra il ramo degli eubacteria e quello che porta a tutte le altre specie attualmente esistenti.

Volendo muovere una critica a 'The Ancestor's tale', si può dire che Dawkins ecceda a volte nell'intento apologetico; per quanto sia condivisibile il desiderio di rimarcare le numerosissime evidenze a supporto della teoria dell'evoluzione e di tirare frecciate ai creazionisti, non sarebbe stato male tracciare un quadro più problematico della disciplina. Inoltre, chi arriva da ambiti di scienza diversi dalla bio/zoologia noterà che le capacità predittive in senso stretto della teoria dell'evoluzione appaiono perlomeno ridotte: il fatto non costituisce reato, ma la stragrande maggioranza delle spiegazioni sono a posteriori, mentre quando si tratta di azzardare previsioni Dawkins rischia di finire nel campo minato delle profezie che si autoavverano.
Ciò detto, il libro rimane molto godibile e consigliato, rappresentando tra l'altro un bell'esempio di come combinare qualità, quantità ed accessibilità in un'opera di divulgazione.

Posted by MarcoS at 13:54 | Comments (15)