15.12.08

Europrotons

L'ESTRO mi ha chiesto un articolo discorsivo riguardo ai progetti di proton terapia in Europa.
Ne e' uscito un pezzo accessibile ai piu', per cui eccolo.
Posted by MarcoS at 20:25 | Comments (2)

04.12.08

Pane al pane

Grazie alla chiusa del post precedente mi sono beccato del populista di estrema destra, da cui il dubbio di non essermi spiegato bene.
Provo a farlo qui, non per difendermi (anche perche' non ne vedo il bisogno) ma per precisare la mia opinione.

In primis, e tanto per sgombrare il campo da equivoci: per attitudine, sensibilità e storia personale mi sento di certo piu' simile a un Pollan che al CEO di Burger King; in una certa misura, le critiche che gli ho rivolto sono anche autocritiche.

Cio' detto, la questione secondo me e' semplice.

Chiunque ha pieno diritto a mangiare cibo scelto con i criteri che preferisce, non importa quanto radicali. Riconosco inoltre che molte di queste scelte radicali sono eticamente preferibili ad altre, perché oltre a produrre benefici alla salute di chi le adotta hanno anche la ragionevole speranza di essere sostenibili dal punto di vista ambientale.

Pollan, che e' diventato un guru del mangiare sano in America, e' capace di un'analisi accurata e condivisibile del presente, ma mi sembra porsi poco il problema di quanto le sue scelte personali siano (in)applicabili su larga scala. Tornando all'esempio del post, se sei interessato a che tutti mangino meglio, é una stupidaggine sparare a zero su catene come Whole Foods perché non rispettano i tuoi ideali di economia a bassa scala, rispettosa dell'ambiente e delle persone, etc. Pur con tutti i loro difetti, sono negozi in cui trovi di cibo di qualità (molto) migliore degli hard discount anche se (questo è il problema, se ti interessa che tutti abbiano accesso ad un cibo migliore) con prezzi alti già per la classe media, figurarsi gli altri.
Piaccia o no, negli USA il problema della maggior parte dell'offerta di cibo organic e' l'essere lontana non dall'ideale, ma dal quotidiano del mercato agroalimentare e dei suoi prezzi: prezzi artificiali, d'accordo, con costi non dichiarati pagati dalla collettivita', d'accordo, ma intanto i prodotti promossi da Pollan devono fare i conti con quei prezzi.

In una situazione del genere, se non accetti nemmeno temporaneamente soluzioni intermedie tra il tuo ideale di purezza ed il big business, stai facendo testimonianza personale, utile e benvenuta, ma non stai proponendo soluzioni praticabili, facendomi venire il dubbio (malevolo?) che tu non ti allontani dai principi teorici perché sai che non appena mettessi le mani nella realtà dei problemi di larga scala la troveresti sporca e difficile da maneggiare. Dovresti accettare compromessi pesanti e mischiarti a gente che non ti piace, per cui meglio starsene in un angolo e promuovere il Farmers Market; scelta comprensibile, ma lavorare perché Joe Sixpack mangi meglio è un'altra cosa.

Dire queste cose equivale a rivalutare McDonald's & C. al grido di 'almeno questi sono industriali come si deve?'
Neanche per sogno.

Proprio perché penso che l'attuale sistema agroalimentare sia funzionale più a chi ne fa parte che agli interessi (a lungo termine) dei suoi clienti, mi interessa capire dove ci siano vie d'uscita, che però devono accettare di confrontarsi con grandi numeri, economie di scala e logiche di business, altrimenti e' un predicare ai (pochi) convertiti.

Posted by MarcoS at 23:10 | Comments (1)