25.03.08

Merenderos spaziali

Tra le mille cose che non capisco c'e' quella delle persone che la domenica fanno n-mila chilometri dalla citta' verso la montagna per fare pic nic sul ciglio della strada, bagagliaio aperto, tavolino spiegato e gas di scarico a portata di trachea. Nel Cuneese questi individui li chiamiamo merenderos e diamo per scontato siano Torinesi.
You'll never moonwalk alone (complimenti per il titolo) mostra il sogno di una vita da merenderos: non avevo realizzato che la missione dell'Apollo 11 di Neil Amstrong & C. avesse percorso circa 380.000 Km per arrivare sulla Luna e compiere il grande passo per l'umanita' su di un'area grande a malapena quanto un campo da calcio.
Posted by MarcoS at 03:38

19.03.08

Rispondere per le rime

Gli argomenti recenti contro Obama, tanto da parte repubblicana quanto da parte Clinton, girano intorno alla questione della razza e ai legami tra la razza ed un supposto estremismo politico; le critiche spaziano dall' accusa di essere troppo vicino ad agitatori di folle all'insinuazione che il suo successo sarebbe in gran parte dovuto al colore della pelle.
Obama aveva tre risposte possibili: non reagire sperando che la cosa morisse di suo, gridare all'oltraggio per l'America del 2008 che attacca un nero o usare l'opportunita' per argomentare ancora una volta la sua diversita' rispetto al business as usual; ha provato la terza, secondo me con successo.

Vale la pena trovarsi una mezz'oretta per vedere il discorso (Via Paolo Ferrandi).

Sono parole, e' vero, sono contenuti da democristiano buono, e' vero (averne, peraltro), si sa poco di come Obama potrebbe tradurre queste intenzioni in concretezza politica. Tutto bene. Rimane il fatto che c'e' una persona che rischia di diventare presidente degli Stati Uniti, deve reagire a gente del suo partito che gli dice in sostanza 'Ringrazia che sei nero' (questo va alla voce "fair play del dibattito USA") e risponde alzando la discussione ad un livello molto piu' alto di quello dei suoi rivali.

Concordo con Paolo Ferrandi sul fatto che il discorso di Obama rischia di non essere capito, soprattutto perche' articolato e ricco di sfumature, una tragedia per la macchina dei media americani, che cerca slogan da 15-30 secondi per poi discuterli alla nausea.
E' prevedibile che chi di dovere (Fox in primis) lavorera' di taglia ed incolla per far dire ad Obama tutto ed il contrario di tutto, dipingendolo come un Malcom X del 2008. E' peraltro vero che questo capiterebbe a prescindere, per cui almeno da questo lato non vale la pena preoccuparsi troppo.

Posted by MarcoS at 05:57

18.03.08

Tibet what?

Sono di corsa e non seguo molto giornali e TV, ma la netta impressione e' che qui negli USA dei problemi del Tibet non freghi niente a nessuno.
Il New York Times di domenica aveva un richiamo di un pollice quadrato in prima pagina e un articolo abbastanza neutro in terza.
Oggi il sito pubblica un altro pezzo molto coperto, utile se non altro a capire che il Dalai Lama sta giocando un gioco a me incomprensibile.
Posted by MarcoS at 19:25

17.03.08

The ghost map

Qualche settimana fa ho letto The ghost map, bel libro di Steven Johnson sull'epidemia londinese di lebbra colera del 1854, comprato per un'intuizione del momento di Comida.
Avevo in mente di recensirlo, ma di questi tempi quel che mi viene meglio e' causare una crescita abnorme della pila di cose da fare.
Nel frattempo ci ha pensato Massimo.
Posted by MarcoS at 07:30

16.03.08

Link domenicali

- "Sono seduto ai bordi di una piscina. Una donna si tuffa. Non e' troppo bella, per cui posso pensare ad altro, per esempio alle onde che si sono formate nell'acqua" .
Sei minuti molto Feynman su onde elettromagnetiche e luce.

- "Zealous atheism renews some of the worst features of Christianity and Islam. Just as much as these religions, it is a project of universal conversion. Evangelical atheists never doubt that human life can be transformed if everyone accepts their view of things, and they are certain that one way of living - their own, suitably embellished - is right for everybody."
The atheist delusion discute le posizioni pro-ateismo sostenute in questi anni da Dawkins, Dennet, Hitchens & C., trovandomi d'accordo quando le accusa di mancare il bersaglio, dipingendo la religione come una versione primitiva della scienza, approccio forse valido nell'Ottocento, non nel 2008.

-In our time dedica una puntata ad Ada Lovelace (1815-1852), persona chiave nella storia di quelli che ora chiamiamo computer. Gli ospiti sembrano coetanei della Lovelace, ma la discussione non e' male.

Posted by MarcoS at 01:14

14.03.08

3.14 - It's pi day

Via proof.

Posted by MarcoS at 21:03

12.03.08

Quelli che hanno visto Zoff ridere

Oggi parlando in inglese con un nuovo collega mi ci e' voluto molto piu' del solito per capire che era Francese. Tipo un minuto - un minuto e mezzo.
Posted by MarcoS at 14:44

10.03.08

Star power, minor role.

Una decina di giorni fa Hillary Clinton si lamentava della stampa USA, troppo dura con lei e troppo soft verso Obama; ad ulteriore dimostrazione che le cose non stanno proprio cosi', ecco un articolo del NYT sull'esperienza da Senatore di Obama, vissuta nel doppio ruolo di novellino che deve imparare il mestiere e di predestinato/ambizioso che guarda a ben altri obiettivi e deve evitare che la permanenza a palazzo intacchi la sua immagine di uomo nuovo.
Posted by MarcoS at 13:14

02.03.08

Credere e curare

Spiace per Stefano, che mi ha regalato il libro, e spiace per Ignazio Marino, che mi dicono essere persona degna, ma se la vostra biblioteca non contiene 'Credere e curare' non vi siete persi troppo.
Il rapporto tra fede e professione medica è tema attuale ed interessante, soprattutto se discusso da un non oltranzista, può essere affrontato con modi ed attenzioni diversi, ma richiede più tempo di quello dedicato da Marino per scrivere questo libello, che menziona molti argomenti senza però approfondirne nessuno, presenta mille problemi senza avere la pazienza di declinare principi generali anche condivisibili ma molto astratti in pratiche concrete, che è esattamente quel che ci aspetta da una persona che parla sulla scorta della sua esperienza personale e professionale di chirurgo specializzato in trapianti.

Il racconto di come molti medici cerchino un compromesso faticoso tra le motivazioni che li hanno spinti a scegliere questo lavoro e la difficoltà a vivere in sistemi sanitari che di quei principi paiono/sono la negazione sarebbe da solo un tema degno di un libro a sè. Purtroppo anche questo spunto, interessante almeno quanto le discussioni sui massimi sistemi, finisce triturato nel mordi e fuggi di un libro che penso vada archiviato come un'occasione persa.
Peccato.

Posted by MarcoS at 23:58