07.11.08

Gaudeamus igitur

Sir, gli USA (ed in una certa misura il mondo intero) escono da otto anni di G. W. Bush. Otto. Già questa è una ragione sufficiente per essere contenti.
Poi, a meno di essere molto induriti (e ci sono motivi per esserlo, non lo nego), tocca ammettere che Obama (il quale, val la pena ricordarlo, cinque anni fa era uno sconosciuto e a Gennaio era dato come ottimo sparring partner della Clinton) fa vibrare delle corde speciali e, anche al netto della retorica, ti dà la ragionevole speranza di qualcosa di diverso dal business as usual.
E' solo(?) una speranza, ma visto l'andazzo vale oro e giustifica un momento di sana euforia (poi ci sono quelli che la fanno fuori dal vaso, ma ci sono sempre).
Obama deluderà? Almeno in parte è inevitabile, non fosse altro che in questo momento le aspettative sono alle stelle.
Detto questo, una cosa per volta. C'è un tempo per la festa e uno per le analisi.
Questo è un tempo per la festa.
Così scrisse Marco il 07.11.08 09:28