19.03.08

Rispondere per le rime

Gli argomenti recenti contro Obama, tanto da parte repubblicana quanto da parte Clinton, girano intorno alla questione della razza e ai legami tra la razza ed un supposto estremismo politico; le critiche spaziano dall' accusa di essere troppo vicino ad agitatori di folle all'insinuazione che il suo successo sarebbe in gran parte dovuto al colore della pelle.
Obama aveva tre risposte possibili: non reagire sperando che la cosa morisse di suo, gridare all'oltraggio per l'America del 2008 che attacca un nero o usare l'opportunita' per argomentare ancora una volta la sua diversita' rispetto al business as usual; ha provato la terza, secondo me con successo.

Vale la pena trovarsi una mezz'oretta per vedere il discorso (Via Paolo Ferrandi).

Sono parole, e' vero, sono contenuti da democristiano buono, e' vero (averne, peraltro), si sa poco di come Obama potrebbe tradurre queste intenzioni in concretezza politica. Tutto bene. Rimane il fatto che c'e' una persona che rischia di diventare presidente degli Stati Uniti, deve reagire a gente del suo partito che gli dice in sostanza 'Ringrazia che sei nero' (questo va alla voce "fair play del dibattito USA") e risponde alzando la discussione ad un livello molto piu' alto di quello dei suoi rivali.

Concordo con Paolo Ferrandi sul fatto che il discorso di Obama rischia di non essere capito, soprattutto perche' articolato e ricco di sfumature, una tragedia per la macchina dei media americani, che cerca slogan da 15-30 secondi per poi discuterli alla nausea.
E' prevedibile che chi di dovere (Fox in primis) lavorera' di taglia ed incolla per far dire ad Obama tutto ed il contrario di tutto, dipingendolo come un Malcom X del 2008. E' peraltro vero che questo capiterebbe a prescindere, per cui almeno da questo lato non vale la pena preoccuparsi troppo.
Cosė scrisse Marco il 19.03.08 05:57