28.12.07
Product disintegration
Ricapitolando:
1)Google ha un servizio di
bookmarks, che permette di salvare link e assegnargli tag ma non di renderli pubblici, i.e. condividerli. I bookmark finiscono di default anche su un
Google notebook, condivisibile solo nel senso di renderlo disponibile a singole persone invitate via email.
2)Google ha anche un
feed reader, dove si possono assegnare tag,
non integrati con quelli dei notebook, e si possono condividere dei link rendendoli accessibili via feed e/o clip e/o
pagina web. Ci si aspetterebbe di poter aggiungere un post ai bookmark con un semplice click, invece la cosa e' piu' complicata.
3)Google, sempre lui, offre anche un servizio di
'sharing' per condividere link e renderli accessibili via pagina web o feed. Non bastava aggiungere ai bookmark la funzionalita' 'rendi pubblico questo link" ed eravamo tutti contenti? Troppo facile. Invece, la pagina web dello sharing non e' integrata ne' con i bookmark ne' con la pagina web dei post condivisi via Google reader, e anche i tag viaggiano ancora una volta per conto loro (e con questo fanno tre set di tag per applicazioni molto simili
gestite dalla stessa piattaforma).
A me sembra di chiedere una funzionalita' semplice: sono un utente registrato che:
- Arriva in qualche modo ad un URL, tramite interrogazione diretta, feed reader, ricerca su google etc.;
- Salva l'URL, decidendo se e' pubblico o privato e assegnandogli uno o piu' tag;
- Se ha degli gli indirizzi pubblici, decide come renderli disponibili (pagina web e/o clip e/o feed).
Fa strano che la stessa ditta che ha l'ambizione di organizzare e rendere disponibile lo scibile umano non proponga una soluzione ragionevole a questa esigenza.
Sara' che non gliene frega niente.
Posted by MarcoS at
09:23
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26.12.07
Mixed review
Oggi la protonterapia finisce sulla
home page del New York Times, in un articolo che non cede al luogo comune per cui piu' tecnologia significhi di per se' migliori risultati per qualsiasi paziente in qualsiasi condizione.
Il tono non e' molto diverso da quello che usavo
circa un anno fa ed il nocciolo del problema, chiaramente, non e' la protonterapia in se', ma il modo in cui viene e (soprattutto) verra' usata negli Stati Uniti, all'interno di un sistema sanitario in cui il business e' spesso la prima preoccupazione.
Da questo punto di vista, in Europa siamo messi molto meglio: se solo non facciamo grosse sciocchezze, i centri che stanno nascendo potranno concentrarsi sui problemi clinici e scegliere la protonterapia per i pazienti che piu' ne hanno bisogno.
Speriamo di giocarci bene questa chance.
Posted by MarcoS at
15:00
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21.12.07
Sostenere Open Access
Gianluca Salvatori tesse
lodi condivisibili a
PloS One, che in questi giorni compie un anno di vita, e all'
Open Access in generale.
Il suo appoggio mi fa sorgere una domanda: quanti enti di ricerca italiani hanno una posizione ufficiale a favore di Open Access e/o al finanziamento delle
spese di pubblicazione?
A leggere su biomedcentral, solo due (CNR e Telethon), ma non so quanto la lista sia aggiornata.
Non sarebbe male se l'elenco si allungasse, magari a partire da enti (co)finanziati dalla Provincia di Trento.
Posted by MarcoS at
19:47
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19.12.07
All things being equal
A far previsioni uno si espone al ridicolo, ma secondo me lo
Scalfarotto delle presidenziali USA 2007 non e' Obama; forse lo e' tal Ron Paul, che, secondo
un articolo sull'uso del Web da parte dei candidati, sta stracciando la concorrenza. Su Internet.
Nella vita vera nessuno gli da' una chance, il che suggerisce come anche negli Stati Uniti il mondo di chi usa attivamente Internet non sia (ancora?) rappresentativo del mondo tout court, il che di per se' non e' ne' un bene ne' un male, basta ricordarselo.
Obama magari non arrivera' a correre per la presidenza, ma a leggere i giornali e' l'unico che puo' impensierire la Clinton (
qui un articolo interessante del NYT sulle tentazioni e le cautele della Clinton a mostrare la sua dimensione emotiva).
Scalfarotto, alle 'primarie' del centrosinistra per le elezioni del 2006, prese meno voti di Mastella.
Posted by MarcoS at
01:56
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17.12.07
Ogni cosa a suo posto
Forse non lo sapevi, ma da oggi conosciamo
il gene della generosita', mica cotiche.
Ora, io non so se ci voglia un gene apposta per fare questa cosa, pero' non sarebbe male se Repubblica.it portasse le sue scelte editoriali fino in fondo e piazzasse le 'notizie di genetica' nella sezione piu' consona, i.e. la mitica colonnina blu.
Posted by MarcoS at
20:07
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16.12.07
Ascolta un cretino - Le recensioni cinematografiche di Montag
Gone baby gone vale il prezzo del biglietto, non quello di biglietto + popcorn.
Volendo semplificare, e' la versione 2007 di
Mystic River, non fosse altro che ambedue si svolgono in aree sfigate di Boston, riguardano vicende criminose aventi per vittima una figlia e raccontano di famiglie che meglio perderle che trovarle.
Gone baby gone ha un intreccio piu' elaborato ma alla fine e' meglio
Mystic River, anche solo per Sean Penn, piu' bravo e credibile di
Casey Affleck, la cui faccia da bravo bimbo e' perfetta per il passeggio di Newbury Street, un po' meno per i bassifondi di Dorchester.
Posted by MarcoS at
21:11
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Gaudeamus igitur
Il tardo autunno di qualche blogger si divide nel prima e nel dopo aver ricevuto un messaggio di
messer Squonk, che, sotto le mentite spoglie di un invito, ti dice con pugno di ferro in guanto di velluto di darti una mossa.
La risposta piu' frequente penso sia 'Grazie, sei molto gentile, ma quest'anno non ce la faccio proprio', ed invece, caparbio ed insistente come un testimone di Geova, Squonk ha tirato fuori da un popolo di dura cervice
Il Post sotto l'Albero edizione 2007.
Come ce la faccia tutti gli anni, ancora non l'ho capito.
Posted by MarcoS at
15:44
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12.12.07
Sorry
Ho scoperto grazie a Beppe che Movable Type faceva casino con i vostri commenti.
Problema parzialmente risolto (ovvero se non altro i vostri commenti compaiono). Adesso cerco di capire come mai qualsiasi nuovo commento ora e' classificato come spam, per cui mi tocca riesumarlo dal cestino dell'immondizia.
Posted by MarcoS at
18:32
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Danni del politicamente corretto
Credeteci o no, negli Stati Uniti questa e' ufficialmente
Ascensor-elevator safety awareness week.
Posted by MarcoS at
04:18
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11.12.07
Cavallo di Troia
Non so quanto sia una tendenza generalizzata, ma nel mio ambito lavorativo Linux e' diventato il sistema operativo 'ponte' tra Unix e Windows.
Tutti i software di simulazione di trattamenti radioterapici giravano fino a 4-5 anni fa su hardware parecchio costoso (p.es. Silicon Graphics, Sun o HP) ed implementazioni proprietarie di Unix (Irix, Solaris, HP-UX, etc).
L'uso di queste piattaforme era (forse) giustificato una decina d'anni fa, ma e' diventato progressivamente un'insensatezza sia per gli utenti, che si ritrovavano un hardware caro e stravagante utilizzato per un'unica funzione, sia per le ditte produttrici, che preferiscono workstation piu' economiche, cosi' il prezzo del prodotto cala, e favoriscono ambienti di sviluppo software popolari, se non altro perche' e' piu' facile trovare programmatori.
Dunque si pensa ad una migrazione. Come e verso dove?
Tenete conto che le case produttrici vogliono minimizzare le differenze hardware e software tra diverse versioni del prodotto, anche per ridurre i tempi necessari ad ottenere l'approvazione FDA (o il marchio CE), e non possono dedicare tutte le energie degli sviluppatori alla migrazione, altrimenti rimangono indietro sul lato delle funzionalita'.
Soluzione?
-Passo 1: Si sceglie un nuovo hardware con processore Intel (tipicamente HP o Dell), che costa 4000 euro invece di 20000, si mette su Linux e si comincia migrando l'applicazione da Unix a Linux. La transizione e' di solito abbastanza liscia ed il cliente vede da un giorno all'altro cadere il costo dell'hardware di un fattore cinque.
-Passo 2: Siccome si e' scelta una workstation compatibile con Windows, si mantiene l'hardware, si cambia sistema operativo e si migra il software.
Et voila', in due passi ti ritrovi con applicazioni per radioterapia sotto Win XP, con gran gioia del medico, contento di lavorare su una macchina a lui famigliare, e con Bill Gates che ringrazia Linus Torvalds & C. per avergli dato una bella mano. Gratis.
Posted by MarcoS at
16:01
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10.12.07
Everything in its right place
"It was tough to do anything else," Mr. Yorke said during Radiohead's first extensive interviews since the release of the album. "The worst-case scenario would have been: sign another deal, take a load of money, and then have the machinery waiting semi-patiently for you to deliver your product wich they can add to the list of products that make up the myth, la-la-la".
Signing a new major-label contract "would have killed us straight off", he added. "Money makes you dumb, as M.I.A. wrote. I mean, it's tempting to have someone say to you 'You will never have to worry about money ever again' but no matter how much money someone gives you - what, you're not going to spend it? You're not going to find stupid ways to get rid of it? Of course you are. It's like building roads and expecting there to be less traffic".
Thom Yorke, voce e leader dei Radiohead, a proposito della decisione del gruppo di vendere il nuovo album online permettendo agli acquirenti di decidere il prezzo.
(Lo stesso articolo peraltro fa i conti in tasca ai cinque concludendo che probabilmente e' stato un affare anche dal punto di vista economico.)
Posted by MarcoS at
00:32
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