27.09.07

Falsi amici

So che anche voi eravate tormentati da questo interrogativo: perche' negli Stati Uniti chi chiede una pizza pepperoni si ritrova la pizza al salamino piccante?
Qui una spiegazione chiara e concisa.
Poi dicono che i blog non servono a niente.
Posted by MarcoS at 22:14 | Comments (6)

24.09.07

Non fai piu' ridere.

Non potendolo/volendolo ignorare, il modo migliore per trattare con Grillo e' prenderlo sul serio, ipotizzando che le sue siano proposte politiche e non boutade.
Oggi Luca Sofri invita Grillo alla discussione sull'(in)eleggibilita' dei politici in relazione alle loro vicende giudiziarie, e mo' vediamo cosa salta fuori.

Dovendo scommettere, dico che una discussione della 'piattaforma politica' grillesca rivelera'/rivelerebbe il suo autore come una versione divertente di DiPietro, o di un Bossi d'annata.
Temo poi che, al pari di Bossi, la cui responsabilita' politica piu' grande e' aver impedito per anni una discussione seria sul federalismo, l'eredita' del Beppe Grillo politico sara' al piu' quella di aver bloccato una discussione sensata sul rapporto tra legalita' e classe politica e, piu' in generale, sulla distanza tra rappresentanti e rappresentati.

Posted by MarcoS at 19:11 | Comments (9)

22.09.07

Massive antispoiler campaign

L'ultimo libro di Harry Potter deve essere stato un successone da queste parti.
Ecco la porta della sezione giovani della biblioteca di Cambridge.



Posted by MarcoS at 03:17 | Comments (0)

09.09.07

Druk druk druk

Da domani e per i prossimi dieci giorno sono in giro per l'Europa (senza laptop), per cui non aspettatevi granchè da queste parti.
Vorrei aver tempo per scrivere di diverse cose, che comincio a segnarmi qui, sperando prima o poi di riprenderle:

- Massimiano Bucchi ha scritto un post sulla comunicazione della scienza che vorrei rileggere con calma e che ha suscitato altri post, tra gli altri questo di Antonio Sofi.

- Su la voce.info si è scritto riguardo ai miti sulla ricerca in America, secondo me azzeccando punti di osservazione interessanti.

- L'ospedale in cui lavoro, uno dei più grandi e conosciuti se non negli USA sicuramente nel New England, affiliato ad Harvard Medical School, carico di soldi e di tecnologia parafantascientifica, su cosa sta pressando pesantamente i suoi dipendenti, anche offrendo incentivi economici? Sul fatto che si lavino le mani. E' una storia sia curiosa sia interessante, che spero di aver tempo di raccontarvi per bene.

- Sono stato ad IgniteBoston. Non male, più di un talk era interessante, il meglio l'ha fatto vedere Ben Fry.

Mi rendo conto che più che un post è un elenco di link, ma questo è quanto riesco a fare.
Alla prossima.

Posted by MarcoS at 04:43 | Comments (2)

06.09.07

Canto e controcanto

Senza averlo pianificato, ho letto in rapida successione Everyman di Philip Roth e A leg to stand on di Oliver Sacks.
Everyman è il racconto dell'ultimo periodo di vita di un uomo che vede amici e parenti mancare, la salute peggiorare, passa troppo tempo tra ospedali e cerimonie funebri e, guardando indietro, si accorge di non aver amato abbastanza le persone che, con il senno di poi, erano le più importanti.
Roth è impietoso: non indora la pillola, anzi, pare far di tutto per non lasciare scampoli di speranza, non indugia nella ricerca di possibili aspetti positivi della vecchiaia e cassa senza mezzi termini la prospettiva di fede, bollata come illusione buona per chi ha paura o non è capace di pensare. Alla fine, dice Roth, quel che rimane è al più la determinazione a mantenere la propria dignità, che, dico io, non è poco ma nemmeno molto.
E' quindi normale girare l'ultima pagina di Everyman con l'umore ammaccato e, dopo questo leggere di morte, augurarsi di incappare in qualcuno che parli di rinascita (stavo per scrivere resurrezione).
Indovina un po' di cosa parla A leg to stand on? Esatto, anche di quello.

'La gamba su cui reggersi' appartiene a Sacks stesso, caduto durante una rocambolesca discesa in montagna.
La diagnosi dice 'rottura del tendine del quadricipite', ma il problema vero è un altro, perché Sacks, anche dopo un intervento chirurgico tecnicamente riuscito, letteralmente non sente più la gamba. Non solo non riesce a muoverla, ma non sa proprio in che posizione sia, se sia piegata, parallela all'altra gamba, se stia ferma o se qualcuno gliela stia muovendo.
La propriocezione se ne è andata e Sacks, che di mestiere si occupa di persone con lesioni neurologiche, è terrorizzato all'idea di essere *lui* il malato, risultando un paziente rompipalle assai.

La malattia, o perlomeno la sua rielaborazione tramite la scrittura, serve se non altro a Sacks per fare ricerca su se stesso e collegare le esperienze di anni di lavoro per capire cosa diavolo gli stia capitando.
Non è raro che questi tentativi di autocura/autoanalisi da parte dei medici provochino disastri, non fosse altro che siamo quasi tutti bravi a ragionare come si deve sulla vita degli altri, mentre quando si tratta della nostra è un altro paio di maniche.
Sacks ha dalla sua l'essere una persona a tutto tondo, capace sì di 'fare lo scienziato' ma anche di lasciar spazio ad una dimensione emotiva molto ricca (pure troppo). Questo gli permette di ricostruire in un racconto avvincente il percorso tutt'altro che lineare verso la guarigione, combinando osservazioni sul suo corpo e sul legame indissolubile con la mente, esplosioni di amore per la vita e momenti di depressione, in un equilibrio tra intelligenza ed emozioni non facile da raggiungere.

Posted by MarcoS at 01:16 | Comments (5)