31.01.07

Scritti apocrifi

Prima o poi ce lo diranno che l' autore della lettera del giorno è Michele Serra.
Perché è lui, vero ?
Posted by MarcoS at 15:17 | Comments (1)

30.01.07

HTA

La settimana scorsa mi sono sciroppato due giorni di discussioni sull' health technology assessment; la sensazione è di essere incappato in un (ulteriore) esempio di come un approccio iper-razionale ed ingegneristico non funzioni quando applicato a realtà molto complesse, come ad esempio i sistemi sanitari.
Detto così è molto generico, al limite del qualunquismo.
Appena ho tempo ci ritorno.
Gli ingegneri possono eventualmente cominciare a maltrattarmi nei commenti.
Posted by MarcoS at 08:34 | Comments (5)

16.01.07

Allora sì che potremmo parlare di tablet PC

Oltre ad essere l'ultimo arrivato nella categoria the difference between men and boys is the price of their toys, il telefono à la Apple presenta la prima implementazione (a mia conoscenza) di un' interfaccia multitouch molto simile a quella sviluppata da Jeff Han, vista in demo su Ted talks e parecchio impressionante, almeno di primo acchito.
Chissà l' effetto di una cosa del genere su un laptop.
Posted by MarcoS at 11:34 | Comments (4)

15.01.07

Tutte le cose belle finiscono (e anche quelle meno belle, a dire il vero)

Chiuderei così la storia delle catene tra blogger.
Per niente gentile, lo ammetto, nei confronti di zerocold e mucho maas che me ne hanno passata una di recente, ma loro sono intelligenti e non si offenderanno.
Posted by MarcoS at 21:28 | Comments (4)

13.01.07

Rinforzare il brand

Ieri ho notato che il bar/ristorante dell' Ospedale S. Raffaele di Milano, fondato da Don Verzè, si chiama nientepopodimenoche

Al pozzo di Samaria

Ora aspetto con ansia l' apertura della salumeria Non di solo pane e dell' enoteca Bevetene tutti.
Se aveste suggerimenti per nuovi esercizi del S. Raffaele, segnalateli nei commenti.
Vedremo poi di girarli a chi di dovere.

Posted by MarcoS at 16:58 | Comments (16)

05.01.07

Proton therapy goes mainstream

Quando i pesci grossi cominciano a fare shopping nel tuo settore, l'ambito in cui lavori non è più una nicchia. (L'acquirente in questione, per capirci, è un po' la Microsoft della radioterapia).
Forse, alla verde età di cinquant' anni, la protonterapia è arrivata a quello che Gladwell chiamerebbe 'the tipping point', ovvero il punto in cui un processo passa da una diffusione appena impercettibile ad una crescita molto più rapida, quasi esponenziale.

Il punto di svolta che stiamo vivendo, va detto, non è (solo) il risultato di anni di ricerca o di risultati clinici recenti. Il motore principale, piaccia o no, è il business. Business (soprattutto negli USA) di ospedali che per qualche anno vedranno decollare i fatturati della radioterapia. Business delle ditte che hanno annusato la fine della festa per le apparecchiature di radioterapia con fotoni, dove la tecnologia è sostanzialmente consolidata, non ci sono grossi ambiti di sviluppo e bisogna, anche e soprattutto in un' ottica commerciale, inventarsi qualcosa di nuovo, the next big thing. Questa svolta è quindi anche frutto di consumismo tecnologico, i.e. di induzione di un bisogno che potrebbe essere in buona parte soddisfatto usando al meglio gli strumenti già disponibili.

I protoni sono meglio dei fotoni da un punto di vista tecnico ? Sì. Punto.
Produrranno risultati migliori da un punto di vista clinico ? Per alcuni versi l' hanno già fatto, per altri lo faranno.
E allora di cosa ti lamenti ? Tu sei contento perchè ti comprano il nuovo giocattolo, l' amministratore è contento perchè spera di risollevare il bilancio, i pazienti sono contenti perchè verranno trattati meglio, le ditte sono contente perchè i fatturati crescono, non ti sembra che tutto fili liscio ?

Diciamo che non è che fili proprio tutto liscio.
Viviamo in un paese in cui i problemi della sanità sono spesso altri e in molte zone d' Italia quando senti di un nuovo grande ospedale prossimo all'apertura qualche domanda te la fai.
Non sto sputando nel piatto in cui mangio, ma penso che a questo punto bisognerebbe decidere a livello di politica sanitaria nazionale dove e quando fare pochi centri di protonterapia, che comunque costano ancora un botto, e poi chiudere il cordone della borsa prima che la cosa diventi di moda e prosciughi troppe risorse.

L'idea poi di fare i soldi con la protonterapia mi puzza un po': se il criterio guida è incassare, la soluzione più efficiente NON è concentrarsi sui casi difficili che non potrebbero esser trattati altrimenti (che è poi quello per cui dovresti usare una tecnica più complessa, giusto ?), bensì trattare un gran numero di pazienti con patologie semplici, che guarirebbero anche con tecniche meno sofisticate (i.e. meno costose). Per scrivere queste cose non è necessario essere malpensanti, basta vedere cosa sta capitando negli USA: centri di protoni che aprono con un business plan ben preciso, a cui spesso partecipano i medici, e che viene rispettato trattando anche casi per i quali l' indicazione specifica per i protoni è perlomeno discutibile. Il 'trucco' verrà prima o poi sgamato, ma nel frattempo i soldini che gireranno lì, e che non andranno altrove, saranno molti.
Il problema qui è non tanto (non solo) essere pro o anti business, ma sapere perché si fanno le cose e avere la faccia di dirlo. Con tutti i difetti del loro sistema, gli ammerigani su questo punto sono perlomeno abbastanza chiari.

Posted by MarcoS at 00:39 | Comments (10)

01.01.07

Orsù, inizia il 2007 con una saccata di spam !

Ad essere onesti, questo problema per cui l' indirizzario di Gmail sarebbe spalancato a chiunque non l'ho capito benissimo.
In ogni caso, fino a che il problema non è ufficialmente risolto, è meglio essere autenticati in Gmail solo quando necessario per leggere/scrivere.

Aggiornamento: il problema pare risolto. Per i dettagli, leggere i commenti al post.

Posted by MarcoS at 23:05