11.12.07

Cavallo di Troia

Non so quanto sia una tendenza generalizzata, ma nel mio ambito lavorativo Linux e' diventato il sistema operativo 'ponte' tra Unix e Windows.
Tutti i software di simulazione di trattamenti radioterapici giravano fino a 4-5 anni fa su hardware parecchio costoso (p.es. Silicon Graphics, Sun o HP) ed implementazioni proprietarie di Unix (Irix, Solaris, HP-UX, etc).
L'uso di queste piattaforme era (forse) giustificato una decina d'anni fa, ma e' diventato progressivamente un'insensatezza sia per gli utenti, che si ritrovavano un hardware caro e stravagante utilizzato per un'unica funzione, sia per le ditte produttrici, che preferiscono workstation piu' economiche, cosi' il prezzo del prodotto cala, e favoriscono ambienti di sviluppo software popolari, se non altro perche' e' piu' facile trovare programmatori.
Dunque si pensa ad una migrazione. Come e verso dove?
Tenete conto che le case produttrici vogliono minimizzare le differenze hardware e software tra diverse versioni del prodotto, anche per ridurre i tempi necessari ad ottenere l'approvazione FDA (o il marchio CE), e non possono dedicare tutte le energie degli sviluppatori alla migrazione, altrimenti rimangono indietro sul lato delle funzionalita'.

Soluzione?
-Passo 1: Si sceglie un nuovo hardware con processore Intel (tipicamente HP o Dell), che costa 4000 euro invece di 20000, si mette su Linux e si comincia migrando l'applicazione da Unix a Linux. La transizione e' di solito abbastanza liscia ed il cliente vede da un giorno all'altro cadere il costo dell'hardware di un fattore cinque.
-Passo 2: Siccome si e' scelta una workstation compatibile con Windows, si mantiene l'hardware, si cambia sistema operativo e si migra il software.

Et voila', in due passi ti ritrovi con applicazioni per radioterapia sotto Win XP, con gran gioia del medico, contento di lavorare su una macchina a lui famigliare, e con Bill Gates che ringrazia Linus Torvalds & C. per avergli dato una bella mano. Gratis.
Cosė scrisse Marco il 11.12.07 16:01