15.03.07

Famo cagnara.

Sempre più spesso mi capita di assistere a discussioni nelle quali non riesco ad essere d'accordo con almeno una delle due parti. So che è un problema mio, ma ci tenevo a dirlo, magari qualcuno sapesse consigliarmi una cura.
L'esempio più recente è una recensione (trovata via Massimo) dell'ultimo libro di Odifreddi, una persona che quando parla di religione e scienza mi fa rizzare i capelli.

Ebbene, ci è mancato poco che la recensione di Giorgio Israel mi facesse parteggiare per il talebano della Scienza. Mi sembra che Israel si sia allineato pure troppo alle posizioni filoclericali del Foglio attuale, fedele alla linea per cui la Chiesa sarebbe sotto assedio (ma de che ?) e condendo il tutto con un'evidente insofferenza personale verso Odifreddi, il quale, sono giunto a conclusione, scrive di religione come altri (p.es. molti giornalisti del Foglio) scrivono di politica: è consapevolmente fazioso, mescola grammi di intelligenza a chili di provocazione e non ha reale interesse a discutere con chi la pensa diversamente da lui.
L'unico risultato ottenibile da Odifreddi con questo uscite eclatanti è alimentare il proprio personaggio e far contenti gli oltranzisti della parte opposta, che non aspettano altro che un drappo rosso contro cui lanciarsi.

Occuparsi dei rapporti tra fede e scienza non è né un dovere sociale né una prescrizione del medico: se l'argomento interessa davvero, si deve cominciare a riconoscere all'altra parte una ragione d'essere diversa dalla circonvenzione di incapace.
In caso contrario, si fa spettacolo fine a se stesso.
Così scrisse Marco il 15.03.07 23:01