21.12.06

Per quest' anno facciamo che basta

Cari tutti e tutte,
domani la famiglia Montag punterà verso la Provincia Granda a bordo dell' eroica Punto (che in questi giorni ha toccato quota 220.000 Km, mica cotiche).
Il blog abbassa le saracinesche per una decina di giorni.
State bene.
Posted by MarcoS at 22:50 | Comments (8)

18.12.06

Everything and more - D Foster Wallace

Ricordo come fosse ora la prima lezione di analisi matematica I all' Università.
Arrivavo dal Liceo classico, grazie al quale ('grazie' per modo di dire) mi ero fatto l' idea che la matematica fosse una sorta di filosofia con qualche numero buttato lì ogni tanto.
Entrato in aula a seconda lezione appena iniziata (la prima per qualche ragione me l' ero persa), mi ci vollero pochi istanti per chiedermi 'Ma di cosa diavolo si sta parlando ?'
Senza saperlo, avevo già perso il treno del corso e per riprenderlo mi ci sarebbe voluta una faticaccia improba, conclusasi in un esame passato per il rotto della cuffia parecchi mesi dopo. Per fortuna, le cose in seguito sarebbero andate meglio.
Buona parte della fatica era causata dall' incapacità di maneggiare il formalismo matematico con una dimestichezza tale da vederlo come strumento per capire e non come un ostacolo (o meglio l' Ostacolo) da superare. Ero nella situazione di chi vuole piantare un chiodo senza aver la forza di sollevare il martello. Frustrante, devo dire.

Leggendo Everything and more - A compact history of ∞ mi sono chiesto se un libro del genere avrebbe facilitato la mia lotta contro l'analisi matematica.
La risposta è stata sì; non mi avrebbe risparmiato un esercizio, non avrei potuto ricordare un teorema di meno, ma avrei avuto qualche chance in più di dare una prospettiva a quel che stavo facendo, di ricordarmi che quel formalismo con il quale mi arrabattavo era uno strumento dalle potenzialità enormi, sviluppato ed utilizzato ben prima di me da chi aveva affrontato problemi complessi ed interessanti come quella della continuità, o, appunto, degli infinitesimi e degli infiniti.

Al netto della compiaciuta involuzione tipica dei testi di DFW, The compact history ... è un tentativo a mio avviso riuscito di presentare a non addetti ai lavori un problema matematico complesso tenendone insieme la dimensione intellettuale e la componente tecnica.
L'unica perplessità è legata al fatto che si tratta comunque di un libro per pochi, visto che, dopo la lunga introduzione (molto godibile) sul ragionamento astratto, il testo entra abbastanza presto nel vivo senza risparmiare notazioni matematiche che ecciteranno i secchioni ma, temo, scoraggeranno i più.

Posted by MarcoS at 21:45 | Comments (14)

11.12.06

Ti avanza un microgrammo ?

Negli ultimi giorni ho cercato di capire qualcosa in più su come possono avvenire un avvelenamento ed una contaminazione ambientale da Polonio 210.
Chi fosse interessato, può trovare informazioni dettagliate nei link di un post su ArmsControlWonk, in un' intervista su Science Friday e su wikipedia.

Riassumendo e combinando cose note ormai a tutti con cose (forse) meno note:
Il Polonio 210 è un elemento instabile con una vita media fisica di circa 4 mesi e mezzo (quando viene ingerito ha una vita media per così dire fisiologica nel corpo stimata in un mese circa). Decade ad un isotopo stabile del piombo emettendo particelle alfa (di circa 5 MeV, se il numero vi dice qualcosa). Emettendo solo particelle alfa, è praticamente impossibile da rilevare a controlli aeroportuali, che (al più ?) cercano sostanze radioattive che emettono fotoni. Ha un' attività specifica molto alta, i.e. ne bastano quantità minime (tra il nanogrammo ed il microgrammo) per erogare dosi mortali.

Le particelle alfa emesse dal polonio percorrono tipicamente qualche cm in aria ma spessori trascurabili (< 1 mm) in acqua (o nella pelle). Ciò vuol dire che l' unico modo per essere contaminati da polonio consiste nell' ingerirlo, ottenendo così due effetti tossici: assorbimento da parte delle mucose e (soprattutto) entrata in circolo. Se poste sufficientemente vicino al bersaglio (p.es. una cellula), le particelle alfa producono un danno biologico più alto di altre radiazioni: mentre, molto qualitativamente, un fotone da 5 MeV interagisce con il materiale biologico in modo relativamente sporadico e può attraversare spessori di alcuni cm di tessuto senza provocare danni, una particella alfa, fermandosi in poche centinaia di micron, cede in quel breve tratto tutta la sua energia, avendo quindi maggior probabilità di innescare il meccanismo biologico che porta al danno (acuto) da radiazione, i.e. una rottura doppia della catena del DNA.

La gravità di ingestione di una sostanza radioattiva, poi, non dipende solamente dall' attività, dall' energia e dal tipo delle particelle emesse, ma anche dalla specifica sostanza chimica ingerita, che determina il modo ed il luogo di assorbimento preferenziale della radioattività nel corpo. Lo Iodio 131, per esempio, una delle sostanze prodotte dall' incidente di Chernobyl, si concentra molto rapidamente nella tiroide, per cui dosi anche molto alte di Iodio 131 sono pericolose per la funzionalità tiroidea ma non per la sopravvivenza di chi lo ingerisce.

Il polonio, seguendo (penso) percorsi biologici analoghi a quelli della sostanza chimica in cui decade (il piombo), non ha un assorbimento selettivo in alcune zone corporee, ma causa invece una intossicazione sistemica, che ha gli stessi effetti di un' irradiazione totale del corpo.
Alla fine mi pare non si sappia moltissimo di come funziona l' intossicazione da Polonio 210, anche perchè Litvinenko è finora l'unica persona morta per effetti acuti da ingestione di Polonio.
Una delle poche cose che si possono dire con certezza è che ha ricevuto una dose molto superiore alla minima dose letale e che chi l' ha ucciso doveva sapere che avrebbe fatto una fine orribile, il che, per certi versi, basta ed avanza.

Per finire, quel che non ho capito è come un avvelenamento da Polonio abbia potuto creare una contaminazione ambientale che coinvolge hotel, altre persone, aerei, etc. Forse il problema sta nell' intepretare la notizia del rilevamento di 'tracce di radioattività' in questi ambienti, un' informazione che di per sé non dice molto. Resta il fatto che nessuno va in giro con un contenitore di Polonio aperto a contaminare se stesso ed il resto del mondo e che, se la contaminazione a terzi è stata causata da Litvinenko stesso, perchè si parla degli impiegati dell' hotel e non dello staff medico ed infermieristico che lo ha assistito per parecchio tempo prima che si sapesse dell' intossicazione da Polonio ?

P.S. Chi fosse interessato a qualche informazione in più sulla capacità di penetrazione delle particelle alfa in tessuto (il che ai fini pratici vuol dire in acqua) troverà equazioni e grafici per esempio qui. Dalla figura 2 a pagina 7 si vede qualitativamente che una particella alfa da 5 MeV percorre al più qualche decimo di mm in acqua e che per fare un cm si ha bisogno di un' energia almeno 15 volte maggiore.

Posted by MarcoS at 16:00 | Comments (18)

07.12.06

Dagli al sottosegretario

Scrive Mucho Maas:
Avrò la prossima settimana la possibilità di incontrare un sottosegretario e di porre alcune domande sul futuro dell'università, sugli aspetti della finanziaria che la riguardano, sulle prospettive di sviluppo della stessa.
Accetto suggerimenti e domande su commissione.

Non siate timidi.
Posted by MarcoS at 11:31 | Comments (6)

05.12.06

La casa, la chiesa, a modo e perbene.

Leonardo scrive un perfetto epitaffio (intellettuale, per carità) di Giovanni Lindo Ferretti.
Consci che 'la retta è per chi ha fretta' e memori degli andirivieni di GLF, è possibile sperare in una resurrezione (anche questa intellettuale, chiaro).
Posted by MarcoS at 14:00 | Comments (3)

Voce di uno che grida nel deserto.

Giorgio Daidola, professore di Economia qui all' Università, viene oggi intervistato da un quotidiano locale e spara a zero sui mercatini di Natale di Trento. Il succo: il fatto che (finora) funzionino non implica che siano sensati. Non hanno niente a che fare con il territorio, ci trovi cose che troveresti ovunque, alla fine sono un supermercato a cielo aperto troppo affollato. Se/quando riesco, trascriverò il pezzo, che personalmente sottoscrivo.

Domani, previsione facile facile, il giornale darà spazio doppio a commercianti e (parte della ?) classe politica che leveranno urla al cielo contro chi critica la gallina dalle uova d'oro (ancor più d'oro del solito in un anno in cui neve nisba).
Però ha ragione il Daidola.

Posted by MarcoS at 09:11 | Comments (7)

04.12.06

BarCampTurin

Leggere i blog non è male, ma incontrare le persone rimane un' altra cosa. Ovvio, ma bello ricordarselo, ogni tanto.

Altra cosa ovvia ma bella da ricordare: il numero di persone adulte disposte a spendere energie per qualcosa che non ha a che fare con il soldo e desiderose, neanche troppo implicitamente, di cambiare il mondo almeno un po'.

Grazie a Vittorio e a chi con lui ha lavorato per mettere su l' ambaradan. A occhio e croce si sono fatti un mazzo tanto. Secondo me, possono essere contenti del risultato. Due cose da migliorare per un' eventuale prossima edizione: la connessione ad Internet e un terzo luogo di discussione diverso dallo stanzone grande.

Avevo qualche dubbio sul fatto che il giocattolo BarCamp potesse reggere con un centinaio di partecipanti. In realtà i registrati alla fine erano più del doppio e il giocattolo ha continuato a non rompersi. Non ovvio, secondo me. Rimane la sensazione di preferire due BarCamp da cento persone a uno da duecento. Stessa regola per gli spazi di discussione: molto meglio cinque stanzette da venti persone che uno stanzone da cento.

Se un BarCamp si deve caratterizzare per il contributo attivo di tutti i partecipanti, l' obiettivo è stato sostanzialmente centrato. Se una caratteristica (secondaria ?) deve essere la varietà di stimoli, ci siamo di meno. Di per sè niente di male: se il programma è lo specchio degli interessi dei partecipanti, questa è solo un' indicazione del fatto che sabato a Torino ci fossero molte persone con interessi simili.
Personalmente, un BarCamp con temi meno blog-centrici mi sarebbe piaciuto ancor di più.

L'idea di tentare la modalità del BarCamp nel mio ambito professionale rimane. Qualcuno interessato a co-organizzare un BarCamp dei fisici medici italiani ? Niente gloria, guadagno neanche a pensarci, però l'idea sarebbe di divertirsi provando a fare qualcosa di nuovo. Segnatevi nei commenti (già mi immagino le folle).

Posted by MarcoS at 22:20 | Comments (4)

01.12.06

Fine settimana sabaudo

Domani sono al BarCampTurin, dove conto di vedere un bel po' di persone più o meno conosciute, capire come possono funzionare le Sconferenze e presentare qualche ideuzza sulle possibili applicazioni del software libero in campo (fisico-)medico.
Se ci vai anche tu, ci si vede là, altrimenti ti racconto qualcosa la prossima settimana.
Posted by MarcoS at 08:44 | Comments (1)