28.02.06

sotto i venti di Nettuno

Sotto i venti di Nettuno è l'ultimo libro tradotto in Italiano di Fred Vargas, scrittrice forse non molto conosciuta ma capace di garbo ed intelligenza leggera.
A volerlo incasellare, è un giallo, ma non mi pare destinato ai fanatici del genere, perche' l'intreccio pur gradevole e non banale della storia investigativa è solo una delle componenti del racconto, non so nemmeno se la più importante.
La storia si svolge tra Parigi ed il Quebec (sarebbe curioso vedere come il Francese dei Quebequois, gia' divertente in Italiano, viene reso in lingua originale) e si dipana con allegra pigrizia, delineando i caratteri e le loro vicende umane senza troppa ansia di mantenere la suspence.
Fred Vargas (pseudonimo di un' autrice che oltre a scrivere fa l'archeologa) si diverte a circondare il commissario Adamsberg, alla ricerca di un serial killer armato di tridente, di una corte di personaggi da una parte molto quotidiani e dall'altra originali nel loro mix di qualità, manie, vizi e piccinerie.
Un bel libro per una domenica piovosa di fine inverno.

P.S. A causa di una mia svista, la versione precedente di questo post era incommentabile.
Grazie a Giorgio per avermi segnalato il problema, che adesso è risolto.

Posted by MarcoS at 13:08

25.02.06

Einstein.jpg
Posted by MarcoS at 13:11

22.02.06

Un pezzetto di qua e uno di là

Come dice Angelita, le chances di trovare discussioni politiche interessanti in questa campagna elettorale saranno poche e bisogna in sostanza inventarsele, perchè se aspettiamo i due schieramenti politici stiamo freschi.

Visto che comunque le occasioni saranno poche e verosimilmente più accessibili a chi abita in città, mi chiedevo se non fosse utile pensare a qualche accorgimento per far circolare gli interventi degni di nota.
Penso basterebbero cose semplici, tipo riprendere gli interventi con un registratore mp3 e rendere disponibile il file.
Per dire, se qualcuno registra una delle serate organizzate da noproject, io non mi offendo.
Per quanto mi riguarda, SE mi deciderò finalmente a comprare un registratore mp3 e SE troverò qui a Trento qualche serata interessante, vedrò di fare la mia parte.

Posted by MarcoS at 21:54

19.02.06

Il clima che cambia a Google

I Google Tech Talks non riguardano solo l' IT, e ieri sera ne ho trovato uno interessante di un fisico (Stephen Schneider) ed un esperto degli aspetti economici e legislativi (Thomas Heller) che lavorano a Stanford sul global warming.

Schneider ed Heller fanno parte di quella maggioranza di persone che si occupano di global warming e che ritengono indiscutibile la presenza del riscaldamento e la possibilità di collegarlo almeno in parte all'attività umana.
La presentazione è lunga (un'ora e quaranta, mica cotiche), ma val la pena seguirla perchè dà una visione di insieme del problema e rende bene la difficoltà di collegare i diversi livelli di una politica ambientale che parta da osservazioni sperimentali, produca modelli climatologici inevitabilmente complessi, e sfoci in decisioni riguardo a quali costi (in senso lato) siano accettabili in vista di una certa probabilità di ottenere determinati benefici (o riduzioni di rischio).
Dulcis in fundo, anche nel momento in cui le scelte politiche sono (o fossero) state prese, rimane il problema di come implementarle su larga scala.

La presentazione parte quindi dalle evidenze sperimentali del riscaldamento globale ed arriva fino ad analizzare i (mancati) effetti di alcune implementazioni in campo di politica energetica, come ad esempio il mercato delle quote di emissione di anidride carbonica, pensato all'interno del protocollo di Kyoto per creare incentivi economici alla riduzione di emissioni (e al momento poco funzionante).

Per finire, vale la pena riportare l' opinione dei due relatori sul protocollo di Kyoto, di quando in quando evocato a mo' di panacea, e che in realtà a loro avviso rappresenta al più un necessario esercizio di collaborazione internazionale nell'ambito delle politiche energetiche, ma che in quanto a contenuti concreti, anche se pienamente implementato, è del tutto insufficiente a portare effetti percepibili nel lungo periodo.

Posted by MarcoS at 16:30

18.02.06

Sottile è il Signore. Pure troppo.

Pieno di buoni propositi e di voglia di abbeverarmi alle fonti del sapere, ho cominciato a leggere la biografia di Einstein scritta da Abraham Pais e pubblicata nella Biblioteca di Repubblica.
Non che mi aspettassi una cosina leggera, ma già a pagina 42 (i.e. a meno di un decimo del libro), dopo aver buttato lì con nonchalance 4 o 5 equazioni e aver citato en passant la costante di Rydberg (grazie al cielo c'è Wikipedia), il buon Pais se ne esce con:
L'unificazione definitiva delle interazioni debole ed elettromagnetica probabilmente non si è ancora raggiunta, ma sembra che si sia stabilita una solida testa di ponte mediante teorie locali di gauge non abeliane con rottura spontanea di simmetria.

Per quanto sia laureato in fisica (anche se gli studi risalgono a più di dieci anni fa e mi sono sempre tenuto a distanza di sicurezza dalla fisica teorica), ho seri dubbi che questo libro sia adatto a me.
C'è qualcuno là fuori che è riuscito a leggersi il suddetto tomo (e a divertirsi, possibilmente) senza avere un PhD in fisica teorica ?
Posted by MarcoS at 18:04

17.02.06

Welcome back

Rant mode on

In questi giorni ho incontrato un nuovo esempio della capacità molto italica di prendere un principio sacrosanto e tradurlo in una mostruosità normativa: il principio sacrosanto è quello per cui un (fisico) medico deve aggiornarsi nel corso della carriera, mentre la mostruosità è il sistema di accreditamento della formazione permanente, una roba che ti istiga all'ignoranza.

Non sto lì a farla lunga, anche perchè mi rendo conto che in giro ci sono problemi ben più gravi, ma la sostanza è che probabilmente abbiamo il sistema più rigido e formale d' Europa, e allo stesso tempo uno dei più lacunosi.
Basti un esempio: almeno nel mio settore, nessuno dei corsi/congressi più importanti a livello mondiale è utile ad ottenere crediti formativi (i famosi 'punti ECM'). Per guadagnare punti (cosa peraltro obbligatoria, perchè ogni anno se ne devono accumulare un tot), è meglio cercarsi una giornata di studio dietro l'angolo. Magari i relatori non saranno granchè, in compenso ci saranno tutti i moduli e le domandine giuste per ottenere i crediti formativi.

Al di là del caso specifico, quel che stupisce è l' evidente popolarità presso i legislatori di un atteggiamento che dice più o meno:
'Siccome tu cittadino sei sostanzialmente in malafede e appena puoi mi freghi, io controllore metto su un sistema di regole che al confronto Kafka era un pischello, e poi vediamo chi ride'.
Il fallimento di questo approccio è sotto gli occhi di tutti, in pressochè qualsiasi ambito della vita pubblica: i furbi continuano a fregare imperterriti ed i ligi si fanno la vita cattiva per rispettare un mucchio di norme astruse.
Nonostante questo, molte regole continuano ad essere fatte con lo stesso criterio persecutorio.
Un motivo ci sarà, ma devo dire che mi sfugge.

Rant mode off

Posted by MarcoS at 09:49

10.02.06

Gravitoni e cervelloni

In our time è un bel programma di approfondimento culturale di BBC Radio 4. A cadenza settimanale, il conduttore Melvyn Bragg costruisce una puntata di 40-45 minuti coordinando la discussione di tre esperti su un tema specifico. I temi variano abbastanza, a volte sono un po' di nicchia o eccessivamente anglocentrici per i miei gusti, ma è difficile trovare tre puntate astruse di fila.

'In our time' si occupa prevalentemente di discipline umanistiche, ma di quando in quando si avventura in argomenti scientifici, fornendo a mio avviso un esempio interessante e non molto comune di comunicazione della scienza.
La discussione è infatti caratterizzata dallo sforzo di fornire una prospettiva culturale e, per quanto possibile, una dimensione storica del problema scientifico.
Questo approccio permette da un lato di evitare l' ipersemplificazione e la presentazione sullo stile 'Le meraviglie della scienza' e dall'altro di costruire una narrazione appetibile ad un pubblico verosimilmente più a suo agio con la letteratura che con le equazioni.
Per chi vuole farsi un' idea della trasmissione, ho salvato le puntate sull' intelligenza artificiale e sui gravitoni.

P.S. Chi teme che il suo Inglese sia un po' arrugginito sappia che in questa trasmissione la regola è un british English molto classico (quello che ogni volta che lo sento mi fa dire 'La prossima vita, l' Inglese lo VOGLIO parlare così').

Posted by MarcoS at 00:46

07.02.06

Quando eravamo 'ggiovani

C'era una volta, poco tempo fa, una mailing list chiamata blog-O-sfera nella quale ogni tanto, tra cazzeggi e flames, saltavano fuori discussioni interessanti del tipo:

Ci vorrebbe un unico database con gli archivi di email, chat e post, dal quale poter pescare facilmente il materiale e decidere di volta in volta cosa cosa rendere pubblico, a molti o a pochi, e cosa mantenere privato.
Chissà chi comincerà a lavorarci per primo.

Voilà.

Posted by MarcoS at 19:20