31.01.06

Domande di un antiberlusconiano

Premessa: ho scritto questo post cercando di evitare accenti ironici verso chi non la pensa come me, per cui, se li trovate, non sono voluti (o voi siete molto permalosi). Purtroppo, una delle conseguenze del clima politico sgradevole in cui viviamo al momento è che l'ironia è vietata, a meno che non si predichi ai convertiti.

Un post di Marco Beccaria mi dà la spinta definitiva a mettere per scritto qualche pensiero che mi frulla in testa da tempo.
Ripremessa: quasi cinque anni fa, milioni di Italiani votarono per il centrodestra e per Berlusconi. Anche solo per ragioni puramente statistiche, tra questi milioni c' erano molte persone abbastanza colte, intelligenti ed oneste da votare Berlusconi a seguito di un' analisi autonoma e ragionata e per un motivo diverso dal tornaconto personale.
Sempre per pure ragioni statistiche, una parte non trascurabile di queste persone confermerà alle elezioni del 2006 il voto del 2001.

Cari elettori pensanti e non pentiti del centrodestra, è a voi che scrivo, perchè proprio non vi capisco.

So che parte della difficoltà a capire è dovuta ad un problema che è mio (ma non solo mio) e che cercherò di mettere momentaneamente da parte.
Il problema è molto semplice: mi tocca ammettere che, ancor prima e ancor più che ragioni politiche, quel che mi impedisce di votare il centrodestra è la sensazione di totale incompatibilità umana, quasi da fastidio fisico, che sento verso Silvio Berlusconi. Di conseguenza, per quanto mi riguarda, la questione se votare Berlusconi si chiude ancora prima di essersi aperta. Per inciso, forse vi sarete accorti che esistono molte persone solitamente pacate e ragionevoli che di fronte all' argomento Berlusconi vanno facilmente fuori dai fogli (e non perchè Fassino, Prodi o Repubblica gli han fatto il lavaggio del cervello). Questo per dire che ci sono probabilmente delle caratteristiche del personaggio che toccano delle corde molto particolari.

Chiusa la parentesi psicologico-introspettiva, che peraltro andava citata perchè ha una componente non trascurabile nella difficoltà di molti a capire il centrodestra (ed i suoi elettori), veniamo al dunque.

Marco (Beccaria) nel suo post scrive che "Berlusconi è stato e continua ad essere una risposta ad un bisogno politico al quale, in Italia, nessun altro è stato in grado di rispondere da quindici anni in qua".
Io vorrei sapere di quale bisogno politico stiamo parlando, perchè vi garantisco che non l' ho capito. Sto parlando, ovviamente, di un bisogno politico condivisibile e condiviso da persone colte, intellettualmente autonome, etc. etc.
Voglio dire, posso concepire (anche se non condivido affatto) qualcuno che mi dice che "Marcello Pera è una risposta ad un bisogno ..." ma io Berlusconi, scusate, più che una risposta ad un bisogno di populismo non me lo vedo. E se quello è il bisogno, son contento non ci sia nessuno che gli dia una risposta. Ma son sicuro non fosse questo il bisogno a cui si riferisce Marco e chi è d'accordo con lui, per cui attendo lumi.

Mettendola un po' più sul concreto, che forse ci capiamo meglio, se tra qualche mese rivoterete lo stesso schieramento che avete votato cinque anni fa, vuol dire che avete un' opinione sostanzialmente positiva di questo governo, che le 'promesse elettorali' sono state a vostro avviso rispettate e che, in conclusione, il centrodestra e Berlusconi hanno promosso (e promuoveranno) delle politiche utili al Paese che il centrosinistra non avrebbe saputo o voluto implementare se avesse vinto nel 2001 e che non sarà in grado di mettere in pratica se tra qualche mese vincerà le elezioni.
Quali politiche ?
Se doveste sintetizzare in dieci righe i risultati del governo del centrodestra, cosa scrivereste ?

Visto che ci sono (poi mi fermo, grazie per la pazienza) aggiungo una domanda che mi incuriosisce:
Cos'è che vi preoccurebbe di più di un governo Prodi (sto parlando di politiche, non ditemi 'il fatto che probabilmente durerebbe poco') ?

Posted by MarcoS at 23:25

29.01.06

Da grande voglio fare il trasgressore

Forse non dovrei dirlo, ma a me i Baustelle, esponenti della musica italiana che piace 'a chi se ne intende', al primo ascolto ricordano quei bambini che urlano 'Cacca !' per vedere l'effetto che fa.
Posted by MarcoS at 10:04

26.01.06

Poco Creative e ancor meno Commons

Non per fare demagogia, ma c'è un razionale diverso dal business is business per questa decisione del Vaticano ?

Se non altro, parafrasando P. che mi ha segnalato questa notizia, per ora la buona novella rimane disponibile sotto GPL.

Posted by MarcoS at 11:46

24.01.06

R. Lewontin - Il sogno del genoma umano.

Grazie ad un lungo viaggio in treno, sono riuscito a finire Il sogno del genoma umano, una raccolta di recensioni scritte sulla New York Review of Books da Richard Lewontin.

Nella discussione tra fautori ed oppositori del 'determinismo genetico', i.e. la teoria per cui, schematizzando, il DNA ha un' influenza quasi totalizzante sul destino di un individuo, o in ogni caso molto più forte dell'influenza dell' ambiente, Lewontin rappresenta l'ala estrema degli oppositori.
Le critiche mosse da Lewontin alla genomica diventata Big Science sono in sostanza quattro:

  1. L' approccio alla genomica che va per la maggiore in questo momento tenta di spacciarsi come avulso dal contesto culturale, sociale, politico ed economico e totalmente immerso nell' Oggettività della Scienza, mentre, come tutte le attività umane, non può non risentire dell'ambiente in cui si sviluppa.
    Io sono marxista anche quando faccio scienza, sembra dire Lewontin, ma me ne rendo conto, mentre voi che ve la date da oggettivi non sapete (o non volete) ammettere di sviluppare una scienza perfettamente conforme all' ideale liberista ed individualista che va per la maggiore nel mondo occidentale. La teoria dell' influenza quasi necessitante dei geni sarebbe, secondo Lewontin, la traduzione in campo genetico dell' idea per cui ognuno è artefice del proprio destino, nel bene e nel male, quasi a prescindere dalle condizioni ambientali.
  2. La maggior parte dei grandi progetti in campo genomico, valga per tutti il progetto del sequenziamento del genoma umano, sono mezze bufale, che porteranno risultati molto meno rilevanti di quelli pubblicizzati. Non solo l' ambiente ha molta più influenza di quanto molti genetisti sono disposti ad ammettere, ma lo stesso influsso dei geni è molto più complesso e difficile da individuare di quanto non vorrebbero farci credere. Gli annunci che passano ormai quotidianamente sui media per cui sarebbe stato scoperto il gene che causa A piuttosto che B sono di solito ridicoli, perchè nella maggior parte dei casi l' influenza genetica ha una natura multifattoriale e non puntuale.
  3. Il tentativo attuale di spostare l'attenzione dalla genomica alla proteomica è una dimostrazione del fallimento degli obiettivi sbandierati dal progetto genoma, che ha portato dati conoscitivi ma che non ha permesso di sviluppare strumenti per utilizzare la conoscenza acquisita.
  4. L' ipersensibilità dell'opinione pubblica per fenomeni come la clonazione o gli OGM è l' effetto boomerang dell' enfasi eccessiva data all' importanza dei geni; gli stessi interessi scientifici e commerciali che prima decantavano le virtù del progetto Genoma e compagnia bella ora si lamentano della mancanza di libertà di ricerca e sviluppo.
    Insomma, dice Lewontin tra le righe, non puoi dire alla gente quanto sono importanti i geni per raccattare fondi per le tue ricerche e poi stupirti che la stessa gente si preoccupi quanto tu quei geni cominci a manipolarli.

Per uno come me che, mancando di conoscenze specifiche, può avere solo un' impressione generale sugli argomenti trattati, le tesi di Lewontin sono plausibili e presentano un punto di vista interessante. Peccato che vengano esposte con un tono spesso carico di aggressività ed ego, che toglie qualità al testo e piacevolezza della lettura.
Lewontin viaggia sovente a testa bassa, trattando a pesci in faccia gli autori dei libri recensiti e non perdendo occasioni per prendersela con i suoi nemici (primo tra tutti Dawkins, con il quale deve avere un fatto personale). Questo atteggiamento, al di là delle questioni stilistiche, è problematico per i non addetti ai lavori, che ogni tanto si chiederanno se Lewontin sostenga certe posizioni perchè ci crede davvero o perchè sono strumentali alla contrapposizione con il rivale del momento.
Nessuno nega l'esistenza di rivalità accademiche e antipatie personali, ma se Lewontin avesse saputo trattenersi un minimo il libro sarebbe riuscito meglio.

Posted by MarcoS at 12:16

18.01.06

'Tanto vale' 'sta cippa

Mi sembrano abbastanza popolari di questi giorni, anche tra persone di una certa intelligenza, valutazioni sull' attuale dibattito politico italiano che dicono piu' o meno:
Siccome Prodi ed il centrosinistra non sono quei santerelli che dicono di essere, allora tanto vale votare Berlusconi, che e' un essere ripugnante ma perlomeno non e' ipocrita.

A parte che sulla mancanza di ipocrisia del nostro Primo Ministro qualcosa da dire ce l'avrei, e' come dire che preoccuparsi della salute dei propri occhi e' una cosa talmente brutta che, piuttosto di vivere con il dubbio di non vedere bene, uno preferisce essere completamente cieco.

Posted by MarcoS at 14:33

16.01.06

Acqua allo stato molto solido.

Ieri ho giocato per la prima volta ad hockey su ghiaccio ('giocare' è una parola grossa, diciamo che ci ho provato con impegno) ed è stato un bel divertimento, che vi consiglio di provare anche se non avete grossa dimestichezza con i pattini (per me era la terza volta con le lame sotto i piedi).
Due consigli da principiante a principiante:
- Esistono due tipi di bastone, uno per chi lo porta a destra e un altro per chi lo porta a sinistra (dipende se siete destri o mancini di gamba, non di mano). Accorgersene il prima possibile e prendere quello giusto (io ho impiegato una buona mezz'ora) vi aiuterà non poco a diminuire i litigi con il dischetto, che già abbonderanno.
- 'ste cavolo di ginocchiere e gomitiere, mi raccomando, mettetele subito, non fate come un tipo di mia conoscenza che ha dovuto prendere due o tre botte secche (per sua imperizia, mica per cattiveria altrui) prima di notare che era l' unico a non indossare protezioni.

Buon divertimento.

Posted by MarcoS at 11:30

11.01.06

Geek cercasi

Visto che si tratta di uso unsupported, qualcuno di voi è riuscito ad installare Linux su un iPod di quarta generazione senza impazzire ?

P.S. A che mi serve Linux sull' iPod ?
Ad avere un registratore mp3 di buona qualità senza comprare altri aggeggini.

Posted by MarcoS at 10:00

08.01.06

Grand Hotel Guantanamo /835

Sul New England Journal of Medicine (NEJM) è uscito di recente un articolo su Guantanamo. Il NEJM, per chi non lo sa, si gioca con Lancet il titolo di rivista medica con la maggiore reputazione al mondo.
L'articolo racconta di una visita ufficiale alla base da parte di un gruppo di medici che si sono visti negare la visita ai pazienti, tenuti nascosti dietro un telo, e che non hanno sentito altra voce che quella dei militari che gestiscono la base, i quali hanno (ovviamente) garantito sulla correttezza delle procedure attualmente utilizzate.
La difficoltà a reperire informazioni di prima mano ha peraltro permesso all' autrice non solo di ridare il senso del muro di gomma opposto dall' amministrazione di Guantanamo a chi non si accontenta dei comunicati stampa dell' esercito ma anche di elencare una serie di violazioni accertate (e di altri seri dubbi di violazione) dei diritti dei prigionieri, in particolare dal punto di vista medico-sanitario.

A differenza dello studio di Lancet che stimava il numero di morti in Iraq e che era stato discusso da tutti (compreso chi palesemente non l' aveva letto), questo articolo non se l' è filato nessuno, probabilmente per la mancanza di novità eclatanti.
Rimane però uno di quei materiali che metterei da parte per quando (tra due giorni, due mesi o due anni) qualcuno salterà su a (ri)dire che mancano i dati di fatto per accusare la gestione di Guantanamo e che tutte le critiche sono di 'amici dei terroristi'.

Posted by MarcoS at 22:30

05.01.06

Troppo avanti

Se uno vuole sentirsi a casa a Trento, deve interiorizzare almeno un po' lo spirito di continuo confronto/sfida con i 'cugini' che abitano appena più a nord, i.e. gli altoatesini.

Mi immedesimo per un attimo in questo spirito e ammiro l' approccio all' informatica della Provincia di Bolzano, che non solo ha supportato la migrazione in massa a Linux e al software libero in tutte le scuole di lingua italiana, ma che sembra anche usare Internet in modo attento, ad esempio rendendo disponibile una pagina di podcast per le Attività Culturali, che distribuisce i contenuti sotto licenza Creative Commons e dalla quale sto scaricando spezzoni delle Cinque giornate del Jazz.
Complimenti.

Posted by MarcoS at 15:54

03.01.06

I famosi buoni propositi.

Gli ultimi 3-4 mesi di questo blog sono stati parecchio pigri; gli spostamenti ed il nuovo lavoro hanno lasciato poche energie a quasi tutto il resto, compreso lo scrivere qui.

L'inizio del nuovo anno solare dovrebbe essere anche l' inizio di un periodo meno frenetico, o almeno più programmabile, per cui l'intenzione è di tornare a scrivere sul blog con una certà regolarità.
In particolare, vorrei ricominciare a scrivere di argomenti scientifici, anche se devo definire bene il come.
Un libro che sto leggendo in questi giorni e che dovrebbe (anche) darmi qualche idea al riguardo mi sta creando più perplessità che altro; conto di pubblicarne una breve recensione nei prossimi giorni e di usarla come pretesto per discutere di cosa (non) abbia senso proporsi parlando di scienza da queste parti.

Nel frattempo, se qualcuno avesse già suggerimenti ed (in)desiderata al riguardo, può cominciare a condividerli nei commenti.

Posted by MarcoS at 18:30