Un post di Marco Beccaria mi dà la spinta definitiva a mettere per scritto qualche pensiero che mi frulla in testa da tempo.
Ripremessa: quasi cinque anni fa, milioni di Italiani votarono per il centrodestra e per Berlusconi. Anche solo per ragioni puramente statistiche, tra questi milioni c' erano molte persone abbastanza colte, intelligenti ed oneste da votare Berlusconi a seguito di un' analisi autonoma e ragionata e per un motivo diverso dal tornaconto personale.
Sempre per pure ragioni statistiche, una parte non trascurabile di queste persone confermerà alle elezioni del 2006 il voto del 2001.
Cari elettori pensanti e non pentiti del centrodestra, è a voi che scrivo, perchè proprio non vi capisco.
So che parte della difficoltà a capire è dovuta ad un problema che è mio (ma non solo mio) e che cercherò di mettere momentaneamente da parte.
Il problema è molto semplice: mi tocca ammettere che, ancor prima e ancor più che ragioni politiche, quel che mi impedisce di votare il centrodestra è la sensazione di totale incompatibilità umana, quasi da fastidio fisico, che sento verso Silvio Berlusconi. Di conseguenza, per quanto mi riguarda, la questione se votare Berlusconi si chiude ancora prima di essersi aperta. Per inciso, forse vi sarete accorti che esistono molte persone solitamente pacate e ragionevoli che di fronte all' argomento Berlusconi vanno facilmente fuori dai fogli (e non perchè Fassino, Prodi o Repubblica gli han fatto il lavaggio del cervello). Questo per dire che ci sono probabilmente delle caratteristiche del personaggio che toccano delle corde molto particolari.
Chiusa la parentesi psicologico-introspettiva, che peraltro andava citata perchè ha una componente non trascurabile nella difficoltà di molti a capire il centrodestra (ed i suoi elettori), veniamo al dunque.
Marco (Beccaria) nel suo post scrive che "Berlusconi è stato e continua ad essere una risposta ad un bisogno politico al quale, in Italia, nessun altro è stato in grado di rispondere da quindici anni in qua".
Io vorrei sapere di quale bisogno politico stiamo parlando, perchè vi garantisco che non l' ho capito. Sto parlando, ovviamente, di un bisogno politico condivisibile e condiviso da persone colte, intellettualmente autonome, etc. etc.
Voglio dire, posso concepire (anche se non condivido affatto) qualcuno che mi dice che "Marcello Pera è una risposta ad un bisogno ..." ma io Berlusconi, scusate, più che una risposta ad un bisogno di populismo non me lo vedo. E se quello è il bisogno, son contento non ci sia nessuno che gli dia una risposta. Ma son sicuro non fosse questo il bisogno a cui si riferisce Marco e chi è d'accordo con lui, per cui attendo lumi.
Mettendola un po' più sul concreto, che forse ci capiamo meglio, se tra qualche mese rivoterete lo stesso schieramento che avete votato cinque anni fa, vuol dire che avete un' opinione sostanzialmente positiva di questo governo, che le 'promesse elettorali' sono state a vostro avviso rispettate e che, in conclusione, il centrodestra e Berlusconi hanno promosso (e promuoveranno) delle politiche utili al Paese che il centrosinistra non avrebbe saputo o voluto implementare se avesse vinto nel 2001 e che non sarà in grado di mettere in pratica se tra qualche mese vincerà le elezioni.
Quali politiche ?
Se doveste sintetizzare in dieci righe i risultati del governo del centrodestra, cosa scrivereste ?
Visto che ci sono (poi mi fermo, grazie per la pazienza) aggiungo una domanda che mi incuriosisce:
Cos'è che vi preoccurebbe di più di un governo Prodi (sto parlando di politiche, non ditemi 'il fatto che probabilmente durerebbe poco') ?
Se non altro, parafrasando P. che mi ha segnalato questa notizia, per ora la buona novella rimane disponibile sotto GPL.
Nella discussione tra fautori ed oppositori del 'determinismo genetico', i.e. la teoria per cui, schematizzando, il DNA ha un' influenza quasi totalizzante sul destino di un individuo, o in ogni caso molto più forte dell'influenza dell' ambiente, Lewontin rappresenta l'ala estrema degli oppositori.
Le critiche mosse da Lewontin alla genomica diventata Big Science sono in sostanza quattro:
Per uno come me che, mancando di conoscenze specifiche, può avere solo un' impressione generale sugli argomenti trattati, le tesi di Lewontin sono plausibili e presentano un punto di vista interessante. Peccato che vengano esposte con un tono spesso carico di aggressività ed ego, che toglie qualità al testo e piacevolezza della lettura.
Lewontin viaggia sovente a testa bassa, trattando a pesci in faccia gli autori dei libri recensiti e non perdendo occasioni per prendersela con i suoi nemici (primo tra tutti Dawkins, con il quale deve avere un fatto personale). Questo atteggiamento, al di là delle questioni stilistiche, è problematico per i non addetti ai lavori, che ogni tanto si chiederanno se Lewontin sostenga certe posizioni perchè ci crede davvero o perchè sono strumentali alla contrapposizione con il rivale del momento.
Nessuno nega l'esistenza di rivalità accademiche e antipatie personali, ma se Lewontin avesse saputo trattenersi un minimo il libro sarebbe riuscito meglio.
A parte che sulla mancanza di ipocrisia del nostro Primo Ministro qualcosa da dire ce l'avrei, e' come dire che preoccuparsi della salute dei propri occhi e' una cosa talmente brutta che, piuttosto di vivere con il dubbio di non vedere bene, uno preferisce essere completamente cieco.
Buon divertimento.
P.S. A che mi serve Linux sull' iPod ?
Ad avere un registratore mp3 di buona qualità senza comprare altri aggeggini.
A differenza dello studio di Lancet che stimava il numero di morti in Iraq e che era stato discusso da tutti (compreso chi palesemente non l' aveva letto), questo articolo non se l' è filato nessuno, probabilmente per la mancanza di novità eclatanti.
Rimane però uno di quei materiali che metterei da parte per quando (tra due giorni, due mesi o due anni) qualcuno salterà su a (ri)dire che mancano i dati di fatto per accusare la gestione di Guantanamo e che tutte le critiche sono di 'amici dei terroristi'.
Mi immedesimo per un attimo in questo spirito e ammiro l' approccio all' informatica della Provincia di Bolzano, che non solo ha supportato la migrazione in massa a Linux e al software libero in tutte le scuole di lingua italiana, ma che sembra anche usare Internet in modo attento, ad esempio rendendo disponibile una pagina di podcast per le Attività Culturali, che distribuisce i contenuti sotto licenza Creative Commons e dalla quale sto scaricando spezzoni delle Cinque giornate del Jazz.
Complimenti.
L'inizio del nuovo anno solare dovrebbe essere anche l' inizio di un periodo meno frenetico, o almeno più programmabile, per cui l'intenzione è di tornare a scrivere sul blog con una certà regolarità.
In particolare, vorrei ricominciare a scrivere di argomenti scientifici, anche se devo definire bene il come.
Un libro che sto leggendo in questi giorni e che dovrebbe (anche) darmi qualche idea al riguardo mi sta creando più perplessità che altro; conto di pubblicarne una breve recensione nei prossimi giorni e di usarla come pretesto per discutere di cosa (non) abbia senso proporsi parlando di scienza da queste parti.
Nel frattempo, se qualcuno avesse già suggerimenti ed (in)desiderata al riguardo, può cominciare a condividerli nei commenti.