18.12.06

Everything and more - D Foster Wallace

Ricordo come fosse ora la prima lezione di analisi matematica I all' Università.
Arrivavo dal Liceo classico, grazie al quale ('grazie' per modo di dire) mi ero fatto l' idea che la matematica fosse una sorta di filosofia con qualche numero buttato lì ogni tanto.
Entrato in aula a seconda lezione appena iniziata (la prima per qualche ragione me l' ero persa), mi ci vollero pochi istanti per chiedermi 'Ma di cosa diavolo si sta parlando ?'
Senza saperlo, avevo già perso il treno del corso e per riprenderlo mi ci sarebbe voluta una faticaccia improba, conclusasi in un esame passato per il rotto della cuffia parecchi mesi dopo. Per fortuna, le cose in seguito sarebbero andate meglio.
Buona parte della fatica era causata dall' incapacità di maneggiare il formalismo matematico con una dimestichezza tale da vederlo come strumento per capire e non come un ostacolo (o meglio l' Ostacolo) da superare. Ero nella situazione di chi vuole piantare un chiodo senza aver la forza di sollevare il martello. Frustrante, devo dire.

Leggendo Everything and more - A compact history of ∞ mi sono chiesto se un libro del genere avrebbe facilitato la mia lotta contro l'analisi matematica.
La risposta è stata sì; non mi avrebbe risparmiato un esercizio, non avrei potuto ricordare un teorema di meno, ma avrei avuto qualche chance in più di dare una prospettiva a quel che stavo facendo, di ricordarmi che quel formalismo con il quale mi arrabattavo era uno strumento dalle potenzialità enormi, sviluppato ed utilizzato ben prima di me da chi aveva affrontato problemi complessi ed interessanti come quella della continuità, o, appunto, degli infinitesimi e degli infiniti.

Al netto della compiaciuta involuzione tipica dei testi di DFW, The compact history ... è un tentativo a mio avviso riuscito di presentare a non addetti ai lavori un problema matematico complesso tenendone insieme la dimensione intellettuale e la componente tecnica.
L'unica perplessità è legata al fatto che si tratta comunque di un libro per pochi, visto che, dopo la lunga introduzione (molto godibile) sul ragionamento astratto, il testo entra abbastanza presto nel vivo senza risparmiare notazioni matematiche che ecciteranno i secchioni ma, temo, scoraggeranno i più.
Così scrisse Marco il 18.12.06 21:45