Altra cosa ovvia ma bella da ricordare: il numero di persone adulte disposte a spendere energie per qualcosa che non ha a che fare con il soldo e desiderose, neanche troppo implicitamente, di cambiare il mondo almeno un po'.
Grazie a Vittorio e a chi con lui ha lavorato per mettere su l' ambaradan. A occhio e croce si sono fatti un mazzo tanto. Secondo me, possono essere contenti del risultato. Due cose da migliorare per un' eventuale prossima edizione: la connessione ad Internet e un terzo luogo di discussione diverso dallo stanzone grande.
Avevo qualche dubbio sul fatto che il giocattolo BarCamp potesse reggere con un centinaio di partecipanti. In realtà i registrati alla fine erano più del doppio e il giocattolo ha continuato a non rompersi. Non ovvio, secondo me. Rimane la sensazione di preferire due BarCamp da cento persone a uno da duecento. Stessa regola per gli spazi di discussione: molto meglio cinque stanzette da venti persone che uno stanzone da cento.
Se un BarCamp si deve caratterizzare per il contributo attivo di tutti i partecipanti, l' obiettivo è stato sostanzialmente centrato. Se una caratteristica (secondaria ?) deve essere la varietà di stimoli, ci siamo di meno. Di per sè niente di male: se il programma è lo specchio degli interessi dei partecipanti, questa è solo un' indicazione del fatto che sabato a Torino ci fossero molte persone con interessi simili.
Personalmente, un BarCamp con temi meno blog-centrici mi sarebbe piaciuto ancor di più.
L'idea di tentare la modalità del BarCamp nel mio ambito professionale rimane. Qualcuno interessato a co-organizzare un BarCamp dei fisici medici italiani ? Niente gloria, guadagno neanche a pensarci, però l'idea sarebbe di divertirsi provando a fare qualcosa di nuovo. Segnatevi nei commenti (già mi immagino le folle).