04.10.06

Governo ladro (?)

Il Beccaria, una delle pochissime persone che dichiara di aver votato Berlusconi e con la quale riesco a discutere senza chiedermi se ci fa o ci è, parte dalla recente manovra finanziaria per buttare lì con apparente nonchalance una domanda:
perché si deve ridistribuire la ricchezza?

So che la domanda è fintamente ingenua, nel senso che il Beccaria, essendo un furbo di tre cotte, ha già una risposta pronta, e so pure che altri più preparati del sottoscritto si cimenteranno nella risposta, ma provo lo stesso a dare una mio primo parere da inesperto in faccende economico-fiscali. Gli economisti che venissero a correggere le mie stupidaggini saranno benvenuti.

Per una volta, la mia opinione si formula semplicemente:
a. Data una società in cui esistono differenze di reddito nella popolazione, queste differenze, se non governate, tendono ad accentuarsi invece che ad attenuarsi.
b. Se le disparità di reddito crescono oltre una certa soglia, ne risente la qualità di vita non solo dei 'poveri' (ovvio), ma anche dei 'ricchi' (esempio banale, aumentano le tensioni sociali, che si riflettono nella vita di tutti quelli che non vivono in una torre d'avorio).
c. Di conseguenza, qualche forma di ridistribuzione della ricchezza è necessaria e conveniente per tutta la popolazione, indipendentemente dal reddito.

Qualche precisazione:
1. Il termine 'ridistribuzione' si presta ad equivoci. A priori, potrebbe anche voler dire dividere la ricchezza in parti uguali tra tutti. In questo caso, è ovvio, stiamo parlando di ridistribuzione come meccanismo di attenuazione delle differenze di reddito, che comunque differenze rimangono. Se A guadagna più di B prima di pagare le tasse, continuerà a guadagnare più di B anche dopo averle pagate.
2. Quando parlo di 'necessità' di ridistribuzione mi riferisco in questo caso non ad un dovere morale ma ad una necessità di fatto. Ancor più precisamente, sono sicuro che si possa argomentare in favore di una ridistribuzione della ricchezza anche sul piano morale, ma voglio rendere il mio argomento il più stringente e generale possibile, per cui dico che una ridistribuzione della ricchezza è richiesta dalla realtà dei fatti ancor prima che dalle nostre preferenze etiche. In quest' ottica, i 'ricchi' accettano tasse più alte non perchè sono 'buoni', ma perchè in qualche modo le tasse sono un investimento sulla qualità della loro vita.
3. Un' altra ragione per il cui anche il ricco dovrebbe vedere di buon occhio la ridistribuzione è data dal fatto che anche a lui conviene vivere in una società in cui usufruire di un minimo di protezione sociale il giorno in cui diventasse povero.
4. La questione se in generale occorra una ridistribuzione non implica ovviamente un' approvazione a priori di qualsiasi manovra di ridistribuzione. Nello specifico della finanziaria 2007, non ho niente da dire sulla ridistribuzione in sè (per quanto l'ho capita) ma ho moltissimo da dire sul fatto che Prodi abbia preso mezza nazione per i fondelli chiedendo voti al grido di 'non aumenteremo le tasse, e chi ci accusa di questo è un furfante'. Il furfante, nello specifico, è lui.
Una delle (poche) cose che mi aspettavo da Prodi è che si relazionasse con l' elettorato con modalità da persone adulte. Finora, invece, ci ha trattati da minus habens.
Così scrisse Marco il 04.10.06 08:15