17.10.06

Best of American Science Writing 2006

Se Best of American Science Writing 2006 fosse in tutto e per tutto rappresentativo dello scrivere di scienza negli USA, se ne dovrebbe dedurre che:
a)Delle scienze 'dure' non frega più niente a nessuno. Nei ventuno articoli scelti da Atul Gawande (medico, guest editor di quest'anno e fresco Mac Arthur fellow) le discipline biomediche la fanno da padrone. Un solo articolo riguarda l'astronomia, nessuno la fisica teorica, nessuno la matematica (che scommetto riapparirà l'anno prossimo con quest' articolo), nessuno la chimica.
b)Negli Stati Uniti è relativamente facile trovare sulla stampa non specializzata (New Yorker, Harper's, New York Times, etc) articoli lunghi e molto piacevoli da leggere su argomenti di scienza (biomedica).
c)Lo stile dello scrittura scientifica negli USA è molto omogeneo, pure troppo. Il modello è questo: si comincia l'articolo con un accenno personale/storico/divertente, si introduce il problema scientifico tramite la persona che se ne occupa, dopo di che si comincia una narrazione che oscilla con frequenza costante tra lo spiegare il problema in qualche dettaglio (rimanendo comunque in superficie) e raccontare aneddoti/curiosità sulla vita dello scienziato. L' accenno ai fatti personali dello scienziato rappresenta anche la chiusa d'obbligo dell'articolo.

Fortunatamente, Best of American ... è una raccolta, non la raccolta, per cui c'è la ragionevole speranza che la scrittura scientifica, negli USA e non solo, sia un mondo più vario di quel che appare dalla selezione di Gawande.
A questo punto, sarei curioso di leggere questo Best of (o forse, cambiando del tutto genere, questo).
Così scrisse Marco il 17.10.06 09:00