24.07.05
Se volete, vi aiuto a fare la valigia
Sempre più spesso sento lamentele sulla qualità pessima della vita in Italia, tanto pessima che l'unica soluzione è/sarebbe vivere altrove.
Senza entrare nel merito, noto che nella mia esperienza la stragrande maggioranza di chi si lamenta sono persone che vivono in Italia e che perlopiù
non stanno facendo alcun tentativo serio di alzare i tacchi.
Cari emigranti in pectore, ve lo dico allo stesso tempo con rispetto e decisione:
PARTITE.
Farete del bene a voi stessi e a chi vi sta intorno.
Sto parlando sul serio: se non siete legati all'Italia da problemi davvero inestricabili, la cosa da fare nella vostra situazione è
PARTIRE DAVVERO.
Anche perchè è più facile di quel che sembra, se ne avete davvero voglia.
I problemi inestricabili ci sono, purtroppo, ma non sono così frequenti, tantopiù per gente che sembra in preda alla disperazione del vivere in Italia. Se siete davvero disperati, potete partire domani mattina (o quasi). Se vi sentite disperati e con valanghe di problemi che vi impediscono di partire, fermatevi un momento e chiedetevi se le cose stanno davvero così; magari scoprirete che la voglia di partire è più nelle parole che nei fatti.
Se alla fine partirete, sperimenterete il resto del mondo come luogo reale e non per come l'avete immaginato o sognato.
Potrete cosi' valutare se l'altrove che vi siete scelti è meglio (ve lo auguro), se avete bisogno di un altro altrove ancora, o se, alla fin fine, il vostro posto è in Italia, e magari è lo stesso da cui siete partiti.
Noi, per quel che vale, siamo partiti non perchè eravamo disperati dell'Italia, ma perchè io ero insoddisfatto di una specifica situazione lavorativa ed ho cercato l'occasione di starmene via per un po'. Inizialmente doveva essere un anno, ora siamo via da più di quattro anni, siamo molto contenti dell'esperienza fatta in Olanda e fra qualche mese forse torneremo in Italia.
Non sappiamo se la prossima destinazione, qualunque essa sia, sarà quella definitiva; è una domanda che ci siamo posti in passato, che abbiamo lasciato senza risposta e che al momento non costituisce un problema.
A prescindere dalla destinazione specifica, uno dei risultati più positivi dell'essere partiti una volta è vedere che si è capaci di farlo, e quindi di rifarlo, e che tu rimani tu anche vivendo in posti molto diversi; questa consapevolezza, e la libertà che ne deriva, sono valse da sole molto più del problema di fare le valigie.
Buon viaggio.
Posted by MarcoS at
11:04
19.07.05
Spariti
Sono l'unico utente Bloglines a cui questa mattina sono spariti
tutti i feed a cui era iscritto ?
Spero proprio sia un problema temporaneo, perche' ripartire da zero sarebbe davvero lungo e noioso.
Nel frattempo, sapete il motivo per cui qui a destra manca il blogroll.
Posted by MarcoS at
09:46
18.07.05
La biblioteca
Prima la
dr. (mi scusi per il ritardo) poi
il prof. mi invischiano in una catena tra blogger; visti gli illustri personaggi che mi hanno invitato, e visto che si parla di libri, non so tirarmi indietro.
Quanti libri ci sono nella mia biblioteca
Uno dei problemi di non avere una casa davvero tua, e di avercela piccola, e' che non ti porti dietro tutti i libri, che sono rimasti in stragrande maggioranza in Italia. Stimarne il numero mi risulta complicato, comunque penso sia nell'ordine delle tre-quattro centinaia. E' una biblioteca che purtroppo contiene pochissimi dei libri letti prima dei 20-25 anni, che sono o a casa dei miei genitori o nella biblioteca comunale.
Che libro sto leggendo
Breakfast of Champions di Kurt Vonnegut.
L'ultimo libro che ho comprato
In realta' sono tre:
Nemesi medica di Ivan Illich
La svastica sul sole di Philip K. Dick
Il Vangelo secondo la Scienza di P. Odifreddi.
Tre libri che consiglio
Ricordando che non sono i tre ma tre e basta:
Farenheit 451 di R. Bradbury (ovvio)
Le memorie di Adriano di M. Yourcenar
La gang del pensiero di T. Fischer.
Passo la catena a ...
Chiunque voglia prenderla, p. es. i visitatori di questo sito che non hanno un weblog e vogliono partecipare al gioco nei commenti.
Posted by MarcoS at
13:50
12.07.05
Il Vangelo secondo la Scienza
'Il Vangelo secondo la Scienza' e' un libro in cui Piergiorgio Odifreddi, professore di logica e scrittore di scienza per il grande pubblico, affronta con notevole ambizione e pari livore il tema dei rapporti tra scienza e religione.
Fin dalle prime righe l'evoluzione del saggio pare determinata, anche perche'
Odifreddi sembra cadere nell'errore di chi, sapendo usare molto bene il martello, vede tutto quel che gli sta intorno come un chiodo.
Il martello, nel suo caso, e' il ragionamento logico-matematico, che viene applicato (in poco piu' di duecento pagine, talvolta densissime) alla storia del pensiero filosofico, teologico e scientifico degli ultimi millenni per dimostrare in sostanza come le religioni siano rivolte agli ignoranti e/o alle persone afflitte da problemi psicologici.
In piu' passaggi il libro e' stupefacente per come presenta argomenti complessi della storia del pensiero e li risolve in modo molto sbrigativo, o con una battuta sprezzante; e' come se Odifreddi considerasse il lavoro dei teologi come una boiata assoluta alla quale non vale la pena dedicare tempo. E' un pensiero legittimo, ma allora perche' scrivere un libro del genere ?
Valga come un esempio tra i tanti il passaggio del capitolo conclusivo che recita (corsivi nel testo originale):
Alla fine del nostro percorso, riscopriamo dunque cio' che Pitagora sapeva benissimo: che la vera religione è la matematica, il resto è superstizione. O, detto altrimenti che la religione è la matematica dei poveri di spirito. Naturalmente, è possibile continuare la tradizione pitagorica, che separa l'insegnamento essoterico da quello esoterico: dire la verità ai sapienti e raccontare menzogne agli ignoranti. Ma se vogliamo cercare di annullare le differenze tra sapienti ed ignoranti, la via maestra per raggiungere lo scopo passa appunto attraverso l'insegnamento della matematica.
Un minimo di rispetto per l'intelligenza dell'autore (e di quella del lettore) impone di considerare l'ipotesi di riserva che il 'Vangelo secondo la scienza' sia in realta' la parodia dei discorsi su un argomento, quello dei rapporti tra scienza e religione, che Odifreddi ritiene del tutto irrilevante, o malposto, o decisamente sopravvalutato.
Se invece il libro ha intenti seri, varrebbe la pena chiedersi quanti 'ignoranti', dopo essere stati trattati come idioti per duecento pagine, sono stati cosi' masochisti da andare da Odifreddi a chiedergli una lezione di matematica.
Posted by MarcoS at
09:47
11.07.05
Animali da conferenza
Prezioso vademecum di mucho per non farsi subito riconoscere ai congressi come il pivellino alla prima uscita fuori casa.
Posted by MarcoS at
14:57
07.07.05
Londra
Penso che il sito web di un mezzo di informazione che vuole seguire cosa sta capitando a Londra dovrebbe fare
cosi' e non
cosi'.
Posted by MarcoS at
14:49
04.07.05
Loro che vivono in campagna
Il
contadino continua a
pensare bene anche nella calura toscana.
Da queste parti le temperature sopra i 36° (e anche sopra i 30°) sono fantascienza, ma apprezziamo lo stesso il consiglio.
Posted by MarcoS at
22:12
03.07.05
Ne azzeccassi una
Dovendo scommettere, avrei detto che il Live8 sarebbe stato un mezzo flop.
Invece, a leggere in giro, sembra che abbia attirato valanghe di gente nei luoghi dei concerti e davanti alla televisione.
Non che mi sia mai ritenuto un veggente e non che il Live8 sia un evento che cambiera' la storia dell'uomo, ma questa e' l'ennesima prova della mia incapacita' di prevedere un fenomeno di massa.
D'ora in poi, se azzardo da queste parti frasi come
'Ma chi comprerà mai questo aggeggio ? o
'Questa idea/oggetto/iniziativa avrà di sicuro successo', fatemi un bel pernacchione e passate oltre.
P.S. Che poi bastava pensarci un secondo: se persino il Pavarotti Show raccatta spettatori, perchè non dovrebbe farlo il Live8 ?
Posted by MarcoS at
16:57