28.05.05

E sbottonandosi il paltò tutto il viaggio raccontò -0

Da lunedì sarò in Giappone per due settimane, una a gironzolo con la gentil consorte e l'altra ad un congresso.
Mi muoverò in luoghi che non ho mai visto e dei quali so pochissimo; le occasioni di stupore non mancheranno di certo, la possibilità di capire un minimo quel che mi circonda chissà.
Potendo, qualche riga ci scappa, o di qua o da Elena.
Posted by MarcoS at 21:00

25.05.05

Ripensandoci

Di tanto in tanto continuo a pensare cosa votero' ai referendum e intanto la scheda non mi arriva, per cui rimane il rischio che cio' che sto facendo sia un esercizio, per quanto interessante.
Cio' detto, avrei qualche punto da chiarire. Ecco le mie domande (trattasi di domande vere, non di interrogativi retorici o di provocazioni):
a)Cosa c'e' di davvero problematico, umanamente e/o socialmente e/o politicamente, nella fecondazione eterologa ?
b)La ricerca sugli embrioni che permette di curare le malattie e' un auspicio, un modo per la comunita' scientifica di tenersi aperte tutte le porte possibili, o si tratta di una pratica che ha gia' prodotto risultati non ottenibili, o difficilmente ottenibili, in altri modi ?
c)La questione dei diritti del concepito. Se non sbaglio, la legge non dice che il concepito ha gli stessi diritti di un adulto. Dice che ha dei diritti. Punto.
Il referendum e' stato proposto pensando che la cosa sia un problema in se' oppure in base al timore che questo principio verra' usato come una sorta di grimaldello giuridico per far saltare altre cose ?
Se vale la prima ipotesi, non la capisco, o forse la capisco ma non la condivido.
Se vale la seconda, mi vien da pensare che il timore non giustifica un referendum su questa legge; a rigore si dovrebbero aspettare quelle che (eventualmente) useranno la Legge 40 come grimaldello e su quelle promuovere un referendum.

Aggiornamento. Come temevo, la scheda non e' arrivata, ho telefonato in consolato e non sono riuscito a capire come rintracciarla, domani parto, per cui non potro' votare (i voti dei residenti all'estero devono arrivare al consolato per posta entro il 6 giugno). Peccato.

Posted by MarcoS at 11:58

23.05.05

Domanda di adulto omologo.

Premesso che mi piacerebbe sapere cosa (non) passa per la testa di una persona che titola un link 'Il sorriso del bimbo eterologo', questo articolo dovrebbe promuovere la fecondazione eterologa come un fatto positivo ?
Secondo me fa venire dei dubbi ai piu' sfegatati sostenitori del si'.
Posted by MarcoS at 13:19

20.05.05

Boccata d'aria

Le cose migliori che ho letto finora sul referendum sulla fecondazione assistita le ha scritte Evandro Agazzi sul supplemento domenicale del Sole-24 Ore (grazie Umberta per la segnalazione).
In ordine cronologico: 1, 2, 3, 4.
Da quel che si capisce, la serie di articoli dovrebbe proseguire nelle prossime settimane.
Per ora sono una decina di pagine non banali ma scritte bene, molto lucide e allo stesso tempo molto rispettose della presenza di posizioni diverse.
Per onesta' va detto che da questi articoli appare una posizione di Agazzi in favore di modifiche alla legge, anche (penso) con i referendum, per quanto con molti distinguo. L'argomentazione di Agazzi rimane comunque ben lontana da quelle metaforiche 'chiamate alle armi' che purtroppo capita di leggere in molti documenti di ambedue le posizioni sul referendum, per cui leggere questi articoli mi e' servito per mettere qualche puntino sulle i.

P.S. Perche' il sito del Sole 24 Ore e' fatto in quel modo orrendo, che per linkare un articolo bisogna fare i salti mortali ?

Posted by MarcoS at 09:26

19.05.05

Come un cerino acceso

Detesto cordialmente le catene di S. Antonio, ancor piu' se tra blog, purtuttavia queste pagine stanno diventando di una serieta' imbarazzante persino per il sottoscritto, per cui prendo al volo il 'bastone' passatomi da Vanz, che consiste nel rispondere a 5 domande in ambito musicale e a rilanciarle:

1. Volume totale dei file musicali sul mio computer:
Sui 7 Gb, in rapida crescita da quando ho finalmente comprato un disco esterno. Generi abbastanza misti: cose di quei gruppi che per conoscerli basta non vivere in una grotta (Radiohead, U2, Nirvana, Smashing Pumpkins etc.), rock classico (p.es. Lou Reed e David Bowie d'annata), genere fighetto/wannabe (Air, Kruder & Dorfmeister, Buddha Bar pero' no, quello no), jazz dell'epoca d'oro (Miles Davis, Coltrane, poca roba dopo gli anni '70), qualcosina per Marta, altre cose che, azzardo, forse sfiorano l'indie (Calexico, Pixies, Kings of Convenience, etc.), italiani misti presentabili.
Insomma, a parte Raffaella Carra' c'e' quasi tutto, salvo musica classica, della quale sono ignorante e vorrei sapere di piu', e hip-hop/dance/trance/hard rock/AltriGeneriStrani, dei quali non so quasi niente senza esserne molto curioso. Come misto e' il genere, mista e' la provenienza (CD, streamripper, p2p).

2. L'ultimo CD che ho comprato:
L'ultimo CD entrato in casa a seguito di nostro esborso l'ha portato Elena, ed e' di Wayne Shorter.

3. Canzone che sta suonando ora:
prima che si scaricassero le batterie, era 'Alone together' di Brad Mehldau.

4. Cinque canzoni che ascolto spesso (ultimamente) o che significano molto per me:
Ussignur, 'sta manie delle liste.
Diciamo:
- Paranoid Android, sia la versione originale dei Radiohead sia quella di Brad Mehldau, che' e' un ottimo esempio di cosa abbastanza complicata da essere interessante e abbastanza semplice da essere divertente (non so se mi sono capito).
- Maya, Susheela Raman, che se non sbaglio e' l'ultima scoperta musicale capitatami (grazie Sara).
- Fuochi nella notte di S. Giovanni, C.S.I (da preferirsi la versione live in 'La terra, la guerra, una questione privata') perche' quando partono le chitarre sara' anche un effettaccio, ma funziona molto bene, e perche' sarebbe molto bello se Giovanni Lindo si ricordasse di quando cantava 'Non fare di me un idolo, mi brucero', trasformami in megafono e mi inceppero''.
- Smashing Pumpkins, una canzone a scelta da 'Mellon Collie & The Infinite Sadness', perche' ogni tanto in musica bisogna anche saper pestare.
- Boogie, Paolo Conte, perche' la puoi sentire da 9 a 99 anni e trovarci qualcosa di divertente.

5. Cinque persone a cui passo il bastone:
- Sara, che ha ottimo gusto anche in musica e puo' scrivere nei commenti
- Lo zio, che considero un esperto per il semplice fatto di parlare spesso di gruppi a me del tutto ignoti (chissa', magari se li inventa).
- restodelmondo, che secondo me sull'iPod ha TuttoWagner in n+1 edizioni diverse.
- miic, che con la foto che si ritrova nel template non puo' sottrarsi.
- Alessio, che non ho la piu' pallida idea di cosa andra' a scrivere.

Ah, che sollievo, ora mi sento in perfetto diritto di affliggervi con cose pallosissime per un altro mesetto.

Posted by MarcoS at 17:23

18.05.05

Accorri numeroso

Sabato 21 maggio. Ore 15, in Fortezza da Basso a Firenze. BlogRodeo Live.
Dovessi dire esattamente cosa capitera' non lo saprei, ma l'idea mi pare quella di passare qualche ora giocando con le parole insieme ad altra gente.
Secondo me ci si diverte e se potessi ci andrei anche io, almeno come spettatore.
Se vuoi approfondire, chiedi a qualcuno piu' informato del sottoscritto, p.es. Squonk.
Posted by MarcoS at 11:30

15.05.05

In quanto cattolico

Nel suo post riguardo alla discussione sui referendum Luca Sofri scrive:
Capisco il meccanismo, quindi rispetto le perplessità dei cattolici sull’eterologa. Ho detto che le rispetto, non che mi sembrino fondate. Le perplessità basate su una fede, per definizione, non possono essere attaccate razionalmente.
Questa posizione mi sembra dare per scontato non solo che i cattolici abbiano e debbano avere un' unica posizione sulla fecondazione artificiale ma che siano autorizzati a giustificare la loro posizione in base alla sola fede, ottenendo di fatto uno status particolare nella discussione ('E' la mia fede, come fai a criticarla ?').
Riguardo a cosa dovrebbero pensare i cattolici sulla fecondazione artificiale, sarà ovvio ma ricordo che la posizione della Chiesa Romana sul referendum non è una verità di fede. Non c'è nessuna scelta referendaria incompatibile con l'essere cristiano (e ci mancherebbe).
Quel che però mi interessa di più in questo caso è che una persona come Sofri, che a quanto so si professa non credente, dia per scontato ed accettabile che i credenti partecipino ad un dibattito sulla convivenza civile con argomentazioni che riguardano solo la loro fede.
Per quanto mi riguarda, ho un certo fastidio per la premessa 'In quanto cattolico ...' (che in questo caso equivale a 'In quanto ebreo', 'In quanto mussulmano' e via dicendo) perchè, se non opportunamente declinata, è solo la pretesa di uno status speciale nella discussione. Che un credente tenda a cadere in questo atteggiamento è comprensibile, che tutti gli altri lo accettino come normale mi pare strano.
E' secondo me necessario che i credenti di qualsiasi religione capiscano che le convinzioni di fede in quanto tali non sono motivazioni sufficienti per sostenere la propria posizione sul come si regola la convivenza civile.
Per chiarire quel che voglio dire, cito Enzo Bianchi, priore del monastero di Bose, che, intervistato sul significato attuale dell'invito di Dietrich Bonhoeffer a vivere 'etsi deus non daretur', diceva:
Innanzitutto "etsi Deus non daretur" non va tradotto "come se Dio non esistesse" ma "come se Dio non fosse dato". Quando dice che i cristiani devono imparare a vivere "etsi Deus non daretur", non significa che devono vivere "come se Dio non esistesse", cioè non tenendo conto di Dio, non tenendo conto della Rivelazione, ma significa semplicemente che nelle opzioni che i cristiani devono fare nel mondo devono prendersi tutta la responsabilità della storia e non invocare Dio, soprattutto nel dialogo con gli altri.

Faccio una applicazione semplice e mi fermo qui. Se noi abbiamo un problema all’interno della polis italiana e dobbiamo a un certo punto dare a questo tema una soluzione attraverso la legge, pensate quanti problemi ci sono di questo genere, essendo noi una minoranza, dobbiamo renderci conto che dobbiamo entrare nel dibattito con gli altri uomini non cristiani, con altre morali, con altri cammini; e in questo dibattito noi non dovremo portare ragioni teologiche, ma porteremo nel dibattito solo ragioni antropologiche.

Declino un caso, per esser chiaro: se ad esempio lo stato oggi chiede di poter normare il riposo festivo domenicale, noi non sosterremo nel dibattito con gli altri uomini che noi, essendo cristiani, avendo il comandamento di santificare le feste, esigiamo che la domenica sia rispettata. Non ha nessun senso. Se noi abbiamo ragioni antropologiche quali una qualità di vita da salvaguardare, un giorno in cui è necessario che simultaneamente gli uomini riposino per potersi incontrare, perché ci sia comunicazione tra gli uomini, questo dobbiamo portare nell’ambito politico. Non abbiamo ragioni religiose da portare nell’aeropago della società, esse riguardano solo la fede. Questo è imparare a vivere "etsi Deus non daretur", non nel senso che si dimentica Dio o si dimentica il Vangelo o si dimentica la Rivelazione, ma semplicemente che noi prendiamo atto di una responsabilità che con gli altri uomini va giocata, "etsi Deus non daretur", come se Dio non fosse dato.

Posted by MarcoS at 14:18

14.05.05

Con un piccolo aiuto dai suoi amici

Invece di cianciare sulle modalità collaborative del web e l'intelligenza collettiva e blablabla, Dr. Psycho la butta sullo sperimentale e chiede collaborazione/pareri su una presentazione divulgativa sulla fisica delle particelle che sta preparando per lunedì.
La bozza è online, in evoluzione (anche) a seconda di cosa passa nei commenti del post.
Il gioco è divertente, se ho tempo e qualcosa da dire partecipo.
Posted by MarcoS at 13:28

11.05.05

Referendum

Ho scoperto di recente che potro' votare per posta ai referendum sulla procreazione assistita, per cui devo mettermi a studiare un po' la questione, che finora ho tralasciato.
Se mi segnalate materiale (online) interessante e magari non immediato da raggiungere mi fate un favore.
Grazie.
Posted by MarcoS at 10:29

10.05.05

L'adroterapia spiegata al popolo - 3

Terza puntata, lunga, in cui si descrivono le apparecchiature 'convenzionali' per produrre radiazioni a scopo terapeutico.
Nelle puntate precedenti: premessa, 1- due righe su cosa si vuole fare in radioterapia, 2- creazione del modello dell'anatomia del paziente.
Ringrazio chi ha scritto due righe nei post precedenti, anche solo per dire che c'era, e ricordo (e' l' ultima volta, poi basta) che se mi date dei rimandi nei commenti mi aiutate a definire il tiro delle prossime puntate.

Siamo arrivati al punto in cui disponiamo di un modello dell'anatomia del paziente sotto forma di immagini, sappiamo qual è il volume da irradiare e quello da risparmiare e possiamo quindi eseguire il cosidetto 'piano di trattamento', con il quale decideremo i parametri di irradiazione che meglio si adattano all'anatomia del paziente e allo scopo del trattamento.
Per essere più precisi, i parametri da decidere tramite il piano di trattamento sono: tipo ed energia delle radiazioni, numero, direzione ed intensità dei fasci (campi) di irradiazione e forma di ciascun campo.
Le scelte possibili sono determinate dalle apparecchiature disponibili, per cui occorre una digressione, anzi una puntata intera, su come si generano le radiazioni per uso terapeutico.

Per non farla troppo lunga, mi riferisco alla cosiddetta 'radioterapia a fasci esterni', ovvero alla situazione in cui le radiazioni provengono dall' esterno del corpo del paziente. Esiste infatti anche un tipo di radioterapia in cui sorgenti radioattive vengono poste, temporaneamente o permanentemente, nel corpo del paziente.

Tipo di particelle.
La radioterapia 'convenzionale' (dell'adroterapia parleremo a parte) usa perlopiu' fotoni e a volte elettroni.
Chi sta pensando 'Ecco, mo' va nel difficile ed io mi perdo' non si scoraggi: ai fini di quanto vado a raccontare, e' sufficiente ricordare che gli elettroni sono dotati di massa e carica elettrica, i fotoni ne' dell' una ne' dell'altra. Queste due proprieta' determinano la modalita' di produzione di fotoni ed elettroni e soprattutto il modo in cui cedono energia, e quindi la 'dose' usata per il trattamento.
Dato un tipo di radiazione, p. es. i fotoni, la caratteristica che ne determina l'utilita' per la radioterapia e' l'energia.

Energia
In questo ambito l' unita' di misura dell'energia utilizzata e' l'elettronVolt (eV), ovvero l'energia di un elettrone posto in un campo elettrico da un Volt.
Per capire di che ordini di grandezza si sta parlando, sappiate che la luce visibile ha un' energia nell'ordine dell' eV, i raggi X usati per le radiografie sono nell'ordine di decine di migliaia di eV (kiloeV, keV), mentre le radiazioni usate in radioterapia sono nell'ordine dei milioni di eV (megaeV, MeV). Per chi non l'avesse chiaro, sottolineo quindi che la differenza tra la luce visibile e il fascio di radiazioni usate in radioterapia non e' nel tipo di radiazione/particella (sempre fotoni sono) ma nella sua lunghezza d'onda/energia.

Come si producono le radiazioni per uso terapeutico ?
Per irradiare i pazienti, abbiamo quindi bisogno di una radiazione con un' energia di qualche milione di volte superiore a a quella della luce naturale.
Come si fa a disporre di radiazioni cosi' energetiche ?
Ci sono due possibilita': si utilizzano materiali radioattivi o si producono con macchine dedicate (gli acceleratori).
Se avete sentito parlare di radioterapia, e se non siete imberbi, avete da qualche parte nella vostra memoria l'espressione 'bomba al cobalto', che indica una macchina contenente una sorgente di 60Cobalto (si legge 'Cobalto 60'), un materiale radioattivo che genera radiazioni in forma di fotoni di circa 1.25 MeV. Ad essere precisi, il 60Cobalto produce anche elettroni, ma dal nostro punto di vista è solo un disturbo, perchè hanno energia troppo bassa per essere utili.
Nel caso del 60Cobalto l' espressione 'bomba' e' del tutto impropria, perche' non c'e' nessuna reazione a catena in atto, ma solo il decadimento radioattivo di una sostanza da una configurazione instabile (il 60Cobalto, appunto) ad una stabile (il Nichel).

Nelle radioterapie moderne della parte ricca del mondo le unità di 60Cobalto sono state quasi del tutto rimpiazzate da acceleratori lineari, ovvero macchine che accelerano particelle cariche (in questo caso elettroni) tramite un campo elettrico. Se si vogliono produrre elettroni, si usa direttamente il fascio accelerato. Se invece e' necessario utilizzare dei fotoni, si fanno scontrare gli elettroni accelerati su un target metallico, et voilà, les photons.
Rispetto al 60Cobalto gli acceleratori hanno diversi vantaggi, dei quali vi cito i piu' evidenti e comprensibili:

  1. Possono produrre radiazioni di diverso tipo (fotoni ed elettroni) e di diversa energia (di solito da 4 fino a 25 MeV), che possono quindi essere meglio adattate alle esigenza del singolo paziente. Il 60Cobalto va bene quando si devono trattare lesioni vicino alla superficie corporea, mentre nel caso di tumori profondi (p.es. nel caso della prostata) fotoni di questa energia causano un aumento notevole della dose indesiderata ai tessuti sani.
  2. Ad un acceleratore si puo' staccare la spina, ad una sorgente di 60Cobalto no. Detto in modo un po' meno barbaro, con il 60Cobalto si ha perennemente 'per casa' una sorgente radioattiva di notevole intensita', per quanto schermata, per cui sono necessarie attenzioni speciali. Un acceleratore, invece, quando non produce radiazioni e' essenzialmente un pezzo di ferro.

Come si determina la forma dei campi di irraggiamento ?
Il modo migliore per capirlo è forse vedere un esempio di campo di trattamento usato in radioterapia convenzionale (immagine qui, che conviene tenervi sott'occhio).
Per prima cosa, orientiamoci: l'alto, il basso, il destra e il sinistra corrispondono alla direzione testa, piedi, destra e sinistra del paziente. Quello che vedete è il cosiddetto 'beam's eye view', ovvero l'anatomia del paziente 'vista' da uno dei fasci che verranno usati per l'irradiazione.
Si tratta di un tumore nella regione del testa collo: in rosso c'è la ricostruzione dell'area da irradiare, che contiene il tumore primario e due catene di linfonodi a destra e a sinistra. La struttura cilindrica nel centro è il midollo spinale, assolutamente da risparmiare, e le due strutture in alto ai lati del tumore sono le parotidi, due ghiandole che producono saliva e che, se possibile, sarebbe bene risparmiare.

I rettangoli che vedete 'contornare' il tumore sono la rappresentazione delle 'lamelle' di un collimatore presente nell'acceleratore, che permettono di dare una forma al campo. I collimatori cosiddetti primari (rettangolo rosso) delimitano il campo rettangolare massimo, mentre le lamelle permettono di passare da un campo rettangolare ad uno sagomato. In genere vengono usate lamelle motorizzate larghe un cm nella direzione testa-piedi che possono muoversi sull'asse destra-sinistra con risoluzione inferiore al milimetro.
Tutto cio' che e' all'interno dell'area delimitata dalle lamelle verra' irradiato dal fascio di fotoni, mentre il resto ricevera' una dose molto piu' bassa, anche se non nulla.
Il problema, ora, e' stabilire qual e' la posizione ottimale di ciascuna lamella di ciascun campo di irraggiamento, o, piu' in generale, di come determinare i parametri geometrici del trattamento (numero, direzione e forma dei campi) in modo da arrivare ad una distribuzione di dose nel paziente piu' soddisfacente possibile.
Questo sara' l'argomento della prossima puntata.

Posted by MarcoS at 23:00

Persistent searches

Volevo metterlo nei link a lato, pero' vale la pena dargli un po' di risalto: chi usa Gmail con il browser Firefox (se non li avete consiglierei di procurarveli tutti e due, funzionano bene e sono gratuiti) trovera' molto utile installarsi prima greasemonkey e poi, tra gli altri script, persistent searches, che permette di salvare permanentemente dei filtri di ricerca degli email e farli diventare un nuovo 'label'.
Posted by MarcoS at 11:06

08.05.05

Grandi folle che vanno, grandi folle che vengono.

Repubblica.it oggi pubblica due articoli sull'inizio del Giro d' Italia.
In uno si legge:
Reggio in delirio per il Giro al via
Una corsa a testa bassa tra oltre 40 mila persone in delirio lungo un tracciato incastonato tra ficus secolari e palme, e, sullo sfondo, lo spettacolo dello Stretto e, ancora più in là, la sagoma di Messina. Tra bandiere e gadget dall'immancabile colore rosa, Reggio ha accolto il Giro con un entusiasmo d'altri tempi.

Nell' altro:
La Calabria del Giro senza bagno di folla

Ecco, ieri sera, è successo che il Giro "senza Ponte" è rimasto anche senza "il bagno di folla" che invece avrebbe meritato, e che tristezza abbiamo patito nel vedere lunghi tratti del percorso deserti...

Lasciamo a ciascuno il diritto di dire se la folla e' grande o no, pero' qui sembra proprio si parli di due cose diverse. Il Giro e' iniziato (o dovrebbe essere iniziato, a questo punto magari il posto era Catania e la gara era di bocce) con una cosiddetta 'cronoprologo' di un (1) Km, per cui e' davvero difficile vedere situazioni cosi' diverse in uno spazio cosi' piccolo.
Cosa sono poi in un Km 'lunghi tratti del percorso' ? 50 metri ?
E' solo il Giro, d'accordo, pero' sentirsi preso per lo stupido a cui puoi raccontare qualsiasi cosa non fa piacere.

Posted by MarcoS at 12:03

06.05.05

C.v.d.

Qualcuno prova a riesumare la cura Di Bella, al che io riesumo un post di circa due anni fa.
Posted by MarcoS at 13:35

Druk druk druk

Ci sono, eh, e un po' di robe da scrivere le avrei, solo che la compilazione della tesi, per la quale ho deciso di buttarmi nel mare di LaTeX e della lotta con i float, mi sta portando via un po' di energie.
Per dare un' idea, questa notte, tornando nel letto mezzo intontito dopo aver visto cosa voleva Marta, mi e' venuto da tossire e mi son chiesto con estrema serieta' se prima di farlo dovessi scrivere \begin{tosse}.
Posted by MarcoS at 11:27