Aggiornamento. Come temevo, la scheda non e' arrivata, ho telefonato in consolato e non sono riuscito a capire come rintracciarla, domani parto, per cui non potro' votare (i voti dei residenti all'estero devono arrivare al consolato per posta entro il 6 giugno). Peccato.
P.S. Perche' il sito del Sole 24 Ore e' fatto in quel modo orrendo, che per linkare un articolo bisogna fare i salti mortali ?
1. Volume totale dei file musicali sul mio computer:
Sui 7 Gb, in rapida crescita da quando ho finalmente comprato un disco esterno. Generi abbastanza misti: cose di quei gruppi che per conoscerli basta non vivere in una grotta (Radiohead, U2, Nirvana, Smashing Pumpkins etc.), rock classico (p.es. Lou Reed e David Bowie d'annata), genere fighetto/wannabe (Air, Kruder & Dorfmeister, Buddha Bar pero' no, quello no), jazz dell'epoca d'oro (Miles Davis, Coltrane, poca roba dopo gli anni '70), qualcosina per Marta, altre cose che, azzardo, forse sfiorano l'indie (Calexico, Pixies, Kings of Convenience, etc.), italiani misti presentabili.
Insomma, a parte Raffaella Carra' c'e' quasi tutto, salvo musica classica, della quale sono ignorante e vorrei sapere di piu', e hip-hop/dance/trance/hard rock/AltriGeneriStrani, dei quali non so quasi niente senza esserne molto curioso. Come misto e' il genere, mista e' la provenienza (CD, streamripper, p2p).
2. L'ultimo CD che ho comprato:
L'ultimo CD entrato in casa a seguito di nostro esborso l'ha portato Elena, ed e' di Wayne Shorter.
3. Canzone che sta suonando ora:
prima che si scaricassero le batterie, era 'Alone together' di Brad Mehldau.
4. Cinque canzoni che ascolto spesso (ultimamente) o che significano molto per me:
Ussignur, 'sta manie delle liste.
Diciamo:
- Paranoid Android, sia la versione originale dei Radiohead sia quella di Brad Mehldau, che' e' un ottimo esempio di cosa abbastanza complicata da essere interessante e abbastanza semplice da essere divertente (non so se mi sono capito).
- Maya, Susheela Raman, che se non sbaglio e' l'ultima scoperta musicale capitatami (grazie Sara).
- Fuochi nella notte di S. Giovanni, C.S.I (da preferirsi la versione live in 'La terra, la guerra, una questione privata') perche' quando partono le chitarre sara' anche un effettaccio, ma funziona molto bene, e perche' sarebbe molto bello se Giovanni Lindo si ricordasse di quando cantava 'Non fare di me un idolo, mi brucero', trasformami in megafono e mi inceppero''.
- Smashing Pumpkins, una canzone a scelta da 'Mellon Collie & The Infinite Sadness', perche' ogni tanto in musica bisogna anche saper pestare.
- Boogie, Paolo Conte, perche' la puoi sentire da 9 a 99 anni e trovarci qualcosa di divertente.
5. Cinque persone a cui passo il bastone:
- Sara, che ha ottimo gusto anche in musica e puo' scrivere nei commenti
- Lo zio, che considero un esperto per il semplice fatto di parlare spesso di gruppi a me del tutto ignoti (chissa', magari se li inventa).
- restodelmondo, che secondo me sull'iPod ha TuttoWagner in n+1 edizioni diverse.
- miic, che con la foto che si ritrova nel template non puo' sottrarsi.
- Alessio, che non ho la piu' pallida idea di cosa andra' a scrivere.
Ah, che sollievo, ora mi sento in perfetto diritto di affliggervi con cose pallosissime per un altro mesetto.
Faccio una applicazione semplice e mi fermo qui. Se noi abbiamo un problema all’interno della polis italiana e dobbiamo a un certo punto dare a questo tema una soluzione attraverso la legge, pensate quanti problemi ci sono di questo genere, essendo noi una minoranza, dobbiamo renderci conto che dobbiamo entrare nel dibattito con gli altri uomini non cristiani, con altre morali, con altri cammini; e in questo dibattito noi non dovremo portare ragioni teologiche, ma porteremo nel dibattito solo ragioni antropologiche.
Declino un caso, per esser chiaro: se ad esempio lo stato oggi chiede di poter normare il riposo festivo domenicale, noi non sosterremo nel dibattito con gli altri uomini che noi, essendo cristiani, avendo il comandamento di santificare le feste, esigiamo che la domenica sia rispettata. Non ha nessun senso. Se noi abbiamo ragioni antropologiche quali una qualità di vita da salvaguardare, un giorno in cui è necessario che simultaneamente gli uomini riposino per potersi incontrare, perché ci sia comunicazione tra gli uomini, questo dobbiamo portare nell’ambito politico. Non abbiamo ragioni religiose da portare nell’aeropago della società, esse riguardano solo la fede. Questo è imparare a vivere "etsi Deus non daretur", non nel senso che si dimentica Dio o si dimentica il Vangelo o si dimentica la Rivelazione, ma semplicemente che noi prendiamo atto di una responsabilità che con gli altri uomini va giocata, "etsi Deus non daretur", come se Dio non fosse dato.
Siamo arrivati al punto in cui disponiamo di un modello dell'anatomia del paziente sotto forma di immagini, sappiamo qual è il volume da irradiare e quello da risparmiare e possiamo quindi eseguire il cosidetto 'piano di trattamento', con il quale decideremo i parametri di irradiazione che meglio si adattano all'anatomia del paziente e allo scopo del trattamento.
Per essere più precisi, i parametri da decidere tramite il piano di trattamento sono: tipo ed energia delle radiazioni, numero, direzione ed intensità dei fasci (campi) di irradiazione e forma di ciascun campo.
Le scelte possibili sono determinate dalle apparecchiature disponibili, per cui occorre una digressione, anzi una puntata intera, su come si generano le radiazioni per uso terapeutico.
Per non farla troppo lunga, mi riferisco alla cosiddetta 'radioterapia a fasci esterni', ovvero alla situazione in cui le radiazioni provengono dall' esterno del corpo del paziente. Esiste infatti anche un tipo di radioterapia in cui sorgenti radioattive vengono poste, temporaneamente o permanentemente, nel corpo del paziente.
Tipo di particelle.
La radioterapia 'convenzionale' (dell'adroterapia parleremo a parte) usa perlopiu' fotoni e a volte elettroni.
Chi sta pensando 'Ecco, mo' va nel difficile ed io mi perdo' non si scoraggi:
ai fini di quanto vado a raccontare, e' sufficiente ricordare che gli elettroni sono dotati di massa e carica elettrica, i fotoni ne' dell' una ne' dell'altra. Queste due proprieta' determinano la modalita' di produzione di fotoni ed elettroni e soprattutto il modo in cui cedono energia, e quindi la 'dose' usata per il trattamento.
Dato un tipo di radiazione, p. es. i fotoni, la caratteristica che ne determina l'utilita' per la radioterapia e' l'energia.
Energia
In questo ambito l' unita' di misura dell'energia utilizzata e' l'elettronVolt (eV), ovvero l'energia di un elettrone posto in un campo elettrico da un Volt.
Per capire di che ordini di grandezza si sta parlando, sappiate che la luce visibile ha un' energia nell'ordine dell' eV, i raggi X usati per le radiografie sono nell'ordine di decine di migliaia di eV (kiloeV, keV), mentre le radiazioni usate in radioterapia sono nell'ordine dei milioni di eV (megaeV, MeV). Per chi non l'avesse chiaro, sottolineo quindi che la differenza tra la luce visibile e il fascio di radiazioni usate in radioterapia non e' nel tipo di radiazione/particella (sempre fotoni sono) ma nella sua lunghezza d'onda/energia.
Come si producono le radiazioni per uso terapeutico ?
Per irradiare i pazienti, abbiamo quindi bisogno di una radiazione con un' energia di qualche milione di volte superiore a a quella della luce naturale.
Come si fa a disporre di radiazioni cosi' energetiche ?
Ci sono due possibilita': si utilizzano materiali radioattivi o si producono con macchine dedicate (gli acceleratori).
Se avete sentito parlare di radioterapia, e se non siete imberbi, avete da qualche parte nella vostra memoria l'espressione 'bomba al cobalto', che indica una macchina contenente una sorgente di 60Cobalto (si legge 'Cobalto 60'), un materiale radioattivo che genera radiazioni in forma di fotoni di circa 1.25 MeV. Ad essere precisi, il 60Cobalto produce anche elettroni, ma dal nostro punto di vista è solo un disturbo, perchè hanno energia troppo bassa per essere utili.
Nel caso del 60Cobalto l' espressione 'bomba' e' del tutto impropria, perche' non c'e' nessuna reazione a catena in atto, ma solo il decadimento radioattivo di una sostanza da una configurazione instabile (il 60Cobalto, appunto) ad una stabile (il Nichel).
Nelle radioterapie moderne della parte ricca del mondo le unità di 60Cobalto sono state quasi del tutto rimpiazzate da acceleratori lineari, ovvero macchine che accelerano particelle cariche (in questo caso elettroni) tramite un campo elettrico. Se si vogliono produrre elettroni, si usa direttamente il fascio accelerato. Se invece e' necessario utilizzare dei fotoni, si fanno scontrare gli elettroni accelerati su un target metallico, et voilà, les photons.
Rispetto al 60Cobalto gli acceleratori hanno diversi vantaggi, dei quali vi cito i piu' evidenti e comprensibili:
Come si determina la forma dei campi di irraggiamento ?
Il modo migliore per capirlo è forse vedere un esempio di campo di trattamento usato in radioterapia convenzionale (immagine qui, che conviene tenervi sott'occhio).
Per prima cosa, orientiamoci: l'alto, il basso, il destra e il sinistra corrispondono alla direzione testa, piedi, destra e sinistra del paziente. Quello che vedete è il cosiddetto 'beam's eye view', ovvero l'anatomia del paziente 'vista' da uno dei fasci che verranno usati per l'irradiazione.
Si tratta di un tumore nella regione del testa collo: in rosso c'è la ricostruzione dell'area da irradiare, che contiene il tumore primario e due catene di linfonodi a destra e a sinistra. La struttura cilindrica nel centro è il midollo spinale, assolutamente da risparmiare, e le due strutture in alto ai lati del tumore sono le parotidi, due ghiandole che producono saliva e che, se possibile, sarebbe bene risparmiare.
I rettangoli che vedete 'contornare' il tumore sono la rappresentazione delle 'lamelle' di un collimatore presente nell'acceleratore, che permettono di dare una forma al campo. I collimatori cosiddetti primari (rettangolo rosso) delimitano il campo rettangolare massimo, mentre le lamelle permettono di passare da un campo rettangolare ad uno sagomato. In genere vengono usate lamelle motorizzate larghe un cm nella direzione testa-piedi che possono muoversi sull'asse destra-sinistra con risoluzione inferiore al milimetro.
Tutto cio' che e' all'interno dell'area delimitata dalle lamelle verra' irradiato dal fascio di fotoni, mentre il resto ricevera' una dose molto piu' bassa, anche se non nulla.
Il problema, ora, e' stabilire qual e' la posizione ottimale di ciascuna lamella di ciascun campo di irraggiamento, o, piu' in generale, di come determinare i parametri geometrici del trattamento (numero, direzione e forma dei campi) in modo da arrivare ad una distribuzione di dose nel paziente piu' soddisfacente possibile.
Questo sara' l'argomento della prossima puntata.
Nell' altro:
La Calabria del Giro senza bagno di folla
Lasciamo a ciascuno il diritto di dire se la folla e' grande o no, pero' qui sembra proprio si parli di due cose diverse. Il Giro e' iniziato (o dovrebbe essere iniziato, a questo punto magari il posto era Catania e la gara era di bocce) con una cosiddetta 'cronoprologo' di un (1) Km, per cui e' davvero difficile vedere situazioni cosi' diverse in uno spazio cosi' piccolo.
Cosa sono poi in un Km 'lunghi tratti del percorso' ? 50 metri ?
E' solo il Giro, d'accordo, pero' sentirsi preso per lo stupido a cui puoi raccontare qualsiasi cosa non fa piacere.