30.06.04

Davero davero ?

Ma sul serio piu' di una persona sotto i 90 anni ha festeggiato le vittorie del centro-sinistra ai ballottaggi cantando 'Bella Ciao' e l'Unita' ha persino pubblicato il testo cosi' che i ggiovani non la cantano sbagliata ?
Dai, ditemi che e' uno scherzo del quotidiano della moglie del PresConsMin.
Posted by MarcoS at 10:43

28.06.04

Tortilla Curtain

Stuzzicato da una segnalazione di Vanz, ho letto The Tortilla Curtain, romanzo di T.C. Boyle tradotto da Einaudi con il titolo di América.

Candido, un messicano emigrato illegalmente in California, viene investito dall'auto di Delaney, statunitense benestante, progressista e amante della natura.
Il primo si ferisce, aggravando ulteriormente la sua situazione di clandestino senza lavoro e senza casa che deve pensare non solo a se' ma anche alla giovane moglie e al figlio che sta per nascere.
Delaney ne esce apparentemente meglio, ma per lui l'incidente si rivelera' l'inizio del disfacimento della realta' per come l'aveva conosciuta e costruita fino a quel momento.

Tortilla Curtain e' anche la storia della marcia di avvicinamento di due mondi, quello degli emigranti messicani clandestini e delle famiglie californiane di classe medio-alta, verso uno scontro frontale violento.
L'inasprimento del conflitto tra i due gruppi e' progressivo ma inesorabile ed invece di suscitare meccanismi per evitarlo porta i due gruppi, ed in particolare quello dei bianchi, a non capire le ragioni dell'altro, a irrigidirsi e a promuovere il peggio di se'.
T.C. Boyle, pur non avendo nessuna simpatia per i suoi connazionali, non indulge nemmeno nella retorica dei poveri, descrivendo una comunita' di clandestini violenta, senza senso di solidarieta' nemmeno al suo interno e divisa in microgruppi disposti a tutto pur di mettere insieme il pranzo con la cena o accaparrarsi un riparo per la notte.

Il libro nell'insieme non e' memorabile e ha un finale a mio avviso incoerente con il resto della storia, pero' mi sembra ben scritto (ho preso la versione originale, ma a posteriori sceglierei una buona traduzione) e val la pena di essere letto non fosse altro per ricordarsi della radicalita' di alcuni conflitti sociali negli Stati Uniti.

Posted by MarcoS at 13:00

27.06.04

Ci vorrebbe SuperGiovane.

Qualche giorno fa comunicavo in un post lo sconforto per trovarmi nelle liste europee dell'Ulivo gente come Dotti e Formentini, e Angelo cercava di farmi ragionare pur ammettendo che nelle stesse liste, o in liste affini, ci fosse del peggio.
Il peggio c'era eccome, ed in qualche caso è anche stato eletto: Paolo Cirino Pomicino, portato dalla sinistra come preclaro esempio della politica clientelare, è ora parlamentare europeo dell'Udeur e sembra quindi passato dalla parte dei buoni.
Non si capisce se con sprezzo del pudore o con velata ironia, Ulivo news riporta una intervista di Repubblica in cui 'o ministro prova pure a fare la vittima.
Prego apprezzare il crescendo rossiniano della discussione tra Pomicino e l'intervistatore (Alberto Caporale), che se tentava di fare il simpatico non ci e' riuscito, se poi aspirava alla pungente ironia tanto meno.

E´ un gran giorno questo.
«Un gran giorno, sì. Che io però vivo allegramente, gioiosamente».

Chissà che emozione tornare ai comizi.
«Emozione e fatica. Bisogna essere lucidi e, quando ti accorgi di non esserlo, avere quello scatto per cui...».

Lo scatto del fuoriclasse.
«Alla fine della giornata sei fritto e inizi a dire sciocchezze. Una sera ho ringraziato l´amico che dal palco mi aveva appena presentato chiamandolo Luigi Bifulco. Di cognome invece faceva Sanbuco e di nome non ricordo come. Prontezza di riflessi e un minimo di elaborazione creativa: ho spiegato in lungo e in largo perché l´avessi chiamato Bifulco. Tutto inventato su due piedi».

Lei non ha bisogno di uffici stampa.
«Faccio tutto da me».

Non le manca charme.
«Non so. Presumo che la signora con cui convivo qualcosa di me apprezzi. Almeno lei».

Una giovane compagna. Pomicino è davvero rinato.
«La signora mi ha detto: la differenza d´età dovrebbe essere un problema per me, non certo per te».

La signora non sa che lei è immortale.
«Berlusconi se ne accorgerà».

Se Pomicino fosse stato eletto dall'altra parte, sarebbe stato una pietra miliare dell'articolessa di Curzio Maltese contro i costumi corrotti di quest' Italia e della duecentesima versione del 'Berlusconi ha ormai varcato il confine' firmato Ezio Mauro, il quale dimentica che se Berlusconi avesse varcato tutti i confini che dice lui ora sarebbe dalle parti di Betelgeusi, invece è sempre PresConsMin.
Posted by MarcoS at 08:51

26.06.04

Holland squatting vademecum.

Da una settimana abbiamo un allegro gruppo di squatter nella casa di fianco alla nostra, come chi legge Comida ha già avuto di modo di sapere.
Ecco quel che abbiamo imparato finora sullo squatting made in Holland, chi sa mai servisse a qualcuno.

-Lo squatting, per quanto non più ai fasti degli anni '70, è tuttora una pratica comune. Un amico al quale abbiamo detto che in Italia conserviamo un appartamento pur non vivendoci regolarmente ci ha subito chiesto se non avessimo paura degli squatter.
Al momento qui vanno di moda gli uffici delle dot-com andate in malora, che hanno il difetto di essere in periferia ma permettono di avere grandi spazi in edifici nuovi. Dal punto di vista dei costruttori o dei proprietari di alloggi il problema delle occupazioni è talmente serio che ad Amsterdam esiste un'agenzia immobiliare specializzata in affitti di alloggi a scopo antisquatting. Il padrone di casa ha il vantaggio di evitare ospiti indesiderati, mentre l'affittuario gode di affitti molto convenienti in case anche grandi, per quanto in condizioni non ottimali. Per gli studenti non squatter questa è spesso un'opzione interessante.

-Si è già verificato il caso di squatter che hanno vinto una causa in tribunale quando hanno potuto dimostrare che l'alloggio era inabitato da almeno uno-due anni e che il padrone di casa al momento dell'occupazione era impossibilitato ad andare avanti con i lavori. La casa di fianco alla nostra, per esempio, è nuova di pacca, nessuno ci ha mai abitato, ed il proprietario ha al momento una causa in corso per avere costruito più di quanto la concessione edilizia gli permettesse di fare. Per dimostrare che una casa è abitata di solito basta avere un letto, un frigorifero ed un tavolo.

-Molti squatter studiano le cose per benino prima di passare all'azione.
Domenica, non appena l'occupazione è iniziata, all'arrivo della polizia uno degli occupanti ha sfoderato un foglietto con tanto di discorso da pronunciare, che ha fatto sì che i poliziotti decidessero di soprassedere per consultarsi con i loro avvocati. Questo fa capire che occupare di domenica è l'ideale: prima di lunedì mattina nessuno consulta gli avvocati e hai un po' di tempo per portare dentro più roba possibile, che rende quindi più difficile sbatterti fuori. Anche se poi la casa verrà occupata da dieci persone, è meglio entrarci dentro in molte persone il primo giorno (qui erano in venti o giù di lì), così che al padrone non è sufficiente chiamare due amici robusti per farti cambiare idea.

-I rapporto morbidi tra occupanti e polizia, impostati in un'ottica opposta alla tolleranza zero, creano situazioni curiose. Una vicina di casa che fa l'avvocato mi ha detto che un suo collega ha avuto dei grossi problemi in un caso di occupazione di un edificio dismesso di proprietà della Thailandia. I Thailandesi non capivano tutti questi problemi a tirare fuori gli occupanti. 'Da noi - dicevano - in caso di occupazione interviene la polizia con i lacrimogeni ed è tutto risolto in quattro e quattr'otto. Perchè da voi non capita ?' Quando l'avvocato olandese gli ha fatto presente che la polizia qui si comporta diversamente, i thailandesi si sono detti disposti a organizzare loro il 'lavoretto' di evacuazione, e solo dopo un po' hanno capito che la cosa più efficare era invece presentare un progetto di ristrutturazione dell'edificio e cominciare a lavorare davvero.

-Non so se sia una regola generale, ma i 'nostri' squatter tengono molto ad avere buoni rapporti di vicinato, anche perchè la loro sorte dipende dai vicini. La casa dentro è un casino, ma il prato fuori viene mantenuto pulito, rumore zero, sia di giorno sia di notte, e sulla cancellata esterna hanno appeso un foglietto in cui spiegano le ragioni dell'occupazione e invitano la gente ad andare a prendere un caffè per fare quattro chiacchiere. Uno dei prossimi giorni andiamo a trovarli e useremo i cantuccini di Comida come grimaldelli per estorcere qualche informazioni in più.

-Quanto può durare una cosa del genere ? Nella via si è aperto il totosquatting sul quanto rimarranno. La vicina di casa ha detto 'Ci festeggiamo il Natale insieme' (prego notare che l'edificio è senza riscaldamento) mentre Gigi, un altro italiano che vive qui, li vede stanziali per un due anni. Noi per ora non ci sbilanciamo ma accettiamo consigli nei commenti.

Posted by MarcoS at 00:16

24.06.04

Hard times

Leggendo Alessio, mi sono ricordato che una-due sere fa facendo zapping ho visto il ministro Frattini intervistato su HARDTalk.
Questa mattina ero a casa e ho visto il filmato: l'aggettivo migliore per definirlo è "imbarazzante".
Una delle fantomatiche conquiste di questo governo parrebbe essere una migliore reputazione italiana all'estero, ma fin che mandiamo in giro certa gente non abbiamo molte speranze.
Frattini comunica anche in questa occasione un'antipatia e una presupponenza cosmiche e fin li' lo si può in parte perdonare, visto che ognuno ha i suoi difetti. L' inglese è quel che è, ma non so quanti suoi colleghi ministri, a parte Martino, farebbero di meglio. Vorrei vedere, che so, un Gasparri.

Quel che più da fastidio è che riproduce perfettamente lo stereotipo dell'italiano che fa il furbo, che cerca di ammiccare alla controparte (che non lo fila manco di striscio), che prova a fare il muro di gomma anche quando è palesemente impossibile, che non prende posizione su niente neanche sotto tortura e che reagisce ai momenti di massimo imbarazzo con sorriso ed alzata di spalle come per dire "Ma no, si figuri, una persona come me".

Più che un ministro degli esteri sembrava l'albergatore che risponde alle proteste dei clienti infuriati per il servizio schifoso dandogli una pacca sulla spalla e dicendo "Ma pensa alla vita ! Guarda che bel panorama ! E poi, se proprio vuoi, ti faccio un po' di sconto".

Posted by MarcoS at 16:09

21.06.04

Repubblica sempre sulla notizia.

Essendo Delio impegnato in cose piu' serie, spero non si risentira' se per un giorno lo sostituisco nell'impegno gravoso ma dovuta di segnalare i titoli brevi di Repubblica.it in cui si vede il timbro del grande giornalismo capace di riassumere in pochi caratteri le questioni nodali del presente.
Oggi il pezzo di bravura e':
Salvò donna da tapis roulant, medaglia d'oro a ferroviere.
Posted by MarcoS at 17:35

La sfanghero' anche questa volta.

Qui dove lavoro, per quanto sia in vigore il dress code piu' informale che esista, si danno davvero da fare per insegnarmi le buone maniere.
Qualche mese fa, ho indossato white tie and tails, mentre domani saro' una delle tre persone del nostro reparto designate a fare da claque alla regina Beatrix, che viene ad inaugurare il nuovo ospedale.
Quando nell'invito ho letto che si esigeva una tenue de ville ho tremato per un momento.
Ovviamente chiedere lumi ai miei colleghi e' stato inutile, essendo anche loro ignoranti di queste cose.
Poi, grazie a google, ho scoperto che non sara' un problema.
Posted by MarcoS at 11:43

Comunione di intenti.

Roboanti dichiarazioni spesso seguite da risultati molto meno roboanti, ricchezza ostentata, manie di persecuzione, odio viscerale per i media che non si genuflettono, mancanza di senso della realta', tendenza all'isteria, ipertrofia dell'ego.
L'anziano miliardario stirato si specchia con fierezza nei giovani milionari che rincorrono il pallone.
Posted by MarcoS at 08:57

17.06.04

Il bignami del mondo.

Ieri sera, stazione del treno di Amsterdam; una persona accompagna un conoscente a fare il biglietto e cerca di ingannare l'attesa facendo quattro chiacchiere.

-Cosa farai da qui alla partenza ?
-Mah, parto domani mattina e mi rimangono poche ore. Non essendo mai stato ad Amsterdam volevo girare un po'.
-E non vai a dormire ?
-No, ho poco tempo e l'amico che mi doveva ospitare pensavo fosse vicino alla stazione ma abita un po' lontano. Lascero' il bagaglio qui e andrò a spasso.
-Sarà faticoso ma se non altro non perderai l'occasione di visitare un po' Amsterdam. Cosa vorresti vedere ?
-Non sono mai venuto qui e volevo avere un po' un' idea della città. Penso andrò a fare un giro nel red light district.
-Ah, comunque se vuoi c'è anche altro da vedere. Per esempio, la zona dei canali nel centro vale davvero la pena.
-Non so se ci andrò. Sai, sono già stato a Venezia.
-Venezia ? Ma questa non è Venezia, è Amsterdam !
-Lo so, però i canali, le case vicino all'acqua, quelle cose lì le ho viste a Venezia, e adesso vorrei vedere altro.
- ...

Posted by MarcoS at 00:06

15.06.04

Oranje ultras.

Gli italiani si portano dietro la fama di calciocentrici, ma anche qui come deliri non sono mica male: da un po' di giorni la mensa e' tapezzata di bandierine arancio e scritte di incitamento alla squadra olandese, molte case della nostra via sono collegate da nastri e triangolini arancio, in pieno Rokin campeggia una megafoto della nazionale con la scritta 'Facciamo il tifo per la nazionale', la vicina dell'appartamento di sotto, una delle persone piu' riservate del mondo, ieri ha preso il coraggio a quattro mani (chissa' quanto le e' costato in rimuginamenti) ed e' salita a chiedere se questa sera puo' lasciarci la bimba perche' va a vedere la partita al bar vicino, insieme ad altri cento (il bar e' minuscolo ma qui ci si schiaccia parecchio) che berranno birra e urleranno verso la televisione.

Pensavo certi deliri fossero propri di latitudini inferiori, e invece no.
Peccato essere arrivati in Olanda con un anno di ritardo, perche' quattro anni fa avrei visto le facce indigene dopo la semifinale persa in casa contro un' Italia inguardabile, giocando in undici contro dieci per almeno un' ora e mettendo dentro un rigore su sette o giu' di li', roba che la racconteranno ai nipoti senza essere creduti. Probabilmente, in quanto italiano, sarebbe stato meglio girare un po' alla larga.

Forse una diversita' tra olandesi e italiani e' che qui si lanciano in celebrazioni da strapaese non solo per il calcio: ogni evento che riguarda la famiglia reale (nascite, battesimi, nozze) fa comparire arancione dappertutto.
Oggi, poi, e' una seratona perche' c'e' Olanda - Germania, che per gli olandesi e' la guerra continuata con altri mezzi; dovendo scegliere se battere i tedeschi o vincere gli europei, molti qui sceglierebbero la prima.

Posted by MarcoS at 12:46

13.06.04

Reggere le aspettative

Ci sono libri che rimangono per anni alla voce 'Mi piacerebbe leggerlo'; quando poi vengono presi in mano, a volte sono davvero interessanti, altre patiscono il peso dell' aspettativa prolungata.
'The Hitchhiker's Guide to the Galaxy' si è rivelato all'altezza delle aspettative: brillante, intelligente senza presunzione, asciutto, british humour molto divertente. Anche la decisione di leggerlo in lingua originale non era troppo azzardata.
Non so se leggerò tutta la 'Trilogia in cinque volumi', ma qualche altro libro di Douglas Adams me lo farò capitare per le mani.

'Surely you're joking Mr. Feynmann', per quanto qualche giorno fa ne abbia riportato un brano, è stato invece una mezza delusione: divertente e scorrevole, ma niente piu' di un' infilata di aneddoti lunga trecento pagine, che descrive un Feyman sempre e comunque geniale, iconoclasta, brillante e inventivo; non c'è dubbio che Feyman sia stato una persona fuori dal comune, ma perfino nei Vangeli, che peraltro sono più brevi, c'è il Getsemani.

Posted by MarcoS at 13:52

12.06.04

Impresentabili.

Non essendo sicurissimo se avrei potuto votare per le europee fino a quando Elena non ha preso la scheda (ieri), non mi ero informato molto sui candidati italiani alle elezioni europee.
Oggi, poche ore prima di andare a votare, faccio un giro sul sito di 'Uniti per l'Ulivo' e i nomi di due candidati mi fanno dire 'No, non possono essere loro'.
E invece sì, sono proprio loro: Marco Formentini, ex sindaco leghista di Milano con ghigno da coccodrillo e Vittorio Dotti, ex deputato-pezzo da novanta di Forza Italia.
Marco Formentini.
Vittorio Dotti.
Tra l'altro, sarò sordo ma non ho sentito nessuno alzarsi nella campagna elettorale e dire 'No, gente così no, quelli sono proprio troppo'.
Sembra che all'Ulivo e dintorni godano a vedere quanto si può tirare la corda con i loro elettori.
Forse ogni tanto è bene fargli sapere che si rompe anche, la corda.
Ho tempo da qui al seggio per decidere cosa fare.
Pedalerò piano.
Marco Formentini.
Vittorio Dotti.
Posted by MarcoS at 16:20

11.06.04

La guerra e' tecnicamente finita

Ho provato a leggere l'ultima risoluzione ONU relativa all'Iraq (1546), simile per scorrevolezza ad un editoriale di Scalfari.
Da neofita qual sono rispetto a questo tipo di documenti, non ho un'opinione netta riguardo alla sostanza, sulla quale spero si esprimera' qualcuno piu' addentro a questi problemi, ma ho notato alcune caratteristiche della forma.
La prima cosa evidente e' che si tratta di un documento perfetto per essere stiracchiato a destra e a manca per dire 'Ecco, vedi che ho ragione ?'.
Tutti, favorevoli e contrari alla guerra, troveranno almeno un 'Considerando ...' o un 'Tenuto conto ...' che sembrera' scritto apposta per loro. La cosa e' probabilmente inevitabile in una risoluzione su un argomento molto delicato, pero' vale la pena saperlo. Se uno e' onesto, legge il testo per intero e cerca di dargli un senso complessivo, se lo e' meno stralcia dei capoversi e li tira contro il nemico, cosa infatti puntualmente accaduta.

Inoltre, dato il linguaggio diplomatico attento a smussare qui e a non urtare la', a togliere un avverbio e aggiungere un punto e virgola, alla fine uno puo' anche dimenticarsi che la risoluzione ha per argomento un paese in guerra.
E' un' osservazione (troppo ?) naif, ma rimane il dubbio che il linguaggio usato sia indicativo della distanza tra cosa capita in Iraq ed il tipo di discussioni sulle quali si arrovella la crème della diplomazia e della politica.
Insomma, ho paura che se uno passa le sue giornate a limare documenti come questi, o a fare discorsi pubblici dello stesso tono, alla fine rischia di avere un'idea della guerra, di qualunque guerra, un po' troppo asettica, non perche' sia insensibile, ma per la permanenza prolungata in un circolo vizioso, da lui stesso alimentato, in cui la distanza tra le cose per come capitano e le cose per come se ne parla divergono sempre di piu' ogni giorno che passa.
Non che la mia sia un'osservazione molto originale, che' sull'autoreferenzialita' della politica sono stati scritti metri cubi di carta, pero' vedere l'autoreferenzialita' in tutto il suo fulgore fa sempre una certa impressione.

Posted by MarcoS at 14:03

10.06.04

One PB should be enough for anybody

A Google devono essere abituati a ragionare in petabytes, e quando scendono alla quisquilie dei MB diventano approssimativi.

Su Gmail l'indicazione dello spazio disco occupato era in origine 'Hai tot Mb occupati (tot%) su 1 Gb'.
Poi devono avere pensato: 1 GB non fa abbastanza impressione, trasformiamolo in MB. Peccato abbiano aggiunto tre zeri di troppo, per cui per qualche giorno e' comparsa la scritta:
'Hai tot MB occupati (tot%) su 1000000 Mb'.
Siccome per molti Google non puo' sbagliare, si e' fantasticato che lo spazio disco fosse stato esteso ad un Terabyte, che forse per la posta e' un po' troppo, anche quando hai amici che ti sommergono di menate di PowerPoint in allegato.
Qualcuno deve avergli segnalato lo svarione, per cui oggi hanno tolto i tre zeri in eccesso.

Oggi invece ho scoperto che la percentuale di occupazione di spazio e' calcolata con la grana grossa, perche' mi sono trovato la scritta
'Hai 5MB occupati (1%) su 1000 MB'.
Probabilmente la spiegazione e' che ho posta per 5.1 MB, che ai fini del calcolo della percentuale sono arrotondati a 10 (dai, e' solo il doppio).
La cosa e' ragionevole, ma rimane il fatto che vedere scritto che 5 e' l'1% di mille (o 1024, a essere precisi) fa un po' senso.

Posted by MarcoS at 15:05

09.06.04

Una grana troppo grande per essere affrontata.

L' editoriale dell'ultimo numero di Lancet analizza brevemente le proposte di politica sanitaria di Bush e Kerry, fornendo qualche dato sullo stato preoccupante del sistema sanitario USA e avanzando molti dubbi sul fatto che il prossimo presidente, chiunque esso sia, avra' sufficiente coraggio per affrontare la questione di petto.

I problemi del sistema sanitario USA non sono nuovi ma si sono aggravati. I costi del sistema, gia' di gran lunga il piu' caro del mondo, continuano a crescere. Guidati da una domanda crescente di trattamenti costosi ed hi-tech, alti costi amministrativi e dall'invecchiamento della popolazione, l' inflazione della sanita' USA viaggia ad un tasso annuale di piu' del 7%, superando di gran lunga la crescita complessiva del paese, attorno al 1-2%. Gli statunitensi spendono attualmente 1400 miliardi di dollari all'anno in sanita', piu' o meno il 14% del prodotto interno lordo.

Nonostante questa spesa, i cittadini USA non sono piu' sani degli abitanti degli altri paesi del mondo occidentale, che spendono molto meno in sanita' provvedendo ad una copertura per tutta la popolazione, cosa che il sistema USA ancora non fa. Oggi, 44 milioni di statunitensi non hanno assicurazione sanitaria.

Nonostante questo, ne' George Bush ne' John Kerry propongono cambiamenti radicali. Il piano di Bush cerca di incoraggiare tanto i singoli quanto i gruppi di persone a comprare polizze assicurative sul mercato privato, sperando che questo innesti un meccanismo di competizione.
Bush propone di aumentere la copertura sanitaria per 4 milioni di persone al costo ci dirca 70 miliardi di dollari su un periodo di 10 anni.
Anche al rischio di essere accusato di demagogia, ricordo che in poco piu' di un anno Bush ha chiesto e ottenuto lo stanziamento di piu' di 100 miliardi di dollari per la guerra in Iraq.

Il piano di Kerry prevede lo stanziamento di circa 895 miliardi di dollari, per allargare la copertura sanitaria a 27 milioni di persone, ovvero in soldoni chiede tredici volte i soldi di Bush per aumentare di sette volte la copertura; i soldi, dice il probabile candidato democratico, verrebbero trovati eliminando i tagli fiscali introdotti di recente per le fasce alte di reddito.

Non sorprende che nessuno dei due candidati proponga riforme radicali. Come imparo' Clinton quando il suo partito venne battuto alle elezioni del Congresso del 1994 dopo aver tentato di stabilire un piano di copertura sanitaria per tutta la popolazione, ci sono gruppi potenti - assicurazioni, compagnie farmaceutiche, ospedali, medici e altri fornitori di prodotti e servizi medici - che si sono ricavati nicchie remunerative nel sistema attuale e che lotteranno contro ogni cambiamento che percepiranno dannoso per i loro interessi. Molti degli stessi elettori che dicono di essere per una riforma della sanita', appartenendo alla classe media, hanno una copertura assicurativa e, perlomeno in passato, sono stati riluttanti ad appoggiare cambiamenti che temevano avrebbero portato una crescita dei costi o una diminuzione dei benefici

Tuttavia, visto che la crisi del sistema sanitario continua, e che sempre piu' cittadini della classe media vedono i loro esborsi crescere e i loro benefici messi a rischio, e' possibile che gli elettori risponderebbero positivamente alla proposta di cambiamenti piu' radicali di quelli che i due candidati ora sono disposti a proporre.

Posted by MarcoS at 09:00

08.06.04

Non scappate tutti.

Tempo poche settimane e la guerra in Iraq verra' rimossa dalle prime pagine, a meno di eventi molto tragici che nessuno si augura.
Chi volesse mantenere un occhio di riguardo per cio' che capita da quelle parti puo' provare a farlo anche con i weblog, sperando che persone come Christopher Allbritton, l'autore di Back to Iraq 3.0, non se ne vadano troppo presto.
Allbritton, giornalista freelance, ha tra l'altro contribuito ad un articolo sulla Halliburton pubblicato di recente da Time che, senza toni scandalistici, descrive il business di questa ditta al seguito degli eserciti USA e GB, raccontandone le modalita' di lavoro spesso non proprio limpide e fornendo qualche numero sulla quantita' spaventosa di denaro in ballo (l'ordine di grandezza della commessa complessiva e' il miliardo di dollari).
Posted by MarcoS at 08:58

05.06.04

Sembrano parole messe a caso, ma non sempre lo sono.

Detto, fatto, nonostante il rischio evidente di finire slashdotted:
Altri, spero, in futuro.
Posted by MarcoS at 17:00

03.06.04

Tranquilli, mica dovete leggerli.

Grazie a Ubik arrivo al comunicato in cui l'editore Elsevier annuncia che gli autori di articoli scientifici pubblicati sulle sue riviste potranno d'ora in poi rendere i propri lavori disponibili via Web su siti accademici o personali.
Questo non è un allineamento di Elsevier sulle posizioni di Open Access, come immediatamente sottolineato, ma rimane una mossa non trascurabile.
Ammesso e non concesso che Open Access sia il futuro dell'editoria scientifica, Elsevier rappresenta una parte importante del presente, data la mole e l' impatto delle riviste pubblicate, per cui piuttosto che chiedermi quanto questa decisione sia strumentale mi rallegro del fatto che sia stata presa.
Se Microsoft rilasciasse Explorer sotto GPL, la prima reazione sarebbe dirgli 'Bella forza, è un programma che fa schifo ?'
Per questo motivo, anche se è un gesto poco più che simbolico, nei prossimi giorni renderò disponibile su questo sito gli articoli pubblicati da Elsevier di cui sono (co)autore.
Posted by MarcoS at 15:12

Mutatis mutandis.

Feynman, descrivendo le primissime esperienze con i computer durante il progetto Manhattan, scrive:
Il signor Frankel, che aveva cominciato questo programma, cominciò a soffrire della malattia da computer, che chiunque lavori con questo strumento conosce bene.
E' una malattia molto grave ed interferisce seriamente con il lavoro. Il problema è che con i computer ci giochi. Sono così fantastici. Hai tutti questi interruttori - se è un numero pari fa' questo, se è un numero dispari fa' quello - e molto presto, se solo sei abbastanza intelligente, puoi cominciare a fare lavori parecchio complicati.
Ad un tratto il sistema si ruppe. Frankel non ci dedicava alcuna attenzione; non stava facendo il suo lavoro di supervisione. Il sistema era sempre più lento - mentre lui sedeva nella sua stanza cercando di capire come poteva tabulare automaticamente l'arcotangente di x, e allora cominciava a lavorare, stampava qualche colonna e calcolava l'arcontagente in modo automatico integrando man mano che procedeva fino ad creare l'intera tabella in un'operazione sola.
Completamente inutile. Noi avevamo le tabelle dell'arcotangente. Ma se avete mai lavorato con i computer, potete capire la malattia, la gioia di vedere quante cose riesci a fare. Il primo ad avere quella malattia fu la persona che aveva ideato tutto il sistema.
R.P. Feynmann, Surely you're joking Mr. Feynman !
Posted by MarcoS at 13:23