31.05.04

Te venisse.

Auguro al responsabile della moltiplicazione improvvisa dei messaggi di spam da me ricevuti di patire d'ora in poi di un problema inspiegabile, per cui in sua presenza qualsiasi apparecchio in grado di produrre suoni o immagini trasmettera' sempre e solo dichiarazioni di Schifani.
Posted by MarcoS at 15:00 | Comments (10)

Duesberg for dummies /1.

Siccome, come già detto, sulla teoria di Duesberg riguardo all' AIDS non ho nessuna opinione documentata, ho letto l'articolo più recente riportato da Duesberg sul suo sito, e adesso qualche idea almeno sull'articolo ce l'ho.
Non faccio il riassunto, chè a quel punto è meglio leggersi 'ste venti pagine, ma una mini-sintesi della teoria di Duesberg può essere utile per capire quel che ho da dire:

-Secondo Duesberg, quello che chiamiamo AIDS non è causato da un virus, e l'HIV ha al più un ruolo marginale. Nel mondo occidentale, l'AIDS è una malattia causata dall'uso di droghe e da alcuni tipi di afrodisiaci. In Africa, ed in genere nei paesi poveri, l'AIDS è un nome nuovo per malattie vecchissime dovute alla malnutrizione e alla mancanza di acqua.
-Sempre a detta di Duesberg, i coctktail di farmaci usati per trattare i malati di AIDS, e l'AZT in particolare, creano effetti collaterali con manifestazioni analoghe all'AIDS. Si può quindi dire che queste sostanze invece di curare la malattia ne sono (con)cause.
La somministrazione dell'AZT dovrebbe essere sospesa, in particolare per individui HIV-positivi e asintomatici, che sarebbero da considerare alla stregua di persone sane.

Veniamo ora a quel che mi sento di dire dopo aver letto questo articolo:

-Le idee di Duesberg hanno riscosso interesse fino a circa 10 anni fa, ma attualmente non sono ascoltate. Per capirlo basta vedere su che riviste pubblicava Duesberg nel '93-95 (Lancet e Science, impact factor di 13 e 23) e su quali pubblica adesso (Journal of Biosciences, impact factor 0.62). Per quanto l'impact factor sia una misura molto cruda dell'importanza di una rivista scientifica, la differenza tra Science e Journal of Biosciences è abbastanza grande per dire che l'una (Science) la leggono quasi tutti, e l'altra quasi nessuno.
Questa estromissione dalle riviste che conta non va di per sè nè a vantaggio nè a discredito delle idee di Duesberg, ma mostra quanto attualmente la sua sia una posizione molto marginale.
Per capire quanto violenti siano stati gli scontri all'interno della comunità scientifica, basta leggere questo pezzo in cui l'editor di Nature dice in sostanza di averne le tasche piene di Duesberg e del suo modo di fare, per cui chi non pubblica risultati in accordo con la sua teoria viene accusato di averli falsati.

-Una buona parte dell'articolo, in parte lavoro scientifico e in parte pamphlet, cerca di motivare la teoria sulle origini non virali dell'AIDS mostrando le contraddizioni della teoria virale e proponendone un'alternativa. Queste pagine, fino a che non si addentrano nella descrizione dei meccanismi cellulari, che io non capisco, sono secondo me plausibili. Qualcuno dirà che non sono logicamente stringenti, ovvero sono intepretazioni di fatti che altre persone possono interpretare diversamente, ma la cosa non mi pone problema perchè non vengono presentate come affermazioni indiscutibili.
En passant, sono sempre più convinto che le argomentazioni logicamente stringenti non abbondino, tanto nella medicina in particolare quanto nella nostra esistenza in generale, e che sia ora di farsene una ragione invece di aspettare un futuro che non verrà mai in cui le cose saranno diverse.

-Verso la fine dell'articolo, Duesberg tenta di stringere, ovvero di dimostrare come gli articoli dei fautori della teoria virale e dell'AZT diano in realtà ragione a lui, e di come ci sia inoltre una casistica favorevole alle sue teorie dell'AIDS non virale. Qui il testo diventa intricato ma ci sono alcune cose interessanti, che mostrano come l'uso della letteratura scientifica pro domo sua sia più di una tentazione da ambo le parti.

Due esempi:
1)L'articolo di Duesberg ha un paragrafo intitolato 'I ricercatori sull'HIV-AIDS confermano che le droghe causano l'AIDS e altre malattie - nonostante gli sforzi per sopprimere queste informazioni' (un po' acido, nevvero ?), nel quale cita un lavoro (Schechter, Lancet 1993) sottolineando che 'l'88% dei casi di AIDS individuati usavano un tipo specifico di afrodisiaco e/o droghe pesanti'. Questo porta Duesberg, dopo aver notato che una percentuale non dichiarata di pazienti ha ricevuto l'AZT, a dire 'Non c'è nemmeno un singolo caso di AIDS che non abbia assunto droghe o AZT'.
Lo stesso studio canadese è citato in un documento del National Institute of Health (NIH) del 1995 volto esplicitamente a sconfessare ipotesi come quella di Duesberg. Nello studio USA, lo stesso lavoro viene usato per dire il contrario, o quasi. Si descrive infatti lo studio ricordando che considerava due popolazioni di pazienti, una di HIV positivi e una di HIV negativi, paragonabili per uso di stupefacenti, e riportava il risultato per cui tra gli HIV positivi la metà hanno contratto l'AIDS e tra gli HIV negativi nessuno.
Duesberg nel suo lavoro si sarebbe quindi 'dimenticato' di dire che gli HIV positivi non hanno contratto AIDS, che di conseguenza l' HIV un ruolo verosimilmente ce l'ha, e che l'uso diffuso di droghe era una proprietà di ambedue le popolazioni di pazienti e non solo di quelli che hanno contratto l'AIDS.

2)Duisberg cita uno studio anglo-canadese del 1994 riconoscendolo come il più grande trial randomizzato ad aver studiato l'uso dell'AZT e portando i risultati a prova del fatto che questo farmaco 'non è in grado di prevenire l'AIDS e fa crescere la mortalità di chi lo assume del 25%'.
Lo stesso studio è citato anche dal documento del NIH e considerato tra quelli che dimostrano una funzione positiva dell'AZT. In realtà, leggendo il testo del documento NIH, si vede che le pubblicazioni citate servono più a dire che l'AZT non fa troppo male piuttosto che fa davvero bene. Più precisamente, nessun studio citato mostra che l'AZT ha la capacità di allungare significativamente la sopravvivenza dei pazienti, ma limita i suoi benefici a ritardare l'insorgere dell'AIDS e a limitarne i danni nel breve termine.
Questi trial randomizzati non fanno quindi davvero comodo nè a Duesberg nè ai suoi oppositori: Duesberg non può dire che l'AZT faccia davvero male, e gli altri non possono dire che faccia davvero bene.

A rigore, bisognerebbe ripetere questa analisi delle citazioni per le 280 referenze bibliografiche del lavoro di Duesberg e poi andare avanti per buona parte dei 4000 articoli che si trovano su Medline alla voce 'AIDS HIV infection AZT'.
Per mia e vostra fortuna, non ho nè il tempo nè la capacità nè la voglia di fare una cosa del genere.

Da questa primissima analisi l'unica cosa che mi sento di concludere è che la discussione non è una bufala, anche se è stata risolta a livello di politica sanitaria decidendo che le obiezioni di Duesberg erano infondate, e che d'altra parte Duesberg non abbia dalla sua dati abbastanza forti per dimostrare di avere ragione. Considerazioni di real politik fanno dire che, siccome è in minoranza, ne ha molto più bisogno degli altri.

Per il momento mi fermo qui, per non sfinirmi e non sfinirvi, ammesso e non concesso che qualcuno sia arrivato fin qui. Se a quel qualcuno interessa leggere qualcosa in più riguardo a questa storia, lo scriva nei commenti e quando troverò materiale nuovo ed interessante lo posterò.

Posted by MarcoS at 00:05 | Comments (11)

27.05.04

Everything@Google.

Grazie ad un invito dei maestrini, da una decina di giorni sto provando Gmail, il servizio di posta di Google.
Ne hanno già parlato in parecchi (qui una recensione abbastanza dettagliata) e quindi ho una ragione in piu' per evitare il pippone.
Mi limito a tre osservazioni:

-Il fatto di trovarsi fronte ad una versione beta fa si' che ci siano ancora alcune incoerenze: a rigore, tutto quel che si può usare come chiave di ricerca per rintracciare gli email dovrebbe essere utilizzabile anche per definire i filtri per organizzare la posta, che invece sono molto elementari; probabilmente è solo questione di tempo.
- L'interfaccia e le funzioni sono in pieno stile Google: massima attenzione alla funzionalità, niente eye candies e una bella strizzatina d'occhio a geek o aspiranti tali (molte funzioni accessibili tramite combinazioni di tasti, alcune delle quali, come 'j' e 'k' per muoversi su e giu' tra i thread, faranno contenti i fan shell e degli editor spartani)
-Alcune attenzioni, come l'organizzare i messaggi per 'conversazione', sono a mio avviso piccoli segnali molto chiari di una delle idee che stanno dietro a Gmail, ovvero quella di creare una piattaforma unica che permetta di gestire i testi prodotti (schematicamente) sia per un pubblico in teoria illimitato (Blog -- Blogger), sia per un gruppo più selezionato di persone (community - Orkut) sia all'interno di relazioni uno a uno o uno a pochi (email - Gmail).

E' pensabile che nel giro di poco tempo si potranno unire tutti questi ambiti sotto un'unica interfaccia travasando contenuti da un ambito all'altro; questo sara' facilitato da funzioni di ricerca che aiuteranno a definire di volta in volta i filtri migliori per selezionare le informazioni desiderate, che non dovranno quindi essere divise a priori per cartelle, argomenti, destinatari, etc.
Tutti abbiamo esperienza del fatto che non esiste una relazione biunivoca tra strumento utilizzato e grado di privatezza di un testo: che differenza c'e' da questo punto di vista tra l' email mandato ad una mailing list, il messaggio scambiato all'interno di un gruppo di interesse e il post ?
E' quindi sensato il desiderio di scrivere le cose una volta sola e poi di volta in volta aprirne o chiuderne l'accesso al gruppo di persone che ci interessa.
Se, per esempio, su un blog che seguo si parla di un argomento che ho discusso via posta elettronica con amici o all'interno di una mailing list, sarebbe molto comodo fare un trackback al post in questione che rimanda alla discussione via email, che ho reso pubblica e alla quale ho associato un permalink.

Forse e' anche a cose di questo genere che pensavano il maestrino e la maestrina qualche giorno fa, quando proponevano strumenti per integrare il blog con altri ambienti.
Penso varrebbe la pena creare un po' di massa critica su questo tema, per precisare alcuni aspetti almeno a livello di ideazione. Se poi si riesce anche a mettere insieme qualche esperimento, tanto meglio.

Posted by MarcoS at 10:00 | Comments (11)

24.05.04

Spiazzante.

James Lovelock, inventore dell'idea di Gaia e 'verde' dichiarato, sostiene che le energie cosiddette alternative sono ancora troppo sperimentali e che, vista l'urgenza di fermare il riscaldamento globale, o ci si (ri)converte in fretta e furia al nucleare oppure son guai.
La cosa lascia perplessi, anche se liquidare Lovelock con un 'servo dell'industria nucleare' o 'non sa di cosa parla' e' po' ridicolo.
Giusto per aumentare la confusione ed evidenziare che lo schieramento pro e contro la fissione va parecchio al di la' degli schematismi, ricordo che un annetto fa 'The economist' bocciava l'energia nucleare come un'impresa economicamente fallimentare (sorry, per ora non trovo il link).
Posted by MarcoS at 13:53 | Comments (18)

Memoria corta.

Repubblica annuncia la salita all'Everest senza ossigeno di quattro italiani quasi fosse un'impresa storica.
Ricordo che nel 1980, che per queste cose vuol dire un'era geologica fa, Reinhold Messner scalo' per primo l'Everest senza ossigeno e in solitaria.
Non che ad andare in montagna sia necessario fare gli eroi, anzi, che' gli alpinisti-eroi di solito muoiono molto giovani (Messner e' un'eccezione anche in questo), pero' se nel 2004 si cerca l'impresa bisogna provare a far altro, per esempio la traversata Everest-Lhotse.
Posted by MarcoS at 12:23 | Comments (7)

23.05.04

Tacchino freddo.

Non che lo sfogo sia il mio genere letterario preferito, ma se l'autore è Kurt Vonnegut sono incline a lasciar passare.
Qui un passaggio:

For some reason, the most vocal Christians among us never mention the Beatitudes. But, often with tears in their eyes, they demand that the Ten Commandments be posted in public buildings. And of course that’s Moses, not Jesus. I haven’t heard one of them demand that the Sermon on the Mount, the Beatitudes, be posted anywhere.

“Blessed are the merciful” in a courtroom? “Blessed are the peacemakers” in the Pentagon?
Give me a break!

Posted by MarcoS at 22:21 | Comments (2)

20.05.04

Una nuova frittata da rivoltare.

Vista la gentaglia, non ci sarebbe da stupirsi se la patata bollente dell'Iraq venisse ora scaricata di gran fretta sull'ONU e ogni problema da lì in poi fosse attribuito:
a)All' incapacità congenita dell'ONU di governare situazioni difficili (sottointeso: 'Vedi che abbiamo fatto bene ad andare in guerra per conto nostro ?') e/o
b)Alle pressioni demagogiche delle sinistre europee che hanno chiesto il ritiro delle truppe prima che il lavoro fosse finito.

Triplo carpiato con avvitamento e via, verso nuove mirabili avventure.

Posted by MarcoS at 10:51 | Comments (3)

18.05.04

Auguri.

Dr. Psycho prova a raccogliere del materiale sulla disputa tra Duesberg e il resto del mondo sulle cause dell'AIDS, nel tentativo (penso) di rendere la questione comprensibile alle persone normali.
Dico subito che per quanto mi riguarda non ho nemmeno l'ombra di un'opinione sul problema, per cui leggerò e proverò a farmi un'idea, cominciando da un articolo recente trovato sul sito di Duisberg, lungo ma apparentemente comprensibile.
Se questa disputa non è una bufala ma una questione effettivamente aperta, cosa che non so, è interessante il tentativo di raccogliere argomenti al riguardo e vedere se sono accessibili ai piu', perchè non è per niente scontato che il problema sia comprensibile al 99.9% della popolazione umana che non si occupa per mestiere di AIDS.
Secondo me una delle osservazioni azzeccate di Bruno Latour sta nell'individuare una delle cause della caoticità della 'Scienza in azione' (quando, come dice lui, le scatole nere non sono chiuse) nel fatto che (corsivo nel testo originale)
-La Natura è la causa finale della risoluzione di ogni controversia, una volta che le controversie sono risolte;
-Finchè le controversie durano, la Natura sembrerà solo la conseguenza finale delle controversie.

In altre parole, il nocciolo di una disputa del genere avviene di solito chiamando a raccolta non tanto fatti quanto interpretazioni, ovvero catene molto complesse di fatti, altre scatole nere, citazioni di una valanga di pubblicazioni su mezzo scibile umano, che a loro volta ne richiamano un'altra valanga, rendendo la discussione inaccessibile a tutti tranne alle tre persone che la portano avanti.
Posted by MarcoS at 23:07 | Comments (4)

14.05.04

E' stato bello finche' e' durato.

I weblog di questo sito sono, come moltissimi altri, gestiti con un'applicazione che si chiama Movable Type, software fino a pochi giorni fa gratuito anche se non libero; i due inventori hanno deciso che d'ora in poi battono cassa; volendo usare MT con piu' di un autore e/o per piu' di tre weblog le alternative sono tenersi le vecchie versioni o mollare la lira (non tanta, ma comunque su questo sito dovremmo scucire tra i 70 ed i 120 dollaroni).

Tutto questo e' lecito, sia chiaro, come e' altrettanto lecito prevedere che, se non cambiano idea, ci sara' un botto nella popolarita' di Wordpress, applicazione concorrente che tra l'altro e' software libero e non solo gratuito.
Pur non sapendo niente di questa mossa, la settimana scorsa avevo scaricato e provato Wordpress, trovandomi bene; l'unica freno al cambiamento era la poca voglia di ridefinire template e menate varie.
Ora ho come il presentimento che la voglia mi stia venendo.

Posted by MarcoS at 09:23 | Comments (18)

12.05.04

Questa e' la mia casa. Forse.

In famiglia abbiamo cominciato a pensare a cosa faremo tra circa un anno, quando il mio lavoro attuale sara' finito o non richiedera' una presenza fisica continuativa in Olanda.
Rimanere ? Tornare in Italia ? Andare in un altro posto ancora ?
Posto che la scelta sara' influenzata dalle possibilita' concrete di vivere e lavorare in un posto invece che in un altro, per il momento affrontiamo la questione senza concentrarci troppo su aspetti peraltro basilari come quale lavoro, quale casa, quale scuola per Marta e cosi' via; queste domande ben presto si porranno comunque, con tutto il loro peso, e quindi metterle da parte per un momento e' utile per avere una prospettiva complementare.
Mettendosi in quest'ottica, salta fuori una domanda alla quale non avevo dedicato attenzione fino a pochi anni fa, ma che ora ha una sua ragione e un suo interesse:

Cos' è che mi fa chiamare un posto 'casa' ?
Quale combinazione di luoghi geografici, interessi lavorativi, relazioni personali, clima culturale etc. mi rende una sistemazione (in)desiderabile ?

Tra i lettori di questo blog c'e' chi non si e' mai allontanato dal luogo di nascita e chi invece ha fatto o sta facendo l' esperienza di vivere altrove, almeno geograficamente parlando.
Avete voglia di condividere le vostre opinioni su cosa vi fa dire di (non) essere a casa ?

Posted by MarcoS at 13:23 | Comments (36)

11.05.04

Facili profezie.

Solo dieci giorni fa scrivevo che era solo questione di tempo e poi sarebbe arrivata, almeno per Mozilla, la possibilità di iscriversi ad un feed RSS senza neanche sapere di cosa si trattasse.
Pensavo fosse questione di mesi, e invece era questione di giorni: un utente di Bloglines ha messo su una cosa che ha chiamato Bloglines Mozilla toolkit che fa esattamente questo; 'sla paciara, come si direbbe in piemontese, fa anche da notifier, ovvero ogni tot secondi controlla se ci sono post nuovi e nel caso ve lo dice, facendo comparire un pallino rosso in un angolo del browser.
Voi dovete essere solo iscritti a Bloglines, installare il modulo di Mozilla e attivarlo. Tutte cose a portata di mano di una persona che usa il computer anche poche ore alla settimana.
Poi, se capitate su un sito nuovo che vi piace e che volete seguire tramite il feed RSS, che è una roba che fa figo anche se non avete ben capito di cosa si tratti, premete il magico tasto destro del mouse e compare un menu con la voce 'Subscribe this page'; se la cliccate, il programma va a cercarsi da solo un feed RSS, presumibilmente dall'elenco di quelli disponibili in Bloglines, e quando lo trova vi dice 'Ecco fatto'. Facile, no ?
Secondo me ce la fa anche mia mamma (sorry mum, anzi, se hai voglia prova a farlo e mi dici se funziona).

Per finire, tornerei a precisare come è nata questa cosa, perchè ne vale la pena: un utente di Bloglines (uno come me, solo più bravo) ha fatto per motivi suoi un programmino che sfrutta le possibilità di Bloglines, servizio gratuito, e di Mozilla, software libero e gratuito, e l'ha reso disponibile gratuitamente a chi lo vuole usare.
Adesso facciamo partire l'orologio e ci mettiamo pazienti ad aspettare quanto ci vuole a fare la stessa cosa con logiche di software 'chiuso', à la Micro$oft, tanto per non far nomi.

Posted by MarcoS at 00:01 | Comments (3)

10.05.04

Nascondersi dietro un dito.

Venerdi' scorso, durante una delle due audizioni di Rumsfeld, la mancanza di addestramento (lack of training) e' stata citata da molti senatori critici verso l'operato del governo e dell'esercito come una delle cause principali delle torture da parte dei soldati USA.
Ad una persona estranea ai problemi dell'addestramento militare come il sottoscritto questa sembra una motivazione ridicola o strumentale.
Pur tenendo conto della capacita' pressoche' illimitata degli esseri umani di compiere azioni mostruose, tanto piu' in situazioni estreme in cui tutte le normali regole di convivenza civile sono o sembrano assenti, come si puo' pensare che una persona ne torturi un'altra perche', in sostanza, nessuno le ha detto che non bisogna farlo?
Quel che verrebbe da pensare e' l'esatto contrario, ovvero che l'addestramento e il clima di alcuni gruppi dell'esercito statunitense sono tali da rendere prima pensabile, poi possibile ed infine quasi normale torturare degli essere umani.

P.S. Se riuscite a recuperare un filmato dell'audizione, dategli un'occhiata. E' un esempio en plein air di lotta di potere, vissuta all'interno di regole formali rigorose che evidenziano per contrasto l'intensita' dello scontro.

Posted by MarcoS at 09:22 | Comments (10)

05.05.04

Io sono più pacifista di te.

Rispetto alla vicenda di Lia, della quale oggi hanno parlato davvero in molti, mi sembra chiaro che il problema non è il merito della questione ma l'ego della contendente, che invece di riconoscere davanti a pochi uno sbaglio correggibile si è intestardita in una condotta che le garantisce sbertucciamenti a volontà per i giorni a venire.
Se ci fosse qualcuno ancora interessato al merito, oggi anche Back to Iraq 3.0 parla en passant delle famigerate fotografie, ripetendo quel che ormai dovrebbe essere assodato (il grassetto c'è anche nella versione originale del post):
Secondly, I received some pornographic pictures from Milan Sulc, asking me to publicize them and put pressure on the White House and No. 10 Downing Street. The pictures purportedly show American soldiers raping two Iraqi women.

Let me be clear: I think this set of pictures is fake. They were staged for a porn site. Why do I believe this? I saw these pictures several months ago after someone else sent them to me. I did a Google search and found the site where they were hosted. They were advertised as stills from some movie, the title of which I don’t remember — nor do I care to.

These pictures are getting wide play in the Arab world. And this is the damage that those assholes at Abu Ghraib have done. There’s a real tendency in the Muslim world to believe anything evil of America. Admittedly, it’s hard to blame them sometimes. But these pictures of soldiers — the uniforms don’t even look American or British, for goodness’ sake — are fakes and should not enter into the debate. (For one thing, they’re jungle cammies, which aren’t used in Iraq and one guy is wearing a bondage mask, which isn’t standard issue.) The real story out of Abu Ghraib is bad enough, considering that possibly 25 prisoners have died while in American custody.

Posted by MarcoS at 19:23 | Comments (8)

Amazingly primitive indeed.

Con un ritardo che stimo in almeno 4-5 anni (penso che tutti gli entusiasti del genere lo abbiano letto quando erano under 30, se non under 25) ieri sera ho cominciato il "Volume one in the trilogy of five", incontrando un incipit che promette molto bene:
Far out in the uncharted backwaters of the unfashionable end of the Western Spiral Arm of the Galaxy lies a small unregarded yellow sun.
Orbiting this at a distance of roughly ninety-two million miles is an utterly unsignificant little blue-green planet whose ape-descended life forms are so amazingly primitive that they still think digital watches are a pretty neat idea.
Posted by MarcoS at 13:20 | Comments (4)

04.05.04

Aggregatore globale totale cercasi.

Ritorna un evergreen di chi legge piu' weblog, ovvero il problema di come seguire le discussioni che si sviluppano in diversi siti senza perderne troppi pezzi.
Per certi versi e' contradditorio che da una parte si individui una delle caratteristiche piu' interessanti dei weblog nella possibilita' e facilita' di interazione tra persone diverse, e che poi gli aggregatori lavorino in verticale, ovvero selezionando i contenuti a seconda della persona che li produce, invece che in orizzontale, ovvero ricostruendo le discussioni. Non che le due opzioni si escludano reciprocamente, ma la seconda per quanto ne so è trascurata dagli aggregatori.

Qualcuno obiettera' che usando Technorati e/o Feedster e/o Google in modo appropriato sia possibile ricostruire le discussioni, ma mi sembra una cosa piuttosto laboriosa.
Quel che penso interesserebbe a molti e' fare la seguente cosa:
- Identificare un URL come il 'seme' di una discussione;
- Aggregare le pagine che citano quel post in un modo che permetta di ricostruire l'insieme dei rimandi reciproci tra chi ha discusso i contenuti presentati nel 'seme';
-Dare la possibilita' di aggregare le discussioni in modo selettivo, p.es. cercando solo i siti in un certo elenco o in un certo lasso di tempo.
-Nel caso il numero di siti sui quali si ricostruisce la discussione sia ridotto, permettere una ricerca a livelli diversi, ovvero di aggregare non solo chi ha linkato l'url, ma anche chi ha linkato un post che linkava l'url, e cosi' via. L'aggregatore funzionerebbe in questo caso come una sorta di wget che invece di lavorare su livelli di directory lavora su livelli di citazioni.

Le opzioni che ho descritto sono parzialmente presenti qua e là, ma non c'è un modo semplice per combinarle; penso che invece sarebbe interessante sviluppare uno strumento che, per esempio, premendo il tasto destro del mouse su un link all'interno dell'aggregatore mi presenti un menu che dice 'Aggrega la discussione' e 'Aggrega la discussione all'interno del mio elenco di siti'. La cosa interessante e' che, nella seconda opzione, l'aggregatore non dovrebbe creare contenuti nuovi ma solo riorganizzare in modo diverso contenuti gia' presenti.

Infine, visto che chiedere non costa niente, sarebbe bello poter creare un bel feed per essere aggiornato sulle evoluzioni della discussione senza dover ogni volta ricomporne gli elementi.

Posted by MarcoS at 08:30 | Comments (10)

03.05.04

Adesso bisogna solo trovare il modo di influenzare la playlist.

Sto provando per per la prima volta MacchiaRadio.
Tecnicamente non fa una grinza (xmms+linea ADSL e va tutto liscio liscio) e la curiosità per l'esperimento, che secondo me porterà a qualcosa di buono, mi fa perdonare Neri e compagnia per avermi rifilato Bocelli + altra creatura gorgheggiante alla prima canzone e Articoli 31 + Paola Turci (o almeno così sembra) alla seconda.
Domandina tecnica: perchè la RAI e la BBC richiedono RealPlayer per poter sentire le trasmissioni via Internet quando basterebbe WinAmp/xmms ?
Posted by MarcoS at 21:58 | Comments (9)

01.05.04

Andate ed installate.

Lode a SkidX che ha messo su la MozBlogBar per Mozilla, funzionante su più sistemi operativi (Linux, Os X, Solaris, etc.).
Spiegata in tre parole, la BlogBar è il modo più comodo per seguire i siti (blog o no) che non hanno (ancora) il feed.
Fossi in voi la proverei.
Posted by MarcoS at 15:59 | Comments (3)