30.04.04
Vandaag is koninginnedag.
Oggi, come dice Marta, 'è il giorno della principessa', ovvero il compleanno della regina, e quindi giorno di festa nazionale, che ad Amsterdam diventa delirio di persone che fanno il banchetto per la strada e vendono di tutto (anche
comida, ovviamente, ne ha fatto uno su cui sicuramente scriverà qualcosa) + altro delirio di persone che riempono le vie del centro e fanno feste per le strade e sulle barche.
Per un giorno, gli olandesi si sciolgono un po'.
In realtà il compleanno dell'attuale regina è a fine Febbraio, ma quando è salita al trono ha deciso con tipico pragmatismo olandese che, visto che la madre era molto amata e che a fine Febbraio il tempo può essere troppo freddo e piovoso per fare festa, invece di festeggiare il suo compleanno si sarebbe continuato a festeggiare quello della mamma, che è appunto il 30 aprile.
Adesso vado con Marta a Vondelpark, riservato alle attività degli under 16, e vedremo che trucchi biechi avranno inventato i bambini per fare qualche spicciolo. L'anno scorso c'era una bimba che chiedeva dei soldi per farti guardare attraverso un buchino dentro una scatola di scarpe. Penso che da grande si occuperà di marketing.
Posted by MarcoS at
10:58
29.04.04
La primavera fa miracoli.
Oggi al lavoro ho visto due persone scambiarsi un segno di amicizia e affetto con un mezzo abbraccio al di fuori di una situazione 'ufficiale' in cui baci (qui se ne danno tre) e abbracci fanno parte della buona educazione.
Il primo pensiero e' stato 'Che bella cosa', il secondo, un po' raggelante, e' che sono quasi tre anni che son qui ed e' la prima volta che vedo una cosa del genere.
So che per certe cose ho gli occhi foderati di salsiccia, e quindi qualcosina mi sara' sfuggito, ma intanto tre anni mi sembrano tantini.
Posted by MarcoS at
15:55
27.04.04
La scienza in azione.
'La scienza in azione' e' uno dei libri piu' conosciuti di Bruno Latour, filosofo/antropologo francese che si occupa da tempo di sociologia della scienza, ovvero delle dinamiche sociali che portano alla costruzione dei 'fatti' scientifici.
Per quanto sia un testo non dei piu' leggeri, sia per la mole sia per un argomentare non sempre scorrevole, penso meriti di essere conosciuto almeno nelle sue idee essenziali.
L'approccio di Latour, disponibile anche in piccole dosi in una breve intervista della Fondazione Bassetti (in italiano) o in una lezione tenuta a Darmstadt (in inglese) verte sull'analisi della scienza nel suo farsi (ovvero prima che, usando la sua terminologia, le 'scatole nere' vengano chiuse creando cosi' un 'fatto' nuovo) e sul negare la possibilita' di definire a priori la 'scienza' vs. la 'societa'', essendo le due cose strettamente legate e spesso impossibili da separare.
Latour cerca di delineare un percorso che eviti il realismo assoluto, per cui nella scienza regnerebbero i puri 'fatti' e tutto il resto sono discussioni oziose, e il relativismo assoluto, per cui i fatti sono frutto di una costruzione arbitraria tra le tante possibili; a volte sembra riuscirci, altre non ho capito in quanto le sue posizioni si distacchino da quelle dei relativisti.
Chi per lavoro si trova a districarsi nel mondo delle pubblicazioni scientifiche penso troverà interessante la parte iniziale del libro in cui Latour fa l'autopsia dei meccanismi per i quali il contenuto di un articolo viene promosso, accettato o respinto.
Occupandosi Latour di sociologia, non stupisce che il suo approccio sia molto lontano dai dati sperimentali o. meglio, che non consideri i dati sperimentali un elemento così cruciale se non vengono supportati da una serie di alleanze tra cose e persone che portano un dato o uno studio a diventare un fatto.
Gli esempi usati da Latour sono inoltre abbastanza funzionali alla sua teoria, non riguardando attività scientifiche di base ma territori di confine tra scienza, tecnologia e applicazione su scala industriale (vaccino di Pasteur, motore Diesel, macchina Kodak, etc.).
Con questo non voglio dire che Latour non abbia cose interessanti da dire, anzi, ma penso che il suo consiglio di mettere la 'tecnoscienza' all'interno di un contesto debba essere perseguito con coerenza mettendo il libro stesso di Latour nel contesto di uno studio fatto da una persona con determinati interessi e determinato background che ha prodotto, a mio avviso, un testo utile più agli 'scienziati', a capire quanto le dinamiche del mondo in cui si muovono siano più complesse di quanto piacerebbe pensare che ad un pubblico generico, che troverà una descrizione della scienza a mio avviso troppo slegata dai 'fatti', che saranno anche frutto di interpretazioni, modelli, artefatti, di quel che si vuole, ma che alla fine trovo un po' forzato equiparare ad un trucco retorico come tanti altri.
E non penso questo significhi che sono un realista assoluto.
Posted by MarcoS at
00:05
26.04.04
Spero che almeno loro si divertano.
Come due bambini.
Posted by MarcoS at
15:54
25.04.04
Blog dall'Iraq.
Tramite
Pino Scaccia scopro che è nato da poco
il blog di un altro giornalista italiano, Alessandro Gaeta, inviato del TG1 attualmente in Iraq.
Posted by MarcoS at
10:49
24.04.04
Really heavy rotation.
Avete presente quando tra i quindici ed i venti anni c'è una canzone che vi piace e la risentite fino a che un certo punto vi viene la nausea e non la sopportate più ?
Era da parecchio tempo che non mi capitava, ma mi sa che 'Paranoid Android' suonata da Brad Mehldau (la versione da solo, senza orchestra) sta facendo questo percorso. Peccato, perchè è davvero bella.
Posted by MarcoS at
00:18
Ad una ad una.
Ognuno di noi ha delle piccole cose alle quali crede assolutamente, un po' perchè non si è mai preoccupato di chiedersi se siano proprio vere e un pò perchè gli fa piacere crederci e quindi non sta lì a fare troppo lo scettico.
Sapete la storia molto poetica degli eschimesi che vedono talmente tanta neve nella loro vita che hanno cento parole diverse per nominarla ?
Pare che anche quella
sia una balla. Non che sia frutto di malafede, è solo ignoranza del linguaggio eschimese, che funziona abbastanza diversamente dal nostro, ma sempre di balla si tratta.
Bene, questa convinzione ce la siamo giocata.
Qual è la prossima ?
(Via nakedtranslations).
Posted by MarcoS at
00:01
23.04.04
Festa di libri e lettori.
Siccome mi pare che un po' di persone che leggono questo blog non ne leggono altri, lo dico anche io:
fino a mezzanotte, in occasione della giornata mondiale del libro,
tutti i libri del catalogo di
minimum fax comprati sul sito della casa editrice hanno uno sconto del 50%.
Questa sera ci faccio un giro di sicuro.
Posted by MarcoS at
13:13
Che fai del tuo 8 per mille ?
Leggevo qualche sera fa su
solonumeri l'
utilizzo dei contributi dell'8 per mille da parte della Chiesa Cattolica.
Circa il 75% dei fondi sono stati spesi per attività di culto e sostentamento del clero, un po' meno del 20% in cosiddetti 'Interventi caritativi', il restante 5% e' ancora da destinare.
La cosa non mi scandalizza, non essendo la solidarieta' sociale il primo scopo della Chiesa.
Quel che dà fastidio è che gli 'Interventi caritativi' sono l'argomento unico degli spot televisivi in cui la Chiesa viene a battere cassa, ed e' probabile che molti diano l'8 per mille pensando che i soldi verranno usati in opere benefiche.
In questo modo la Chiesa si fa del male due volte, prima presentandosi per quel che non e' e favorendo per l'ennesima volta un enorme equivoco che fa della fede un'etica e della Chiesa un'opera caritatevole, poi usando il denaro in modo diverso da quello pubblicizzato.
La cosa seria da dire sarebbe: "Abbiamo bisogno di soldi per tenere aperti i seminari e mantenere i sacerdoti: se vuoi, puoi contribuire e scaricare dalle tasse", ma ci si guarda bene dall'essere cosi espliciti perche' si rischia di perdere buona parte dei contributi.
Non che il problema riguardi solo la Chiesa cattolica: oggi su Repubblica c'era una pubblicità dei Valdesi che recitava: 8 per mille ai Valdesi, 100% alla solidarietà.
Posted by MarcoS at
10:00
21.04.04
Magari se rutta le vince davvero le elezioni.
Kerry, che pare avere un francese molto fluente, da un po' di tempo
fa finta di non essere in grado ne' di parlare ne' di capire questa lingua, almeno quando e' in pubblico.
Pare infatti sia stato criticato per avere troppe simpatie per il mondo aldila' dell'Atlantico e addirittura, che vergogna, di 'sembrare francese'.
Non mi stupirei se, al di la' del fatto che al momento la Francia non e' in cima alle simpatie USA, la semplice conoscenza di una lingua straniera corra il rischio di farlo passare per intellettualoide poco adatto alle concretezze della carica di Presidente.
Bush, che ha ben altre gatte da pelare, almeno su questo puo' stare tranquillo: a nessuno verrebbe in mente di attribuirgli eccessiva apertura mentale o interesse per il diverso.
Posted by MarcoS at
16:27
Solo se minacciati.
Stavo per ordinare le idee sulla
rana di Ste quando mi sono battuto nell'editoriale dell'
ultimo numero di Lancet (leggibile dopo registrazione gratuita).
Lancet, per chi non lo sa, e' una delle 3-4 riviste che, piaccia o no, 'fanno la medicina'.
L'editoriale, intitolato 'The soft science of medicine', fornisce un quadro a mio avviso preoccupante su una delle discussioni che attraversano la classe medica. Il pretesto per l'articolo sono le raccomandazioni dell'
Institute of Medicine riguardo al percorso formativo dei medici, nel quale si nota che, surprise, studiare anatomia, biochimica e microbiologia non basta, e che
"benche' siano evidenti i legami tra le variabili biologiche, comportamentali, psicologiche e sociali e la salute o la malattia, la traduzione e l'integrazione di questa evidenza nella pratica clinica e' stata finora men che soddisfacente".
I medici, dice l'Institute of Medicine, devono quindi fornirsi di strumenti per lavorare anche in questi ambiti.
L'autore dell'editoriale osserva senza mezzi termini che
"Con la medicina molecolare che produce ogni giorno nuovi risultati, molti professori e studenti possono resistere all'idea di rinunciare al tempo necessario per rimanere aggiornati sui progressi in questo campo. All'inizio del mese, infatti, gli studenti di medicina britannici hanno chiesto piu' scienze di base, e non meno, nel loro curriculum."
Quando non si convince la gente con le buone, pero', ci sono le cattive, e uno degli spettri peggiori da agitare di fronte ad un medico e' quello di un processo.
"La professione medica potrebbe trovarsi presto" ... "con dottori chiamati in giudizio non per errori sulle 'hard sciences', come ad esempio un errore di diagnosi, ma anche per errori di 'soft science', come la mancanza di un consiglio dietetico che ha portato all'obesita'. Sara' il timore di citazioni in giudizio il catalizzatore per un'educazione medica veramente completa ?"
Posted by MarcoS at
13:03
16.04.04
Eppure bisogna sforzarsi.
Ho trovato un browser peggio di Internet Explorer: è il browser usato dagli Internet point di Mondadori, che penso sia un IE un po' modificato.
Sempre meglio di un calcio nei denti, ma non molto di più.
Posted by MarcoS at
17:59
Passa il meme.
Mi associo con piacere al
tormentone del momento.
1. Prendi il libro più vicino.
2. Aprilo alla pagina 23.
3. Trova la prima frase degna del benché minimo interesse.
4. Posta il testo della frase nel tuo blog insieme a queste istruzioni.
[La vita istruzioni per l’uso]
Con le regole è una questione tutto o nulla, e ritengo che esse vadano giudicate solo su questa base: connettono più elementi di altre regole ? Consentono ai profani di seguire la scienza e la tecnologia più lontano e con più senso critico ? Sarà questa la sola regola del gioco, cioè, la sola "metaregola" necessaria se vogliamo portare a termine il nostro compito.
Bruno Latour, La scienza in azione.
Posted by MarcoS at
08:30
15.04.04
Avanti cosi'.
La vicenda dei quattro italiani rapiti sta amplificando tutto il peggio della presenza italiana in Iraq: nobili propositi di facciata che nascondono molto piu' prosaici secondi e terzi fini, classe politica e giornalistica in massima parte impresentabile, opinione pubblica presa per il naso da mattino a sera e, peggio di tutto, persone ammazzate da ambo le parti in una guerra ogni giorno piu' sporca della quale si capiscono sempre di meno obiettivi e strategie reali, ammesso e non concesso che ce ne siano.
Uno vorrebbe almeno poter dire che si e' toccato il fondo, ma non e' detto.
Posted by MarcoS at
16:42
Bah.
Qualcuno mormora che
Kinja sia lo strumento che permetterà anche ad utenti non esperti di leggere più weblog/siti partendo da una sola pagina (in gergo lo chiamano 'aggregatore').
Non l'ho provato a lungo (diciamo 5 minuti) ma non mi piace: mi sembra flessibile come un 'wizard' di windows, per cui dopo due minuti ho cominciato a sentirmi allo stretto.
A me non sembra una grande idea un aggregatore che nel 2004 non produce nemmeno un feed RSS: probabilmente anche a Kinja sono dell'idea che i feed siano roba da 'esperti', ma se si vogliono costruire 'scatole nere' attorno ai feed, che non facciano vedere al famoso 'utente medio' che cosa capita, le farei un po' meno claustrofobiche. Secondo me e' solo questione di tempo e, almeno per i browser seri, esisterà un'opzione analoga al funzionamento di 'mailto:' per cui cliccando sull'indirizzo di un feed lo si aggiungerà nell'aggregatore di default senza vedere tutti quei tag che spaventano molti.
Se non avete capito una cippa dell'ultimo paragrafo:
a)In teoria Kinja e' fatto per voi, magari val la pena provarlo e far sapere se vi piace.
b)In ogni caso non preoccupatevi, chè se ho ragione arriverà qualcuno a creare una nuova scatola nera ad hoc, in modo che voi cliccate e tutto capiterà automagicamente. Il feed RSS, o qualcosa con un nome diverso ma che fa la stessa cosa, e' un modo di distribuire contenuti via Web che ci accompagnera' per molto. Chi non lo usa gia' adesso, lo usera' tra poco, magari senza accorgersene. Fatevene una ragione.
Devo infine ammettere, per completezza, che le mie capacita' di prevedere cosa ha successo e cosa no sono spesso scarse: l'ultima volta ho detto che l'
iPod mini non l'avrebbe comprato nessuno e pare ci siano decine di migliaia di prenotazioni prima ancora che il prodotto sia effettivamente disponibile.
Posted by MarcoS at
10:44
14.04.04
Campioni mondiali di pelo sullo stomaco.
Non che di solito mi occupi di pubblicazioni oscene, ma l'avete vista
la prima pagina di Libero di oggi (via Alessio) ?
Con un titolo cosi' fa specie che ai due lati della testata campeggi quella che sembra in tutto e per tutto la foto di una donna con il velo. Ah gia', ma quella e' pubblicita', e quando si tratta di far soldi mica ci si tira indietro di fronte al simbolo di una civilta' inferiore.
Posted by MarcoS at
11:11
10.04.04
Armi improprie.
Su BlogNotes Giuseppe Granieri
cita un paragrafo di Limes che riporto qui sotto:
"Il mondo si organizza per un nuovo approccio alla lotta contro il terrorismo, per una guerra senza nemico visibile, localizzato, certo. E mentre si organizza, tentando di controllare e prevedere gli eventi, sembra non rendersi conto che la situazione sta evolvendo secondo il processo non lineare del caos strutturato (Zn+1=Zn^2+c). Vale a dire che ogni evento (Zn+1) si sviluppa sulla base dell'evento precedente elevato al quadrato con l'aggiunta di un fattore costante, ma irrazionale.
Per un mondo abituato a ragionare secondo logiche e paradigmi razionali e a pretendere risultati lineari e immediati il risveglio passa per una terapia shock. In particolare occorre prendere coscienza del fatto che: 1) la guerra al terrorismo appena iniziata non ha nulla di convenzionale e non ha paradigmi lineari di riferimento; 2) non ci sono neppure le strutture operative idonee a condurla: 3) la probabilità di essere sorpresi supera quella di prevedere; 4) agende nazionali o interessi particolari possono inserirsi apportando nuove turbolenze, ma al buio. Per questo l'intero quadro internazionale è diventato il campo favorito della speculazione e dell'azzardo; 5) In particolare la campagna militare in Afghanistan (oggi in Iraq, n.d.r) non ha nessuna priorità militare, nessuna priorità economica e neppure un quadro di riferimento geopolitico cui tendere."
Condivido il secondo paragrafo della citazione, mentre ho il dubbio che il primo sia stato messo lì (da Limes, non da Granieri) ad
épater les bourgeois.
So di essere ipersensibile a queste cose, ma cosa aggiungono quelle righe, a parte una patina di 'scientificità' non necessaria che svanisce non appena si cerca di capirne il significato ?
Non capisco perchè una persona che si occupa di geopolitica pensi di aver bisogno di un'equazione per sembrare più seria, o, meglio, forse lo capisco ma non lo condivido, tanto più quando l'uso dello strumento matematico è a mio avviso arbitrario.
Siamo di fronte ad un processo non lineare, d'accordo. Per altro, tutti i processi della vita reale sono non lineari.
Che cosa vuol dire 'elevare un evento al quadrato' quando si parla di fenomeni complessi come una guerra o un attentato ?
Perchè al quadrato e non a 2.5 o 3.14 ? Qualche fit suggerisce che un numero vicino a due sia quello giusto ?
Quando si parla di 'numero costante ma irrazionale' ci si riferisce all'irrazionale della matematica o a quello del senso comune ? Nel primo caso, l'equazione descrive un fenomeno nè caotico nè verosimile, perchè si tratta di un processo di crescita illimitata, nel secondo caso non capisco cosa si intenda.
Di solito si utilizza un'equazione per descrivere un fenomeno in forma sintetica e per predirne l'evoluzione; qui mi sembra che tanto il primo quanto il secondo scopo vengano mancati e che l'uso di un po' di matematica abbia indebolito l' argomentazione invece di rafforzarla.
Posted by MarcoS at
11:09
09.04.04
Visto di sfuggita.
Durante una scappata in Italia sono riuscito a fare un breve giro per librerie.
Se il numero di copie dell'
ultimo libro di una livorosa viste nelle vetrine ed in mano alle persone in fila alla cassa e' un indicatore di cosa pensano gli italiani sui rapporti con il mondo arabo e l'Islam, si annunciano tempi ancora piu' bui.
Posted by MarcoS at
09:00
06.04.04
Le rane di Ste.
Scusate se in questi giorni sono un po' monocorde nelle mie citazioni, ma ieri
Ste ha di nuovo
scritto una cosa che mi pare meriti qualche attenzione:
Pare purtroppo che molti risultati di questa scienza sono ancora frutti di un metodo come questo: Addestri una rana in modo che salta dal tavolo quando batti le mani. Tagli le gambe, la rana non salta più. Conclusione: Ha gli orecchi alle gambe, quindi non può sentire più il tuo battito e non salta.
Se uno di questi spiega l'origine dell'Alzheimer dicendo che deriva dal fatto che l'umanità (occidentale) ha perso la sua relazione cosciente con la morte e che quindi la morte come reazione si è quasi dovuto inserire nella vita questa discorso al contadino torna molto di più che se qualche esponte della scienza scopre le origini dicendo è noto il ruolo della proteina beta-amiloide nella malattia di Alzheimer... e attribuendo le cause alla mancanza di una proteina. Qui siamo all'esperimento della rana. Alzheimer sparirà da sè quando il nostro rapporto con la morte guarisce, e certamente si trovano o mancano delle sostanze nei cervelli. Nel fratempo si pùo cercare di aiutare gli malati e i familiari con quello che abbiamo in mano, ma il vero lavoro da svolgere è un altro.
Uno che fa il mio mestiere ha due possibilità di fronte ad affermazioni del genere: liquidarlo con un 'Ste, fin che parli d'altro va tutto bene, ma su certe cose lascia fare agli esperti' o accettare che questo è un argomento molto reale, rispetto al quale nessuno ha la soluzione in mano, che ha elementi comuni ad altre discussioni (penso a quella recente evoluzionismo vs. creazionismo) e che derubricarlo alla voce 'Medicina ufficiale vs. medicine alternative (o soi-disant tali)' sarebbe sprecare una possibilità.
La prima ipotesi, come avete capito, non l'ho nemmeno presa in considerazione, quindi proverò a dire quel che penso appena ho il tempo di riordinare le idee e di metterle in forma leggibile.
Posted by MarcoS at
11:10
05.04.04
Free software survival kit.
Un amico che usa il computer ma non e' interessato ad capire lo strumento piu' di quanto io sia interessato ai segreti della lavatrice ha comprato un PC nuovo e mi ha chiesto consigli su qualche programma di
software libero per Windows.
Siccome la cosa puo' interessare anche altre persone, che magari non hanno un collegamento Internet che permette di scaricarsi
GNUWIn II e/o la voglia di decidere cosa installare e cosa lasciar perdere, scrivo
qui l'elenco dei software che inseriro' sul CD per il mio amico.
Ricordo che e' una lista di programmi, possibilmente in Italiano e la piu' aggiornata possibile, utili ad un utente 'normale', che usa il PC per scrivere, maneggiare qualche immagine, navigare su Internet e gestire la posta elettronica.
Se qualcuno è interessato a riceverne una copia, mi avverta per email e nei limiti del possibile (i.e. se non ci sono troppe richieste) gli mandero' il CD pieno un cambio di un CD vuoto.
Gli espertoni che passano da queste parti possono invece darmi una mano proponendo migliorie alla selezione dei programmi.
Dato che lo spazio in un CD e' parecchio, ho anche elencato i pacchetti che potrei aggiungere per una versione 'avanzata', dedicata a chi volesse provare programmi di software libero (programmazione, webserver, etc.) un po' piu' complessi e non avesse banda sufficiente per scaricarli.
Posted by MarcoS at
00:01
03.04.04
L'aria fresca fa bene ai neuroni.
Le cose piu' belle lette in questi due giorni hanno tutte a che fare con il
contadino e uno dei suoi
ospiti.
Ieri sera pensieri oziosi riportava un passaggio di Lectures on Literature di Nabokov in cui si dice (azzardo una traduzione):
Durante il corso ho tentato di svelarvi il meccanismo di questi giochi meravigliosi - i capolavori letterari.
Ho cercato di farvi buoni lettori che leggono i libri senza lo scopo infantile di identificarsi con i protagonisti della vicenda, il fine adolescenziale di imparare a vivere e l'intenzione accademica di indulgere in generalizzazioni.
Questa mattina
Ste si e' candidato a mio esperto di riferimento sui rapporti interculturali
scrivendo:
A fare lo straniero a delle vantaggi enormi. Sei molto più libero che i aborigini del posto, che sono sotto il loro controllo sociale reciproco. Te sei strano, fai cose strane, va be, dicono, forse al paese tuo è normale, allora? Poi sei interessante, specialmente se sei donna, e ti aiutiano dove possono. L'unica cosa è che bisogna provenire dal paese giusto...
Il contadino ha lasciato il paese più perfetto del mondo perchè era completo, quasi. Non c'era da fare più nulla, gli sembrava, un ritoccino qui, una sistemazione là, che noia. Nella Toscana degli anni 80 invece c'erano case dove mancava il tetto, ulivi sotto i rovi, terra incolta che chiamava, mentre là asfaltavano le strade nel bosco e mettevano i bidoni con i sacchetti per la cacca di cani. Nel bosco.
L'altra parte della verità è che a volta nella vita devi andartene e ti hai solo un posto dove puoi andare.
Questa sera, su
naked translations, scoperto grazie a
Pensieri Oziosi, e' saltata fuori un'espressione francese molto simile al 'Ti conosco, mascherina' che ho trovato molto bella:
Je te connais comme si je t'avais tricoté(e).
Posted by MarcoS at
00:43
02.04.04
Santa ignoranza o (meno santo) vandalismo.
A parte ogni altro tipo di considerazione, quando leggete dei
300 topi 'liberati' dall' Animal Liberation Front sottraendoli al laboratorio di oncologia dell'Universita' di Firenze sappiate che non hanno niente a che fare con i teneri topini campagnoli che qualcuno potrebbe immaginare.
In genere sono topi dal codice genetico molto caratterizzato e quindi costosissimi (l'ultima volta che ho sentito un prezzo era dell'ordine di qualche centinaio di dollari l'uno), sono ovviamente comprati coi soldi di chi paga le tasse, molti di loro avranno gia' adesso un tumore che gli sta crescendo (sono fatti per quello) e in generale non so per quanto tempo un animale del genere possa vivere in un ambiente naturale.
Quindi, ognuno pensi quel che vuole di queste storie, ma almeno si eviti l' 'Oh che bello adesso tornano nei prati'.
Posted by MarcoS at
13:43
01.04.04
Link in libertà.
Qualche giorno fa in un commento
uomonero chiedeva di spendere due parole su come funziona la sezione 'link al volo' qui di lato.
Non ne ho mai parlato perche' pensavo fosse una cosa assodata e/o poco interessante, ma forse val la pena scrivere due cose al riguardo.
Dopo aver provato un'altra soluzione, sulla quale non sto a dilungarmi, grazie a
Carlo ho scoperto
Spurl.
Spurl, che è al momento abbastanza popolare tra i blog italiani, non è nè l'unico strumento possibile nè so dire se sia il migliore ma è il primo che ho provato dedicandoci più di 5 secondi, è facilissimo, funziona bene, fa tutto quel di cui ho bisogno, per cui non vedo perchè cambiarlo.
Un analogo di Spurl è Loom, creato da tao, che funziona bene ma che finora non ho usato molto spesso, e mi aspetto lo siano anche Furl e del.icio.us, per quanto non li abbia mai usati.
Spurl (parlo di questo per semplicità) serve prima di tutto a creare un elenco personale di bookmark (o di Preferiti, per chi usa il linguaggio di Internet Explorer) che invece di risiedere su un computer in locale è su un sito Web.
Il primo vantaggio è quindi avere un bookmark che non dipende dal computer utilizzato (a casa, al lavoro, etc.). Aggiungere un sito nuovo è facile come creare un nuovo bookmark sul proprio PC, ed e' possibile aggiungere commenti, definire categorie/sottocategorie per avere un elenco ordinato e importare/esportare file di bookmark tradizionali.
Il secondo vantaggio è che questo elenco può essere facilmente reso disponibile ad altri, o come sezione di link su una pagina web (come i 'link al volo') o come feed RSS sottoscrivibile (il mio e' in fondo alla colonna di destra).
Ho sottoscritto il feed RSS di Loom e di due utenti di Spurl di cui leggo il blog, e a volte vedere cosa aggiungono ai loro bookmark è interessante come leggere un post.
Terzo ed ultimo vantaggio, è possibile incrociare le segnalazioni di utenti diversi e, per così dire, navigare nel sistema dei bookmark. Per esempio, posso cercare chi ha inserito nei bookmark un sito che ho inserito anch'io per vedere se quelle stesse persone hanno segnalato qualcosa che potrebbe interessarmi.
L'elenco dei siti su Spurl puo' funzionare a mo' di blog liofilizzato, con i relativi vantaggi e svantaggi del liofilizzato, ma permettendo in linea di principio le stesse dinamiche di segnalazione/amplificazione/collaborazione tipiche dei weblog.
Avrebbe dovuto essere una spiegazione breve, scusate.
Spero almeno sia ragionevolmente chiara.
Posted by MarcoS at
09:00