31.03.04
Meglio delle foto dal satellite.
Probabilmente anche voi avete degli indicatori che segnalano i cambi di stagione e che non hanno a che fare con pressione, temperatura ed anticicloni, ma con il cambiamento di qualche aspetto del paesaggio quotidiano.
Il mio indicatore infallibile ad Amsterdam è il comportamento della gente in
Vondelpark.
Ieri sera tornando a casa ho visto decine di persone sdraiate sull'erba: questo, più di qualsiasi altra cosa, mi dice che era il primo vero giorno di primavera.
Tra qualche mese, se pedalando verso il lavoro vedrò i cestini dell'immondizia stracolmi di resti di picnic, vorrà dire che è il giorno successivo a una bella sera d'estate, in cui migliaia di persone hanno fatto tardi cercando di godersi il bel tempo il più a lungo possibile.
Posted by MarcoS at
13:00
In ognuno di noi c'è almeno un 5% di buono.
Se
Christian Rocca scrivesse di musica come di politica, proverebbe a convincervi che Britney Spears è il non plus ultra. Poi magari nello stereo di casa sua metterebbe solo le Variazioni Goldberg, ma questa è un'altra faccenda.
Invece, per fortuna, quando parla di jazz è molto più affidabile di quando fa il neocon, ed è grazie a lui che ho scoperto
Tord Gustavsen; 'Changing Places' è davvero un bell'album.
Posted by MarcoS at
09:00
30.03.04
Se tanto mi da' tanto.
In the space of 176 years the lower Mississippi has shortened
itself 242 miles. That is an average of a trifle over 1 mile and
1/3 per year. Therefore, any calm person who is not blind or
idiotic can see that in the Old Oölitic Silurian Period, just a
million years ago next November, the lower Mississippi River
was upward of 1,300,000 miles long and stuck out over the
Gulf of Mexico like a fishing rod. And by the same token any
person can see that 742 years from now the lower Mississippi
will be only a mile and 3⁄4 long, and Cairo (Illinois) and New
Orleans will have joined their streets together, and be plodding
comfortably along under a single mayor and a mutual
board of aldermen. There is something fascinating about
science. One gets such wholesale returns of conjecture out of
such a trifling investment of fact.
Life on the Mississippi, Mark Twain
Posted by MarcoS at
15:34
29.03.04
Circoli virtuosi.
La settimana scorsa
Lawrence Lessig ha sfornato il suo ultimo libro,
Free culture, rilasciandolo sotto la licenza
Creative Commons (
qui versione di carta su Amazon,
qui versione scaricabile gratuitamente).
Qualcuno si e' subito chiesto: perche' non ne facciamo una versione audio ?
La licenza lo permetteva, allora ci si son messi di buzzo buono ed
ecco il primo capitolo in formato mp3.
Gratuito, perfettamente legale, vantaggioso per tutti, da Lessig al lettore/ascoltatore, e prodotto ad una velocita' irraggiungibile per chi ragiona con la mentalita' del 'Il pallone e' mio e se non mi fai giocare e vincere me lo porto via'.
Posted by MarcoS at
18:11
28.03.04
Per gli ego strabordanti.
Quakers spend their time in church sitting quietly until they feel moved by God to say something, and then they just stand up and say it. But they also have a rule of thumb: after 5 minutes, it’s not God talking.
(
Dive into mark).
Sarebbe un modo educato per dire che scrivere spesso e bene su un blog è troppo difficile anche per Dio ?
Allora sono in buona compagnia.
Posted by MarcoS at
17:50
27.03.04
Letture obbligatorie.
I questi giorni è stata notata da più persone l'apertura di un
blog di Noam Chomsky.
La notizia è interessante, ma impallidisce di fronte alla scoperta del weblog degli
Annals of Improbable Research, di cui mi sono affrettato a sottoscrivere il feed.
Posted by MarcoS at
23:10
25.03.04
Attacco preventivo.
Siccome sembra grande la tentazione del mondo occidentale di rispondere ad un uso scorretto del nome di Dio da parte di una minoranza di musulmani sfoderando il 'suo' Dio, a livello tanto politico quanto culturale, non e' escluso che anche in Italia prima o poi si affacci la corrente dei creazionisti, per cui vale la pena prepararsi.
Il creazionismo e' un movimento culturale di oppositori della teoria dell'evoluzione formulata per primo da Darwin in favore del cosiddetto 'intelligent design', che spesso non e' altro che un espressione apparentemente innocua per inserire Dio come spiegazione dei processi evolutivi.
Negli Stati Uniti l'onda montante dei creazionisti e' arrivata a promuovere campagne per abolire l'insegnamento della teoria dell'evoluzione nelle scuole con la giustificazione che 'e' solo una teoria come tante altre'.
Il che per certi versi e' vero, pero' questo vale anche per il creazionismo, che finora non ha, e forse non puo' avere per definizione, nemmeno una percentuale dei dati sperimentali che non falsificano l'evoluzionismo.
Su Scientific American sono state pubblicate
'15 risposte al creazionismo', con le quali si tenta di far chiarezza anche per i non addetti ai lavori su alcuni aspetti della teoria dell'evoluzione.
Secondo me conviene stamparlo e metterlo da parte, non si sa mai.
Se poi non siete convinti dell'insistenza dei creazionisti, digitate su google
'answer creationist Scientific American' e guardate quanta roba viene giu'. Tanto per dare un'idea, il
sito attualmente in cima alla lista e' dell' 'Institute for Creation Research -
A Christ-Focused Creation Ministry'.
C'e' bisogno di aggiungere altro ?
Posted by MarcoS at
09:22
24.03.04
A mali estremi.
C'e' un amico che in calce ai suoi email ha un messaggio che suona piu' o meno cosi':
Gli utenti di Microsoft Outlook non sono autorizzati ad inserire nelle loro rubriche il mio indirizzo di email perche' non ho voglia di ricevere tonnellate di messaggi di errore riguardanti virus che avrei mandato in giro e che invece sono dovuti a falle di Outlook e/o alla noncuranza degli utenti.
Sulle prime ho pensato fosse un approccio parecchio rude, ma adesso, vista la crescita esponenziale di messaggi del genere indirizzati a me, la cosa comincia a sembrarmi un'idea da prendere in considerazione.
Qui due righe su come mai e' possibile ricevere messaggi in cui ci viene attribuita la diffusione di virus informatici con i quali non abbiamo niente a che fare.
Posted by MarcoS at
17:01
23.03.04
Piccole soddisfazioni.
Da qualche mese sto lavorando con un
software che nell'interfaccia grafica, al posto dei soliti bottoncini anonimi, ha, tra gli altri, un
disegno di Escher che e' stato per qualche mese nella testata di questo blog, il
pensatore di Rodin (che ho visto piacere anche
altrove) ed il Cervino.
Posted by MarcoS at
10:34
22.03.04
Weapons of misperception.
C'è un
articolo segnalato da
Carlo una settimana fa che ho trovato il tempo di leggere solo adesso e riguardo al quale vale la pena fare un po' di eco, perchè è un pezzo interessante anche se si tratta di una quindicina di pagine in Inglese che possono scoraggiare molti.
Si tratta dell'intervista ad un ex analista della Cia che non sembra avere una 'agenda nascosta' da promuovere e che racconta opinioni e cantonate sue e dei servizi di spionaggio occidentali riguardo alle armi vere e supposte tali di Saddam.
Il racconto dettagliato copre il periodo dalla fine della prima guerra in Iraq all'anno scorso, descrivendo l'evoluzione delle convinzioni e delle ipotesi a priori di gruppi diversi di persone, di come gli ispettori dell' ONU dopo essere stati presi per il naso una volta si fossero fatti furbi, di come fosse difficilissimo ottenere qualsiasi tipo di informazioni dagli iracheni, terrorizzati dal poter essere accusati di spionaggio, di come il regime di Saddam verso la fine degli anni '90 avesse probabilmente scelto di rimanere in una sorta di stand-by rispetto alle armi di distruzioni di massa, ovvero avesse abbandonato i progetti rimanendo capace di ricominciarli quando avesse ritenuto di poterlo/doverlo fare, e infine di come tutta la complessità di un lavoro di spionaggio decennale sia stata di fatto vanificata da un'agenda politica nei mesi che precedettero l'invasione dell'Iraq dello scorso anno.
Pollack, l'intervistato, è tutt'altro che una colomba, pensava che prima o poi sarebbe stato inevitabile fare una guerra contro Saddam, ma dice chiaramente:
Penso che l'Amministrazione stesse dicendo solo una parte della verità perchè stava tentando di giustificare una guerra nel 2003. Le informazioni dello spionaggio non supportavano affatto l'urgenza. L'Amministrazione avrebbe potuto dire "I servizi di spionaggio pensano che l' Iraq possa arrivare alla bomba atomica nel giro di cinque-sette anni, ma non è escluso che ce la possa fare in due anni. Dopo l'11 Settembre, noi non dovremmo correre questo rischio". Penso che questo sarebbe stato un modo molto più onesto di descrivere la questione al popolo americano.
Posted by MarcoS at
22:56
Circenses ora e sempre.

Oggi e' stato ucciso il leader di Hamas, vivere in Israele e in Palestina nelle prossime settimane sara' ancora piu' difficile e pericoloso di quanto non lo fosse fino a ieri, e queste qui a lato sono le notizie brevi di Repubblica.
Non che questa mattina fossero
diverse.
Posted by MarcoS at
14:37
Laborioso, laborioso, laborioso.

Non è facile parlare di
Ghiaccio Nove senza finire dritti dritti tra i tipi umani sbeffeggiati nel libro, e forse l'unico modo per minimizzare il rischio è scriverne poco.
Allora dico solo che nasconde sotto una veste squinternata un equilibrio difficile da raggiungere: leggibilissimo, ironico senza sentirsi superiore, acuto senza farlo pesare, cinico senza essere disperato, disilluso sul genere umano ma disposto a dargli una chance.
Molti provano a scrivere libri cosi', Vonnegut e' tra i pochi che ci sono riusciti.
Posted by MarcoS at
00:01
19.03.04
Cosa vuoi aspettarti da gente che gli aerei li sa guidare solo in orizzontale ?
Sulla matrice degli attentati che hanno provocato 201 morti nella capitale iberica, Berlusconi ha ribadito quanto sostenuto nei giorni scorsi. Cioé che l’operazione terroristica è stata così «sofisticata» che riesce difficile immaginare che, dietro gli attentati, vi siano solo «quei quattro beduini di Al Qaeda».
Panorama via Pfaal.
Posted by MarcoS at
12:40
OS-dependent destinations.
Il meraviglioso mondo del Web: visitando il sito della compagnia aerea
Virgin-Express con il browser
Firefox e Windows NT, l'unica destinazione da Amsterdam e' Milano Linate.
Con lo stesso browser e Windows XP compare magicamente anche la destinazione di Fiumicino.
Per conoscenza diretta, vi dico che la seconda risposta e' quella giusta, anche se non posso garantire che nuove combinazioni sistema operativo+browser non aggiungano ulteriori aeroporti.
Posted by MarcoS at
09:43
18.03.04
Tra il dire e il fare.
Facile parlare di
"diavoletto di Maxwell" e darsi un tono da persone colte.
Per una volta provate a
mettervi nei suoi panni.
Posted by MarcoS at
00:01
17.03.04
Famoci 'na cultura.
Paolo Valdemarin spiega al popolo, e in Italiano, un sistema per distribuire contenuti multimediali basato su
Bit Torrent + RSS.
Non sapete cosa sono Bit Torrent e RSS ?
Bit Torrent non avevo neanche io capito bene cosa fosse, e grazie a Paolo adesso mi pare chiaro, se invece RSS, con tutte le parole spese per spiegarlo, vi suona ancora ostrogoto vuol dire che non vi frega granche' di questi argomenti, e allora passare oltre spediti, che' il post quasi-tech della settimana e' questo, quindi per il resto dovreste andare via lisci.
Qui, via i maestrini, un articolo sullo stesso argomento di eweek.
Posted by MarcoS at
13:04
Verhuizing.
Ieri il provider ci ha chiesto improvvisamente di traslocare su un server nuovo.
Tutto sembra andato liscio, a parte la perdita di due commenti scritti ieri pomeriggio, di cui mi scuso con
l'autore.
Domanda per i
techies che girano da queste parti: mi pareva di aver letto qualche anno fa che l'aggiornamento dei DNS richiede un po' di tempo, non 4-5 ore.
Ho letto un'informazione sbagliata o nel frattempo le cose sono cambiate ?
Posted by MarcoS at
10:12
16.03.04
Il gene egoista.

Ho comprato 'Il gene egoista' di Richard Dawkins attratto principalmente dal titolo, ormai diventato un modo di dire, e dall'autore, scienziato noto anche per aver proposto tesi molto controverse; non avevo però aspettative precise su quanto avrei letto, a parte quella che mi sarei trovato in totale disaccordo con le tesi dell'autore.
Nonostante questo inizio non proprio ideale, sono contento di essere arrivato fino all'ultima pagina di un libro che merita di essere letto a prescindere dalle convinzioni che ognuno di noi ha, magari sotto forma di idee appena abbozzate, sulle relazioni tra il livello genetico ed il comportamento di organismi complessi o della specie umana.
I difetti maggiori che ho riscontrato, così ce li togliamo subito dai piedi, sono un compiacimento dell'autore per le proprie teorie a volte fastidioso, e la simmetrica scarsissima stima per le opinioni altrui, ed un modo di argomentare ai limiti dell' aprioristico, che in qualche passaggio mi è parso cadere nel ragionamento circolare.
Se il primo difetto è da imputarsi al narcisismo di Dawkins, ed è probabilmente uno dei motivi per cui il 'Il gene egoista' si è attirato critiche feroci, il secondo mi è venuto il dubbio sia un problema tipico delle teorie evoluzionistiche, che si concentrano sulle spiegazioni a posteriori piuttosto che sulle predizioni, per cui rischiano di produrre argomenti del tipo
'Perchè quella specie si è evoluta così ? Perchè questo era l'ottimo da un punto di vista evoluzionistico.
Come fai a sapere che era l'ottimo ? Perchè la specie si è evoluta così'.
Non sono però un esperto di teorie evoluzionistiche, per cui potrei dire una cretinata.
Il libro ruota intorno ad un nucleo di idee che provo qui a sintetizzare:
- Il protagonista del processo di evoluzione non è la specie e, a guardar bene, nemmeno l'individuo, ma il singolo gene (il 'replicatore') o al più un pool di geni.
- Il gene funziona in modo da massimizzare le sue probabilità di sopravvivenza tramite duplicazione. Usando una metafora, potremmo dire che unico vero 'scopo' del gene è duplicarsi, per quanto la parola 'scopo' non si possa applicare ad un gene.
-Gli organismi complessi che compongono l'ambiente che ci circonda non sono altro che 'vettori' del gene, ovvero 'macchine da sopravvivenza', a volte molto complesse, frutto dell'evoluzione del gene che si garantisce la sopravvivenza e la replicazione con meccanismi sempre più raffinati. Non è quindi il DNA che serve all'individuo per riprodursi, ma è l'individuo ad essere uno strumento perchè il gene si possa riprodurre e diffondere.
-Per sua natura il gene è 'egoista', nel senso che non compie azioni che aumentano le probabilità di replicazione di un altro gene a discapito delle proprie. Quello che interpretiamo come altruismo è al più 'egoismo illuminato'.
-I comportamenti a livello individuale e sociale delle specie animali sono guidati dal meccanismo del gene 'egoista'. Ciò non esclude che nella specie umana si possano instaurare atteggiamenti altruistici, che sono però appresi e non innati.
Letti i punti qui sopra, è facile immaginare le accuse dirette a Dawkins: meccanicista, riduzionista, darwinista sociale, e via dicendo.
A questo si aggiunga che Dawkins sembra a volte cercare la rissa; quando applica la sua teoria alle dinamiche tra i sessi, per esempio, dice che il maschio per natura è portato ad avere più partner, dato che il suo investimento di energie in un figlio è minore che per la madre, e che la madre ha due strategie per minimizzare il rischio dell'abbandono, che vengono chiamate della 'gioia domestica' e del 'maschio migliore'.
Per quanto Dawkins si affretti a precisare che 'più naturale' non è sinonimo di 'giusto', sembra un po' che tiri la pietra, facendo affermazioni pericolose da maneggiare e che si prestano a parecchi fraintendimenti, e poi nasconda la mano.
Secondo me, per non finire a tifare pro o contro la teoria del gene egoista, bisogna separarne per quanto possibile la descrizione dei meccanismi dell'evoluzione a livello genetico e la sua estensione al comportamento di una specie, in particolare quella umana. E' inoltre necessario ricordare che più ci si allontana dal livello cellulare più si è inevitabilmente nel campo dell'interpretazione, per quanto Dawkins si sforzi a precisare che esiste una sola spiegazione, ovviamente la sua.
Finchè si rimane al livello di meccanismi abbastanza semplici, e si ricorda che Dawkins usa termini antropomorfici ('il gene che vuole', 'il gene che lotta', etc) per rendere l'argomentazione più fluida, il libro fornisce un punto di vista alternativo e sicuramente interessante all'idea della specie come perno del processo di evoluzione; c'è per esempio una lunga trattazione del 'dilemma del prigioniero' visto in chiave evolutiva che ho trovato molto acuta per come tratta in dettaglio strategie di collaborazione e di egoismo, mostrando come risultino perdenti o vincenti a seconda dall'ambiente in cui si trovano seguendo regole non intuitive.
Un'altra idea che ho trovato originale è quella del fenotipo esteso, che approfondisce l'influenza di un gene non solo sull'organismo che lo ospita ma sull'ambiente in generale.
E' evidente nella seconda parte del libro il tentativo di Dawkins di salvare capra e cavoli descrivendo comportamenti meccanicisti negli animali e attribuendo all'uomo una possibilità di scelta, che però non si capisce bene da dove arrivi. Un tentativo di dare al genere umano uno status speciale è nella teoria del 'meme' (termine che nasce proprio da questo libro), per cui l'uomo tramite la cultura e la circolazione delle idee ha creato un analogo del gene (il meme, appunto), che potenzialmente è in concorrenza con il gene per la sua capacità di diffondersi e replicarsi senza avere bisogno di tempi misurabili in generazioni. Purtroppo la trattazione del meme non è la parte migliore del libro, non fosse altro che per esemplificare le proprietà di un meme Dawkins si intestardisce su argomenti legati a fede e religione, per le quali ha una palese antipatia.
Nonostante questo, 'Il gene egoista' è un libro da leggere perchè suscita più di una riflessione e non necessariamente provoca reazioni estreme di odio/amore, purchè non venga preso come un insieme di regole traslabili tout court dall'ambito cellulare a quello di una società. In più, se siete ignoranti come me del mondo animale, vi stupirete a leggere la descrizione di comportamenti animali molto intricati: le dinamiche sociali dei formicai per esempio, in particolare se viste attraverso la lente del gene egoista, si rivelano di un'ingegnosità e complessità incredibili.
Infine, per andare sul sicuro e tenere alti gli anticorpi contro gli estremi dell'egoismo genetico, appena finito di leggere Dawkins potete compensare con i testi di uno dei suoi principali oppositori, Richard Lewontin. Io sono in dubbio se comprare 'The triple helix', che a occhio potrebbe essere un altro bel mattone, o andare su un libro con un titolo che è un programma: "Biology as Ideology : The Doctrine of DNA".
Posted by MarcoS at
00:01
15.03.04
E' un caso di circonvenzione di incapace ?
Un olandese e' riuscito a incassare mezzo milione di dollari facendo credere a gente tanto danarosa quanto stonata di avere a disposizione in via esclusiva delle azioni di Google, azienda non ancora sul mercato azionario.
I polli sono rispettivamente
"chairman of a global telecommunications company, a New York investment banker, a corporate attorney and a senior executive at a brokerage firm", insomma, i classici espertoni dei miei stivali.
Posted by MarcoS at
13:19
14.03.04
L'imbarazzo della scelta.
Stai pensando di mettere su un sito per conto tuo e vuoi capire quale programma di gestione per i contenuti (Content Management System) fa per te ?
Forse ti sarà utile sapere che c'è un sito (
opensourcecms) su quale puoi provare un bel numero di programmi, tutti open source.
La scelta spazia da programmi più complessi come
phpnuke e derivati (myphpnuke, postnuke), ad applicazioni per gestire forum, come
phpBB, a software pensato espressamente per i blog, come
WordPress e
Nucleus (
Movable Type non c'è perchè è
free nel senso di 'free beer' ma non nel senso di 'free speech').
Ho provato WordPress e sarei contento di usarlo al posto di Movable Type se solo permettesse di definire più di un weblog per ogni installazione.
Posted by MarcoS at
12:21
12.03.04
Nebbia.
Come capita a quasi tutti, il pensiero va spesso all'attentato di ieri a Madrid.
Da email che ho ricevuto e da articoli visti di sfuggita (p.es.
questi due sul Corriere della Sera) mi sembra che molti abbiano le idee relativamente chiare sulla questione.
Io invece continuo a non trovare elementi che diano un senso a quanto e' capitato, che aiutino a capire quali persone e quali idee, per quanto criminali e/o deliranti, possano essere dietro a queste bombe.
Dare un senso serve solo ai vivi, ovvio, e razionalizzare e' anche un modo per rimuovere, per dirsi almeno inconsciamente 'No, una cosa cosi' a me non puo' capitare', ma intanto non guasterebbe proprio.
E poi, giusto per chiarire che con il tempo le cose si capiscono meglio, proprio oggi
hanno assolto in appello tutti gli imputati per la strage di Piazza Fontana, anno di grazia 1969.
Posted by MarcoS at
12:21
10.03.04
Interviste senza genuflessione.
Se questa sera volete sentire parlare di politica senza finire nel
soliloquio governativo, sul sito di BBCNews si puo' vedere in streaming la puntata di ieri di
Hardtalk, nel quale l'intervistato era Henry Kissinger, chiamato ad esprimere un parere sulle similitudini tra la politica estera USA attuale e quella del periodo in cui era Segretario di Stato.
Ad un certo punto, il giornalista ha tirato fuori la questione della registrazione delle sue telefonate con i generali della giunta argentina, dai piu' interpretate come prova dell'approccio esplicito, suo personale e del governo USA, verso una giunta militare criminale.
Kissinger non ha gradito per niente questa 'digressione', ha sostenuto che questa interpretazione e' frutto di malafede da parte di chi ha spulciato gli archivi di anni di attivita' politica per trovare uno scandalo, che nelle telefonate in questione stava parlando solamente di politica economica, fino a che, palesemente innervosito, e' sbottato verso l'intervistatore con un 'Lei non sa di cosa sta parlando !'.
Posted by MarcoS at
13:00
09.03.04
Se non puoi batterli, sfottili.
Volevo scrivere due pensieri belli tondi e ragionevoli sui
trial randomizzati, ma devo rimandare.
Per ora l'avete scampata, e la butto sul ridere, girandovi
il link di un pezzo del British Medical Journal che prende per i fondelli la mania di invocare trial ad ogni pie' sospinto, argomentando la necessita' di un trial per verificare l'efficacia del paracadute.
L'introduzione la trovo perfetta per come racchiude aria fritta nel tipico linguaggio paludato (n.b: se non vi fa ridere e' un
mio problema):
The parachute is used in recreational, voluntary sector, and military settings to reduce the risk of orthopaedic, head, and soft tissue injury after gravitational challenge, typically in the context of jumping from an aircraft. The perception that parachutes are a successful intervention is based largely on anecdotal evidence. Observational data have shown that their use is associated with morbidity and mortality, due to both failure of the intervention and iatrogenic complications. In addition, "natural history" studies of free fall indicate that failure to take or deploy a parachute does not inevitably result in an adverse outcome. We therefore undertook a systematic review of randomised controlled trials of parachutes.
Posted by MarcoS at
14:06
08.03.04
Qui giace una topica.
Avevo segnalato una
pagina curiosa, senza accorgermi di almeno un erroraccio che
Delio ha prontamente beccato.
Queste righe servono soprattutto a me, a ricordarmi di controllare una volta di piu' quello che posto e a non fare troppo il furbo quando mi imbatto in errori altrui.
Posted by MarcoS at
17:43
07.03.04
Le sfumature di Tony.
Sarà che deve fare fronte ad un'opposizione interna nel suo partito, sarà che i suoi
ghost writers sono particolarmente abili, o semplicemente sarà che è una persona diversa, ma Blair riesce spesso a rendere quasi accettabili valutazioni che in bocca a un Bush o un Berlusconi suonano come un insulto all'intelligenza.
Questo discorso di Venerdì, per esempio, dedicato alla decisione di un anno fa sulla guerra in Iraq, contiene più di una considerazione che non condivido e ha qualche passaggio che mi sembra un'arrampicata sugli specchi, ma nonostante questo è un discorso da leader di un paese e non da tifoso di una fazione, perchè non cede alla tentazione di vedere tutto in bianco e nero, non cambia troppo le carte in tavola, ma accetta sfumature, dubbi e possibilità di errori.
Ecco qualche passaggio (la traduzione è mia, siate clementi):
La questione vera è che chi era contrario alla guerra era fondamentalmente contrario alle valutazioni che hanno portato alla guerra. Inoltre, gli argomenti contro la guerra erano allo stesso tempo assolutamente razionali quanto discutibili. La guerra in Kosovo, con le pulizie etniche contro il popolo albanese, per molti non fu una decisione difficile, come non lo fu l'intervento in l'Afghanistan, dopo lo shock dell'11 Settembre, e in Sierra Leone.
La decisione sull'Iraq dello scorso anno era enormemente difficile. Creava divisioni perchè era difficile. Non ho mai mancato rispetto verso chi era contrario a questa decisione. Certo, alcuni erano anti-Americani, altri contrari a qualsiasi guerra, ma c'era un nucleo di persone ragionevoli che di fronte a questa decisione avrebbero scelto diversamente per motivi ragionevoli. Capisco perfettamente la loro posizione: era quella per cui l'Iraq non poneva una minaccia diretta ed immediata nei nostri confronti, e che il problema delle armi di distruzione di massa (ADM) dell'Iraq non era così serio da richiedere una guerra, perlomeno senza un mandato specifico all'intervento militare da parte delle Nazioni Unite. Queste persone inoltre pensavano che Saddam avrebbe potuto, in ogni caso, essere contenuto senza l'uso delle armi.
In altre parole, queste persone erano in disaccordo allora e lo sono ancora adesso sull'identificazione della minaccia. Noi dicevamo che era urgente, che bisognava agire, mentre chi era contrario alla guerra diceva che non lo era.
Io accetto, per inciso, che per quanto terribile ed orrendo fosse il regime e per quanto questo fosse un problema importante per le ragioni che ho spiegato prima della guerra, per esempio a Glasgow nel Febbraio 2003, il solo cambio di regime non era e non poteva essere l'unico motivo dell'intervento. Il nostro primo scopo era far rispettare le risoluzioni delle Nazioni Unite sull'Iraq e sulle ADM.
...
E' possibile che, nonostante Saddam costituisse un pericolo serio, alla fine non sarebbe capitato niente. E' possibile che Saddam avrebbe cambiato le sue ambizioni; possibile che avrebbe sviluppato ADM senza usarle; possible che i terroristi non sarebbero venuti in possesso di ADM, tramite l'Iraq o un altro paese. Non ne possiamo essere sicuri. Forse avremmo trovato altri mezzi per tenerlo sotto controllo. Forse il terrorismo islamico avrebbe avuto un riflusso in ogni caso.
Ma il problema era: vogliamo correre questi rischi ? La mia opinione, allora ed adesso, è che il rischio del nuovo terrorismo globale e della sua interazione con stati, organizzazioni e individui che operano con ADM è di quelli che non voglio correre.
Posted by MarcoS at
16:40
06.03.04
Equilibrismi.
Dice il portavoce di Blair a proposito dell'incontro tra
Berlusconi e Blair stesso (N.B. PMOS = Prime Minister Official Spokesman):
Asked if the purpose of the meeting in Rome today was to placate Prime Minister Berlusconi after he had not been invited to the trilateral, the PMOS said he wouldn't characterise it in that way.
...
Asked if today's meeting had been set up after the trilateral, the PMOS said yes.
(via
Downingstreetsays.org, sito indipendente che riporta le trascrizioni dei cosiddetti
lobby briefings del governo Blair).
Posted by MarcoS at
14:18
05.03.04
Pour parler.
Da pensieri oziosi
si discuteva dell'utilita' di avere una lista di siti segnalati (in gergo si chiama 'blogroll') analoga all'elenco qui a destra alla voce 'Cerco di seguire'.
Il succo della questione per me e' questo: a parte i casi umani degli autori di blog che considerano la presenza nel blogroll di tizio o caio come uno status symbol, qual e' l'interesse di una lista del genere, in particolare per i lettori non scrittori ? La leggete ? Avete mai cliccato su uno di quei link ? C'e' un modo per rendere questo elenco piu' utile/interessante ?
Fatemi sape'.
Posted by MarcoS at
13:17
Per la precisione.
Ogni tanto qui si sproloquia di medicina, con tono spesso critico verso alcuni aspetti della pratica medica attuale, come ad esempio un malcelato senso di inferiorità verso discipline come la Fisica (maiuscola d'obbligo), a torto ritenute modelli a cui aspirare, ed un' eccessiva fiducia nelle capacità risolutive di un approccio hi-tech e riduzionistico.
I quattro lettori che bazzicano da queste parti con una certa regolarità avranno probabilmente capito da dove nascono queste mie posizioni, ma per coloro che capitano qui una volta al mese forse vale la pena chiarire due cose una volta per tutte.
Accettando per un istante, e solo per non dover partire da Adamo ed Eva, la contrapposizione che va per la maggiore tra medicina 'ufficiale' e medicina 'alternativa', è forse utile sapere che lavoro in un ambito di medicina 'ufficiale', che il mio ruolo e' spesso proprio quello di chi sviluppa/testa/gestisce questi famigerati prodotti 'hi-tech', che è un lavoro che mi sono scelto e che mi piace, e che tutto ciò non è in contraddizione con convinzioni come quella per cui nella cassetta degli attrezzi di un medico, oltre alla biochimica, la genetica e la statistica, è necessario lasciare un po' di spazio anche per la filosofia e l' antropologia.
Perchè quest'ansia di distinguo ?
No, non è che ieri sera mi hanno scritto proponendomi un PhD in 'fiori di bach', è che una volta precisato da dove vengo mi sento le mani più libere per dire quel che penso in modo molto chiaro, senza troppi rischi di essere frainteso o di passare per quello che sputa nel piatto in cui mangia.
P.S. I fiori di bach erano un esempio, dunque gli aficionados di questa terapia possono evitare di sentirti offesi. Take it easy.
Posted by MarcoS at
00:27
04.03.04
Prima o (piu' probabilmente) poi.
Chissa' se le maggiori case editrice italiane o qualche sito di acquisto on-line hanno in mente
un cosa del genere (Amazon.com Syndacated Content).
Il fatto che un editore come
Einaudi abbia il
favicon di Netscape e la sezione 'libri on line' sia ferma a febbraio 2002 non e' un fattore prognostico positivo, pero' ogni giorno e' buono per cambiare idea.
Posted by MarcoS at
13:15
Buona giornata.
"Un rapporto pubblicato a Gennaio 2004 dall'American Cancer Society ha rivelato che la mortalita' legata a malattie oncologiche sta scendendo in tutti gli USA, ma che le minoranza etniche e i poveri hanno ancora un tasso di mortalita' sproporzionatamente alto rispetto al resto della popolazione, nonostante abbiano spesso un rischio piu' basso di contrarre un tumore. Questa tendenza dura ormai da piu' di dieci anni. Il rapporto mostra che gli uomini afroamericani hanno il piu' alto tasso di tumore alla prostata del mondo, e che hanno piu' del doppio delle probabilita' di morire rispetto ai bianchi. Inoltre, sia gli uomini sia le donne afroamericani hanno una peggiore sopravvivenza per ogni tipo di tumore e per ogni stadio all'atto della diagnosi, oltre ad avere maggiore probabilita' che il tumore venga diagnosticato ad uno stadio piu' avanzato."
The Lancet Oncology, Volume 5, Issue 3 , 1 March 2004, Page 135.
Posted by MarcoS at
09:24
03.03.04
Biblioteche nederlandesi.
A proposito della normativa europea che richiede il pagamento dei diritti d'autore sui libri presi in prestito dalle biblioteche,
Delio si chiedeva come fosse la situazione olandese.
Ecco il tariffario dal sito delle biblioteche pubbliche di Amsterdam. E' in Olandese ma siete persone intelligenti e capirete.
Per inciso, si vede come siano dei precisi del boia anche in questo. Se anche in Italia facessero pagare 5 centesimi di euro per ogni giorno di ritardo non ci sarebbe il problema di come finanziare le biblioteche.
Posted by MarcoS at
17:31
La sagra dello stereotipo.
La settimana scorsa ho sostituito il mio 'capo' partecipando all'inaugurazione di un centro radioterapico ad Izmir e al relativo 'simposio' nel quale mi e' toccato esibirmi.
Per quanto la mia esperienza di cose e persone turche sia ben lontana dall'avere un qualche significato statistico, mi azzardo ad affermare che:
-La radioterapia turca ha ancora un po' di strada da fare.
-Il sentimento patriottico (o bisogna dire nazionalista ?) dei turchi e' parecchio distante dal nostro. Il simposio e' iniziato con tutti in piedi a sentire e/o cantare l'inno nazionale, mentre sullo schermo delle presentazioni scorrevano immagini di Ataturk. Il primario stesso, a conclusione del discorso inaugurale, ha inserito una frase che suonava piu' o meno come: 'E comunque ringraziamo Ataturk che ha permesso al nostro paese di arrivare a questi livelli'. Ricordo
en passant che Ataturk e' morto nel 1938.
-Se la nonchalance organizzativa che ho sperimentato è una regola, prendetevela molto easy altrimenti vi viene l'ulcera. Nonostante tentativi ripetuti di capire via email i dettagli organizzativi, mi sono trovato il giorno del congresso ad aspettare che una persona imprecisata venisse a prendermi ad un orario imprecisato per portarmi in un luogo imprecisato. Essendomi quasi abituato all'andazzo nederlandese, la cosa mi ha creato non poco disagio. Poi mi son detto 'adeguiamoci alla regole locali' ed è andato tutto bene.
-Il detto
fumare come un turco non è solo un modo di dire. Per quanto conosca più di un radioterapista stimabile tanto personalmente quanto professionalmente e allo stesso tempo fumatore, fa sempre un po' impressione andare al rinfresco di un reparto ospedaliero tirato a lucido, con i discorsoni di rito su quanto i nuovi strumenti appena comprati serviranno a curare meglio i tumori e blablabla, e con tutti che dicendo queste belle cose continuano a fumare come delle ciminiere.
-Il trasporto pubblico e l'edilizia di Izmir sono, ehm, migliorabili.
-Nota di costume per il gentil sesso: sappiate che in Turchia ci deve essere una legge che impone alle donne di indossare gonna al ginocchio e stivali. E' l'unica spiegazione possibile al fatto che sono tutte vestite così quando si mettono in tiro.
Posted by MarcoS at
13:15
02.03.04
Speriamo di no.
Le sue opinioni erano tutti stimoli: eccitarsi era lo scopo.
Philiph Roth,
Pastorale americana.
Posted by MarcoS at
22:07
Non ci voleva la fMRI per capirlo.
Mi stupisco dello stupore di chi un giorno si' e l'altro pure se ne esce con 'Ma guarda, gli esseri umani sono molto meno razionali di quanto pensassi'.
L'unica spiegazione a questo atteggiamento e' che molti ragionino in base al principio 'razionale=buono e emotivo=cattivo' e quindi si stupiscano a vedere che il genere umano non e' cosi 'buono' come gli farebbe piacere.
Su Time riportano di 'scienziati' che, con dovizia di aggeggi hi-tech, studiano il fatto che quando facciamo acquisti non ci comportiamo come l'agente razionale delle teorie economiche.
Ovviamente questi studi fanno gola alle aziende pubblicitarie, ma personalmente non sono sicuro che indagare questi fenomeni nel microscopico, a livello di funzionalita' cerebrale, migliori di molto tecniche di 'persuasione occulta' che lavorano gia' benissimo al livello macroscopico, che e' poi quello che conta.
Posted by MarcoS at
13:15
01.03.04
Nanolobbies.
Danni del politicamente corretto: uno puo' decidere se iscriversi alla
National Society of Black Physicist, oppure, a seconda dei gusti, alla
National Society of Hispanic Physicist.
In ambedue i casi, contribuira' a "
... promuovere il benessere professionale dei fisici del <$GruppoEtnicoPreferito> ... e ad aumentarne il numero, le opportunita' di lavoro nonche' la visibilita' della produzione scientifica".
Mi sa che devo darmi una mossa a fondare l'Associazione dei Fisici Longilinei.
Posted by MarcoS at
12:53
Il solito casino.
A proposito di
queste polemiche, non sarebbe male se qualcuno con piu' autorevolezza del sottoscritto si premurasse di dire che:
1)L'idiozia e la rozzezza di Bossi
2)Le reazioni opportunistiche di una classe politica in scandalosa ricerca dell'appoggio del Vaticano
3)La necessita' che la Chiesa abbandoni un rapporto di
do ut des con lo Stato molto discutibile tanto per lo Stato quanto per la Chiesa stessa
Sono tre problemi diversi, il primo stranoto, il secondo pure, il terzo degno di qualche riflessione sensata.
P.S. Intanto il papa usa ancora il suo blog preferito per spiegare come mai si e' messo a parlare in romanesco.
Posted by MarcoS at
09:43