30.09.03

Poteva andare peggio.

Palm OSHo trovato su zittialcinema il quiz 'Which OS are you ?', dal quale sono uscito come tipo PalmOS, che è l'equivalente di 'In fondo è una brava persona'.
La domanda sulla quale ho avuto meno dubbi è stata l'ultima (Will the answers to these questions really help you determine my personality?), alla quale mi sono sentito in dovere di rispondere If I end up Windows ME someone is going to be hurting.
BTW, il profilo Windows ME è proprio pecio, mentre i tipi Debian, come al solito, escono fuori come fighi persi, anche se incompresi dal popolo bue.
Se lo scopo di rispondere alle domande è fare uscire il quadro che vi piace, potete andare direttamente alla pagina delle possibili risposte e scegliere quella che più titilla il vostro ego.
Posted by MarcoS at 21:54

Diamo una collocazione a 'sta medicina che altrimenti i medici continueranno ad avere i complessi di inferiorità.

Sto seguendo da un po' Ulisse, un sito di comunicazione scientifica che mi sembra fatto bene.
Questa sera sono incappato nella rubrica 'Biblioteca dei 500', una raccolta di articoli che la redazione del sito ritiene interessanti.
Quello che mi ha fatto pensare è la frase in cui si dice " La Biblioteca dei 500 si occupa dei temi scientifici sui quali Ulisse si è specializzato: dalla fisica alla matematica, alla chimica, alla biologia, alle scienze naturali. Non tratta invece di medicina né di tecnologia, discipline il cui interesse è focalizzato sul soddisfacimento dei bisogni, invece che sul conseguimento della conoscenza."
Siamo proprio sicuri che la medicina 'non sia focalizzata al conseguimento della conoscenza' ?
E' un bene separare la medicina dalle discipline sulle quali, di fatto, si costruisce la filosofia della scienza (o della conoscenza) ?
O questa è solo una versione più elaborata della frase che si sente spesso per cui 'la medicina non è scienza ma arte', che detto così sic et simpliciter mi sembra più che altro un modo per togliersela dai piedi (anche perchè di solito sono gli 'scienziati' a usare questa espressione) ?
Posted by MarcoS at 00:11

29.09.03

Urge sottoscrivere una convenzione con la Lindt

C'e' un tale che argomenta come si possa calcolare la velocita' della luce con un forno a microonde e una barretta di cioccolato.
Il mio amore per la scienza mi impone di provare questo esperimento.
E, sempre per rispetto alla scienza, si dovrebbe anche fare uno studio su come diversi tipi di cioccolato (al latte, alle nocciole, amaro, etc.) influenzano l'accuratezza e la precisione del risultato ottenuto.
Chissa' mai che ci scappi pure un articolo che vince l'Ig-Nobel.
Posted by MarcoS at 18:42

Black out dei neuroni.

A proposito di (in)affidabilita' dei weblog, al momento la home page di Repubblica e' occupata per tre quarti da articoli che in qualche modo hanno a che fare con il black out.
Non ho tempo di leggerli (magari questa sera), cosi' come non ho ancora letto nessun post pubblicato oggi al riguardo da qualche weblog, ma faccio una scommessa con chi ha tempo e voglia di verificare:
Se l'andazzo e' lo stesso dei TG di ieri, vuoi vedere che in tutte queste pagine di Repubblica non si trova niente di piu' interessante, al massimo qualcosa di meno, di quel che si puo' trovare in qualche weblog ?
(vedi p.es. Momoblog, Pfaall, uno dei post di Beppe Caravita, Tribook e verosimilmente altri dei quali non so nemmeno l'esistenza).
E questo non tanto (non solo) per riprovare il potenziale interesse di strumenti come il weblog, ma per dire che sarebbe bello/doveroso che giornali e TV, che hanno risorse e ascolti ordini di grandezza superiori ai blogger, mettessero un po' piu' di sostanza nel materiale che ci rendono disponibile.
Posted by MarcoS at 12:20

28.09.03

Meglio i pistoloni dei pistolotti.

Tra un po' uscirà la terza puntata di Matrix, e oggi, senza fretta, mi sono messo in pari con la prima.
Mi aspettavo un film con un sacco di rumore, botte ed effetti speciali da urlo, e quando c'era almeno una di queste tre cose mi sono divertito davvero: qua e là sono riuscito a farmi prendere dalla storia e a sperare davvero che Neo facesse un culo così a tutti quei cloni vestiti da consulenti Arthur Andersen.
Quello che mi ha reso meno facile il coinvolgimento nella storia, soprattutto nella prima parte, è lo spazio dedicato alle spiegazioni/prediche.
In molti passi la prima oretta sembra un bignami dei Vangeli (per correttezza, io Matteo-Marco-Luca-Giovanni nei ringraziamenti li avrei messi) con un pò di new-age più una spruzzata di postmodernismo/costruttivismo.
Insomma, avrei scambiato volentieri una sparatoria o uno specchio liquefatto in più per un predicozzo in meno.
Ultima nota di merito agli autori: hanno fatto un film di successo clamoroso senza far vedere nemmeno una tetta. Visto l'andazzo, è un vero virtuosismo, che mi sembra giusto notare.
Later this week mi sparo 'Reloaded'.
Posted by MarcoS at 19:32

27.09.03

Avviso per gli amici del pinguino.

Se usate Mozilla sotto Linux, passate dal sito di questo sant'uomo che rende disponibili il browser (Firebird) e il client email (Thunderbird) compilati con il supporto xft.
In soldoni, questo vuol dire che la qualità dell'interfaccia grafica migliora di molto, in particolare per chi usa un portatile o comunque uno schermo non CRT.
Adesso devo solo più aspettare che SuSe in uno dei prossimi aggiornamenti automatici (che, per inciso, fino adesso vanno lisci lisci) mi metta giù la versione 2.4.22 del kernel, che dovrebbe permettere di regolare la luminosità dello schermo sui portatili ASUS senza smanettare troppo, altrimenti divento cecato.
Posted by MarcoS at 21:30

26.09.03

Se uno ha la casa piccola come fa ?

Siccome un po' di spam non si nega a nessuno, tutte le mattine al lavoro mi arrivano tre-quattro messaggi pubblicitari improbabili. Al lavoro mi tocca pure vederli perche' uso Outlook e non Mozilla e non ho ancora messo su nessun programma antispam.
Le promesse di questi messaggi di solito non brillano per originalita' (pisello lungo e/o duraturo, crediti ad interessi meno che zero, prendi un PhD in mezz'ora, quelle cose li').
Oggi pero' mi e' arrivato uno spam che non avevo mai visto prima: Hypnotize Any Women With Your Voice and Bring Them Home Tonight.
Pregasi notare Them.
Quasi quasi clicco.
Posted by MarcoS at 10:11

(In)affidabile come un blog.

Mesi fa ho provato a mettere giù le ragioni per cui secondo me può avere senso tenere e/o leggere un blog.
Lo stesso amico che aveva suscitato quel post lo ha poi commentato, ponendo nuove domande.
A distanza di mesi, comincio a rispondere a una domanda, che pone una questione che si sente molto spesso, ovvero 'Come faccio a fidarmi di un weblog ?'
Sicuramente su questo problema si è scervellata gente più intelligente e preparata del sottoscritto, ma io provo lo stesso a dire la mia.

In sintesi, penso che trovare un blog autorevole su qualche argomento non sia qualitativamente più complesso di trovare un giornale autorevole, un politico autorevole, uno storico autorevole, etc.
Il fatto che identificare l'autorevolezza di un sito Internet sembri molto difficile è forse dovuto solo al fatto che con i blog diventano più espliciti alcuni meccanismi necessari per il riconoscimento dell'autorevolezza che invece diamo per scontati quando maneggiamo oggetti più abituali (libri, film, etc.), rispetto ai quali ci sembra di avere strumenti più robusti per decidere cosa è di buona qualità e cosa no.
Mi sembra che se si chiede alla gente di esplicitare i meccanismi che portano ad attribuire autorevolezza a qualcosa/qualcuno, emerge in genere un processo molto più impersonale e teorico di quello reale. O, forse, i meccanismi attuali di costruzione/attribuzione dell'autorevolezza sono molto diversi da quelli del passato anche recente.
In teoria, sembrerebbe che noi consideriamo qualcuno autorevole perchè qualche ente astratto ci dice di farlo. Verosimilmente in passato c'era qualche istituzione, formale o sostanziale, che riusciva in questa operazione, o almeno ci provava (la Chiesa, il Partito, etc.), e forse attualmente qualche mass media riesce a creare dal nulla persone autorevoli, almeno per periodi di tempo ridotti.
In realtà, il più delle volte, accordiamo la presunzione di autorevolezza a qualcuno con un'operazione di trasferimento, i.e. perchè ne abbiamo sentito parlare bene da un'altra persona che conosciamo bene e che stimiamo; successivamente, leggendo/sentendo quel che il 'candidato autorevole' ha da dire, ci facciamo una nostra opinione sul fatto che questa persona sia davvero degna di fiducia o no. E' un metodo molto più 'sporco' e molto più soggettivo rispetto al mito dell' autorevolezza calata dall'alto da chissà chi o chissà dove, ma mi sembra rispecchi abbastanza la realtà.
Per inciso, la mia opinione sul perchè si sia arrivati a questo concetto da iperuranio dell'autorevolezza è molto semplice: ci fa comodo. Se una cosa è oggettiva (sto schematizzando molto) non ci sono più discussioni e non ci sono più dilemmi/responsabilità personali su cosa sia giusto e cosa no. La cosa giusta è lì di fronte a te e divide il mondo in due categorie abbastanza nette: c'è chi l'accetta e chi no, chi ha ragione e chi ha torto. Semplice, comodo e veloce (soprattutto per chi ha ragione, o, meglio ancora, per chi può decidere di aver ragione).
Al di là di questa digressione, torniamo alla nostra esperienza concreta:quali/quante sono le persone che tu ritieni autorevoli in qualche campo alle quali non sei arrivato tramite altre persone di cui ti fidavi ?
Se esiste un'autorevolezza nel weblog, il meccanismo penso non possa che essere lo stesso. Se tu mi ritieni affidabile sull'argomento della coltivazione della liquerizia e io ti consiglio un' altra persona come autorevole in quel campo, tu in prima battuta tenderai a fidarti. Non vedo realisticamente un'alternativa a questo meccanismo a cerchi concentrici.
Se un'alternativa c'è è puramente quantitativa, e consiste nell'affidarsi a un indice di gradimento che, nel caso di un blog, può essere il numero di altri siti che lo linkano. Questo è il meccanismo di Google quando fai una ricerca sul Web, e penso che sia anche il meccanismo di Feedster, un motore di ricerca specifico sui feed RSS, quindi particolarmente adatto sui blog.
Alla fine, combinare elementi quantitativi e contatti personali può darsi produca i risultati migliori.
Se poi uno, dopo essersi accorto di come funzionano le cose nel weblog, ritorna ad altri ambiti più classici, come la letteratura, il cinema o la pittura, mi sembra si accorga che anche lì i metodi non sono qualitativamente diversi. Certo, ci sono luoghi e persone il cui lavoro sembra quasi quello di decidere chi è autorevole e chi no (accademie, università, scuole di critica, etc), e di risparmiare a te la fatica di farlo, ma questi luoghi e queste persone alla lunga non sono altro che l' istituzionalizzazione dello stesso meccanismo che vale per i weblog, ovvero quello del trasferimento di autorevolezza. Il che, per certi versi, è un bene, perchè garantisce una certa solidità e una certa costanza dei giudizi di autorevolezza, ma per altri versi continua ad avere gli stessi rischi di quando io ti dico 'Fidati di tizio', ovvero di essere molto legato ai gusti, agli umori e alle idiosincrasie di un singolo, o di pochi individui. Il fatto che il singolo sia prof, arch., ing., o qualsiasi altra cosa, non toglie che quei rischi si corrano comunque.
E poi, e qui finisco, il fatto di essere prof., arch. o ing. non è anche quello un caso di autorevolezza ottenuta per trasferimento da qualche altro prof., arch. o ing. che ha deciso che quelle persone erano degne di far parte della sua stessa tribù ?

Posted by MarcoS at 00:05

25.09.03

Gente che tiene famiglia.

E' un po' di giorni che si legge e si sente di possibili cambiamenti dalle parti del Foglio (vendite, fusioni, quelle cose li'). La cosa in se' non e' che mi ecciti, facciano un po' quello che ritengano meglio.
Quel che pero' trovo interessante, anche se non invita all'ottimismo, e' il quadro asfittico del giornalismo italiano che emerge da queste discussioni.
Queste righe del Direttore del Foglio, oltre ad essere un bell'esempio di testo in codice, mi sembra rendano abbastanza bene l'idea.
Leggendole, emerge un giornalismo italiano giocato all'interno di pranzi, cene e telefonate tra quattro persone, che conoscono ognuna pregi e difetti dell'altra, che se necessario potrebbero sputtanarsi a vicenda, ma che non lo fanno perche' non conviene a nessuno.
Al che uno si chiede se tutti gli strali lanciati da un giornale o un canale televisivo contro l'altro non siano elementi integranti di una bella recita, un gioco delle parti per cui io oggi faccio il berlusconiano e tu il comunista, poi magari domani, a nostra convenienza, invertiamo i ruoli.
L'importante e' che la baracca vada avanti, e con essa il nostro potere e i nostri stipendi.

P.S. Al Foglio la rubrica delle lettere e' giornaliera e non viene archiviata in un database, per cui o la leggete oggi o ciccia.

Posted by MarcoS at 13:21

Please please please.

Prometto gratitudine imperitura a chi mi comprera' una copia dei fumetti di Mafalda in edicola domani con Repubblica.
Posted by MarcoS at 10:10

24.09.03

L'importante e' iniziare con il piede giusto.

Venghini, signori venghino, che anche alla Feltrinelli hanno aperto il blog di qualche autore.
La cosa e' molto bella, perche' puoi leggere qualche riga di scrittori che non conosci, dei quali forse non hai mai azzardato comprare un libro, e magari capisci se ti possono piacere o no.
Prendete Rossana Campo, per esempio, della quale non ho mai letto niente.
Si presenta con un post nel quale, nel giro di poche righe, spara fuori un "Be’ voglio dire che uno dei motivi per cui ho accettato di partecipare a questo blog è che ho un po’ di paranoia sul fatto che mi sembra che viviamo sempre di più come esseri plasticati, il nostro modo di rapportarci agli altri è sempre più plasticoso", subito seguito da "Mi piacerebbe che ci raccontiamo qualcosa di più".
Ovviamente, la perla viene subito beccata da un po' di gente (p.es Brodo Primordiale).
Quando poi qualcuno nei commenti le fa notare che, mondo plasticoso o no, i congiuntivi non sarebbe male azzeccarli, si becca questa lezione di letteratura:
"Grazie per le donzelle che mi scrivono dolci parole, quanto ai cattivoni subito pronti a sparare sul pianista (sulla scrittrice) per i suoi congiuntivi sbagliati (come fece a suo tempo il buon Giuliano Ferrara) devo dire che sono sempre felice di colpire nel segno. E' proprio su questo che mi piace lavorare, per riuscire a mantenere nella pagina scritta il profumo della lingua parlata, della sgrammaticatura e dei parlanti che mi piace "mettere in scena". La bella paginetta con l'ortografia e la grammatica impeccabili mi lasciano fredda. Questione di gusto, ma la lingua che ci portiamo dentro a mio modo di vedere ha a che fare col corpo, con la lingua che parlavano papà e mamma eccetera eccetera. Anche questo intendevo parlando di plasticoso."
Questione di gusto, certo.
Il mio forse sara' plasticoso, ma un'ideuzza su quanto tempo passera' prima che mi compri un libro della Campo adesso me la sono fatta.
Posted by MarcoS at 23:00

Se otto cocktail vi sembran pochi.

E' rinfrancante vedere come il cattivo gusto sia equamente ripartito tra persone di diverso orientamento politico: la compilation da happy hour 'Gramsci Bar' (via Wittgenstein) mi sembra una trovata interessante tanto quanto il CD di canzoni napoletane che Silvio Banana pubblichera' entro Natale (questa notizia l'ho vista oggi su un giornale olandese, tanto per ricordare i motivi per cui si parla di noi all'estero).
Tra l'altro, Gramsci mi sembra un po' sfigato per queste cose: se non sbaglio, a Torino gli hanno dedicato una piccola via del centro che adesso e' un'area abbastanza produci-consuma-crepa (Rinascente, Ricordi, etc.).
Posted by MarcoS at 13:15

23.09.03

Garantito che questa la mette sul curriculum.

Non tutti riescono a farsi scrivere una lettera contro da ben tre premi Nobel.
Secondo me questa sera il Silvio brinda a champagne: nessuna persona che parla a vanvera ha mai avuto tanto credito.
La prossima volta la sparera' ancora piu' grossa sperando di ricevere un cazziatone ad personam dal Papa. Next step, direttamente dal Padreterno.
Posted by MarcoS at 12:18

22.09.03

Google has been drinking.

Sempre in tema di cazzeggio, BananaSlug non mi sembra niente male.
L'idea di partenza è che a volte il nostro modo di cercare materiale su Internet è troppo concentrato sulla meta specifica, e ci perdiamo quei percorsi tortuosi di link in link che a volte ci portano in posti che non avremmo nemmeno pensato esistessero.
Il trucchetto per dare un po' di verve ai risultati di una ricerca con Google è abbinare la parola chiave 'vera' con un altra parola presa a caso da un elenco (potete scegliere tra 'Città del mondo', 'Animali', 'Parole in gergo' e così via).
Come giochino per 5 minuti non è male.
Se volete dare un'aria intellettuale al tutto potete leggervi quest'articolo che sostiene che lo stile attuale di navigazione in Internet manchi di serendipity, che è poi quella roba per cui uno mentre cerca una cosa ne trova un'altra ed è contento lo stesso.
Io, visto l'ordine che regna in casa nostra, faccio esercizi di serendipity tutte le volte che apro un armadio; a volte, devo dire, la fase 'è contento lo stesso' è un po' carente, però non stiamo lì a sottilizzare.
Posted by MarcoS at 22:12

La corruzione quando e' iniziata non c'e' piu' niente che puo' fermarla.

Oggi su questo blog si cazzeggia, ve lo dico subito.
E quando si parla di cazzeggio applicato ad Internet, mi viene spontaneo pensare ad un'animazione in Flash.
Per quanto i siti che richiedono Flash persino per vedere l'home page mi stiano simpatici come il mal di denti, devo dire che in questi giorni ho scoperto due-tre cose che mi rendono quest'applicazione meno antipatica.
Anzi, esagero, quasi accettabile.
Una cosa e' CBeebies, il sito delle trasmissioni per bambini della bbc.
Ieri con Marta ci abbiamo giocato per un'oretta. Tutte le cose divertenti sono in Flash (storie, puzzle(che loro chiamano jigsaw), giochi, etc), e sono pronto a scommettere che la nostra pupa imparera' ad usare il mouse da quelle parti.
La seconda cosa e' meno riservata ai bambini (no, non ci sono le foto di donne nude, come direbbe Elio) e si chiama Fishy. L' ho scoperto grazie al blog di Massimo Morelli, e devo dire che e' un gioco che potenzialmente crea dipendenza: semplice (bastano le quattro freccette), la regola e' una sola (pesce grosso mangia pesce piccolo), e, per una schiappa come il sottoscritto, dura abbastanza per divertirsi ma sufficientemente poco per non perderci una giornata dietro.
Chi, come me, e' stato educato ad Oxford, alzando un po' l'audio potra' apprezzare i rutti emessi dal pesciolino quando si pappa la preda. Come consiglio agli sviluppatori, proporrei di associare al suono le bollicine che un rutto subacqueo non puo' non produrre (non parlo per esperienza diretta, ma immagino sia cosi').
Divertitevi.
Posted by MarcoS at 11:52

20.09.03

L'OGM che non vorrei.

Ho trovato sul sito di RadioRadicale la registrazione degli interventi ad un congresso tenutosi nel giugno scorso sulle biotecnologie.
Si tratta di file audio/video, per cui richiedono una connessione un po' buona per lo streaming.
Guardando la lista dei relatori, il convegno era chiaramente pro-biotech, cosa che non mi scandalizza, anche se fare una giornata di studio in cui tutti sono d'accordo non mi sembra il massimo, nè dell'interesse nè della possibilità di approfondire.
Ho sentito l'intervento di Sirchia e parte di quello del Direttore Scientifico del S. Raffaele, Bordignon.
Sirchia mi sembra abbia detto molte cose di buon senso, per quanto il suo intervento mancasse totalmente di una dimensione problematica, mentre Bordignon ha dedicato molta attenzione al problema dei brevetti, ma da un'ottica abbastanza riduttiva.
Ha infatti esplicitamente evitato la questione di come/se/quanto sia giusto brevettare prodotti biotech, che per me, come ho gia' detto da queste parti, è il problema, sottolineando invece come adesso la tendenza sia a brevettare prodotti in una fase ancora molto vicina alla ricerca pura, e che quindi, in sostanza, in Italia ci si debba dare una mossa per poi non dovere strapagare prodotti ottenuti con brevetti altrui.
Questo mi convince ancora di più del fatto che la critica agli OGM, se la si vuol fare, non debba focalizzarsi sul problema della salute, tantomeno con campagne semi-terroristiche, e che questa strategia del 'non mangiare OGM che ti vengono le squame' ben presto si ritorcerà contro chi la adopera. Il problema centrale è discutere in gruppi il meno ristretti possibili cosa sia lecito e non lecito brevettare.
Non so se ci sia ancora tempo o se i buoi siano già scappati, però provare a socchiudere la porta della stalla male non farebbe.
Posted by MarcoS at 17:50

Brevetta tu che brevetto anch'io.

La mania di brevettare tutto l'(im)brevettabile si sta diffondendo come un virus anche nel settore di cui mi occupo per lavoro.
La prima perla vista a Ginevra è di una ditta fiera di annunciare che tra un annetto se ne uscirà con un nuovo prodotto, Monaco, sul cui nome ha piazzato un bel brevetto.
Ora, come siano riusciti a convincere l'ufficio brevetti che il nome Monaco non fa parte del pubblico dominio è un bel mistero.
La seconda è di un'azienda che, sulla scia del famigerato one-click di Amazon, ha brevettato la cosiddetta one-click IMRT.
In soldoni, c'era una roba che fino ad ora richiedeva due click di mouse, ora la Philips ha tirato fuori una procedura per farla in uno e ha deciso che l'idea era talmente originale da meritare un brevetto.
A me tutte queste cose, invece di dare l'idea di intelligenza e di energie investite in sviluppo, trasmettono l'impressione di aziende molto impaurite, che si aggrappano con le unghie a tutto pur di ramazzare qualche soldo in più.
Posted by MarcoS at 09:02

19.09.03

Attenzione, può creare dipendenza.

Qualche squilibrato ha ricreato su Internet quel gioco che *tutti* abbiamo fatto da bambini schiacciando le palline del pluriball.
Purtroppo la sensazione tattile di affondare le dita nella plastica morbida non c'è, però il rumore è quello, non esistono palline che non scoppino, e selezionando il Manic mode si sparano delle raffiche che dal vero te le sogni.
Posted by MarcoS at 21:03

Non aprite quell'allegato.

Da ieri mi arrivano al ritmo di 3-4 al giorno dei messaggi con il virus del momento, che si presenta come un messaggio da Microsoft, graficamente molto verosimile, che invita a installare l'eseguibile in allegato per risolvere problemi di sicurezza di Outlook e Internet explorer (come sono astute le forze del male).
Se non fosse che con il piffero che do a Microsoft il mio email, che dei buchi di Explorer e Outlook non me ne puo' fregare di meno perche' non uso quei programmi, e che distribuire patch via email e' una cosa che neanche Microsoft farebbe, quel messaggio sarebbe un tranello quasi perfetto, molto piu' difficile da sgamare rispetto alle email solite che si portano dietro un virus.
L'altra cosa interessante, come nota anche qualcun altro, e' che la presenza di 'buchi' di sicurezza nei prodotti Microsoft e' ormai talmente nota da essere diventata un'esca perfetta e molto piu' credibile di 'clicca qui che ti faccio vedere un po' di puppe'.
Posted by MarcoS at 14:53

Cani migratori.

Tutti 'sti pitbull che infestano notiziari TV e prime pagine dei giornali dov'erano fino a due settimana fa ?
Posted by MarcoS at 13:00

Tornato.

Ieri e' finita la settimana di gioco allo scienziato.
Sull'aereo il numero di partecipanti al congresso era cosi' alto che, se ci fosse stato un incidente, l'attivita' olandese di fisica in radioterapia si sarebbe interrotta per un bel po'.
Fortunatamente non e' capitato niente, quindi sono di nuovo up and blogging.
Posted by MarcoS at 10:58

12.09.03

A bientôt.

Me ne vo per una settimana circa a Ginevra, dove giocherò a fare lo scienziato con altre 4-500 persone, quindi, visto che scriverò poco o niente, per qualche giorno il blog è tutto vostro.
Se avete tempo per sfogliare qualcosa, riporto qui sotto alcune cose che ho letto o che mi piacerebbe leggere, se ne avessi il tempo.

-Breve storia del golpe in Cile dal sito della BBC, giusto per ricordarsi che di 11 settembre non c'è solo il 2001 ma anche il 1973, e che gli USA, che adesso si dicono così preoccupati per tutti i paesi in cui non c'è la democrazia, 30 anni fa hanno benedetto l'uccisione della democrazia da parte di Pinochet (per inciso, Pinochet è stato benedetto anche da questo Papa che piace così tanto ai sinistrorsi, quando fa comodo).(via Tribook)
-'Digital Right Management & Fair use'. E' forse il primo articolo che ho letto, circa un anno fa, sulla questione della protezione della 'proprietà intellettuale' in campo informatico e su come questo possa essere in conflitto con l'idea che esistono dei beni intellettuali che sono di tutti. Visto che siamo in un periodo di discussione sui brevetti software, mi sembra una buona lettura introduttiva per chi vuole cominciare a capire un po' di più di questi problemi.
-Vi ricordate dell'inchiesta sulla morte di Kelly, l'esperto inglese di armi, nella quale è coinvolto anche Tony Blair ?
Le trascrizioni degli interrogatori sono su un sito web. Ora, magari poi uno non se le va a leggere tutte, però, scusate la demagogia, c'è un po' di differenza tra un Primo Ministro che va dal giudice e gli dice cose che vengono rese pubbliche e un altro Primo Ministro che fa di tutto per non andare dai giudici e, se proprio deve, si fa interrogare a casa sua (magari alla mattina mentre si lava i denti, perchè non bisogna sprecare troppo tempo con i disurbati mentali) (via 7th Wave).
-Serie di articoli sulla tecnologia dei motori di ricerca. Siccome, nella maggior parte dei casi, quello che noi chiamiamo Internet è in realtà la porzione del web resaci disponibile dai motori di ricerca, sapere come funzionano forse male non fa (Via Momoblog).

Buona lettura.

Posted by MarcoS at 00:23

Male non fa.

Anche se penso che le petizioni servano a ben poco, a parte forse a far sentire meglio alcuni dei firmatari, ho firmato la petizione al Parlamento Europeo per dire che non sono d'accordo a rendere più facili i brevetti in ambito software, che la legge attuale mi va piu' che bene, e che vorrei fosse fatta rispettare con piu' rigore.
Gli interessi in ballo sulla brevettabilita' del software sono enormi, all'opinione pubblica questo argomento non potrebbe interessare di meno, e quindi la probabilita' che la nuova legge sia approvata e' pari a 0.99999999999.
In piu', se qualcuno mi dice che al mondo ci sono problemi piu' gravi, gli dico che ha ragione, a patto che non sia uno di quelli che dicono sempre che al mondo ci sono problemi piu' gravi, e usano questo come alibi per non dire/fare un tubo.
Cio' detto, provo a fare il mio pezzettino, scrivendo alla gente che capita da queste parti che un'opinione bisognerebbe farsela, e pigiando il tasto 'Firma'.
Posted by MarcoS at 00:01

11.09.03

E anche Erode non e' che fosse cosi' cattivo con i bambini.

Per indignarsi per certe cose bisogna prendere sul serio le persone che le pronunciano, e io con questo tizio ci ho rinunciato.
Se lo si puo' denunciare per apologia di fascismo, qualcuno lo faccia, diventera' l'ennesima causa aperta per quando ridiverra' una persona processabile; fatto questo, stendiamo un velo di impietoso silenzio e speriamo che il processo di autodistruzione attualmente in corso sia il piu' veloce possibile.
L'unica cosa da fare e' segnarsi le cose che dice e non dimenticarle; chi sa mai che tra qualche anno qualcuno provi a rivalutarlo come grande statista.
Per il resto, adda passa' a' nuttata.
Posted by MarcoS at 15:39

I dolori del giovane supplente

Leonardo è in forma, e racconta la vana attesa di un posto da insegnante facendosi aiutare da un po' di letteratura dell'Ottocento.
Secondo me, e' da leggere.
Posted by MarcoS at 12:15

Da non confondersi con BookLifting.

Altro che book crossing!
A Tao è venuto in mente di fare BookShifting, ovvero di andare in libreria e di scompaginare le pile dei libri in bella vista, coprendo best seller immeritevoli con libri che si ritengono più interessanti, così da fargli un po' di pubblicità.
Secondo me l'idea è interessante e facile da attuare, per cui quando vado in Italia la provo (qui in Olanda purtroppo devo quasi rinunciare al gusto di andar per librerie, almeno per il momento).
Posted by MarcoS at 08:00

10.09.03

Blogging gone mainstream.

Repubblica ci prova e parte con i blog di 5 giornalisti. Auguri. L'esperimento e' molto interessante, perche' Repubblica.it ha una quantita' mostruosa di visite giornaliere, e quindi sara' bello vedere se lo strumento del weblog regge all'impatto di una massa di visitatori.
Per esempio, lo strumento dei commenti funzionera' o diventera' un casino indescrivibile ?
Vedremo, intanto vale la pena notare che i blog di Repubblica nascono con una struttura tecnicamente fragile: no permalink al singolo post, no trackback, no feed RSS, impossibilita' di vedere commenti e post nella stessa pagina.
Insomma, a costo di passare per i soliti rompiballe, al momento sembra una cosa buttata li' per star dietro alla moda dei weblog, senza troppa attenzione ad aspetti non trascurabili.
O forse avranno visto Camillo e Wittgenstein sul sito del Foglio e avranno deciso che i weblog di un quotidiano non possono che essere cosi', come dire, minimalisti.
Posted by MarcoS at 13:27

Farla fuori dal vaso.

Repubblica oggi presenta una campagna lanciata dall'Istituto Europeo di Oncologia per scoraggiare l'abitudine al fumo nelle donne.
Il problema dell'articolo e' che mescola indistintamente informazioni stranote (fumare fa male), altre abbastanza note (i tumori al polmone delle donne sono in aumento) altre plausibili ma da dimostrare (migliori metodi diagnostici e/o di screening miglioreranno la situazione), altre infine totalmente infondate, almeno per il momento (sopravvivenza in aumento dal 10 all'85%). L'impressione e' che l'autore dell'articolo si sia fatto prendere un po' troppo dall'entusiasmo, e abbia dimenticato tutta una serie di "se", "probabilmente", "ammettendo che", "forse tra cinque anni dimostreremo che" etc. etc. che sicuramente avra' sentito dalle persone intervistate.
L'articolo, pero', ora e' stato pubblicato, e l'unico risultato che puo' suscitare e' l'intasamento del centralino dell'IEO da parte di pazienti che pensano ci sia un ospedale che fa miracoli rispetto al resto del mondo.
Purtroppo per loro, prima o poi troveranno qualcuno sufficientemente onesto e/o preparato da dirgli che non e' cosi'.
Posted by MarcoS at 10:13

09.09.03

Gli diamo una mano ?

La biblioteca dell' Università di Lund ha un progetto, Directory of open access journals, il cui scopo è compilare un elenco delle riviste specialistiche liberamente accessibili tramite Internet.
Al momento l'elenco è ancora scarno, io ho cominciato a proporre qualcosa (le pubblicazioni dell' Institute of Physics Publishing), se qualcuno di voi ha altri suggerimenti penso saranno graditi.
Posted by MarcoS at 21:51

Non son degno di te.

Se avete 5 minuti, leggetevi il post di Manteblog in cui si svela il campione mondiale del cosiddetto narcisismo dei blog.
Peccato che il suddetto campione non sia un blogger 'qualunque', ma una persona considerata culturalmente 'autorevole' (virgolette d'obbligo).
Trattasi infatti di Roberto Cotroneo, saggista-giornalista-scrittore-critico musicale e sicuramente tante altre cose che mi sfuggono, che dal suo blog delizia la platea con frasi come:

Ma Gio mi liquida con un non ho capito niente di Chopin e Delacroix e George Sand, e ignora che ho passato una vita intera a leggere e suonare Chopin, che so distinguere in un disco di Chopin un solo cambio di diteggiatura rispetto al testo originale e che di George Sand non soltanto so tutto, ma so anche piu' di molti altri, anche perche' ho delle lettera autografe della figlia Solange che nessuno ha mai letto e che forse un giorno pubblicherò.

Dopo questo sfiotto di ego purissimo, Baricco diventa uno che ha bisogno di un corso di autostima.

Posted by MarcoS at 13:15

Autobiografia in musica.

La predilezione di Hornby per gli elenchi è quasi patologica; uno dei motivi per cui ho smesso di leggere 'Alta fedeltà' è proprio la successione continua di elenchi delle cose/persone preferite sugli argomenti più disparati, che trovavo un po' stucchevole.
31 canzoni, che già dal titolo potrebbe sembrare l'apoteosi di questa mania, mi è invece sembrato un libro riuscito e assolutamente godibile.
Lo stile e' il solito di Hornby: leggero, non predicatorio, molto (auto)ironico e allo stesso tempo pieno di entusiasmo e di voglia di raccontare le cose importanti, quelle che rendono la vita particolarmente bella o particolarmente triste. La musica nel libro c'è, eccome, e non è solo un pretesto per parlare d'altro; allo stesso tempo, anche chi, come il sottoscritto, non ha sentito nessuna delle 31 canzoni citate, viene coinvolto dalla scrittura e immagina, in sottofondo, la musica di cui si parla.
Secondo qualcuno gli unici due modi possibili per scrivere di musica sono o cercare di descriverla per analogia/differenza rispetto ad altra musica, o parlare assolutamente d'altro cercando di trasmettere per analogia quel che viene suscitato dalla note e/o dalla voce di chi canta.
Hornby tenta di combinare questi due elementi, e secondo me l'esperimento è riuscito in pieno.
31 canzoni mi ha regalato qualche ora di totale distacco da quel che mi stava intorno (e la cosa non era male, trattandosi di viaggio in treno con qualche decina di fermate), e una sensazione finale di leggerezza e ottimismo non ebete, oltre ovviamente ad una lunga lista di canzoni da trovare.
Non mi sembra poco.
Posted by MarcoS at 09:08

07.09.03

Occhio a non lasciare il tuo DNA in giro.

L' articolo sugli OGM consigliato dall'autrice di pensieri oziosi qualche giorno fa da queste parti sarebbe considerato da alcuni fondamentalisti della lotta contro gli OGM un perfetto bersaglio contro il quale scagliarsi, e questo è probabilmente un indizio della sua buona qualità.
L' argomento di fondo del pezzo è la tesi per cui modificare in maniera limitata e locale il DNA di organismi viventi è un'evoluzione delle tecniche di miglioramento di una specie utilizzate da migliaia di anni e comunemente accettate da tutti, per quanto molto più approssimative. L'opposizione agli OGM, conseguentemente, è per certi versi assurda e figlia dell'ignoranza.
Questa tesi è per me condivisibile solo in parte, perchè non tiene conto di due problemi di una certa importanza.

-Sarebbe opportuno mantenere sempre una componente di dubbio, che in questo articolo è pari a zero, rispetto alla capacità dell'uomo di prevedere completamente l'interazione tra prodotti da lui sviluppati e l'ambiente in cui vengono immessi. Ciò non vuol dire trattenersi dall'ideare nuovi prodotti, ma essere consci che quel che funziona in versioni semplificate del mondo (p.es. un laboratorio) potrebbe funzionare diversamente nel mondo 'vero', e che le nostre previsioni non possono che derivare da modelli che, per definizione, introducono delle approssimazioni.
-Al momento, un problema molto scottante degli OGM non è certo che ci crescano 6 braccia dopo averli mangiati, quanto l'essere figli di tempi in cui è fortissima la tendenza a coprire e 'proteggere' con brevetti il sapere e la tecnologia necessari a produrre oggetti molto complessi, come ad esempio una specie vegetale con un patrimonio genetico molto preciso. Gli OGM sono probabilmente tra gli oggetti più coperti da brevetti; secondo le ditte, questo serve a proteggere la 'proprietà intellettuale' (o, più in soldoni, le risorse investite in ricerca), ma molto spesso lo scopo del brevetto è chiudere alla concorrenza una porzione del mercato.
Se/come sia possibile brevettare il DNA di un essere vivente è un argomento molto delicato che non può essere considerato solo nell'ottica di strumento per regolare la concorrenza tra le ditte; nell'ambito della biotecnologia c'è sicuramente un insieme di conoscenze e di prodotti che devono rimanere nel pubblico dominio, e che probabilmente devono essere definiti prima che le ditte biotech si spartiscano la torta.
In linea di massima mi sembra che concetti come l' Open Source siano importanti per le bioteconolgie almeno quanto per l'informatica.
Se le associazioni ambientaliste sollevassero questo tipo di problema, invece di lanciarsi in campagne semiterroristiche contro gli OGM, secondo me farebbero una gran cosa.

Posted by MarcoS at 18:54

05.09.03

De profundis

Fino a che Silvio Banana è deriso da qualche blogger, o fino a che contro di lui si scaglia Ezio Mauro con un editoriale fotocopia di molti altri scritti negli ultimi mesi, il nostro premier può stare assolutamente tranquillo.
Molto più problematico mi sembra ignorare l'editoriale di oggi in prima pagina del Corriere della Sera a firma Merlo.
Riporto solo il passaggio relativo alla supposta invidia di Montanelli e Biagi nei confronti di Berlusconi.

Nessuno di noi conosceva bene Berlusconi come lo conosceva Montanelli. Solo lui avrebbe capito, allarmato, da quale pozzo di disperazione affiori l'idea infantile che un re invidi un valletto, un gigante un nano, che un monumento della storia d'Italia, il quale aveva anche rifiutato il seggio di senatore a vita, abbia desiderato, fosse pure una volta, di indossare i tacchi e la pelata di un parvenu della politica.
E perchè mai Enzo Biagi dovrebbe invidiare un improvvisatore del quale non si possono invidiare nè la cultura nè l'intelligenza nè l'eleganza, ma solo il denaro, problematicamente accumulato ?

Io non so quanti governi in Italia siano andati avanti per molto tempo dopo essere stati massacrati in questo modo dal Corriere della Sera.
L'unica possibilitò di salvezza per il Silvio è data dalla anomalia italiana per cui i giornali contribuiscono solo marginalmente alla formazione dell'opinione pubblica.
L' editoriale del Foglio, poi, mi fa mettere definitivamente una croce sopra al quotidiano di Ferrara, che è ormai da considerarsi una copia elegante di Libero. Mi spiace per le persone intelligenti che contribuiscono a quel giornale, ma secondo me per chi continua in qualche modo a sostenere quella testata essere intelligente è diventato un'aggravante.

Posted by MarcoS at 18:45

04.09.03

Parole rubate ai comici.

Il nostro Primo Ministro ha solo sbagliato mestiere, perche' alcune delle sue dichiarazioni pubblicate oggi sono veramente godibili.
La mia preferita e' "Andreotti non e' mio amico, lui e' di sinistra".
Secondo me a Zelig lo prenderebbero, non fosse altro che Italia1 e' sua.
Posted by MarcoS at 13:28

Poi ci vietera' anche di dire le parolacce, perche' i bimbi educati non le dicono.

Anche io, come Emmebi, sono rimasto un po' stupito dalla dichiarazioni di Sirchia riguardo alle "cattive abitudini alimentari" degli italiani.
Il ministro e' stato intervistato due-tre giorni fa al TG, dopo un servizio introduttivo in cui si annunciava la catastrofe della settimana ("I nostri bambini sono i piu' grassi d'Europa", che sara' anche vero, ma non penso sia una notizia di ieri pomeriggio).
Il buon Sirchia se ne e' uscito con una frase del tipo "In campo alimentare e' un problema introdurre divieti, perche' sarebbero accettati male e alla fine forse inefficaci".
Secondo me il problema non e' tanto se sono inefficaci e ancor meno se sono accettati male (altrimenti, siccome io le multe le accetto male, perche' non eliminare le sanzioni dal codice della strada ?), il problema e' se hanno un senso.
Uno stato, cari liberisti dei miei stivali, non puo' essere uno stato etico, non puo' dirmi cosa devo mangiare e cosa no.
Gia' le campagne antifumo, anche se non ho mai fumato in vita mia, mi sembrano giustificate solo se hanno lo scopo di informare i fumatori (come se uno poi non sapesse che fumare fa male) ma soprattutto di proteggere la salute dei non fumatori.
Nel cibo questo problema non c'e': chi si strafoga fa del male a se stesso e basta. Uno puo' farglielo presente (senza tritare troppo i cosiddetti), ma la cosa finisce li'.
Poi, anche volendo passare ai divieti, cosa pensano di fare concretamente ?
Dire ai ristoranti "Se vi chiedono due primi, portategli un primo scondito e un'insalata" ?

Aggiornamento: io volevo scherzare sulla storia del ristorante, ma qui sembra vogliano proprio fare una cosa del genere.
De-li-rio.
Scommetto un porchetta da 5 Kg che questa menata non andrà da nessuna parte.

Posted by MarcoS at 13:14

03.09.03

Ecco cosa ne pensa il Presidente degli USA. Quello eletto.

E' curioso (ecco a voi l'understatement del giorno) pensare che, se solo in Florida non avessero sbagliato i conti, oggi il Presidente degli USA sarebbe una persona che dice queste cose (dalla traduzione di Pfaall):

Una serrata dialettica democratica comprende quasi sempre occasionali eccessi retorici e atti di fede, e tutti ci siamo abituati. Io stesso a volte me ne sono reso responsabile. Ma c'è una grande differenza fra questo e lo sforzo sistematico di manipolare i fatti al servizio di una ideologia assolutistica considerata prevalente sui più elementari doveri di onestà. Purtroppo, ritengo che non sia più possibile evitare la conclusione che quest'ultimo è il trattamento riservato al paese sotto la presidenza Bush.

In realtà Al Gore non si ferma qui, ma rincara la dose.

Aggiunge infatti:
In any case, what we now know to have been false impressions include the following:

(1) Saddam Hussein was partly responsible for the attack against us on September 11th, 2001, so a good way to respond to that attack would be to invade his country and forcibly remove him from power.

(2) Saddam was working closely with Osama Bin Laden and was actively supporting members of the Al Qaeda terrorist group, giving them weapons and money and bases and training, so launching a war against Iraq would be a good way to stop Al Qaeda from attacking us again.

(3) Saddam was about to give the terrorists poison gas and deadly germs that he had made into weapons which they could use to kill millions of Americans. Therefore common sense alone dictated that we should send our military into Iraq in order to protect our loved ones and ourselves against a grave threat.

(4) Saddam was on the verge of building nuclear bombs and giving them to the terrorists. And since the only thing preventing Saddam from acquiring a nuclear arsenal was access to enriched uranium, once our spies found out that he had bought the enrichment technology he needed and was actively trying to buy uranium from Africa, we had very little time left. Therefore it seemed imperative during last Fall's election campaign to set aside less urgent issues like the economy and instead focus on the congressional resolution approving war against Iraq.

(5) Our GI's would be welcomed with open arms by cheering Iraqis who would help them quickly establish public safety, free markets and Representative Democracy, so there wouldn't be that much risk that US soldiers would get bogged down in a guerrilla war.

(6) Even though the rest of the world was mostly opposed to the war, they would quickly fall in line after we won and then contribute lots of money and soldiers to help out, so there wouldn't be that much risk that US taxpayers would get stuck with a huge bill.

Now, of course, everybody knows that every single one of these impressions was just dead wrong. (il grassetto e' mio).

'Dead wrong' gli ha detto, mica 'questionable'.
Non sarebbe niente male se Bush avesse il pelo di rispondere.

Posted by MarcoS at 12:49

Avevano tre miti nel '70 o giù di lì.

Leonardo è tornato dalle vacanze e si è lanciato in una delle sue filippiche che spesso mi divertono e/o mi trovano d'accordo.
Questa volta il bersaglio sono quelli che, a distanza di 35 anni, continuano a menarcela su quanto è stato bello il '68, e quanto è stato importante, e quanto erano fighi loro, e quanto è importante ricordarlo, etc. etc.
Flavio Giusti commenta il post di Leonardo con osservazioni che, ancora una volta, trovo molto puntuali. Se avete tempo, leggete tutti e due i post.
Per quanto mi riguarda, il mito del '68 mi ha colpito solo di striscio. In politica, penso non abbia fatto troppi danni, anche se devo ammettere che a 16 anni pensavo che 'da grande' avrei votato Mario Capanna (ebbene si').
Con il senno di poi, il '68 ha fatto dei danni più che altro sul mio avvicinamento alla musica: a 15 anni sentivo quasi solo i cosiddetti 'cantautori' (parola ormai d'epoca) e sapevo a memoria i testi di tutte le canzoni di Guccini. Anche solo per apprezzare gli U2 ci ho messo un bel po', il jazz neanche a parlarne prima dei 25 anni.
Pensa che danni.
Per evitare di ripetere l'errore, nostra figlia Marta (2 anni e mezzo) si becca di tutto, dai Sigur Ros a 'Kind of Blue'; per cose tipo 'Variazioni Goldberg' aspettiamo ancora, ma lì è dura anche per noi.
Se è vera la teoria per cui una persona per diventare adulta deve far fuori, metaforicamente parlando, i suoi genitori, Marta a 16 anni girerà per la casa cantando 'Contessa' di Pietrangeli o qualche canzone delle mondine.

P.S. Indovinello facile facile per restare in tema: di chi è la canzone citata nel titolo ?
Se lo sapete:
a)Ditelo;
b)Vuol dire che da piccoli siete stati musicalmente traviati più o meno come me;
c)Vincete un viaggio premio in Via Paolo Fabbri 43.

Posted by MarcoS at 08:58

02.09.03

Consigli ?

Mi piacerebbe farmi un'opinione non troppo superficiale sugli OGM e quindi vi chiedo se avete qualche lettura da propormi che mi eviti di incappare tanto nei comunicati sullo stile 'Stop al cibo di Frankenstein !' quanto negli spot della Monsanto.
Da parte mia, mi impegno a condividere su questo weblog le cose che imparero'.
Posted by MarcoS at 18:20

Bignami reloaded.

Su kuro5hin, un sito dove appaiono a volte articoli interessanti in ambito tecnologico/informatico, oggi hanno pubblicato un articoletto di 3-4 pagine intitolato nientepopodimenoche A Quick Overview of Buddhism.
Ecco a voi il principio del fast food applicato alle religioni.
Domani se ne possono uscire con un 'Life for Dummies', cosi' poi sappiamo tutto quel che bisogna sapere, e non abbiamo piu' il problema di leggere ne' loro quello di scrivere.
Posted by MarcoS at 13:39

I commenti sono roba vostra.

Uno dei vantaggi di essere un blog 'di periferia' è poter avere uno spazio dei commenti che non diventa un bordello e che vale invece la pena evidenziare e valorizzare.
Per questo, come i pochi ma (da me) molto apprezzati aficionados avranno notato, da qualche settimana qui sulla colonna di destra appaiono gli ultimi 5 commenti ai post.
Per lo stesso motivo, sto cercando di entrare il meno possibile nei commenti, a meno che non ci siano domande esplicitamente rivolte al sottoscritto, o che non riesca a trattenermi.
L'idea è che io ho lo spazio del post, che basta ed avanza, e che i commenti sono spazio quasi esclusivo dei lettori.
E' quindi normale, e non segno di disinteresse, che molti vostri commenti rimangono senza mia replica.
Tenevo a precisare questa cosa, anche se forse non ce n'era il bisogno, perchè vorrei evitare di passare per puzzone snob quando invece il mio intento è quello di lasciarvi spazio.
Posted by MarcoS at 00:05

01.09.03

Comincio a preoccuparmi.

Sono due-tre volte che vedo il TG e mi trovo quasi d'accordo con Follini, il segretario del CCD.
Sarà grave ?
Più precisamente, quanto sarà grave ?
Oggi per esempio sulla porcata di Telekom Serbia ha detto:
"Sono garantista con tutti e quindi sono garantista anche con Fassino. Teniamo comunque presente che se il governo di centro-destra avesse comprato Telekom Serbia a quelle condizioni saremmo stati impalati sulla pubblica piazza".
Che gli dici a uno cosi ?
Voglio dire, a parte chiedergli quanto gli viene a stare con Berlusconi.
Posted by MarcoS at 23:27

Ladri.

Anche qui in Olanda si parla di crisi economica, di negozi che, in alcuni settori, chiudono uno dietro l'altro, e poi ti arrivano i messaggi di una mailing list sull'affitto di alloggi ad Amsterdam con messaggi come questi due:

Conveniently located flat in wooded area of Bussum-zuid. Large light livingroom, hall, toilet large seperate diningroom, kitchen with all appliences masterbedroom with bathroom, 2nd bedroom. extra bathroom toilet and laundryroom. Rent 2250 euro p.m.

Room available ... 2 mns walking distance from Leidseplein.
The room is medium sized and consists of a bed and a wardrobe. Rent is Eur 615 per month (all inc.) plus ....

La crisi economica certa gente non la spettina nemmeno.
Speriamo almeno che la nostra padrona di casa ci allunghi il contratto il piu' possibile.

Posted by MarcoS at 19:45

Blogging from Baghdad /2.

Ieri si e' chiuso, penso solo temporaneamente, Baghdad cafè, blog dell'inviato del TG1 Pino Scaccia, che è tornato in Italia e invita quindi i lettori ad andare sul suo blog 'normale'.
Per quel che ho visto, Baghdad Cafè è stato sommerso di elogi da tutti i blog che ne hanno parlato.
Posso dire che non mi entusiasma e che preferisco lo Scaccia giornalista ?
Provo qui a spiegare il perchè cercando di non sembrare ingeneroso verso una persona che evidentemente ci mette del suo, che probabilmente in un giorno in Irak rischia quello che io non rischio nemmeno in tutta la mia vita, e che scrive il blog rubando spazi ad un tempo libero che immagino inferiore al mio.

Le mie perplessità, lo ripeto, non riguardano il lavoro di Pino Scaccia; una persona che sta a Baghdad in questo periodo, per di più quando molti suoi colleghi passano il tempo a fare servizi inutili sul fatto che in estate fa caldo, merita rispetto e supporto.
Quello che mi chiedo però è se per una persona così il blog, e quel tipo di blog, sia lo strumento migliore per le cose che ha da dire, che secondo me ci sono.
A parte due cose assolutamente secondarie come il nome, che trovo molto evocativo ma non troppo pertinente, e l'aspetto grafico, che mi rende la lettura parecchio faticosa, quello che non mi convince troppo è la differenza tra lo Scaccia inviato e lo Scaccia blogger.
Scaccia inviato lo conoscono tutti quelli che vedono il TG1; il mio parere è che i suoi servizi siano mirati, interessanti e lontani dalla retorica.
Leggendo il blog, mi aspetterei le stesse cose, solo con qualche approfondimento e qualche elemento personale in più.
Invece mi trovo post come quello di oggi:

E' ora di tornare alla "nostra" normalita', anche se qualcosa comunque e' cambiato, fatalmente. Torno sul blog di casa che non casualmente ho chiamato INQUESTOMONDODISQUALI. Certo non dimentichero' ne' Baghdad ne' Kabul che restano attivi e dove continuero' a seguire l'evolversi delle situazioni in Iraq e Afghanistan. Chi mi vuol bene, come al solito, mi segua.

O frasi come queste:

Piccoli soliti vizi da zingari. E solita strada del ritorno. Consapevoli che sara’ pure quella della prossima partenza e poi ancora del ritorno. Tutto uguale? No, la magia e’ questa. Mai uguale. Senno’ non saremmo gabbiani. Ogni volta la terra, con le persone che vi abitano, sembra diversa vista dal cielo.

In questi post, la voglia di Scaccia di raccontare le sue sensazioni mi sembra come esplodere, più di una volta con il rischio di cadere nella retorica. Io, molto probabilmente, non sono in grado di capire l'esperienza di chi si trova in un paese in guerra e l'impatto che questo può avere sulla dimensione emotiva di una persona e sul suo desiderio di raccontare le proprie sensazioni.
Rimane il fatto che sento qualcosa che non mi torna. Innanzitutto, mi sembra che l'avere uno strumento in cui esprimersi senza vincoli, qual è il blog, produca risultati almeno per me meno interessanti di quelli a cui Scaccia arriva quando è costretto dai tempi e dal linguaggio del TG1. In più, ho una sensazione come di sdoppiamento di personalità: lo Scaccia "vero" è quello che chiama il suo blog come potrebbe farlo un 'giovane contro il sistema' o quello che appare nel TG più ufficiale d'Italia ?
Forse è solo un mio problema, o forse non capisco.
Ditemi voi.

Posted by MarcoS at 12:45