27.11.06

Gaia

Prima di salire su un treno, solo due righe per dire che la storia di questo tizio, che ha provato a fare reverse engineering di Google Earth per crearne un equivalente opensource finché un bel giorno Google gli ha mandato una letterina di 'cease and desist' (scritta da un ingegnere invece che da un avvocato, ma il succo è quello), è un bell' esempio capibile da tutti della differenza tra free as in free beer e free as in free speech e del fatto che disporre di dati liberi è importante almeno quanto disporre di software libero (e forse di più).
Non si tratta qui di dare del brutto e cattivo a Google (anche se la stessa cosa fatta da Microsoft avrebbe provocato ben più rumore), ma di ricordare che Google Earth e Google maps sono belle applicazioni basate su mappe non libere (i.e. non riutilizzabili per farci altro) e che per quanto riguarda dati geografici disponibili in pubblico dominio siamo messi maluccio.

Così scrisse Marco il 27.11.06 13:02
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