mi sembra che Rodotà (è ancora lui, poi?) ultimamente sia in preda a una specie di delirio che gli impedisce di collegare il cervello, o almeno di informarsi, prima di aprire la bocca. inquietante.
Scritto da: vanz il 17.04.06 22:57http://www.garanteprivacy.it/garante/navig/jsp/index.jsp?folderpath=Il+Garante
link struttura dell'autorita' . non c'e' traccia di Rodota'.
come e' il vecchio adagio?: "chi sa fa, e chi non sa insegna". ecco diciamo che siamo a questo livello.
Scritto da: pm10 il 18.04.06 10:42marco, non so. è vero che a noi le due richieste sembrano bizzarre (quella di savarese piú di quella di rodotà, ammetto), ma è anche vero che il nostro è un atteggiamento molto eurocentrico - nel senso che non siamo molto abituati al rispetto delle leggi nazionali da parte delle aziende.
in america non è così. a me ha sempre fatto una certa impressione, per esempio, vedere che nelle dichiarazioni sul copyright, nelle riviste scientifiche, siano esonerati dal pagamento di alcuni balzelli i dipendenti del governo federale degli stati uniti; o che alcune pagine internet siano accessibili solo dagli usa, perché così vogliono le leggi locali; o infiniti altri casi in cui si teme si possano diffondere dati sensibili.
ecco, io credo che - magari per casi meno risibili di questi, e senza arrivare agli estremi censorii della cina - l'europa dovrebbe poter chiedere anche alle grandi aziende di adeguare i loro prodotti alla weltanschauung (e alle norme politiche) europee, senza considerare i loro (pur ottimi) prodotti come caduti dal cielo. in fondo, in informatica tutto è modificabile. in fondo, nel caso specifico non si chiede la luna, ma solo di concordare un termine oltre il quale la cache viene svuotata; il che, tra l'altro, mi sembra un principio di buon senso.
delio, puoi concordare (o imporre) il comportamento con aziende europee, così come gli americani possono trattare con le aziende americane. se oltreoceano ci fosse una biblioteca che raccoglie informazioni inaccurate o (per noi) illegali avrebbe senso cercare di impedire ai nostri turisti di visitarla? avrebbe senso chiedere agli americani di cambiarla, se per loro va bene così com'è?
senza contare che tecnicamente è impossibile fare le cose unilateralmente senza arrivare ai livelli della cina. la struttura di internet richiede controllo totale o la protezione antiamericana è aggirabile. (persino il great firewall è aggirabile).
dementrio, è chiaro che se si va allo scontro frontale un governo democratico ha poche chance, a meno di non vietare l'accesso a google (e anche in quel caso...).
la domanda reale è: è davvero così importante per google offrire una cache di durata poco trasparente? perché non concordare un limite coi governi (e secondo me le questioni poste dal garante, almeno in astratto, possono avere senso) e attenervicisimi?
perché, a me sembra, di questo si sta parlando, e non di fantomatici autoaggiornamenti di google a notizie poco diffuse dai media.
Nei termini posti da Delio, che ad una rilettura dell'articolo mi sembrano del tutto corretti, la questione acquista un suo senso, ma continua a suonarmi molto discutibile che la durata di una cache possa essere decisa 'per decreto' dai singoli governi .
Google dovrebbe essere esplicito sulla durata, quello sì, ma da lì in poi ci sono limiti definibili a priori come migliori/peggiori per tutti ?
Boh.
> è davvero così importante per google offrire una
> cache di durata poco trasparente?
non è escluso che lo sia. macinare tutto internet non è cosa che si fa in due minuti, se l'algoritmo di ranking funziona bene probabilmente è anche perché la cache non ha scadenza fissa.
comunque, anche se fosse tecnicamente economica una scadenza a tot gg, che senso ha per i governi spiegare ad un'azienda il tipo di servizio che devono offrire? oppure, se il problema è il diritto all'oblio, vogliamo rendere illegale la wayback machine? la questione internazionale poi è troppo scivolosa: se google dovesse accontentare il diritto all'oblio italiano, come non accontentare anche il foobarstan dove è illegale parlare del meteo? se si riuscissero a mettere d'accordo tutti i governi del mondo comincerei a discutere di ben altro prima che di internet.
Scritto da: dementrio il 20.04.06 14:47il valore sociale e culturale della permanenza della cache è più importante di una limitazione della cache che non si capisce bene quale criterio seguirebbe e quale vantaggio avrebbe. secondo il garante, "perché va sempre garantito il diritto delle persone a comparire in Internet con informazioni esatte".
quello che non spiega è chi o cosa garantisce che le informazioni più recenti su una persona siano più esatte di quelle di un anno fa. e anche se stiamo parlando di diffamazione, che senso ha?
in ogni caso il criterio principale del ranking è la notorietà (quindi nella maggior parte dei casi l'utilità) dell'informazione. ed è l'unico sensatamente applicabile in questo mondo.