18.02.06

Sottile è il Signore. Pure troppo.

Pieno di buoni propositi e di voglia di abbeverarmi alle fonti del sapere, ho cominciato a leggere la biografia di Einstein scritta da Abraham Pais e pubblicata nella Biblioteca di Repubblica.
Non che mi aspettassi una cosina leggera, ma già a pagina 42 (i.e. a meno di un decimo del libro), dopo aver buttato lì con nonchalance 4 o 5 equazioni e aver citato en passant la costante di Rydberg (grazie al cielo c'è Wikipedia), il buon Pais se ne esce con:
L'unificazione definitiva delle interazioni debole ed elettromagnetica probabilmente non si è ancora raggiunta, ma sembra che si sia stabilita una solida testa di ponte mediante teorie locali di gauge non abeliane con rottura spontanea di simmetria.

Per quanto sia laureato in fisica (anche se gli studi risalgono a più di dieci anni fa e mi sono sempre tenuto a distanza di sicurezza dalla fisica teorica), ho seri dubbi che questo libro sia adatto a me.
C'è qualcuno là fuori che è riuscito a leggersi il suddetto tomo (e a divertirsi, possibilmente) senza avere un PhD in fisica teorica ?
Così scrisse Marco il 18.02.06 18:04
Commenti

Mi hai fatto sorridere ma anche venire i brividi (e chissà che dirà la gente quando leggerà il mio ultimo sbobbone di 750 pp...)!
I due primi erano carini, ad una lettura velocissima..:)

Scritto da: boh il 18.02.06 20:57

proprio in questi giorni ho (ri)letto Pensare in formule di Fabbrichesi, che sostiene la necessità di fornire anche formule matematiche quando si parla di scienza... solo che lui le commenta passo passo. Sono arrivato qua da BookRepublic, c'è anche la mia microrecensione di Fabbrichesi, se ti può interessare.

Scritto da: Vincenzo il 19.02.06 09:52

Vincenzo, sono d'accordo sul fatto che se vuoi fare un libro di scienza di un livello appena sopra il minimo le equazioni sono probabilmente necessarie, non solo utili.
Il problema è piuttosto come le equazioni si integrano nel testo, e più in generale il livello della trattazione.
Grazie della segnalazione del libro di Fabbrichesi, che non conoscevo. Leggerò la tua microrecensione.

Scritto da: marco il 19.02.06 10:18

Vincenzo, ho provato a commentare dalle tue parti, ma mi becco un 'Spam is not appreciated', affermazione sacrosanta che però non mi aiuta a capire cosa c'è di sbagliato nel mio commento.

Scritto da: marco il 19.02.06 10:27

"Pieno di buoni propositi e di voglia di abbeverarmi alle fonti del sapere".. è una premessa comune a molti. A maggior ragione si dovrebbe chiedere se l'operazione divulgativa di Repubblica doveva comprendere un testo che di divulgativo sembra avere pochino. Che poi uno arriva alla "fonte del sapere" e scopre che l'acqua sa di cloro...

Scritto da: Silvio il 20.02.06 08:41

Silvio, adesso sto provando a proseguire con la tattica 'Dove non capisco o mi costerebbe troppa fatica salto'.
Anche saltando continua a sembrarmi un libro accessibile ad un piccolo pubblico. Niente di male, anzi, basta saperlo ;-)
La comunicazione scientifica, almeno in Italia, tende a puntare più in basso che in alto (sto parlando di livello di complessità) per cui una tantum qualcuno che osa ci sta bene. Certo non bisogna stupirsi se molti lettori di Repubblica prenderanno quel libro, sfoglieranno due pagine e lo rimetteranno nello scaffale.

Scritto da: marco il 20.02.06 09:11

Marco: non so cosa succede, ora provo a capirlo.

Scritto da: Vincenzo il 20.02.06 09:35

Capito, forse: Pivot ha una lista forse troppo restrittiva di parole bloccate; può essere che nel tuo commento, in un qualche modo strano, ci fosse qualcosa che ha attivato l'antispam. Se ti capita di riprovare, magari ricordati il commento che provo a verificare...

Per quel che riguarda le cose serie, sono d'accordo che l'integrazione non è facile. Fabbrichesi ci prova, probabilmente Pais no. Peccato per la scelta di Repubblica, la divulgazione scientifica è questione delicata e si rischia il disamore.

Scritto da: Vincenzo il 20.02.06 09:46

A tua consolazione, la teoria del 'salto della riga' la utilizzo anch'io. Sulla divulgazione scientifica low profile so poco perchè mi mancano le basi anche per quella (ehehe) ma ti assicuro che non mi sembra che le cose siano migliori nel campo dell'umanistica, dove sguazzo volentieri. Ad es. sono curioso di vedere l'uscita (gratis) di "Macchiavelli" con il Sole24Ore di mercoledì.
Mi pare comunque di capire che nell'immaginario dei curatori di queste opere, le nostre case sono costellate di immense librerie di mogano prevalentemente vuote e le nostre vite del tutto estranee alle cure terrene e alle volgari esigenze che il tempo ci impone.. :-)

Scritto da: Silvio il 20.02.06 11:01

io l'ho letto da laureando in fisica teorica;
divertente!
gion

Scritto da: il 21.02.06 21:50

gion, nel tuo caso non mi stupisco che tu ti sia divertito assai !

Scritto da: marco il 22.02.06 21:32

> C'è qualcuno là fuori che è riuscito a leggersi il suddetto tomo (e a divertirsi, possibilmente) senza avere un PhD in fisica teorica ?

il mio ex coinquilino. ha un phd in fisica sperimentale :)

(lo leggero' anch'io questo libro prima o poi. i concetti di gauge invarianza e rottura spontanea di simmetria sono assolutamente di base per i particellari moderni; forse ai tempi in cui Pais ha scritto il libro erano piu' di moda di adesso, e poteva dare per scontato che il layman curioso ci si fosse gia' imbattuto altrove.)

Scritto da: dr.psycho il 23.02.06 13:35

ah, per chi fosse curioso: Pais aveva ragione, qualche anno dopo forza elettromagnetica e forza debole furono effettivamente unificate facendo uso di quei concetti li'.

Scritto da: dr.psycho il 23.02.06 13:36

Ecco, dr. psycho, cercavo proprio uno come lei.
Mica che ci farebbe una presentazione rapida a mo' di ripasso dei concetti di gauge invarianza e rottura spontanea di simmetria ad uso di laymen curiosi ;-) ?

Scritto da: marco il 23.02.06 15:08

Beh... Io un PhD in fisica ce l'ho, e tuttavia ho provato a leggere un libro di Pais (ma era un altro, ora come ora non mi sovviene - ha la copertina nera :) e mi sono cadute le palle dopo venti pagine. Quindi le tue 45 sono una buona prestazione secondo i miei standard.

Secondo me Pais scrive male, le formule c'entrano poco. Guarda, a me la storia della fisica interessa abbastanza, e Pais e' sicuramente imperdibile per un approfondimento del ventesimo secolo... Quindi ho cambiato obiettivi.

Ora leggo libri di scacchi.

Scritto da: Tommaso il 24.02.06 09:12

Io ho letto un paio di mesi fa l'autobiografia di Sacharov e l'ho trovata molto interessante, ma non divertente. E di formule ce ne sono poche...
Baci

Scritto da: cecilia il 26.02.06 00:50

Cecilia, effettivamente qualcuno che trovasse 'divertente' l' autobiografia di Sacharov mi preoccuperebbe un po'.

Scritto da: marco il 26.02.06 21:20

> Mica che ci farebbe una presentazione rapida a mo' di ripasso dei concetti di gauge invarianza e rottura spontanea di simmetria ad uso di laymen curiosi ;-) ?

ok, fatto.
http://drpsycho.livejournal.com/2006/03/05/

Scritto da: dr.psycho il 05.03.06 02:48
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