26.06.05

William Gibson, Pattern Recognition

A Tokyo sono capitato in una megalibreria triste assai, ma con una sezione di libri in Inglese a prezzi che qui ce li sogniamo. Appena uscito dal negozio ho cominciato a leggere uno degli acquisti, Pattern Recognition di William Gibson, scoprendo che parte della storia si svolgeva a Tokyo e che la protagonista dimorava in una pensioncina a cinque minuti dalla megalibreria.
Questa combinazione deve aver fatto scattare un meccanismo di identificazione (per Tokyo, non per la pensioncina), per cui sono stato subito catturato dal racconto, trovandolo molto interessante.
A ripensarci oggi, Pattern Recognition è una storia piacevole con qualche bella idea qua e là.
Non che lo sconsigli, anzi, anche perchè ha alcuni pregi non scontati, combinando persone e circostanze davvero anomale in una storia avvincente che nel complesso sta in piedi, e descrivendo delle dinamiche di rete (in questo caso di newsgroup) in modo non banale.
L'importante è che dimentichiate Neuromancer, nel caso l'aveste letto, e non diate retta alle recensioni che parlano di romanzo pieno di intuizioni profonde sulla tecnologia e sul marketing dei giorni nostri. Ci sono alcune belle idee, quello sì, in una storia che è però zeppa di stereotipi, anche quelli magari gradevoli, ma sempre stereotipi.
Per chi non disdegna storie avvincenti con elementi hi-tech, e' un ottimo libro da spiaggia.
Vista anche la stagione, non e' un difetto.
Così scrisse Marco il 26.06.05 23:16 | TrackBack
Commenti

Ciao Marco,
dovrai sentirti un po' in colpa visto che iniziero' a leggere il libro al piu' presto e cosi' facendo rimandero' altre cose :)

volevo chiederti una cosa che son curioso:
dici che kinokuniya e' triste assai, ma in base a cosa? per uno straniero che non legge in giapponese dovrebbe aver valore solo la sezione inglese e mi sembra tu ne sia soddisfatto. o non lo sei ed hai apprezzato solo i prezzi?

a presto!
e

Scritto da: Emanuel il 27.06.05 02:52

Ciao Emanuel,
vedro' di non farmi rodere dai sensi di colpa.
kinokuniya e' triste perche' mi e' parsa poco piu' di un magazzino in cui prendi i libri e te ne vai. Ci sono i soliti commessi cortesissimi e le ragazze che guidano l'ascensore, pero' arredi spartani, luci bruttine, posti per sedersi pochi o nessuno, mi pare niente caffetteria, insomma non e' un posto in cui ti viene voglia di fermarti.
La quantita' di libri giapponesi e' mostruosa e la sezione in Inglese mi pare di dimensioni buone, anche se alla fine occupa mezzo piano in una libreria di 7-8.
I criteri di selezione dei libri in Inglese non li ho capiti granche', comunque se non stai cercando un libro preciso qualcosa di interessante dovresti sempre riuscire a trovarlo.
La stessa catena ha un' altra libreria sempre a Shinjuku, ma non ci sono stato.

Scritto da: marco il 27.06.05 09:19

peccato che me lo sono fatta regalare a natale... e sinceramente non ne son ouscita entusiasta. io pero' davo la colpa alla mia comprensione dell'inglese.

Scritto da: pm10 il 27.06.05 17:42

Anche io non ho trovato l'inglese semplicissimo, ma non penso sia quello che mi ha lasciato un po' perplesso.

Scritto da: marco il 27.06.05 18:28

Io ho solo inserito nel campo di ricerca del mio browser "trasferirsi in Olanda", perchè sono un povero pazzo umano che ha una realtà poco gratificante in Italia e dopo aver vissuto le ultime due settimane qui, posteriormente a 6 giorni in quel di "Amstel Dam", come un incubo da cui svegliarsi e ritrovarsi li cittadino di uno dei tolleranti ombelici del mondo, voleva trovare chissà quale sogno realizzato dalla rete...chissà in quale favola credevo di poter venire proiettato dal web. Invece? Invece ho trovato questa catena di blog e...scusate se vi giudico, non è da me, ma siete F A V O L O S I !
Nelle vostre parole ho trovato conforto e luce. Siete la cosa più viva che ho incontrato da molti anni, sia in rete che nel mondo. Grazie. Scusate il disturbo.

Scritto da: Alfredo il 28.07.05 00:48
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