07.06.05

Referendum: un' ultima cosa

Chi decide di astenersi ai referendum non per motivi 'tattici' ma perche' pensa che pongano interrogativi troppo tecnici, sui quali la decisione spetta non all' elettorato ma agli esperti, gradirebbe vivere in una tecnocrazia ?
Oppure:
E' piu' snob promuovere quesiti oggettivamente difficili per la maggior parte dell' opinione pubblica oppure ritenere che le persone non siano in grado di analizzare problemi che riguardano da vicino la loro esistenza ?

L' unica alternativa seria alla tecnocrazia e' un' opinione pubblica (il piu' possibile) informata e partecipante, con tutte le difficolta' e rischi di strumentalizzazione che cio' comporta.
E' quindi necessario creare dei meccanismi che spingano le persone a riflettere sugli aspetti della propria vita che hanno rilevanza sulla convivenza civile.
I referendum, con tutti i loro moltissimi difetti, possono essere strumenti per promuovere questo processo di riflessione.
Quanti ne conoscete di molto piu' convincenti ?
Così scrisse Marco il 07.06.05 18:29 | TrackBack

Commenti

ho sfiorato il tema nel mio ultimo post, en passant, ma il margine della mia pagina sarebbe stato troppo angusto per la mirabile discussione che hai deciso di affrontare qui:)

Scritto da: dr.psycho il 07.06.05 12:17

una piccola annotazione o.t.. Il tuo blog utilizza una data "futura" ;)

hem hem sei in testa all'aggregatore in firma. Non che mi dispiaccia, ma non vorrei che qualcuno pensasse che ci siamo accordati :)

Scritto da: Roberto il 07.06.05 12:46

Grazie Roberto, adesso correggo.
Sperando di non passare per sborone, il problema e` dovuto al fatto che sono in un posto con qualche ora di fuso orario dall`Italia e, oltre a non riuscire a scrivere le lettere accentate, come si vede, armeggiando con ore e giorni ho fatto casino.

Scritto da: marco il 07.06.05 14:28

Semplicemente le persone preferiscono impegnare la loro capacità di analisi e di approfondimento in altro. Mi stupisco sempre ad ascoltare la sofisticazione delle dissertazioni calcistiche: la gente al bar possiede informazioni in materia ed accede a speculazioni tecniche per me inarrivabili. Un referendum sull'opportunità o meno di convocare Totti ( od un altro calciatore che neanche conosco ) in nazionale provocherebbe settimane di discussioni di alto livello con share vertiginosi, ed un intervento in tema della curia romana sarebbe vissuto come una inaccettabile interferenza.

Scritto da: milton il 07.06.05 16:43

altan ieri su repubblica: "siamo troppo scemi per decidere sugli embrioni però possiamo eleggerli quando diventano brizzolati"

Scritto da: the walrus il 07.06.05 17:18

Tecnocrazia e strumentalizzazione dei figli stanno TUTTE sul fronte pro-referendario.
Il referendum è certo utile, ma è come l'occhio e la mano evangelici: se danno scandalo è meglio astenersene (Cristo diceva cavare e tagliare).

Scritto da: luigipuddu il 11.06.05 22:08

Luigi, non so perche' citi la strumentalizzazione dei figli, che nel mio post non compare nemmeno di striscio.
Anche sulla posizione pro-tecnocrazia del fronte del si' qualche distinguo lo fare, perche' una cosa e' essere (semplifico) pro-tecnologia e una cosa pro-tecnocrazia. I due aspetti sono correlate, chiaro, ma non sono la stessa cosa.

Scritto da: marco il 14.06.05 09:18

Il problema non è il valore intrinseco per la democrazia ma la modalità storica in cui è stato attuato in Italia. I Radicali lo hanno stravolto ed usurato: decine di quesiti su temi contraddittori e marginali, spesso apprezzati e apprezzabili da minoranze, con vuoti legislativi che poi sono stati riempiti in modo incoerente rispetto a quello che la gente voleva. La pretesa di fare politica solo attraverso Referendum abrogativi e non attraverso Referendum propositivi in cui la gente potrebbe veramente scegliere e confrontarsi in modo compiuto, organico e costruttivo e non attreaverso si e No che mutilano singole parti di una legge e che possono essere interpretati nel modo che si vuole dal Parlamento, tipo il finanziamento pubblico dei partiti abolito a stragrande maggioranza e poi sostituito dal Parlamento con contributi elettorali ancora più costosi.

Scritto da: Tolli il 14.06.05 09:21

avete perso e questo è quanto.
dopo lo scudetto della juve
e zio fester che crede di essere a scherzi a parte con la sua coppa che non c'è
un'altra vittoria
alè!

Scritto da: chiiicco il 14.06.05 12:20

Tolli, anche sottoscrivendo tutto quel che dici, rimane il fatto che c'era un' occasione per dire la propria su questioni non irrilevanti e la gente se n'e' stata a casa.
Ad ognuno il suo: i radicali hanno la responsabilita' di aver sfinito l'elettorato con troppi referendum, l'elettorato ha la responsabilita' di essersi disinteressato del tutto di una questione rilevante per la convivenza civile.

Scritto da: marco il 14.06.05 13:11

Come per il dr. psyco, ho toccato lo stesso tema nel mio ultimo post.
Mi chiedo perche' e' assodato che l'astensione e' dovuta in maggior parte a disinteresse e non invece a cio' che tu chiami motivi tattici.
E' piu' snob ritenere che le persone non siano in grado di affrontare problemi complessi o non riconscere che dopo averlo fatto non sono d'accordo con noi?

E si', un'idea appena formata (diciamo in stato embrionale, per usare un facile calembour)su uno strumento che incentivi la riflessione nel popolo ce l'ho: si chiama referendum senza quorum.

Scritto da: fmf il 14.06.05 16:19

fmf, continuo a pensare che se uno pensa poi si esprime, e per esempio va a votare e vota no.
Non andando a votare impedisce la 'discussione', che in questo caso passava per la votazione e la conta di chi era favorevole e contrario ad una data legge
Personalmente non sono di quelli che dicevano: se non sei stupido/reazionario/bigotto devi andare a votare si'.
I quesiti referendari erano secondo me tutt'altro che banali e tutt'altro che bianco e nero, ma la campagna per l'astensione e l'astensione stessa hanno abbassato la discussione al livello piu' banale, quello del 'ho paura di perdere ed invece di giocare ti porto via il pallone'.
Come si fa, con un 75% di astenuti, a dire 'la gente ci ha pensato e poi non e' andata a votare a ragion veduta ?'
Qualcuno l'avra' fatto di sicuro, ma si perdono nella folla di chi se n'e' fregato. Seguendo il ragionamento di un' astensione enorme perche' meditata dovremmo andare tutti a Vibo Valentia, che con 90% di astensioni si candida a capitale di una nuova Magna Grecia ;-)

Scritto da: marco il 14.06.05 16:29

Ma senti, immagina per un attimo di essere stato profondamente per il no.
E immagina di sentire il pericolo di raggiungimento del quorum.
Avresti rischiato di votare no e avvicinare il rischio di sconfitta o ti saresti astenuto?
Perche' non votare, per me che sono per il no non e' impedire la discussione, e' ottenere il mio risultato.
(Che poi io non ero per il no, dio me ne scampi, ma la teoria e' la stessa...)

Occhio, sono pienamente d'accordo con te su chi si e' astenuto per pigrizia, su quello non c'e' da discutere, infatti personalmente sto assumendo che l'astensione sia stata ragionata e impegnando mezzo neurone su quale alternativa si potrebbe adottare per coprire questo buco logico nell'istituto del referendum.

Perche' se iniziassi a pensare che sia stata solo menefreghismo mi sentirei troppo una banana nella sua repubblica...

Scritto da: fmf il 14.06.05 16:52

Capisco perfettamente il ragionamento, ma penso che sia l'equivalente di mettere la testa sotto la sabbia.
Se la maggioranza degli italiani e' contraria a questa legge, e' giusto, mi/ci piaccia o no, che questa legge venga cambiata, e prima o poi verra' cambiata.
Se la maggioranza degli italiani e' invece favorevole, mi/ci piaccia o no, la legge deve rimanere quel che e'.
Personalmente non sono cosi' sicuro che il si' avrebbe vinto, non sono nemmeno cosi' sicuro che, se mi fossero arrivate le schede, avrei votato si' a tutti e quattro, e avrei preferito di gran lunga vedere il referendum raggiungere il quorum con la vittoria del no piuttosto che questo papocchio, in cui nessuno sa quanti italiani siano favorevoli o contrari ad una legge, quando invece c'era la possibilita' di saperlo.
Si possono dire molte cose su questo risultato, tranne che i fautori di questa legge abbiano dimostrato coraggio e convinzione delle proprie idee. Se erano davvero cosi' attaccati ai 'valori della vita' e tutte queste belle storie, avrebbero dovuto dimostrarlo.

Scritto da: marco il 14.06.05 17:13

Riguardo i conti su chi avrebbe vinto o meno, ti rimando a .mau.: lui e' un matematto e sa mettere le cose molto meglio di me. Il link e': http://xmau.com/notiziole/archives/001673.html

Scritto da: fmf il 14.06.05 17:39

I conti di .mau. dimostrano che i votanti del si' sono stati una percentuale ridotta della popolazione, mentre non dicono, perche' e' impossibile dirlo, quanti fossero per il no, quanti pensassero che questa non e' materia di referendum e quanti semplicemente se ne fregassero.
E' lecito aspettarsi che le persone per il no rimangono tali a prescindere dalla qualita' della campagna referendaria, i contrari al referendum pure, ma una campagna elettorale un po' meno squallida avrebbe *forse* ridotto la percentuale di 'menefreghisti', portandoli a dividersi nelle tre categorie possibili (si, no, non voto per principio) e quindi, potenzialmente, a produrre un esito del referendum diverso da quello che c'e' stato e, forse, piu' interessante, a prescindere dal risultato.

Scritto da: marco il 14.06.05 18:16

ma perché tanto odio e tanto guano spalato su una cosa bella come la tecnocrazia? :)

(e bentornato dal giappone, padrone di casa!)

Scritto da: delio il 18.06.05 13:29

Grazie Delio :)

Scritto da: marco il 18.06.05 16:32
Di' la tua









Per cercare di creare qualche ostacolo agli spammers, l'invio di commenti non può essere eseguito senza prima fare il 'preview' del commento e approvarlo. Scusa la seccatura.
Se il commento appena inviato non appare, prima di mandarlo di nuovo assicurati che il processo di invio sia terminato ed eventualmente ricarica la pagina premendo il tasto 'reload' sul browser.

Remember personal info?