29.03.05

Tough but fair

Hans Küng ne dice 11 a Giovanni Paolo II (grazie restodelmondo).
Chi non conosce Küng potrebbe pensare che cominciare la campagna elettorale per il nuovo Pontefice a Papa ancor vivo e' un tantino cinico, mentre si tratta di un teologo che dice cose di questo tono da parecchi anni ed il cui potere nella chiesa romana, come si puo' ben intuire, e' prossimo a zero.

P.S. Prego notare lo zelo papista del CorSera, che si e' premurato di associare al nome di Küng l'etichetta di 'teologo cattolico dissidente'.
Coltivo l'illusione che al prossimo articolo firmato da un autore ben visto in Vaticano comparira' la scritta 'teologo cattolico allineato'.

Così scrisse Marco il 29.03.05 14:09 | TrackBack

Commenti

I know it's tough, but it's "tough", though, not "though" :-)

Scritto da: Pensieri Oziosi il 29.03.05 15:59

io la tenevo pronta questa lucida e condivisibile analisi per chi si straccerà le vesti alla morte ormai prossima di Wojtyla...

Scritto da: dado il 29.03.05 16:19

Coltivare illusioni è tipico della primavera :)
Conosco Küng da un po'... abbastanza per dire che non ha tutti i torti, ma non sa esprimere le sue ragioni. Ne è prova anche questo intervento, per il quale l'aggettivo migliore mi sembra 'intempestivo'. Se voleva convincere qualcuno ha scelto il momento sbagliato. Se voleva aprire un dibattito, ha fatto pure peggio. La *Curia* romana ha altro da pensare e il Gregge di Dio ha troppi documentari e fiction religiose da videoregistrare. E pensare che ce ne sarebbero di cose da pensare, dire e fare, senza passare necessariamente dall'allineato Corsera.
Ma conservare la nostalgia per il dialogo anche all'interno della Chiesa, quello sì che mi sembra un buon giardinaggio.

Scritto da: Silvio il 29.03.05 16:49

Grazie a pensieri oziosi per avermi corretto l'errore del titolo.

Scritto da: marco il 29.03.05 16:58

Silvio,
secondo me, anche limando qualche rudezza evitabile, le posizioni di Küng risulteranno intempestive e polemiche da qui ai prossimi vent'anni, perche' il vento che tira ai piani alti della Chiesa e' tutto un altro: invece di sfruttare i benefici di una progressiva marginalizzazione numerica del cristianesimo, che non sono pochi, si continua ad aspirare alla grandeur politica e morale e si zittisce chi non si allinea.
Mi sa che se Küng dovesse aspettare il momento piu' opportuno per dire cio' che pensa, sarebbe zitto da decenni.

Scritto da: marco il 29.03.05 17:14

marco, il vero problema di quelli che la pensano come Hans Küng è -a parte la pavidità e la mediocrità degli intellettuali e dei politici che ritengono impraticabile qualunque spunto critico nei confronti di questo papato - che sembrano non avere cittadinanza da noi. Cosa ci fa dalle parti della Chiesa di Roma uno che ragiona modernamente, criticamente e laicamente, che non cerca nel Papa e nella Chiesa -nel migliore dei casi- la coperta di linus ? Con quelli come me, infatti, Küng sfonda una porta aperta: trova un pesante portone sbarrato, invece, presso quello che dovrebbe essere il suo uditorio, e cioè tra i cattolici, e temo seguiterà a trovarlo in futuro. Mi rendo conto di essere semplicistico, ma il posto per opinioni come le sue non c'è già da secoli tra i protestanti ? Il fatto è che i valdesi ed i metodisti, per esempio, mi pare non siano più di trentamila, ed a dispetto della loro modernità, della loro democrazia e del cristallino impegno sociale da pochi ricevono persino l'obolo di una firma per l'otto per mille dell'irpef.

Scritto da: milton il 30.03.05 08:33

Mettiamola così. Di quel che si dice ai piani alti della Curia non sono testimone. I documenti ufficiali, invece, si trovano in libreria e spesso sono libretti da 3 €. Purtroppo nessuno li legge (sono oggettivamente pesanti) e il sunto viene gentilmente offerto dai giornalisiti 'allineati'. Il che è triste.
Voci discordi o critiche nella chiesa ce ne sono da sempre e anche oggi. Don Tonino Bello, Enzo Bianchi, Helder Camara, lo stesso Boff che cita anche Kung. E poi Don Lorenzo Milani, per citarne uno che di botte ne ha prese tante.
Tutta gente che non ha aspettato il momento opportuno per dire quello che pensava, ma che l'ha fatto sperimentando sul campo, nei piani bassi della chiesa, un dialogo che portasse a qualcosa di nuovo. Ho l'illusione di dire che la Chiesa (non so se marginalizzata nei numeri o nella qualità) può ancora guardare in faccia la gente perchè ci sono e ci sono state figure così.
Kung, che mi fa il teologo da salotto all'ombra del Cupolone, scrive lettere ai giornali e ci spiega la rava e la fava senza essersi sporcato le manine sante tra la gente per spiegare il suo pensiero e viverlo, dopo averne tratto le debite conseguenze... non mi ispira molto.
Infine, è vero: c'è più confronto su questi temi in questo blog che nelle sacrestie di tutta Roma, dove è già partito il toto-nomina :(

Scritto da: Silvio il 30.03.05 10:35

Milton, concordo con quel che dici. La mia speranza è che idee come quelle di Kung non saranno sempre e comunque prive di cittadinanza nella Chiesa cattolica.
Silvio, probabilmente tu conosci la situazione meglio di te, e io non sapevo di Kung 'teologo da salotto'.
Mi pare che comunque anche in questo ambito di bianchi e neri ce ne siano pochi: Enzo Bianchi, la cui esperienza conosco un po', avrà sì avuto vita dura nel '65 o giù di lì, ma Bose, oggi come oggi, non mi sembra un'esperienza marginalizzata e vissuta con grandi privazione dai protagonisti. A Bose, tra l'altro, sono critici nei confronti di moltissime cose, ma non li ho mai visti criticare il papato di Giovanni Paolo II, cosa che a pensarci mi fa un po' specie.

Scritto da: marco il 30.03.05 23:41

Leggevo e mi chiedevo due cose: è davvero così importante criticare? E cos'è la critica?
Alla prima mi rispondo che è più importante mantenere uno 'spirito critico', cioè non bere tutto ciò che ci vogliono far bere. Poi si tratta semmai di valutare come esprimere l'eventuale dissenso. E così si arriva alla seconda domanda. Semplificando (e forse svilendo) al massimo l'argomento, per me criticare è costruire. Non distruggere, come spesso (anche nella chiesa) si pensa. La scuola di Barbiana, la comunità di Bose, altre oscure parrocchiette che nessuno conosce, *criticano* perchè costruiscono.
Non mi risulta, a riprova, che nessuna critica, anche sferzante, abbia scalfito i governanti o rovesciato sistemi. Ci sono riusciti a volte i movimenti di pensiero che hanno preso una forma concreta e quotidiana, lavorando dal basso.
Magari si brucia una foto di meno in piazza e, invece, si butta un po' di sano e puzzolente concime sulle piantine che daranno frutti tra dieci anni.

Scritto da: Silvio il 31.03.05 10:08

Silvio, e' chiaro che di per se' criticare non e' ne' un bene ne' un male, ed e' chiaro che una cosa e' dire la propria rimanendo sempre con il sedere al caldo e un'altra e' rimboccarsi le maniche e provare a fare cose magari meno appariscenti ma in prospettiva (forse) piu' utili.
Quel che volevo dire e' che, per esempio, la comunita' di Bose promuove una fede ed un modo di essere Chiesa molto diverso da quello che mi sembra proporre Giovanni Paolo II, ma che quando citano qualche affermazione del Papa sia solo su posizioni in accordo con il loro modo di vedere.

Scritto da: marco il 31.03.05 10:44

Prendo atto delle 'usanze' di Bose e non mi stupisco più di tanto ;). Propongo invece di andarci noi due qualche giorno (sotto mentite spoglie) a fare domande imbarazzanti e non 'allineate'. Così li mettiamo alla prova e torniamo a casa con un esperimento scientifico sul campo. Prenoto?

Scritto da: Silvio il 31.03.05 12:40

anche questa sarebbe un'esperienza "mistica" (?) interessante:
http://www.lafrateria.it/home.html

Amici ci sono stati ed è un vero paradiso. Certo, ha i suoi costi ( 300 €. la doppia/notte, circa 100 €. il menu, bevande escluse )...

Scritto da: milton il 31.03.05 15:30

Enzo Bianchi l'ho sentito parlare di persona a metà anni '80 e non mi è piaciuto affatto.
Küng se la prende da trent'anni col papa, ma se andate a leggere cosa ha scritto sul protestantesimo vedrete che dice "gli evangelici erano partiti bene, peccato che abbiano sostituito al monocentrismo assolutista cattolico tanti monocentrismi assolutisti locali".

Scritto da: .mau. il 01.04.05 17:25

.mau., benvenuto da queste parti.
Cos'è che non ti ha convinto nello specifico di Bianchi ?
Per quanto io l'abbia letto/sentito poco di recente, mi pare che al momento corra il rischio di dire cose abbastanza 'istituzionali', ovvero che il fatto di essere una delle persone di riferimento del cattolicesimo italiano anche per il mondo laico lo porti a non esporsi, cosa che invece la sua comunità mi sembra fare un poco di più.

Scritto da: marco il 01.04.05 23:33
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