Come abbiamo detto, il problema tecnico primario della radioterapia è focalizzare l'effetto delle radiazioni nella zona del tumore minimizzando il danno ai tessuti circostanti.
Definito il problema, vediamo come si prova a risolverlo.
Ipotizzo che la diagnosi sia cosa fatta e che la quantita' di radiazioni da erogare (la 'dose') sia state decisa optando per un trattamento cosiddetto radicale, che prevede un' alta dose e richiede di utilizzare tutti gli strumenti disponibili per irradiare il paziente nel modo più accurato possibile.
Il primo passo e' creare un modello dell'anatomia del paziente per poter simulare il trattamento ed ottimizzarne i parametri.
Lo strumento primario per ottenere questo modello e' la TAC, con la quale si crea una serie di immagini bidimensionali del paziente su un piano perpendicolare all'asse testa-piedi. Impilando queste immagini una sull'altra, si ottiene un modello tridimensionale dell'anatomia. I dati TAC hanno due pregi essenziali: danno informazioni geometriche accurate, essendo immagini non distorte e con una risoluzione spaziale nel piano dell'immagine intorno al mm, e forniscono informazioni su una proprieta' dei tessuti ('la densita' elettronica') che sara' essenziale per poter poi calcolare quanta energia rilasceranno le radiazioni all'interno dei tessuti stessi.
Negli ultimi anni il settore dell' imaging medico e' esploso e l'onda d'urto sta arrivando ovunque, radioterapia inclusa, dove non è più raro poter disporre anche della risonanza magnetica (RM). La RM, oltre al vantaggio di non erogare dose al paziente (la RM usa infatti campi magnetici, mentre la TAC usa raggi X), permette di differenziare meglio i cosiddetti 'tessuti molli' (in breve, tutto quello che non e' osso), facilitando cosi' l' individuazione di specifiche regioni anatomiche. Lo svantaggio, oltre al costo, e' che crea immagini con un certo grado di deformazione (oltre a problemi tecnico-logistici sui quali non vi annoio).
Inoltre, a fianco di metodi di imaging cosiddetto morfologico, come appunto la TAC e RM, il cui scopo e' rendere conto dell'anatomia, c'e' ultimamente un enorme sviluppo dell'imaging cosiddetto funzionale, che cerca di mappare tramite immagini processi/fenomeni come il metabolismo, la diffusione dell'ossigeno nei tessuti, la vascolarizzazione, etc.
Lo strumento di imaging funzionale più utilizzato in oncologia è la PET, della quale avete quasi sicuramente visto delle immagini in articoli divulgativi sulla funzionalita' del cervello, se non altro perche' le immagini PET sono su una scala di colori arbitrari invece che su livelli di grigio come TAC ed RM, per cui a metterle in un articolo fai un figurone e sei sicuro che la gente ci butta un occhio.
L'idea di base della PET è abbastanza semplice e molto interessante e consiste nel prendere una composto chimico coinvolto in un dato processo biologico e 'marcarne' le molecole aggiungendo una sostanza radioattiva. Una volta iniettato questa composto nel paziente, sarà possibile seguirne il percorso rilevando il segnale emesso.
In oncologia si usa spesso come tracciante una molecola di glucosio modificata, che permette di seguire i processi metabolici. Essendo il tumore caratterizzato da metabolismo elevato, individuando le zone del corpo dalle quali si riceve un segnale di radiazione superiore alla media si può avere un'idea della distribuzione delle cellule tumorali.
Per inciso, don't panic, non e' che il paziente rimane radioattivo per il resto della sua vita, anzi, il problema dei traccianti PET e' che le sostanze radioattive utilizzate hanno una vita media nell'ordine dei minuti, per cui bisogna produrle 'fresche' poco prima dell' esame e c'e' bisogno di un acceleratore di particelle apposito (un ciclotrone) per farlo, con tutti i costi e le complicazioni che ciò comporta. Questo e' il motivo principale per cui la PET e' al momento poco diffusa, anche se sicuramente decollerà nel futuro prossimo.
I dati PET non forniscono informazioni anatomiche dettagliate ed hanno una risoluzione spaziale non buona (intorno al mezzo cm), per cui devono spesso essere combinati con dati TC per dare informazioni chiare.
In radioterapia la PET viene al momento usata in particolare nei tumori del polmone, soprattutto per vedere se la malattia è limitata al tumore primario o si è già estesa ai linfonodi.
In teoria, la PET potrebbe essere d'aiuto per approcci un po' più sofisticati, come ad esempio focalizzare il trattamento in un'area particolare del tumore, o seguire l'evoluzione del tumore durante il ciclo di trattamento ed adattare di conseguenza la terapia, tutte cose che si stanno provando a fare, ma che, per quanto non sia un esperto di PET, non mi sembrano ancora parte di un sapere consolidato.
Il problema di base della PET e dell' imaging funzionale in genere (adesso si sta sviluppando molto anche la RM funzionale) è l'interpretazione dei dati. Da una parte, il metabolismo non è l'unico processo funzionale che interessa tracciare, per cui uno vorrebbe incrociare i dati di metabolismo con l'ipossia (carenza di ossigeno nei tessuti), la vascolarizzazione del tumore e così via, dall'altra al momento non si ha molta esperienza nell' interpretare l'evoluzione dei dati PET durante il trattamento, capire quale sia l'esatto significato biologico del segnale che si rileva, fare imaging non solo qualitativo ma anche quantitativo, etc. etc.
Ricapitolando, tutte le informazioni sull' anatomia ed eventualmente la funzionalità dei tessuti interessati all'irradiazione costituiscono un modello del paziente, grazie al quale si identifica l'area da colpire e gli organi sani circostanti. Partendo da questo dati, si esegue quindi quello che in gergo viene chiamato il 'piano di trattamento', ovvero si simula il processo di diffusione delle radiazioni nel corpo del paziente per ottimizzare i parametri di irraggiamento.
La prossima volta vi spiego come si esegue un piano di trattamento e lì, dr. psycho, si parlerà anche un po' di fisica, prometto.
Così scrisse Marco il 07.04.05 08:00
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Ma dì la verità: questa cosa la stai facendo davvero per noi, o ti serve per qualche conferenza divulgativa?
Mi sembra tutto così chiaro che non capisco se sono diventato io un genio (ipotesi principale) o tu un divulgatore provetto (ipotesi secondaria).
Ora so cos'è la PET, che aveva fatto anche la mia amica Silvia.
Non ho nessuna conferenza divulgativa in vista, ne' ne ho mai fatta una, quindi da quel punto di vista sto facendo la cosa per voi.
Detto questo, sto anche lavorando un po' per me, nel senso che la presentazione di questi argomenti ad un pubblico non specialista mi piace e mi sembra utile e non mi dispiacerebbe trovare modi, adesso a me del tutto ignoti, per cui parte del mio lavoro consistesse anche nel presentare argomenti simili a quello che sto presentando in forma accessibile ai piu', per cui vi uso come cavie per vedere se e come la cosa puo' funzionare :-)
Ok. Per quel che mi riguarda, usami pure come cavia. Per la Scienza questo e altro. Ma non iniettarmi niente di radioattivo...
Scritto da: Silvio il 07.04.05 12:41Cercavi un modo? Toh!
http://www-phys.science.unitn.it/lcosfi/index.html
Grazie Silvio, bel link, che sfruttero'.
Scritto da: marco il 07.04.05 14:57> e lì, dr. psycho, si parlerà anche un po' di fisica, prometto.
ahah ok.
qualche domandina, che sono curioso e non ne so niente.
la PET si fa osservando la coincidenza di due gamma back-to-back dall'annichilazione del positrone con qualche positrone, giusto?
che rivelatori si usano? e come si ricostruisce ad alta precisione il punto di annichilazione?
> del positrone con qualche positrone
intendevo con qualche *elettrone*.
Scritto da: dr.psycho il 07.04.05 18:40dr.psycho, per ora ti dico quel che so, che non è molto (so della PET per avere letto, ma non ci ho mai lavorato), poi se ti interessa approfondisco.
1. Sì, si rivelano in coincidenza i due gamma di annichilazione
2. Si usano rivelatori (scintillatore + fotomoltiplicatore, penso) con collimatore, per ricostruire la direzione di provenienza.
3. Grazie ad una sorta di TC a bassa di risoluzione si ha una mappa dei tessuti che permette di tenere conto dello spessore attraversato dai fotoni prima di arrivare sul rivelatore.
Non so se ho risposto del tutto. Dimmi tu.
Scritto da: marco il 07.04.05 21:52Ho trovato questo indirizzo con qualche dettaglio tecnico sulla PET (ma non l'ho (ancora) letto)
http://depts.washington.edu/nucmed/IRL/pet_intro/toc.html
Aggiungiamo una nota di costume? Sapete la relazione tra la TAC e i Beatles?
Scritto da: Fabrizio il 08.04.05 04:06Grazie Fabrizio per avermi messo la pulce nell'orecchio.
Da http://www.radiology-museum.be/Pdf/Article_0133.pdf
"an engineer at the English EMI (Electro-
Musical Instruments) was the first to
apply in 1973 computer tomography to medicine.
On a side note it is mentioned that the same company made a fortune through the record sales of the Beatles. EMI invested its profits in bold research projects which led to commercialization of a revolutionary computer tomography device:
the Emiscanner."
Google rules :)
Solo per dire che leggo questi pezzi con grande interesse.
Un lurker.
Grazie Massimo,
in questo caso anche il parere del lurker e' molto utile.
Dato che scrivere questi post mi prende abbastanza tempo, mi e' utile sapere se qualcuno li legge.
Grazie, Marco !
Sono dei post molto interessanti.
ciao
lurko nell'ombra anche io :E
Scritto da: Skid X il 11.04.05 16:15Avevo deciso di dedicarci il tempo necessario perche' mi interessava e leggendo velocemente di notte non ero mai riuscito a farlo: bene! Oggi, domenica, armato di portatile e piumone, ho compiuto l'opera direttamente nel lettone! Ho letto 0,1 e 2. E' tutto molto interessante, tutto molto chiaro, spero di non perdermi quando si parlerà di fisica in maniera un po' più approfondita! Grazie, alla prossima!
Scritto da: Emanuele il 17.04.05 12:11cos'e' una TC?
comunque grazie per le risposte e per il link!
TC è usato come sinonimo di TAC, ed è anche l'italianizzazione di CT (Computed Tomography)
Scritto da: marco il 19.04.05 00:02