Comincia qui una serie di post, che non so quanto durera', nella quale tentero' di spiegare cosa faccio di mestiere, ed in particolare cosa andro' a fare da qui a qualche mese, con un linguaggio spero accessibile ai piu' ma allo stesso tempo corretto e non troppo semplificatorio.
L'etichetta del mio mestiere e' 'fisico medico'. Piu' precisamente, da poco meno di dieci anni mi occupo della parte tecnica dei trattamenti di pazienti affetti da tumore e trattati con radioterapia.
Il motivo per cui mi accingo ad uno spiegone e' in parte perche' mi e' stato chiesto da alcuni lettori di questo blog, in parte perche' penso sia utile capire qualcosa di un ambito che ha a che fare con la salute e che coinvolge direttamente o indirettamente parecchie persone.
Si tratta inoltre di un campo, quello della radioterapia in particolare e dell'oncologia in generale, in cui c'e' la tendenza a schierarsi in virtu' di posizioni generali/generiche (p. es. pro o contro la medicina 'hi-tech') che di per se' sono sacrosante ma che non fa male irrobustire con un minimo di conoscenza dei dettagli.
Su questo blog si e' parlato e si continuera' a parlare di quando in quando di diversi approcci alla medicina, ma in questi post si discutera' di aspetti piu' tecnici senza ridiscutere ogni volta il contesto generale.
Anche se dovrebbe essere ovvio, mi preme sottolineare che se qualcuno arriva tramite Google cercando indicazioni terapeutiche, qui non le trovera', non fosse altro che non sono un medico.
In prima approssimazione, il mio mestiere ha a che fare con il fornire al medico uno strumento funzionante, non con il decidere se e come utilizzare questo strumento per un paziente specifico. Poi, a dire il vero, la faccenda non e' cosi' schematica, ma dovendo semplificare e' cosi' che funziona.
Così scrisse Marco il 07.03.05 10:12
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Un piccolo passo per l'uomo, ma un grande passo per la scienza medica. Ovvero: siamo felici che ti sia deciso a spiegarci cosa fai per la pagnotta. Ho lo stesso, grosso, problema a spiegarlo a Letizia...
Scritto da: Silvio il 07.03.05 12:37> posizioni generali/generiche (p. es. pro o contro la medicina 'hi-tech') che di per se' sono sacrosante
e qua mi ribello.
cosa c'e' di sacrosanto nell'avere una posizione su qualcosa di *tecnico* senza averne conoscenza?
e' lecito avere una posizione sull'aborto, sull'eutanasia, su tutte le questioni *etiche* in cui sapere la tecnica aggiunge ben poco. ma che senso ha esprimere un si' o un no alla medicina hi-tech prima di sapere almeno in che consiste e che benefici puo' dare (e in cambio magari di quali svantaggi)?
Tu ti ribelli ed io provero' a risponderti ;-), pero' ho bisogno di un po' di tempo, che' la cosa mi sembra intricata assai e non si risolve in una frase.
Scritto da: marco il 07.03.05 16:43caro marco, l'ultimo dei miei desideri é affollare il tuo blog con discussioni; ma sai che sono pigra ed il mio di blog é sempre fermo allo stesso punto.
il dottor psycho si ribella, ed il mio ego scalpita:
io ho una posizione su qualcosa di *tecnico* avendone piena conoscenza.
e la mia posizione NON E' A FAVORE.
oooh, l'ho scritto e giá mi sento meglio.
posso argomentare, ma non voglio scatenare un putiferio in casa d'altri.
semplicemente, approfitto dell'occasione per un'osservazione generale: si puó, e mi azzardo persino a dire che si dovrebbe, essere critici verso QUALUNQUE cosa.
difendere a spada tratta la "scienza", o piú in generale pretendere di spiegare tutto con un solo strumento, ha per me lo stesso limite di qualunque atteggiamento dogmatico.
baci e sorrisi per tutti.
Ciao Sara, non preoccuparti di scatenare putiferi.
Il problema che pone psycho pero', mi sembra un altro rispetto a quello che dici tu, soprattutto quando ti riferisci al tuo parere.
ma infatti io parlavo in generale, non del particolare (sul quale guarda caso non ho opinioni, coerentemente con quanto da me detto:))
Scritto da: dr.psycho il 08.03.05 21:40