17.08.04

Ultrà del nucleare

Gli scienziati di successo a fine carriera sono spesso delle mine vaganti: non hanno più bisogno di guadagnare il consenso dei loro colleghi, perchè l'hanno già ottenuto, della classe politica, perchè non hanno più necessità di finanziamenti, nè tantomeno dell'opinione pubblica, alla quale spesso non hanno riservato molta attenzione durante la loro carriera, figurarsi quando sono over 70.
Di conseguenza tendono a parlare senza mezzi termini, un po' perchè finalmente possono dire quel che pensano davvero, a volte risultando divertenti, un po' perchè si sentono in diritto di spiegare al mondo la loro personale teoria del tutto, in tal caso rischiando di farla fuori dal vaso.
Tutte queste cose mi sono tornate in mente sentendo l'intervista a James Lovelock raccolta da HardTALK riguardo al suo appoggio all'energia nucleare da fissione.
Per chi non avesse tempo o voglia di sentire l'intervista, cosa che consiglio, ecco una sintesi dei punti essenziali.

Lovelock è noto per aver formulato la teoria di Gaia, per la quale il pianeta Terra è un sistema che si autoregola, comportandosi in sostanza come se fosse un organismo vivente.
L'intervista parte da qui, e dalle recenti dichiarazioni di Lovelock preoccupato, come molti climatologi, dal fatto che il riscaldamento della Terra, comunemente attribuito all'attività umana e alla produzione in gran quantità di anidride carbonica, possa arrivare in poco tempo ad una soglia oltre la quale non sarà possibile evitare eventi catastrofici, come la fusione dei ghiacci della Groenlandia e di parte dell'Antartide.
Questa prima parte dell'intervista è abbastanza convenzionale e non dice niente di nuovo a chi non sia del tutto digiuno di questi argomenti; e' interessante sentirla più che altro per notare un tipico caso di duetto tra giornalista e scienziato, in cui la prima tenta a tutti i costi di estorcere dichiarazioni che facciano saltare lo spettatore dalla sedia, mentre il secondo puntualizza, separa metafore da dati di fatto, insomma esercita l'understatement.

Osservare l'interazione tra i due è interessante anche perchè, non appena si passa a parlare di energia nucleare, i ruoli vengono invertiti e Lovelock si diverte a fare affermazioni tranchant mentre la giornalista tenta di proporre al pubblico contenuti più consueti citando documenti di organismi internazionali e governi.
Lovelock comincia lo show ridendo a proposito degli accordi di Kyoto, da lui considerati ridicoli rispetto a quel che si dovrebbe fare davvero, e visti come un gesto della classe politica per dimostrare interesse verso le tematiche ambientali.

Il nucleare, definito da Lovelock 'safe ad available', è a suo avviso da promuovere come una delle fonti di energia da utilizzare, e la decisione di paesi come l'Inghilterra e la Germania di fare a meno di questa fonte di energia è giudicata disastrosa.
Lovelock cita uno studio svizzero per cui la fissione nucleare sarebbe di gran lunga il mezzo più sicuro per produrre energia, e, parlando di stoccaggio dei rifiuti radioattivi, sostiene che l'ammontare di rifiuti nucleari prodotti in Inghilterra dalla seconda guerra mondiale ad ora ammonta a 10 metri cubi, per cui la cosa non costuirebbe un problema vero, arrivando a dire che "Le miniere sono piene di sostanze tossiche, per esempio il mercurio, che ha un tempo di dimezzamento infinito, e mica ce ne preoccupiamo. Anche se le scorie nucleari non fossero perfettamente sigillate e contaminassero la biosfera, non ci sarebbe nessun problema da un volume così piccolo".

L'inventore di Gaia sostiene che tutta la fobia del nucleare sia in realtà un prodotto secondario della guerra fredda, quando il timore di una guerra nucleare era così grande che da ambedue le parti si è fatta disinformazione per rendere il più pauroso possibile il ricorso a testate nucleari.
Qui inserisce anche un pezzo da humor inglese: "Il rischio di cancro da radiazioni è largamente sovrastimato. Un terzo di noi muore di tumore a causa degli ossidanti, prodotti dal fatto che respiriamo ossigeno, e l'alternativa non è non respirare, perchè moriremmo molto prima".

Non faccio un resoconto minuzioso, che sennò diventa notte, ma l'intervista continua su questi toni, con la giornalista che continua a citare i documenti dell'IAEA o le paure dei governi, e Lovelock che risponde 'Certo, questo organismi vogliono soddisfare la percezione dell'opinione pubblica, e quindi dicono quel che la gente vuole sentirsi dire'.

Non so quali reazioni possano essere suscitate nei più da questo tipo di affermazioni.
Siccome molti penseranno che trattasi di un vecchio pazzo, io dico che, al netto delle forzature retoriche e di dati che non so quanto di parte, riconosco in quel che Lovelock dice qualcosa di ragionevole, in particolare quando si riferisce alla percezione del pubblico nei confronti del rischio da radiazioni, la cui componente irrazionale è molto alta.
Non so se affermazioni così flamboyant ottengano l'effetto voluto e non quello opposto, ma se servissero anche solo a far venire qualche dubbio agli ambientalisti puri e duri per cui il nucleare è il Male, non sarebbero state inutili.

Per la prossima intervista, sarebbe interessante che ad HardTALK organizzassero un faccia a faccia tra Lovelock e Bjorn Lomborg, l' autore di The skeptical environmentalist, altro sostenitore di tesi abbastanza controverse in campo ambientalistico.
Così scrisse Marco il 17.08.04 00:01

Commenti

Mi mancano un bel po' di elementi per dire la mia sull'argomento. Ma tanto per arricchire il già ricco Lunedì di Montag, rilevo che la stessa impressione me l'ha fatta il caro Rubbia, poche settimane fa ad Ambiente Italia (RaiTre). Il suo intervento a favore dell'energia solare (di questo si parlava) era del tutto sopra le righe, entusiastico, tranchant appunto. E anche qui il giornalista ci metteva del suo per riportarlo alla realtà. Ma una volta non si diceva che da giovani si è tutti incendiari e da vecchi tutti pompieri? Mah!

Scritto da: Silvio il 17.08.04 08:24

La tragedia è che su tematiche come quella dell'energia sembra impossibile imbastire un dibattito sereno e PRAGMATICO per poi assumere decisioni serie. Ogni tanto si accende un fuoco di paglia che fa scena e poi si spegne in un nulla di fatto. Mi chiedo, comunque, come si possa prendere decisioni da rispettare per decenni in un Paese in cui gli stessi proponenti un nuova legge spesso la criticano a fondo e ne preparano la radicale modifica il giorno dopo.

Scritto da: MIlton il 17.08.04 10:05

Nelle democrazie il rischio di populismo c'è per forza e i governi hanno sicuramente sempre un occhio rivolta ai sondaggi, ma credo che tanta gente ha paura del nucleare in modo intuitivo, non per via di Cernobyl, Hiroshima o per la guerra fredda. Ascoltando cosa dice la scienza spirituale sulle forze e scorie nucleari si scopre che il problema non è poi così sul livello materiale, ma che rischiamo di tagliarci la via del progresso, spirituale s'intende, e questo è molto più grave che morire di cancro.

Poi non lo sapevo, che la teoria di Gaia dice "come se fosse un organismo vivente". Perde un po', per me, ora. Ma senza'altro è un problema di definizione, cosa è vivo e cosa no.

Scritto da: ste il 17.08.04 22:33

ste: è il "come se" ad esser rilevante; in realtà, entrambi la biosfera e gli esseri viventi attingono a schemi di comportamento comuni.

quanto a Lovelock, se non ricordo male vi furono le solite risposte, da parte degli ambientalisti, preconfezionate e venate da una forte dose di misantropia che solo i verdi irriducibili sono in grado di avere.

Scritto da: zefram il 18.08.04 23:19

Premessa: a me la teoria di gaia mi è sempre sembrata una cagata pazzesca molto affascinante, al limite della paccottiglia new age (e una veloce ricerca sul database dell'isi mi conferma che Lovelock sarà anche un buon divulgatore delle sue idee, ma di scientifico pubblica pochino, anzi pressochè nulla). Se davvero gaia si autoregolasse poi, non vedrei la ragione di preoccuparmi più di tanto: anche noi siamo gaia, e con noi le nostre emissioni. Quando sarà troppo caldo, spegneremo i termosifoni d'inverno in mezzoglobo e sparirà l'effetto serra, ecco.
Seriamente: Rubbia da qualche anno è un ultrà della energia solare, e credo che non sia una boutade. Attualmente si stanno facendo grossi progressi, nulla di rivoluzionario ma passi avanti a livello di efficienza. Per il nucleare, il problema vero rimane, imho, più che nella sicurezza degli impianti (certamente migliorabile fino alla sicurezza pressochè completa) quello delle scorie e della sicurezza logistica di queste e dei combustibili (se rubo un camion di petrolio non ci faccio un cazzo, con poco plutonio ci costriusco un ordigno in cantina). Poi, per quanto Lovelock dica che non è un problema (ma vorrei controllare i dati che fornisce)l'uso di fonti che generano scorie pericolose è logicamente (ontologicamente?) perdente rispetto a quello di una fonte che come unico prodotto di scarto genera un pò di ombra... L'energia solare, quando sarà efficiente, non avrà rivali. Il problema è il nucleare ha una tecnologia (e relativi combustibili) bella e pronta, è la classica "strada facile".

Ste: cosa intendi con "scienza spirituale"?

Scritto da: mucho maas il 19.08.04 16:44

mucho maas: il tuo commento richiederebbe un post a parte, per cui vedrò di essere sintetico (forse a scapito di "buone maniere percepite").

1. la teoria di gaia dice, con molta semplicità, che in un sistema isolato come la terra tutto quanto tende a mantenere un equilibrio globale; la "paccottiglia new age" aggiunta da pseudo-scienziati è che questo equilibrio sia, in effetti, controllato da una qualche entità globale. questo per il solito difetto degli umani di cercare il numinoso dove non ce n'è.

2. sulla sicurezza degli impianti nucleari hai perfettamente ragione; in india mettono addetti alla lavanderia negli impianti, quindi siete tutti avvisati: il prossimo incidente sapete dove arriva. sul fatto che "se rubo un po' di plutonio faccio la bomba", hai un po' meno ragione. in primis perché rubare del plutonio non è facile come rubare un'autocistera; in secundis, perché ci fai la bomba, ma nel frattempo ti vedono anche al buio - e a quel punto potresti perfino non scappare alla CIA (che sono noti per perdersi interi stati).

3. l'energia solare non sarà mai efficiente sulla terra, per due ovvi motivi: per avere abbastanza energia per sostituire tutte le attuali fonti, dovremmo prendere il sahara e pavimentarlo di celle fotovoltaiche; e, in più, dovrebbero essere celle di fantascientifica concezione, dato che al massimo si arriva al 18% di efficienza. c'era chi proponeva un impianto orbitale: molto più piccolo (si parla sempre di chilometri quadrati, però), prende tutte le frequenze (fortuntamente per noi) assorbite dall'atmosfera e non occupa spazio sulla terra. quando dici "l'energia solare, quando sarà efficiente, non avrà rivali" potresti avere ragione - e il "quando" ad essere il problema. nella mia modesta opinione, non sarà mai davvero efficiente. faremmo meglio (e prima) a investire molti miliardi di euro nel progetto ITER, ovvero il reattore a fusione internazionale.

Scritto da: zefram il 19.08.04 23:14

"Scienza dello spirito" è sinonimo di "Antroposofia", fondata da Rudolf Steiner. Molti elementi nuovi sulla natura ci pervengono ora anche dalle interviste con gli spiriti elementari e naturali. Il problema è di vincere il riflesso anti- new age ed ascoltare. Non è che abbiamo poi capito tanto della gravitazione, per esempio, e neanche delle energie nucleari.

http://www.artemedica.it/pagenovalis/Cosa%20ci%20dicono%20gli%20esseri%20elementari.html

Scritto da: ste il 20.08.04 00:16

Zefram: citami le fonti dei tuoi dati, per favore.
Sul fatto di pavimentare l'intero Sahara, non mi sembra più difficile che ripempire il globo di oloeodotti o di centrali nucleari. Sulla questione dell'efficienza, il discorso è esattamente quello che faccio io: non so se ci sia un limite teorico ad essa, ma non credo, a da quello che mi ricordo di una conferenza di rubbia tenuta qui in ateneo un paio di anni fa sembrava che l'incremento fosse sensibile e contnuo.
Ste: ascoltare si può ascoltare tutto, basta chiamare le cose col loro nome e parlare la stessa lingua. Massimo rispetto, ma quel link che hai messo chiarisce che non stiamo parlando con lo stesso linguaggio. A meno che tu non sostenga che dobbiamo farci guidare, nelle nostre scelte energetiche, da una qualche tipa che parla con gli spiriti elementali.

Scritto da: mucho maas il 20.08.04 08:43

mucho maas: non servono fonti, servono conti. prendi l'output mondiale di energia, prendi l'output di un metro quadro di celle fotovoltaiche, e dividi per ottenere la superficie necessaria. in più, le celle fotovoltaiche non resistono che qualche ora, se esposte a temperatura e luce costanti. quanto alla crescita: c'è, ed è costantemente di qualche frazione percentuale. sono più di trent'anni che le celle fotovoltaiche hanno rendimenti dell'ordine del 16-18% (basta una ricerchina su google e su wikipedia per averne conferma). per avere rendimenti migliori, o c'è un improvviso balzo nella tecnologia del semiconduttori, oppure, come dicevo, si aumenta lo spettro assorbito; dato che buona parte dello spettro solare viene prima assorbito dalla nostra atmosfera, ecco che si dovrebbe piazzare una cella fotovoltaica nello spazio. in breve, la tecnologia di estrazione di energia dal sole è non solo anti-economica adesso, ma, probabilmente, lo sarà sempre.

Scritto da: zefram il 20.08.04 16:40

Zefram, stai scuotendo le mie speranze. appena ho tempo mi dedico a una ricerca in rete che devo esorcizzare il tuo pessimismo.

Scritto da: mucho maas il 20.08.04 17:28

al volo, un abstract, che purtroppo non ho l'accesso a questo giornale:

Martin A Green 2000 Nanotechnology 11 401-405

Prospects for photovoltaic efficiency enhancement using low-dimensional structures
Martin A Green
Photovoltaics Special Research Centre, University of New South Wales, Sydney 2052, Australia

E-mail: m.green@unsw.edu.au
Received 23 June 2000
Print publication: Issue 4 (December 2000)

Abstract. The use of photovoltaic solar cells provides an elegant way of converting sunlight to electricity. The photovoltaic industry is currently growing very rapidly, at a compounded rate of about 30% each year. Energy conversion efficiency is a key parameter with this technology since it directly impacts both material and deployment costs. The performance of the traditional bulk semiconductor solar cell is limited to about 33% while thermodynamic limits on the conversion of sunlight to electricity are much higher, at 93%. Low-dimensional structures appear capable of allowing much of this gap to be bridged. These structures allow increased flexibility with traditional efficiency enhancement approaches such as those based on `stacked' or tandem cells, which double efficiency limits to 68%. Perhaps more interestingly, they offer scope for completely new device concepts such as those relying on excitations between multiple energy bands and improved `hot-carrier' cells, that offer scope for similarly high performance.

doi:10.1088/0957-4484/11/4/342
URL: http://stacks.iop.org/0957-4484/11/401

Scritto da: mucho maas il 20.08.04 17:37

Non li ho ancora letti, ma sulla stesso argomento forse varebbe la pena dare un'occhiata a
http://www.lbl.gov/msd/PIs/Walukiewicz/02/02_8_Full_Solar_Spectrum.html
e
http://www.lbl.gov/Science-Articles/Archive/sb-MSD-multibandsolar-panels.html
ambedue relativi ai lavori del Lawrence Livermore Lab
Almeno uno dei due lavori e' pubblicato su Physical Review Letters, quindi non puo' essere puro promo.
Essendo lavori preliminari, puo' darsi che le dimensioni dei cristalli che riescono ad ottenere siano ancora minuscole, pero' come detto non ho ancora letto i due articoli.

Scritto da: marco il 20.08.04 17:55

mucho maas: Purtroppo pretendo proprio questo, ma non lasciarci guidare, si tratterebbe di ampliare l'orizzonte per decidere meglio, noi. Pare che è scattato anche il riflesso. Penso per andare avanti bisogna cercare di capire anche altri linguaggi.

Una parola sul fotovoltaico: Da 15 anni l'energia elettrica per nostra casa proviene da ca. 6 qm di pannelli solari. Naturalmente ci sono dei limiti ben precisi nel consumo. E sul globo alla fine è uguale: se non riusciamo a limitare i nostri bisogni energetici, spesso molto divertenti ma proprio superflui, ci penserà il sistema globo (o gaia se qualcuno vuole) a porre i limiti.

Poi c'è l'eolico che va a grandi passi pure. Se ricordo bene le Germania è arrivata a 10% di energia elettrica da fonti rinovabili.

Scritto da: ste il 20.08.04 22:32

Dico la mia su questioni cosi' coinvolgenti, da semplice spettatore:

-il problema del nucleare e' che e' si' una cosa Molto Bella, ma la fissione e' pericolosa e molto inquinante. La fusione e' altra cosa (il contrario, in particolare), e le speranze sono (o andrebbero) riposte tutte li' come dice saggiamente Zefram (ITER). Il problema e' che la fissione e' tecnologia pronta e collaudata, la fusione e' teoricamente irrealizzabile con le tecnologie di oggi.

- Energia eolica e solare andrebbero valorizzate MOLTO di piu'. Sento dire molte stronzate in proposito, come le eliche "deturpano" il paesaggio. Ma per favore: deturpa il paesaggio la nuvola di monossido che siamo costretti a respirare. E sul solare, ci sono celle ad altissima efficienza, che, con l'irradiazione che abbiamo in Italia, fossi io le avrei gia' messe ovunque possibile, sostituendo caldaie malandate e altre piccole produzioni.

-sulla teoria di Gaia non lo so, pero' non mi convince tanto neanche a me. La Terra ha tempi suoi, quindi sono convinto da una parte che l'uomo negli ultimi 100 anni ha fatto casino, ma anche che la sua percentuale di influenza nei cambiamenti climatici globali sia molto sovrastimata.

Augh!

Scritto da: Luciano Giustini il 26.08.04 12:14