05.06.04

Sembrano parole messe a caso, ma non sempre lo sono.

Detto, fatto, nonostante il rischio evidente di finire slashdotted:
  • Schwarz et al, Sensitivity of treatment plan optimisation for prostate cancer using the equivalent uniform dose (EUD) with respect to the rectal wall volume parameter, accepted for publication in Radiotherapy and Oncology.
  • Cho et al, Simplified intensity-modulated radiotherapy using pre-defined segments to reduce cardiac complication in left-sided breast cancer, Radiotherapy and Oncology 70 (2004) 213-241.
  • Schwarz et al, Importance of accurate dose calculation outside segment edges in intensity modulated radiotherapy treatment planning, Radiotherapy and Oncology 69 (2003) 305-314 .
  • Bär et al, A comparison of forward and inverse treatment planning for intensity-modulated radiotherapy of head and neck cancer, Radiotherapy and Oncology 69 (2003) 251-258.
Altri, spero, in futuro.
Così scrisse Marco il 05.06.04 17:00
Commenti

...ho provato a leggerne uno, il secondo, ma dopo qualche riga mi sono convinto del fatto che sono molto contento che ci sia tu, ed altri autorevoli scienziati e studiosi, che si occupano di queste cose, mi viene il dubbio che io, soprattutto il lunedì mattina, potrei non farcela!

Scritto da: Manu il 07.06.04 09:53

Ciao Manu, certo che anche tu, leggerti certi pipponi il lunedi' mattina, te le vai proprio a cercare.
Il secondo poi, lo ammetto, non e' che sia la cosa piu' eccitante del mondo. Il primo invece e' piu' clinico e dovrebbe avere un senso anche per i non addetti ai lavori.
Complimenti al coraggio, comunque.

Scritto da: marco il 07.06.04 10:03

Il coraggio non ci manca. Io ho provato a leggere il secondo, anche solo per esercitare l'inglese, ma ho fatto naufragio all'inizio del terzo capoverso. Certo che se ci mettevi delle figure... In compenso ti regalo questo http://polygen.org/web/Paper.539.0.html che ti servirà per trovare il titolo del prossimo articolo ;)

Scritto da: Silvio il 07.06.04 10:29

Le figure ci sono, ma forse non ti riferivi a quel tipo di figure.
Grazie per il link a polygen, sembra bello.
Me lo sono segnato e una di queste sere ci gioco un po'.

Scritto da: marco il 07.06.04 10:40

due domandine: innanzitutto, c'è una ragione per cui *tutti* i giornali matematici pubblicano a colonna unica e *tutti* (o sbaglio?) quelli fisici pubblicano a colonna doppia? e poi: come mail il secondo articolo non ha gli autori in ordine alfabetico? da noi i casi di autori in ordine non alfabetico sono rarissimi, al massimo qualche marito particolarmente cavaliere che fa firmare per prima sua moglie.

Scritto da: delio il 07.06.04 12:07

Sulle colonne non lo so.
Sull'ordine dei nomi seguiamo quello che mi sembra un orientamento dei medici, ovvero *non* alfabetico.
Il primo nome e' di quello che ha fatto maggior parte del lavoro e che (almeno qui dove lavoro adesso) ha scritto materialmente l'articolo, il secondo e' il collaboratore che ha lavorato di piu'. I nomi in mezzo, se ci sono, sono a volte poco piu' che onorifici e l'ultimo e' del responsabile del progetto nell'ambito del quale si e' fatto il lavoro.
Questa regola e' seguita anche per la tesi, per cui a me chiedono 4 lavori da primo autore e 1-2 da secondo autore.
C'e' poi la versione italica di questa modalita' (non di tutta Italia, pero' io l'ho sperimentata), per cui una persona fa il lavoro e poi il capo decide come si mettono i nomi, che spesso rispecchiano le amicizie e/o le esigenze politico-baronesche del momento.
Tanto per dire, sono partito dall'Italia come coautore di un articolo appena mandato, che e' tornato per correzioni mentre io ero gia' in Olanda e che e' stato rimandato alla rivista con il nome di un collega al posto del mio.
La rivista non valeva granche' e quindi non sono andato a fondo, ma, come puoi immaginare, sono robe che fanno girare le balle.

Scritto da: marco il 07.06.04 12:45

qualche volta credo davvero che i matematici siano extraterrestri. storie come le tue dalle nostre parti non le ho mai sentite. addirittura, in un caso a me è successo il contrario: un matematico abbastanza famoso mi ha suggerito un problema e ha marginalmente contribuito alla sua soluzione, ma visto che il 95% del lavoro l'avevo fatto io ho scritto l'articolo solo a mio nome - ero giovine e inesperto e pochissimo diplomatico. ho saputo dopo un anno che lui c'è rimasto un po' male, e questo è stato tutto. la mia testa è rimasta attaccata al collo, e ora lui mi ha anche fatto da relatore alla mia tesi.

Scritto da: delio il 07.06.04 13:51

mamma mia. so quanto è banale dirlo, ma ogni volta mi fa impressione vedere che c'è davvero gente che ne capisce di queste cose. e addirittura io la conosco :-)

a propos, Marco, abbiamo un amico e nuovo blogger che fa il ricercatore chimico. vagamente un collega, suppongo. se ti va di passare a dare un'occhiata è a
http://cryinglot.blogspot.com/

Scritto da: vanz il 07.06.04 16:59

Vanz, sono sicuro che se ci sedessimo tranquilli e ti spiegassi la cosa con calma a parole capiresti tutto.
La rocket science la fanno altri, io mi limito a prendere idee che in linea di principio funzionano e a tradurle in un modo che le renda utili ed applicabili nella quotidianita'. Magari una quotidianita' complicata, ma sempre di quotidianita' si tratta.

Scritto da: marco il 07.06.04 17:15

eccomi qui.
ma si sicuro della faccenda?
se è vero corro a postare dei contrbuti fondamentali alla chimica supramolecolare!
Per quanto riguarda i chimici noi si fa di norma così: ordine alfabetico, asterisco al boss o in casi eccezionali a colui che ha partorito l'idea o l'intera linea di ricerca

Scritto da: mucho maas il 11.06.04 13:56

Se vuoi leggerlo, il comunicato originale di Elsevier e' qui:
http://www.elsevier.com/wps/find/authored_newsitem.cws_home/companynews05_00145

Scritto da: marco il 11.06.04 14:12

letto, letto.
solo mi sembra un poco ambiguo, dato che consente di mettere online la versione finale (diciamo quella accettata? prima della correz bozze? dopo?) però butta li che: "However ... the final published version as it appears in the journal (PDF and HTML) will continue to be available *only* on an Elsevier site."
parrebbe di capire che non puoi prenderti il pdf così come appare on line e mettertelo nella homepage
in ogni caso sei il mio betatester ;)

Scritto da: mucho maas il 11.06.04 14:41

Sono andato a rileggermi quanto dicono ad Elsevier:
"Web posting of articles:
Authors of papers published in Elsevier journals can post their versions of the articles — whether pre-print versions or the
final versions as accepted by the journals — on pre-print servers and the authors' personal or institutional Web sites. Each
author posting should contain a link to the journal home page. Author postings are not to be used for commercial purposes,
such as systematic distribution or creating links for customers to articles. To preserve the integrity of the official record of
publication, the final published version as it appears in the journal will continue to be available only on an Elsevier site."

Io direi, quindi, che la questione 'quale versione ?' la risposta e' 'quella che vuoi, anche quella pubblicata', mentre sul pdf preso direttamente dalla rivista probabilmente hai ragione.
Forse e' piu' sicuro se mi faccio un pdf io e lo metto su.
En passant, noto che "To preserve the integrity of the official record of
publication, the final published version as it appears in the journal will continue to be available only on an Elsevier site" mi sembra una motivazione delle balle.

Scritto da: marco il 11.06.04 14:57

nel frattempo (mentre in multitasking sto submittendo un articolo accettat e revised alla wiley, su un giornale dall'indice d'impatto per me esorbitante, 7.5)ho guardato l'articolo del guardian e da li si capisce. Alla fine dell'articolo:
"Reed's change of heart was warmly welcomed by Stevan Harnad, ...

"There will be the predictable cavils from the pedants and those who have never understood the real meaning and nature of open access: 'It's only the final refereed draft, not the publisher's PDF; It does not include republishing rights; Elsevier is still not an open access publisher.'

cmq, come dice il tipo, è una bella svolta

Scritto da: mucho maas il 11.06.04 15:08

wow, 7.5, non ci arrivero' MAI.

Scritto da: marco il 11.06.04 15:14

beh, 2.8 è di tutto rispetto! è più o meno quello a cui normalmente ambisco, escluse alcune idee fortunate (botte di culo)
eppoi sei all'inizio, no?

Scritto da: mucho maas il 11.06.04 15:42

E' vero che sono all'inizio, ma un fisico che lavora in radioterapia ha in sostanza 4 riviste internazionali su cui pubblicare (2 per fisici e 2 anche per medici) e un I.F. di 2.8 e' grasso che cola, molto piu' in su non si va.
Non che la cosa mi cambi la vita, pero' vedere numeri come 7.5 fa sempre impressione :-)

Scritto da: marco il 11.06.04 15:52

un giornale con i.f. di 7,5? e che è, il corriere della sera?

(per noi poveri matematici il record assoluto è di 2,7 - il bullettin of the american math. society -, ma praticamente tutti gli altri sono ben sotto l'1,0).

Scritto da: delio il 11.06.04 18:30

Delio, questa me la segno.
Per inciso, come fisico l'unica possibilità di pubblicare su una rivista con i.f. > 3 è essere inserito in un articolo di medici mandato ad una rivista importante, e allora, supposto che lo studio sia abbastanza buono, the sky is the limit.
Oppure essere talmente fico da mandare una articolo a Nature o Science, ma quello è un livello che non mi appartiene.

Mucho maas, quand'è che ti doti di un bel feed, così ti leggo regolarmente ?

Scritto da: marco il 11.06.04 20:12

ehmm... pubblicherò anche su "angewandte chemie" (per noi il top, anche se Chemical Reviews ha un if di 20 e gli accounts of chemical research di 13), ma un feed... ne ho sentito parlare ma... ehhhh... ci ho anche un bimbo di 8 mesi a casa ... e la mano dx rotta... adesso ho qualche giorno di ferie e mi informo davvero, giuro...
cmq forte sto fatto di sentirsi un newbie se ti distrai un battito di ciglia...

Scritto da: mucho maas il 11.06.04 22:55